PENSIONI E LEGGE DI STABILITA’


Le proposte sulla riforma delle pensioni per il 2016: quota 100, i pensionamenti flessibili, il prestito previdenziale, il Piano Boeri

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piero.

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APE Sociale e legge di stabilità


APE sociale: ecco gli esclusi

Requisiti pensione 2017-2019

Pensione anticipata nella Legge di Stabilità 2017: APE sociale con 30 anni di contributi o 36 anni per lavori usuranti e gravosi, precoci a quota 41 ammessi solo se con gli altri requisiti di categoria.

 

Requisiti troppo rigidi per l’APE sociale: la Legge di Stabilità 2017 approvata in CdM il 15 ottobre (schema di Legge di Bilancio) ha confermato quanto lamentato dalla Cgil al termine del vertice del 14 ottobre sulla Riforma Pensioni. Il requisito anagrafico è lo stesso dell’APE volontario: 63 anni e 7 mesi mentre quello contributivo è molto più stringente.

Se per l’APE volontario (a carico del lavoratore) bastano 20 anni di contributi versati, l‘asticella contributiva per l’accesso alla prestazione sociale (a carico dello Stato) è pari a 30 anni di contributi versati:

  • per disoccupati senza ammortizzatori sociali,
  • per disabili e parenti di primo grado e conviventi di disabili.

I contributi necessari salgono a 36 anni nel caso di contribuenti in costanza di lavoro che svolgono attività usuranti e gravose (almeno gli ultimi 6 anni di contributi versati devono riguardare attività pesanti). Un requisito fin troppo stringente rispetto ai 20 anni necessari per l’APE volontario. Ricordiamo che le categorie di lavori pesanti che hanno accesso all’APE sociale, oltre a quelle che già erano classificate come attività usuranti, sono state identificate:

  • edilizia,
  • marittimi,
  • alcune categorie di infermieri,
  • scavatori,
  • facchini,
  • macchinisti,
  • autisti di mezzi pesanti,
  • maestri scuole dell’infanzia.

Stringenti anche i requisiti per i lavoratori precoci, che potranno accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi solo disoccupati senza ammortizzatori / disabili o con disabili a carico / impegnati in attività usurante.

Non solo: l’APE è a carico dello Stato (non è dovuta nessuna restituzione del prestito pensionistico) – dunque a costo zero – solo per pensioni fino a 1.500 euro lorde, mentre per redditi previdenziali più alti intervengono le rate di restituzione limitatamente alla somma eccedente.

Secondo le stime del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, nell’APE Sociale rientreranno ”circa 35mila persone l’anno”, a cui si aggiungono 25mila precoci che agganceranno la pensione con 41 anni di contributi. Stime alternative, tuttavia, limitano a soli 25mila contribuenti il perimetro dei beneficiari. Riassume Nannicini, in relazione alle critiche della Cgil:

«sulla previdenza ci saranno 7 miliardi, quindi più dei 6 annunciati. E anche la Cgil condivide sei misure: cumulo, precoci, usuranti, penalizzazioni, 14esima, no tax area, mentre esprime riserve su due, APE e APE sociale».

Quali che siano le cifre corrette, sicuramente la platea è limitata dall’introduzione del paletto contributivo. Tra gli esclusi della Riforma Pensioni, almeno per adesso, sembrano esserci anche i potenziali beneficiari del cumulo gratuito dei contributi versati in diverse casse previdenziali: secondo le prime anticipazioni la misura riguarda solo i lavoratori INPS e non i professionisti o altre figure iscritti alle casse di categoria o gestioni separate non INPS.

 

 

Riforma Pensioni: calendario misure


Misure Fase 1

APE (sperimentale per due anni): anticipo pensionistico per ritirarsi su base volontaria a 63 anni (invece che a 66 anni e 7 mesi). Il lavoratore riceve dall’INPS un prestito, da restituire in 20 anni quando si matura la pensione. Il trattamento è finanziato dalla banca (scelta del lavoratore), con cui è obbligatorio stipulare un’assicurazione (anche la compagnia si può scegliere) contro il rischio di morte prima della restituzione (premorienza), così da tutelare anche gli eredi. Tendenzialmente, la restituzione peserà sulla pensione per circa il 5% annuo. L’APE sarà a carico dello Stato (APE sociale) per lavoratori in difficoltà (disoccupazione, lavori usuranti, problemi di salute, familiari disabili) o del datore di lavoro nel caso di ristrutturazione aziendale.

=> Pensione anticipata: simulazione costi APE

RITA: rendita integrativa anticipata, consente di riscattare la pensione complementare per avere una rendita temporanea nel periodo che manca alla pensione. Previste agevolazioni fiscali e incentivi per sfruttare il TFR accantonato in azienda.

Pensioni minime:  quattordicesima ai pensionati fino a 2 volte il minimo (circa 1.000 euro al mese), oggi destinata a trattamenti fino a 1,5 volte il minimo (750 euro al mese), con aumento dell’assegno per chi già lo percepisce; innalzamento no tax area a 8.125 euro per i pensionati sopra i 75 anni.

Cumulo contributi: applicazione del cumulo per raggiungere la pensione anticipata, contando anche il riscatto della laurea, sempre con calcolo della pensione pro-rata in base alle regole delle diverse gestioni.

=> Cumulo contributi per la pensione anticipata

Lavoratori precoci: pensione con 41 anni di contributi per chi ha almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento del 19esimo anno di età e svolge attività particolarmente gravose (da definire in sede di negoziato), niente più penalità per chi si ritira prima dei 62 anni.

Lavori usuranti: anticipo di 12 o 18 mesi sull’attuale età pensionabile (si eliminano le finestre mobili) per chi ha svolto lavori usuranti per almeno 7 anni negli ultimi 10 di vita lavorativa, oppure per la metà degli anni dell’intera vita lavorativa. Niente adeguamento alle aspettative di vita dal 2019 (per gli altri lavoratori ci sarà invece il nuovo scatto INPS) e semplificazioni burocratiche.

Fase 2

Dal 2017 ci si concentrerà sulla futura sostenibilità ed equità del sistema previdenziale con:

ulteriori misure di riforma del calcolo contributivo per renderlo più equo e flessibile e assicurare l’adeguatezza delle pensioni future dei giovani con redditi bassi e carriere discontinue e su ulteriori stimoli alla previdenza integrativa.

  • Pensione contributiva di garanzia per pensioni medio-basse;
  • scaglioni previdenziali con sistema di perequazione, rivalutazione più rappresentativa, recupero mancate rivalutazioni;
  • previdenza complementare;
  • flessibilità in uscita con diversa soglia minima (oggi a 2,8 volte l’assegno sociale);
  • lavoro di cura ai fini previdenziali;
  • adeguamento aspettative di vita differenti per alcune categorie di lavoratori (anche in base alle raccomandazioni OCSE);
  • separazione assistenza e previdenza ai fini statistici.

Considerazioni sulla legge di stabilità


«E’ fuori di dubbio che la Riforma Monti – Fornero ha irrigidito il mercato delle pensioni, sia quelle contributive sia per età». «Condivido l’impostazione del governo», ma «la soluzione non è l’APE sociale, che costa molti soldi. E nemmeno l’APE volontario, che invece costa troppo al pensionato».

La vera soluzione per la pensione anticipata, secondo Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali ed ex sottosegretario al Welfare (intervistato da PMI.it a margine del vertice conclusivo tra Governo e Sindacati sulla riforma delle pensioni da inserire nella Legge di Stabilità 2017), sarebbero i fondi di solidarietà.

«Sono molto utilizzati dal credito e dalle poste, che hanno prepensionato oltre 60mila bancari dal 2000 a oggi, con cinque anni di anticipo, senza pesare sulle finanze pubbliche. A differenza di quanto successo con le FS, o l’Alitalia».

Utilizzare i fondi di solidarietà secondo Brambilla è semplice:

«le imprese pagano il contributo, questo va al fondo. Mettiamo che in questo modo si copre il 70%, il restante 30% viene suddiviso fra le imprese che hanno mandato questo signori al fondo esubero».

APE aziendale

In questo modo, il prepensionamento lo pagano le imprese sfruttando quota parte di quanto già pagano per i fondi interprofessionali (che servono per la formazione): per i prossimi 4 o 5 anni, potrebbe essere destinata direttamente a un fondo di solidarietà. Lo Stato non pagherebbe nulla, non lasceremmo debito sulle spalle dei giovani e ci sarebbe una selezione rigida automatica, perché quando lo strumento di welfare è pagato da aziende e lavoratori si arriva a un numero fisiologico.

In realtà, nella Riforma Pensioni c’è una formula di anticipo pensionistico APE a carico delle imprese nell’ambito di una procedura aziendale. In questo caso ogni singola impresa paga la propria parte di prepensionamento. Invece, utilizzando i fondi, anche senza crisi aziendale il lavoratore potrebbe ritirarsi con cinque anni di anticipo utilizzando il fondo esuberi.

Un sistema previdenziale sostenibile deve prevedere un miglior rapporto tra lavoratori attivi e pensionati rispetto all’attuale situazione italiana di 1 a 1,36, un disastro (il totale è 24,5 milioni di occupati su 16 milioni di pensionati, dati Itinerari Previdenziali). Bisogna arrivare a 1,5 /1,55.

APE volontario

Il limite dell’APE volontario, invece, è che costa troppo: dal 6 al 10% l’anno, contro 3,14 che è il coefficiente di riparto attuariale. La flessibilità Damiano Baretta (una delle proposte presentate in Parlamento n.d.r.), costerebbe 3,10. L’APE quindi costa di più. Brambilla ritiene ostico il meccanismo dell’assicurazione bancaria. Il premio rischia di essere troppo alto e generare un’ulteriore spesa. Così rischiamo di passare dal 6% all’8% annuo.

In effetti, il meccanismo pubblico-privato intorno a cui ruota l’APE volontario è un po’ un’invenzione italiana, nel senso che non ci sono esempi di riferimento a livello internazionale. La formula attuale è come quella della riforma Dini: flessibilità in uscita pagata dal lavoratore, che percepirà una pensione più bassa. Il metodo contributivo garantisce equità fra contributi versati e prestazione.

Infine i giovani, intorno ai quali bisogna costruire la seconda fase della Riforma, affrontando il tema dell’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori con redditi bassi e discontinui. Il problema, dice Brambilla, non è il sistema previdenziale. Ci sono altri punti che l’Italia deve affrontare: all’estero, in media, i giovani entrano nel mondo del lavoro a 23-24 anni, da noi a 27-28. E’ un problema: un ragazzo italiano che lavora a 24 anni e va in pensione a 67, lavora 43 anni. Rispetto al requisito dei 35 anni di contributi necessari per l’APE, può perderne 7-8, e ritirarsi comunque a 67 anni prendendo il 74% dell’ultimo reddito. Il più alto di tutti i paesi industrializzati. Certo, se il reddito era di 800 euro c’è un problema, che però non è del sistema previdenziale. Se abbiamo alta evasione, redditi bassi, record di Neet, poi non possiamo avere il welfare della Svezia.

Legge di Stabilità: pensione anticipata


  • L’APE volontario (da 63 anni di età, con 3 anni e 7 mesi di anticipo sull’età pensionabile), a carico del lavoratore, richiede 20 anni di contributi e prevede una rata di restituzione del prestito pari a un taglio medio del 4,6% per ogni anno di anticipo sulla pensione, quindi con un costo massimo fino al 20% sulla pensione percepita per 20 anni
  • L’APE sociale a carico dello Stato richiede 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con parenti 1° grado con disabilità grave; servono 36 anni se in costanza di rapporto di lavoro di tipo usurante. Per queste categorie è necessario un reddito lordo massimo di 1.500 euro. Se il reddito è maggiore si paga una rata corrispondente alla parte eccedente. Il trattamento è riservato, come dicevamo, a disoccupati, disabili e categorie di lavoratori impegnati in attività usuranti, tra i quali il Governo ha aggiunto: maestre, operai edili, alcune categorie di infermieri, macchinisti, autisti di mezzi pesanti (bisogna aver svolto lavori usuranti per almeno metà dell’attività lavorativa o 7 anni negli ultimi 10 di lavoro).
  • L’APE imprese è a carico del datore di lavoro e si applica come incentivo alla pensione anticipata nell’ambito di ristrutturazioni aziendali, prevedendo un’agevolazione fiscale che compensi in parte il costo del trattamento.

Precoci

I lavoratori precoci (con almeno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età) potranno andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico se disoccupati o comunque rientranti nella platea dell’APE sociale (quota 41).

 

Altre misure

:prima dei 62 anni senza la penalizzazione dal 2019.

  • RITA: rendita integrativa anticipata, consente di riscattare la pensione complementare per avere una rendita temporanea nel periodo che manca alla pensione. Previste agevolazioni fiscali e incentivi per sfruttare il TFR accantonato in azienda.
  • Pensioni minime:  quattordicesima ai pensionati fino a 2 volte il minimo (circa 1.000 euro al mese), oggi destinata a trattamenti fino a 1,5 volte il minimo (750 euro al mese), con aumento dell’assegno per chi già lo percepisce; innalzamento no tax area a 8.125 euro per i pensionati sopra i 75 anni.
  • Cumulo contributi: applicazione del cumulo per raggiungere la pensione anticipata, contando anche il riscatto della laurea, sempre con calcolo della pensione pro-rata in base alle regole delle diverse gestioni.

Pensioni: Legge di stabiltà


Precoci quota 41, pensione per pochi

Le anticipazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in merito alla misura destinata ai precoci quota 41.

Con la Legge di Stabilità 2017 sono in arrivo novità sul fronte delle pensioni, soprattutto in termini di flessibilità di uscita dal mondo del lavoro: circa 35.000 lavoratori all’anno rientreranno nell’APE sociale, secondo le stime anticipate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, mentre i precoci che potranno uscire dopo 41 anni saranno circa 25.000 all’an

Si tratta dei lavoratori precoci, ovvero che hanno iniziato a lavorare almeno a 18 anni, che secondo le anticipazioni sulla Legge di Stabilità 2017 potranno uscire da lavoro avendo versato almeno 41 anni di contributi a patto che almeno 12 mesi, anche non continuativi, siano stati versati prima dei diciannove anni di età e rientrino in una della seguenti tre categorie di lavoratori:

  • disoccupati al termine della fruizione degli ammortizzatori sociali;
  • condizioni di salute che determinano una disabilità;
  • occupati in alcune attività particolarmente gravose che saranno individuate dal provvedimento definitivo.

Probabilmente oltre a queste tre categorie verrà inserita anche una quarta categoria costituita dai lavoratori che assistono un parente con disabilità grave convivente.

A queste condizioni i precoci potranno beneficiare dell’annullamento delle attuali penalizzazioni in caso di pensione anticipata, ovvero di uscita dal mondo del lavoro prima di aver compiuto i 62 anni di età.


Precoci quota 41, pensione per pochi

Le anticipazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in merito alla misura destinata ai precoci quota 41.

 

Con la Legge di Stabilità 2017 sono in arrivo novità sul fronte delle pensioni, soprattutto in termini di flessibilità di uscita dal mondo del lavoro: circa 35.000 lavoratori all’anno rientreranno nell’APE sociale, secondo le stime anticipate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, mentre i precoci che potranno uscire dopo 41 anni saranno circa 25.000 all’anno.

Si tratta dei lavoratori precoci, ovvero che hanno iniziato a lavorare almeno a 18 anni, che secondo le anticipazioni sulla Legge di Stabilità 2017 potranno uscire da lavoro avendo versato almeno 41 anni di contributi a patto che almeno 12 mesi, anche non continuativi, siano stati versati prima dei diciannove anni di età e rientrino in una della seguenti tre categorie di lavoratori:

  • disoccupati al termine della fruizione degli ammortizzatori sociali;
  • condizioni di salute che determinano una disabilità;
  • occupati in alcune attività particolarmente gravose che saranno individuate dal provvedimento definitivo.

Probabilmente oltre a queste tre categorie verrà inserita anche una quarta categoria costituita dai lavoratori che assistono un parente con disabilità grave convivente.

A queste condizioni i precoci potranno beneficiare dell’annullamento delle attuali penalizzazioni in caso di pensione anticipata, ovvero di uscita dal mondo del lavoro prima di aver compiuto i 62 anni di età.

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 136 | www.governo.it


LEGGE DI BILANCIO 2017Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (disegno di legge)Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019. Si tratta di una manovra di politica economica volta a sostenere la crescita e a rafforzare i servizi di base a disposizione di tutti i cittadini (sicurezza, salute, istruzione) e misure specifiche di sostegno alle fasce sociali più deboli che hanno subito i danni più evidenti della crisi degli anni scorsi. La manovra vale 27 miliardi.La manovra si compone del disegno di legge di Bilancio e di un decreto legge che contiene misure aventi carattere di particolare urgenza, tra le quali l’avvio del processo di chiusura di Equitalia.Di seguito, i punti qualificanti del provvedimento:COMPETITIVITA’: la manovra prevede prima di tutto misure di sostegno alla competitività e di stimolo agli investimenti secondo la strategia “Industria 4.0” con un effeto di mobilitazione di risorse di 20 miliardi. Tra gli strumenti, la proroga del super-ammortamento del 140% sull’acquisto di beni strumentali e l’iperammortamento, ovvero una maggiorazione dell’ammortamento al 250% sull’acquisto di beni strumentali e immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. E ancora, 1 miliardo al Fondo di Garanzia per le PMI che significa fino a 25 miliardi di credito per le piccole e medie imprese e la proroga della cosiddetta “Nuova Sabatini”, nonché misure di sostegno alle start-up innovative. Infine, è previsto un rafforzamento della detassazione dei premi di produttività.TASSE: si conferma la riduzione dell’Ires già disposta nella Legge di Stabilità del 2016 e la progressiva riduzione del carico fiscale. Grazie alla disattivazione della clausola di salvaguardia prevista in precedenti leggi di stabilità, si evitano aumenti per circa 15 miliardi di euro di Iva e accise. Per il triennio 2017-2019 viene abolita la cosiddetta “Irpef agricola”: i redditi dominicali e agricoli non concorrono cioè alla base imponibile Irpef di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. E per gli agricoltori under 40 è prevista la decontribuzione. Inoltre, il reddito d’impresa degli imprenditori persone fisiche viene assoggettato all’aliquota Iri del 24%, la stessa dell’Ires, anziché essere ricompreso nel reddito complessivo ed essere sottoposto alla progressività dell’Irpef: in questo modo l’imposta scenderà significativamente. La manovra prevede anche interventi a favore delle Partite Iva.PENSIONI: sette miliardi in tre anni a sostegno delle pensioni più basse, con l’introduzione e il rafforzamento della quattordicesima e la possibilità di andare in pensione prima. Aumenta la no tax area per i pensionati anche di età non superiore a 75 anni. L’Anticipo pensionistico (APE) spetta ai lavoratori che abbiano almeno 63 anni e sono a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia. Potranno accedere all’APE sociale i lavoratori che abbiano almeno 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con di parenti 1° grado con disabilità grave oppure per chi avrà raggiunto i 36 anni di contributi facendo dei lavori cosiddetti “pesanti”. Queste categorie di lavoratori potranno andare in pensione fino a tre anni e sette mesi prima senza nessun onere fino a 1.500 euro lordi di pensione. Potranno accedere all’APE volontaria i lavoratori che avranno 20 anni di contributi versati, in questo caso la rata di restituzione del prestito andrà di media dal 4,6% al 4,7%. L’APE aziendale ha gli stessi meccanismi di funzionamento di quella volontaria, ma i costi dell’operazione del prestito saranno a carico dell’azienda. Tutti gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria avranno diritto al cumulo gratuito dei contributi ai fini della pensione anticipata e di vecchiaia. SANITA’: si conferma il finanziamento al Servizio sanitario nazionale e vengono introdotte finalizzazioni per cure avanzate (farmaci oncologici, per l’epatite C etc) e per la stabilizzazione di giovani medici e infermieri. 113 miliardi (2 in più del 2015). SOCIALE: sono previste misure a sostegno della povertà. Dal 2018, con risparmi “istituzionali”, ci saranno 500 milioni di aumento del Fondo per la lotta alla povertà. Da subito, 50 milioni al Fondo dedicato alla non autosufficienza. Alle politiche per la famiglia vanno 600 milioni.PARI OPPORTUNITA’: 60 i milioni destinati al piano antitratta, a quello contro la violenza alle donne e a sostegno dell’impresa femminile.TERREMOTO: 4,5 i miliardi che vanno alla ricostruzione di Accumoli, Amatrice, Arquata e degli altri territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016. INCENTIVI: 3 miliardi in tre anni per bonus dedicati alle ristrutturazioni edilizie (anche per condomini e alberghi), per il contrasto al dissesto idrogeologico e per l’edilizia scolastica. Previsto il potenziamento di quelli per la riqualificazione energetica e per gli adeguame

Sorgente: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 136 | www.governo.it