L’Inps, con la circolare n. 8 del 17 gennaio 2017, descrivono i criteri e le modalità applicative della rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, e l’impostazione dei relativi pagamenti per l’anno 2017.

via INPS :CIRCOLARE SULLE PENSIONI E PRESTAZIONI ASSISTENZIALI NEL 2017 — Francesco Colaci’s BLOG

ecco i minimi INPS


Pensioni 2017 ferme: ecco i minimi INPS

Pensioni 2017 ferme, indice di rivalutazione pari a zero, rischio recupero perequazione 2014-2015 da aprile: fine del contributo di solidarietà pensionati con assegni alti.

Barbara Weizs

Le pensioni 2017 avranno gli stessi importi dell’anno scorso, gli indici di rivalutazione ufficialmente comunicati dall’INPS sono pari a zero, ma da aprile vengono trattenute le somme relative alla perequazione arretrata del biennio 2014-2015 (a meno che non intervenga un rinvio, ad esempio con il Milleproroghe). Una buona notizia riguarda invece le pensioni alte, superiori a 14 volte il minimo: fine del contributo di solidarietà applicato negli anni scorsi, l’assegno torna pieno. Vediamo nel dettaglio gli assegni 2017 per le diverse tipologie di pensioni, comunicati con la circolare 8/2017 dell’istituto di previdenza,  il calendario dei pagamenti, le novità sulla tassazione.

Iniziamo con le pensioni minime, ricordando che i relativi importi sono anche la base per l’individuazione di limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito, e non solo. Per l’anticipo pensionistico APE, ad esempio, uno dei requisiti è che la pensione maturata sia pari ad almeno 1,4 volte il minimo. Ecco gli importi delle pensioni minime 2017:

  • lavoratori dipendenti e autonomi: 501,89 euro al mese. Importo annuo: 6.524,57.
  • Assegni vitalizi: 286,09 euro al mese, 3.719,17 euro annui.
  • Pensione sociale: 369,26 euro al mese, 4.800,38 euro annui.
  • Assegno sociale: 448,07 euro al mese, 5.824,91 euro annui.
  • Pensioni assegni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti: 279,47 euro al mese.

Anche i limiti di reddito sono invariati:

  • reddito personale pensione sociale: 4.800,38 euro annui.
  • Reddito coniugale pensione sociale: 16.539,86 euro annui.
  • Reddito personale assegno sociale: 5.824,91 euro annui.
  • Reddito coniugale assegno sociale: 11.649,82 euro annui.
  • Reddito invalidi totali, ciechi e sordomuti: 16.532,10 annui.
  • Reddito invalidi parziali, minori: 4.800,38 euro annui.

I limiti di reddito per le sopra elencate pensioni invalidi si applicano anche agli assegni sociali sostitutivi dell’invalidità civile riconosciuta dopo il compimento di 65 anni e 7 mesi di età.

Per quanto riguarda le date di pagamento, sia alle Poste sia in banca, il termine è sempre il primo giorno del mese, con le seguenti eccezioni: per coloro che ricevono al pensione alle poste, in gennaio il pagamento è avvenuto il secondo giorno bancabile (il 3 gennaio), e saranno effettuati il 2 i versamenti di maggio, ottobre e novembre. Per coloro che ricevono la pensione sul conto corrente, in gennaio il versamento è stato effettuato il 3, e slitterà al 3 del mese anche in aprile e luglio, mentre verrà effettuato il 2 del mese in maggio, ottobre, novembre.

Attenzione: l’INPS deve ancora recuperare parte del conguaglio negativo 2014-2015. Il provvisorio prevedeva una rivalutazione dello 0,3%, il definitivo 2015 si è fermato a +0,2%, lo 0,1% da recuperare è stato differito al 2017 dalla Legge di Stabilità dell’anno scorso. Risultato: a partire dal prossimo mese di aprile, viene effettuato il conguaglio, distribuito su quattro rate. Non si esclude che nel Milleproroghe, in sede di conversione, venga inserito un emendamento che stabilisca un nuovo rinvio.

Infine, novità sulla tassazione. La Legge di Bilancio 2017 (comma 210) ha alzato la no tax area pensionati. Ecco come si applicano le detrazioni 2017:

  • pensione fino a 8mila euro: fino a 1880;
  • da 8mila a 15mila euro: detrazione di 1297 euro, a cui si aggiunge il prodotto fra 583 e il rapporto della differenza fra 15mila e il reddito con 7mila. L’equazione: 1297 + 583 x (15.000 – reddito)/7.000.
  • Da 15mila a 55mila euro: detrazione di 1297 euro moltiplicato per il rapporto fra la diferenza fra 55mila e il reddito e 40mila. L’equazione: 1297 x (55.000 – reddito) / 40.000.
  • Oltre 55mila euro: nessuna detrazione.

Rimborso ricongiunzione onerosa


Rimborso ricongiunzione onerosa

I lavoratori che hanno già avviato pratiche di ricongiunzione onerosa o totalizzazione possono recedere e passare al cumulo, con diritto al rimborso: novità Riforma Pensioni.

Una delle novità fondamentali del nuovo cumulo gratuito contributi previsto dalla Legge di Bilancio consiste nella possibilità di utilizzo anche da parte di coloro che negli anni precedenti avevano già avviato pratiche di ricongiunzione onerosa o di totalizzazione contributi. Ci sono una serie di paletti, ad esempio la ricongiunzione non deve essere già stata completata con il pagamento integrale di quanto dovuto. Ma c’è il diritto al rimborso di quanto già versato. Vediamo esattamente quali possibilità si aprono con la nuova legge.

Il nuovo cumulo gratuito contributi è previsto dal comma 195 della Legge di Bilancio, e consente (in estrema sintesi) di sommare periodi contributivi in diverse gestioni per raggiungere la pensione di vecchiaia oppure quella anticipata (è questa la novità, il cumulo per la pensione di vecchiaia era già consentito). Altra novità, il cumulo è esteso anche ai professionisti iscritti agli ordini che versano i contributi nelle casse di categoria. La pensione alla fine viene calcolata pro quota con le regole relative a ciascuna cassa, in riferimento ai contributi effettivamente versati.

Per quanto riguarda la ricongiunzione, il comma 197 della manovra prevede la possibilità di recesso, con restituzione di quanto già versato. In parole semplici, un lavoratore che ha già avviato una pratica di ricongiunzione contributi versati in diverse gestioni previdenziali, e ha anche già iniziato a pagare l’operazione, può ripensarci, chiedere il rimborso di quanto già pagato, e passare al nuovo cumulo gratuito. Non è possibile il recesso nel caso in cui sia già stato perfezionato il pagamento integrale dell’importo dovuto. Altri paletti: la facoltà di recesso deve essere esercitata nel 2017 (entro un anno dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio). Non può essere utilizzata se la ricongiunzione ha già dato luogo alla liquidazione della pensione.

Per esercitare il recesso con rimborso bisogna presentare apposita domanda. La restituzione delle somme già versate, avviene a partire dal dodicesimo mese dalla richiesta, in quattro rate annuali, senza maggiorazioni per interessi.

Ricordiamo la principale differenza fra cumulo e ricongiunzione, importante per chi deve decidere quale opzione scegliere. La ricongiunzione è onerosa, quindi si paga (il conto può essere anche salato), ma la pensione alla fine viene liquidata con le regole della gestione in cui confluiscono i contributi. La pensione è liquidata con il sistema retributivo, contributivo, o misto. Si tratta quindi d uno strumento che può essere preferibile nel caso in cui le regole di calcolo della gestione in cui confluiscono i contributi siano particolarmente vantaggiose (ad esempio, se consentono il calcolo dell’assegno sull’ultimo stipendio, o mantengono quote retributive, e via dicendo).

Il cumulo, invece, è gratuito, ma il calcolo come detto avviene pro quota in base alle regole delle singole gestioni. Quindi, se uno degli enti previdenziali a cui sono versati i contributi ha regole pià vantaggiose, queste si applicano solo alla parte di contributi effettivamente confluiti nello stesso ente.

Infine, la totalizzazione. Anche qui, la Legge di Stabilità (comma 198), consente anche a coloro che aveva già presentato domanda di totalizzazione di recedere e passare al cumulo. Il procedimento amministrativo relativo alla domanda di totalizzazione non deve però essersi già concluso. La totalizzazione prevede che la pensione sia interamente calcolata con il sistema contributivo, a meno che non ci sia un autonomo diritto a pensione maturato in una delle gestioni interessate. Quindi, come nel caso precedente, ogni lavoratore dovrà calcolare quale opzione è più conveniente.

Un’altra differenza da tener presente che riguarda tutti i sistemi, è relativa alla maturazione del diritto alla pensione. Con la ricongiunzione la pensione è maturata con le regole della gestione nella quale confluiscono i contributi. Con la totalizzazione, valgono i requisiti previsti dalla legge 42/2006: per la pensione di vecchiaia 65 e sette mesi di età, 20 anni di contributi, 18 mesi di finestra mobile per la decorrenza. Per la pensione anticipata, 40 anni e sette mesi, più 21 mesi di finestra mobile. Con il cumulo, la pensione di vecchiaia si raggiunge in base alle regole più severe previste dalle varie gestioni interessate (quindi, all’età più alta fra quelle previste dai diversi enti previdenziali in cui sono versati contributi che si decide di cumulare), la pensione anticipata si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e dieci mesi per le donne).

Pensioni: scadenza modelli RED


Pensioni: scadenza modelli RED

Noemi Ricci

Pensioni e campagna RED 2015, l’INPS invita i pensionati a regolarizzare la propria posizione: tempo fino al 31 marzo per comunicare eventuali prestazioni collegate al reddito.
Noemi Ricci – 16 gennaio 2017

In questi giorni l’INPS sta inviando, come comunicato con il messaggio n. 17/2017, ai pensionati che risultino titolari di prestazioni collegate al reddito percepite da sé stessi e dai propri familiari (indicati nella tabella “soggetti con redditi rilevanti assenti”) nell’anno 2014 – campagna RED 2015 – e non comunicate un invito a regolarizzare la posizione entro il 31 marzo 2017.

Si tratta della comunicazione che va fornita obbligatoriamente con il modello RED (dichiarazioni reddituali pensionati), che deve essere presentato ogni anno per la richiesta delle pensioni INPS da parte di quei pensionati che percepiscono prestazioni previdenziali e assistenziali integrative collegate al reddito, per l’acquisizione dei redditi incidenti sulle prestazioni in godimento, permettendo così all’Istituto di accertare il diritto e l’esatto importo della pensione.

Passata la scadenza del 31 marzo 2017, per i pensionati che non abbiano regolarizzato la propria posizione, scatterà la revoca delle prestazioni.

La legge (art. 13, comma 6, lett. c, del decreto legge n. 78/2010, convertito con modifiche dalla L. 122/2010) prevede infatti l’obbligo per i titolari di prestazioni collegate al reddito erogate dall’INPS di comunicare all’Istituto la situazione reddituale che incide sul diritto o sulla misura della prestazione stessa, pena la revoca della prestazione.

Fonte: INPS – Messaggio n. 17/2017.

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Ottava salvaguardia esodati


Ottava salvaguardia esodati, prime istruzioni

Modelli di domanda, termini di presentazione e prime indicazioni INPS sulla gestione delle istanze: come accedere all’ottava salvaguardia esodati.- 5 gennaio 2017

Barbara Weistz

Entro il prossimo 2 marzo, i 30mila 700 lavoratori esodati inseriti nell’ottava salvaguardia dovranno presentare l’istanza di ammissione: la scadenza è prevista dalla Legge di Stabilità, e ci sono le prime istruzioni operative del Ministero del Lavoro e dell’INPS. La Circolare del ministero (41/2016), contiene i moduli di istanza e gli indirizzi a cui inviarla. L’INPS  fornisce le prime indicazioni per la gestione delle domande, in attesa di successivo documenti di prassi. Il riferimenti normativo per l’ottava salvaguardia esodati sono i commi da 214 a 216 dell’articolo 1 della Legge 232/2016.

Ci sono alcune categorie di lavoratori salvaguardati che presentano l’istanza alle Direzioni territoriali del lavoro o alle sedi competenti dell’Ispettorato nazionale del Lavoro. Si tratta dei lavoratori esodati compresi nelle lettere d,e,f, del comma 214 della Legge di Stabilità, quindi:

  • 7800 cessati dal servizio per accordi individuali o collettivi o risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro che perfezionano i requisiti utili alla decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6 gennaio 2019,
  • 700 lavoratori in congedo per assistere i figli con disabilità grave che perfezionano i requisiti per la pensione entro il 6 gennaio 2019,
  • 800 lavoratori a tempo determinato, anche in somministrazione, cessati dal lavoro fra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, che perfezionano i requisiti entro il 6 gennaio 2018.

Questi lavoratori devono presentare istanza entro il 2 marzo 2017, presso l’ispettorato territoriale del lavoro competente. Nell’unico caso dei lavoratori cessati al servizio per accordi di conciliazione, l’istanza va presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro corrispondente alla Direzione territoriale del lavoro in cui è stato sottoscritto l’accordo.

Nel modello di istanza, pubblicato sul sito del ministero, si segnala barrando l’apposita casella in quale delle situazioni di salvaguardia ci si riconosce (lettere d,e,f, sopra citate). Le procedure sono le stesse utilizzate per le precedenti operazioni di salvaguardia. La domanda si può inviare via PEC o agli indirizzi mail dedicati, tramite raccomandata A/R alle Poste, bisogna allegare documento di identità, dichiarazione sostitutiva per attestare la mancata rioccupazione, copia della documentazione di cessazione dell’attività lavorativa.

Per quanto riguarda le procedure INPS, l’istituto comunica che il sistema di gestione delle domande di salvaguardia è stato aggiornato con la tipologia di domanda relativa all’ottava salvaguardia. Bisogna effettuare il seguente percorso: servizi on line – Domanda di Prestazioni previdenziali: Pensione, Ricostituzione, Ratei matur. Nella sezione delle Dichiarazioni, si seleziona dal menù a tendina:

  • nel campo GRUPPO, la dicitura Anzianità/Anticipata/Vecchiaia;
  • nel campo PRODOTTO, la dicitura Pensione di anzianità/anticipata oppure Pensione di vecchiaia;
  • nel campo TIPO, la dicitura Legge 232/2016;
  • nel campo TIPOLOGIA l’unica opzione disponibile in funzione delle scelte effettuate (pensione di anzianità automatica in salvaguardia – legge 232/2016, ovvero pensione di vecchiaia automatica in salvaguardia – legge 232/2016).

Poletti riconosce la funzione dei Patronati.


“La funzione dei Patronati nel nostro Paese è insostituibile: basta guardare il numero dei cittadini che ogni giorno chiedono assistenza ai loro sportelli per capire che è impensabile immaginare di farne a meno”. Lo ha ricordato il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo oggi, a Roma, alla tavola rotonda “Patronato, welfare e coesione sociale“,

Ottava procedura di salvaguardia: legge 11 dicembre 2016, n. 232, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 297 del 21 dicembre 2016 (S.O. n. 57/L) – Costituzione Commissioni presso gli Ispettorati territoriali del lavoro per l’esame delle ISTANZE di accesso ai benefici pensionistici – Fasi e modalità operative – Schema di ISTANZA.


Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale per le politiche previdenziali
e assicurative
Divisione III
Via Flavia, 6 – 00187 Roma
Tel. 064683-2527
dgprevidenza.div3@pec.lavoro.gov.it
DGprevidenzaDiv3@lavoro.gov.it
http://www.lavoro.gov.it
Direzione generale per le politiche
previdenziali e assicurative
Div. III – Ordinamento del sistema
pensionistico obbligatorio pubblico
Alle Direzioni territoriali del lavoro (dal 1° gennaio 2017: Ispettorati territoriali del lavoro)
(indirizzo e-mail)
Alle Direzioni interregionali del Lavoro (dal 1° gennaio 2017: Ispettorati interregionali del lavoro) di:
– Milano DIL-Milano@lavoro.gov.it
– Napoli DIL-Napoli@lavoro.gov.it
– Roma DIL-Roma@lavoro.gov.it
– Venezia DIL-Venezia@lavoro.gov.it
All’Ispettorato Nazionale del Lavoro
capo.ispettorato@pec.ispettorato.gov.it
e p.c.
All’INPS
Direzione Centrale Pensioni
PEC: dc.pensioni@postacert.inps.gov.it
Alla Direzione generale dei sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica e della comunicazione
DGInnovazione@lavoro.gov.it
Alla Direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione organizzativa, il bilancio – UPD
DGPersonale@lavoro.gov.it
Alla Direzione generale per l’attività ispettiva
DGAttivitaIspettiva@lavoro.gov.it
Al Capo di Gabinetto
segrgabinetto@lavoro.gov.it
Al Capo dell’Ufficio Legislativo
ufficiolegis@lavoro.gov.it
Al Segretario generale
SegretariatoGenerale@lavoro.gov.it
Alla Regione Siciliana
Ispettorato regionale del lavoro
dirigentegen.lavoro@regione.sicilia.it
Alla Provincia Autonoma di Bolzano
sieghart.flader@provincia.bz.it
Alla Provincia Autonoma di Trento
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m_lps.38.CIRCOLARI.REGISTRAZIONE.0000041.29-12-2016
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OGGETTO: Ottava procedura di salvaguardia: legge 11 dicembre 2016, n. 232, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 297 del 21 dicembre 2016 (S.O. n. 57/L) – Costituzione Commissioni presso gli Ispettorati territoriali del lavoro per l’esame delle ISTANZE di accesso ai benefici pensionistici – Fasi e modalità operative – Schema di ISTANZA.
E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 297 del 21 dicembre 2016 (S.O. n. 57/L), la legge 11 dicembre 2016, n. 232, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”.
In particolare, i commi da 214 a 216 dell’art. 1 della legge citata prevedono le condizioni necessarie affinché alle categorie di lavoratori negli stessi riportate – che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 – continuino ad applicarsi le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
Ai fini dell’accesso al beneficio, alcune categorie di lavoratori individuati dal predetto comma 214 rientrano, secondo quanto previsto dal successivo comma 216, nelle competenze delle Direzioni territoriali del lavoro.
Sotto tale profilo, vanno tenuti presente, da un lato, quanto previsto dall’art. 22, comma 4, del dPCM 23 febbraio 2016, il quale prevede che, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sarà individuata la data, ormai imminente, di inizio dell’operatività dell’Ispettorato nazionale del lavoro e di contestuale cessazione dell’attività delle Direzioni interregionali e territoriali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall’altro, l’art. 11, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, il quale dispone che: “Ogni riferimento alle direzioni interregionali, regionali o territoriali del lavoro contenuto in provvedimenti di legge o in norme di rango secondario è da intendersi, in quanto compatibile, alla sede territorialmente competente dell’Ispettorato.”.
Su tale aspetto sono stati sentiti il Capo dell’Ufficio legislativo e la Direzione generale per l’attività ispettiva e pertanto si segnala che ogni riferimento alle Direzioni interregionali e territoriali del lavoro, contenuto anche nella presente circolare, è da intendersi ai corrispondenti Ispettorati interregionali e territoriali del lavoro, una volta iniziata operatività dell’Ispettorato nazionale.
Puntualizzato ciò, i soggetti interessati dalle procedure di cui al presente atto risultano essere quelli individuati dalle lettere d), e) ed f) del medesimo articolo 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, di seguito riportati.
 Comma 214, lettera d): lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 entro l’ottantaquattresimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge (trattasi di lavoratori cessati per accordi individuali o collettivi o risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro);
 comma 214, lettera e): lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere i figli con disabilità grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente
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prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro l’ottantaquattresimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge;
 comma 214, lettera f): lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il settantaduesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge. Sono esclusi da tale categoria i lavoratori del settore agricolo e i lavoratori con qualifica di stagionali.
I lavoratori di cui alle predette lettere dell’articolo 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, devono presentare le richieste di accesso al beneficio, nel rispetto di quanto previsto dal successivo comma 216, entro il termine di decadenza di 60 giorni dalla data di entrata in vigore (1° gennaio 2017) della stessa legge e, dunque, entro il 2° marzo 2017, nonché secondo le modalità di seguito descritte.
In ordine alle categorie di soggetti di cui alla lettera d):
– l’ISTANZA dei soggetti cessati in ragione di accordi ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del c.p.c. deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro corrispondente alla Direzione territoriale del lavoro innanzi alla quale detti accordi sono stati sottoscritti;
– l’ISTANZA, negli altri casi, deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza del lavoratore.
In merito alla categoria di soggetti di cui alla lettera e):
– l’ISTANZA deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza dell’istante.
In relazione alla categoria di soggetti di cui alla lettera f):
– l’ISTANZA deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza del lavoratore cessato.
Si segnala che il richiamato comma 216 dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016, stabilisce, tra l’altro, che “Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuare entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, da ultimo stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014. …(omissis)”.
Al riguardo, si rammenta che, per quanto concerne l’esame delle ISTANZE di concessione del beneficio, il decreto ministeriale 14 febbraio 2014 innanzi indicato prevede, all’art. 6, comma 1, che lo stesso compete alle Commissioni di cui:
– all’art. 4, comma 6, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 1° giugno 2012;
– all’art. 4, comma 3, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, dell’8 ottobre 2012;
– all’art. 6, comma 1, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 22 aprile 2013.
Pertanto, in ordine alla composizione delle citate Commissioni, si rimanda a quanto contenuto
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nei suddetti DD.MM., rispettivamente del 1° giugno 2012, dell’8 ottobre 2012, del 22 aprile 2013 e del 14 febbraio 2014.
Ciò premesso, per favorire la più celere attuazione delle disposizioni della legge n. 232 del 2016, in considerazione della rilevanza sociale delle situazioni tutelate, a seguito delle consuete intese con le Direzioni Generali che leggono per conoscenza, i dirigenti responsabili dei singoli Ispettorati territoriali si attiveranno, con la massima urgenza, per costituire, come per le altre procedure di salvaguardia, le Commissioni di cui sopra, assumendo le determinazioni necessarie ed acquisendo, altresì, da parte dei Direttori provinciali delle sedi territoriali dell’INPS, le designazioni dei relativi rappresentanti.
Inoltre, tenuto conto che le ISTANZE presentate dai lavoratori potranno pervenire alla posta elettronica certificata di codesti Uffici o all’indirizzo e-mail dedicato o, in via alternativa, tramite posta Raccomandata A/R, i Direttori degli Ispettorati territoriali del lavoro dovranno provvedere, entro il termine di 10 giorni dal ricevimento della presente, a nominare il responsabile del procedimento per la ricezione delle ISTANZE medesime.
Gli Ispettorati interregionali del lavoro assicureranno il necessario coordinamento di livello territoriale.
Al riguardo, i Direttori degli Ispettorati interregionali del lavoro trasmetteranno alla Direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione organizzativa, il bilancio – UPD, i nominativi dei componenti le Commissioni, nonché dei Responsabili del procedimento con riferimento Alle singole DTL presenti nel territorio interregionale.
Al fine di consentire correntezza nella procedura amministrativa, si chiede ai dirigenti ed al personale delle aree funzionali delle strutture territoriali ogni possibile, apprezzata collaborazione, assicurando il necessario supporto, informazione e chiarimento all’utenza per l’agevole attuazione delle disposizioni normative di cui trattasi.
Al fine dell’uniforme procedimentalizzazione delle relative attività, si trasmettono, in allegato, le “Fasi e modalità operative” connesse all’attuazione delle disposizioni di interesse, unitamente alla seguente modulistica:
o modello di ISTANZA di ammissione ai benefici;
o n. 3 modelli di dichiarazione sostitutiva di certificazione;
o modello di decisione di accoglimento della Commissione;
o modello di decisione di non accoglimento della Commissione. La presente Circolare, su cui è stato acquisito il parere l’Ufficio Legislativo del Ministero, è pubblicata sul sito internet e sulla intranet ministeriale.
La relativa modulistica ed il modello di ISTANZA sono disponibili sul sito http://www.lavoro.gov.it in formato pdf editabile.
IL DIRETTORE GENERALE
Dott.ssa Concetta FERRARI
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale per le politiche previdenziali
e assicurative
DIVISIONE III
Via Flavia, 6 – 00187 Roma
Tel. 064683-2527
dgprevidenza.div3@pec.lavoro.gov.it
DGprevidenzaDiv3@lavoro.gov.it
http://www.lavoro.gov.it
FASI E MODALITA’ OPERATIVE
 Avvio del procedimento
I soggetti che possono accedere al beneficio ai sensi delle lettere d), e) ed f) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, devono produrre ISTANZA all’Ispettorato territoriale del lavoro competente individuato secondo i criteri di seguito indicati, nel termine di 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima, pubblicata nella G.U. – Serie Generale – n. 297 del 21 dicembre 2016 (S.O. n. 57/L).
 Modalità di trasmissione
Le ISTANZE potranno essere trasmesse, dai lavoratori interessati o dai soggetti abilitati (es. patronati ex lege n. 152/2001; consulenti del lavoro/dottori commercialisti ex lege n. 12/1979), ai competenti Ispettorati territoriali del lavoro all’indirizzo di posta elettronica certificata dei medesimi o all’indirizzo di posta elettronica dedicato o, in via alternativa, inviate tramite Raccomandata A/R.
 Presentazione dell’ISTANZA
L’ISTANZA di accesso ai benefici di cui all’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, dovrà contenere gli elementi identificativi del richiedente (dati anagrafici, codice fiscale), gli elementi identificativi dell’azienda o P.A. presso la quale ha prestato l’ultimo servizio e l’esatta individuazione della tipologia/fattispecie giuridica in base alla quale si chiede l’accesso ai benefici medesimi. In ogni caso la domanda dovrà essere corredata da copia di un documento di identità.
I soggetti di cui alla lettera d) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 (lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 ovverosia soggetti il cui rapporto di lavoro si sia risolto in ragione di accordi individuali o in applicazione di accordi collettivi, ovvero sia cessato per risoluzione unilaterale), unitamente all’ISTANZA dovranno produrre:
 apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione, ai sensi dell’art. 46 del DPR n. 445/2000, relativa alla mancata rioccupazione in qualsiasi attività lavorativa ovvero allo svolgimento, dopo la cessazione, di attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
 copia dell’accordo individuale o collettivo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro, ovvero copia della risoluzione unilaterale che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro medesimo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011.
I lavoratori di cui alla lettera d) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 conseguono il beneficio a condizione che la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie ai soggetti competenti sulla base delle vigenti disposizioni normative e regolamentari, secondo quanto previsto, da ultimo, dall’art. 5, comma 2, del decreto ministeriale 14 febbraio 2014, come richiamato dall’art. 1, comma 216, della legge n. 232 del 2016.
I soggetti di cui alla lettera e) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 (lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell’art. 42, comma 5, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità di cui al d.lgs. 151/2001, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la
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disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro l’ ottantaquattresimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011), unitamente all’ISTANZA dovranno produrre:
 apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell’art. 46 del DPR n. 445/2000, relativa al provvedimento di congedo previsto dall’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, con indicazione degli estremi dello stesso ai fini del reperimento del medesimo.
I soggetti di cui alla lettera f) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, (lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato), i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il settantaduesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011. Sono esclusi da tale categoria i lavoratori del settore agricolo e i lavoratori con qualifica di stagionali.
Unitamente all’ISTANZA dovranno produrre:
 apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell’art. 46 del DPR n. 445/2000, relativa alla mancata rioccupazione in qualsiasi attività lavorativa ovvero alla mancata rioccupazione a tempo indeterminato;
 copia della documentazione che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011.
Nelle ISTANZE, i lavoratori di cui alle lettere d), e) ed f) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016 dovranno dichiarare di essere consapevoli che la procedura di ammissione al beneficio è subordinata alla conclusione delle attività di monitoraggio svolte dall’INPS, come previsto dal comma 216 del medesimo articolo.
 Criteri di individuazione degli Ispettorati territoriali del lavoro competenti a ricevere le ISTANZE
 Nelle ipotesi di cui alla lettera d) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, gli Ispettorati competenti a ricevere le ISTANZE sono individuate in base ai seguenti criteri:
– presso l’Ispettorato territoriale del lavoro corrispondente alla Direzione territoriale del lavoro innanzi alla quale sono stati sottoscritti gli accordi individuali;
– residenza del lavoratore cessato negli altri casi e nell’ipotesi di accordi collettivi.
Nelle ipotesi di cui alle lettere e) ed f) dell’art. 1, comma 214, della legge n. 232 del 2016, gli Ispettorati territoriali del lavoro competenti a ricevere le ISTANZE sono individuate in base alla residenza degli istanti.
 Commissioni per l’esame delle ISTANZE
Nel rispetto di quanto già previsto dai decreti interministeriali rispettivamente del 1° giugno 2012, dell’8 ottobre 2012, del 22 aprile 2013 e del 14 febbraio 2014, vengono istituite presso gli Ispettorati territoriali del lavoro competenti a ricevere le ISTANZE, specifiche Commissioni con il compito di esaminare le ISTANZE pervenute e rilasciare le relative decisioni di accoglimento o di non
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accoglimento.
– Il Dirigente dell’Ispettorato territoriale del lavoro istituisce, con proprio decreto, la Commissione, nominando, per quanto attiene alla composizione, due funzionari dell’Ispettorato territoriale ed un funzionario dell’INPS designato dal Direttore provinciale della sede dell’Istituto.
– Le funzioni di Presidente della Commissione saranno assolte da uno dei due membri designati dall’Ispettorato territoriale.
– La Commissione, validamente costituita ed insediata, definirà la calendarizzazione delle sedute, tenuto conto dell’entità e del flusso delle ISTANZE.
– Il Presidente provvederà a convocare i componenti della Commissione, trasmettendo agli stessi l’elenco delle ISTANZE da esaminare.
– In fase istruttoria, la Commissione procederà al controllo dei requisiti formali e sostanziali dell’ISTANZA, verificando l’idoneità della documentazione prodotta a corredo della stessa e provvedendo al riscontro di quanto dichiarato in autocertificazione.
– Le decisioni della Commissione dovranno essere assunte entro il termine di 30 giorni dalla data di scadenza prevista per la presentazione delle ISTANZE.
– Le decisioni nell’ipotesi di non accoglimento dell’ISTANZA dovranno riportare idonea motivazione.
– L’esito favorevole dovrà essere tempestivamente comunicato alla competente Direzione provinciale dell’INPS anche con modalità telematica e, preferibilmente, a mezzo PEC.
– In caso di rigetto, la decretazione dovrà essere preceduta dalla comunicazione all’istante di avvio del procedimento ai sensi della legge n. 241/1990 e successive modificazioni e integrazioni.
– Il soggetto destinatario del provvedimento di rigetto potrà, nel termine di 30 giorni dalla data di ricevimento dello stesso, ricorrere in via amministrativa, proponendo istanza di riesame innanzi all’Ispettorato territoriale del lavoro presso cui è stata presentata l’ISTANZA.

Autonomi esclusi dall’APE sociale


Autonomi esclusi dall’APE sociale

APE social riservata ai lavoratori ex-dipendenti: le alternative per gli autonomi che vogliono andare in pensione anticipata.

Nel Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017, approvato da Camera e Senato, all’art. 179 sono descritti i requisiti richiesti per l’accesso all’ “Ape Social”. Per i disoccupati: “si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;”

Sembrerebbe che siano ammessi i soli lavoratori ex dipendenti. Non mi è chiaro se rientrerebbero anche gli autonomi.
Compirò 64 anni nel 2017, sino al 2010 ho versato per più di 30 anni i contributi commercianti. Nel 2011 ho avuto una collaborazione di 11 mesi con contratto a progetto, non rinnovato. Dal 2014 sono iscritto elle liste di disoccupazione.

Domanda di: E.M.

In effetti, l’APE social è riservato ai lavoratori ex dipendenti.

Lei, come lavoratore autonomo, può accedere solo all’APE volontario e solo se ne ha i requisiti: almeno 63 anni, 20 anni di contributi, meno di 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia, una pensione pari almeno a 1,4 volte il minimo (circa 700 euro).