Carta d’identità: addio al cartaceo, solo in digitale


Dopo quasi vent’anni di attesa arriva la nuova Carta d’identità elettronica e le novità non sono poche a partire dalla presenza delle impronte digitali e la possibilità di indicare la scelta sulla donazione degli organi. Il decreto è stato appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dal ministero dell’Interno di concerto con i ministeri della Pubblica Amministrazione e dell’Economia. Non solo dati anagrafici, come in quella tradizionale, ma anche altre informazioni come, ad esempio, le impronte digitali (esclusi i bambini) e il dato (facoltativo) relativo alla volontà di donazione o diniego di organi o tessuti. Possono fare istanza di richiesta coloro che l’hanno smarrita, chi l’ha deteriorata o chi la deve rinnovare perchè scaduta. La grande novità è che la richiesta potrà anche essere fatta sul web attraverso l’apposito portale (Cieonlinne). Nella carta devono essere inserite l’immagine del volto del titolare, attraverso una foto digitalizzata, e l’immagine delle impronte digitali. Ma anche la firma autografata (nei casi previsti). Esprimere in vita il consenso alla donazione degli organi potrà avvenire l’invio telematico della volontà di ogni cittadino al Cnt (Centro nazionale trapianti). Possibile dare il consenso o il diniego della donazione modificando in qualunque momen

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Opzione Donna: a cosa è legata la proroga oltre il 2015?


Il testo uscito dalla Commissione Bilancio apre alla possibilità di proseguire la sperimentazione dell’opzione donna oltre il 2015 qualora residuino risorse sui fondi stanziati dal Governo. L’opzione donna guadagna la possibilità di essere prorogata oltre il 31 dicembre 2015 se avanzeranno risparmi dai 2,5 miliardi messi a disposizione dal Governo con il disegno di legge di stabilità. E’ questa la principale modifica approvata ieri con le ultime limature alla manovra in una seduta fiume dalla Commissione Bilancio della Camera. Un compromesso frutto di un intenso lavoro di mediazione condotto sotto traccia tra la minoranza dem che puntava ad una estensione del regime sperimentale per includere le nate nell’ultimo trimestre del 1958 e la Ragioneria Generale dello Stato ferma invece su una interpretazione restrittiva. L’opzione donna, com’è noto, è un regime sperimentale introdotto dalla legge Maroni nel 2004 che consente, sino alla fine di quest’anno, alle lavoratrici di andare in pensione, accettando un assegno determinato con il sistema contributivo (e quindi più leggero) se in possesso di almeno 57 anni di età e 3 mesi (58 anni e 3 mesi le autonome) e 35 di contributi. L’Inps, con due Circolari nel 2012, ha però interpretato il termine del 31 dicembre 2015 come data di decorrenza della pensione e non

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