Ricostituzione pensione ex-INPDAP


Ricostituzione pensione ex-INPDAP

Per la ricostituzione della pensione ex-INPDAP, possono applicarsi le medesime regole INPS a seguito dell’unificazione delle procedure online per la richiesta di prestazioni.

 

Le indicazioni dovrebbero essere valide anche per la contribuzione INPDAP poiché, a seguito dell’integrazione di INPDAP in INPS prevista dall’articolo 21 del decreto legge n. 201/2011 (convertito in legge n. 214/2011), a luglio 2016 l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha unificato – prevedendo che venga utilizzato anche dai dipendenti pubblici – il servizio online “Domanda di Prestazioni Previdenziali: Pensione, Ricostituzione, Ratei ecc.” accessibile dal percorso Servizi OnLine > Accedi ai servizi>Servizi per il Cittadino.

Con questo servizio il dipendente pubblico, in possesso dei requisiti previsti dalla legge, può compilare e inviare online la domanda di prestazione alla quale ha diritto tra le seguenti:
  • Pensione di vecchiaia (anche per gli iscritti alle gestioni pubbliche);
  • Pensione anticipata (anche per gli iscritti alle gestioni pubbliche);
  • Pensione di inabilità;
  • Assegno di invalidità;
  • Pensione ai superstiti (reversibilità/indirette);
  • Pensione di anzianità (anche per gli iscritti alle gestioni pubbliche);
  • Ricostituzione della pensione;
  • Ratei maturati e non riscossi (anche per gli iscritti alle gestioni pubbliche);
  • Estratto conto certificativo (anche per gli iscritti alle gestioni pubbliche).

Inoltre, le previsioni dell’articolo 38 del Decreto Legge n. 98/2011, convertito con modificazioni in Legge n. 111/2011, che hanno ridotto a cinque anni i termini di prescrizione dei ratei dei trattamenti pensionistici e delle differenze dovute a seguito di riliquidazioni, in particolare per i ratei maturati dal 6 luglio 2011 fanno riferimento in generale agli enti previdenziali, senza circoscrivere la norma al solo INPS.

In particolare all’articolo 38, comma 1, c) della Legge 15 luglio 2011, n. 111 si legge:

Cumulo contributi cassa geometri


Cumulo contributi cassa geometri: come si fa

 

Cumulo gratuito dei periodi contributivi in più Gestioni con la Legge di Stabilità 2017: le regole per i geometri iscritti alla Cipag.

La Legge di Bilancio 2017 (art. 1, commi da 239 a 248, della L. 24.12.2012, n. 228) ha esteso la possibilità, per gli iscritti alle Casse di previdenza professionali, compresi i geometri, di cumulare gratuitamente – a partire dal 1° gennaio 2017 – la contribuzione accreditata presso diverse Gestioni di previdenza obbligatoria (INPS, INPDAP, Casse professionali, Gestione Separata INPS) per conseguire la pensione di vecchiaia, indirette e di inabilità e la pensione anticipata. Per i geometri, dal 2003, tale possibilità era prevista solo per le pensioni di invalidità, indirette e reversibilità in conformità alle  norme stabilite per le pensioni a carico dell’INPS.

Si tratta di un’opzione molto interessante perché gratuita e alternativa alla totalizzazione – gratuita ma con ricalcolo contributivo dell’assegno – o alla ricongiunzione onerosa dei contributi in un’unica cassa. Possono essere cumulati, ai fini del conseguimento del diritto ad un’unica pensione, tutti i periodi contributivi non coincidenti maturati in più Gestioni previdenziali. Questo non comporterà il trasferimento di contributi da una Gestione all’altra, come avviene per la ricongiunzione, né l’applicazione delle finestre di accesso previste dalla disciplina della totalizzazione.

La contribuzione verrà considerata, ai fini del conseguimento al diritto alla pensione, nel suo complesso come somma dei versamenti effettuati nelle diverse Gestioni, ma la determinazione del trattamento del cumulo è effettuata in pro quota da ciascuna Gestione interessata, secondo le proprie regole specifiche. In relazione ai requisiti di accesso, in generale, si applica la disciplina più severa riferita alle Gestioni interessate. La liquidazione del trattamento cumulato sarà poi a carico dell’INPS.

I geometri iscritti alla Cipag che abbiano presentato domanda di totalizzazione prima del 1° gennaio 2017 possono rinunciarvi per avvalersi del cumulo se il procedimento relativo alla precedente domanda non è stato ancora concluso.

 

Cumulo contributi pensione: istruzioni INPS


Cumulo contributi pensione: istruzioni INPS

Prime istruzioni INPS sul cumulo gratuito dei contributi per la pensione di vecchiaia, anticipata, ai superstiti, inabilità, totalizzazione e ricongiunzione.

Cumulo contributi aperto alle casse dei professionisti e utile anche al conseguimento della pensione anticipata: le due novità fondamentali introdotte dalla Riforma Pensioni 2017 al centro della circolare INPS  60/2017 che fornisce i dettagli applicativi della norma per coloro che hanno versamenti in diverse gestioni previdenziali INPS per:

«casi di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti da parte degli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima».

Le casse professionali saranno oggetto di un provvedimento successivo.

Cumulo contributi INPS

Le domande all’INPS presentate nel 2016 e non ancora definite, se in possesso dei requisiti prescritti dalle disposizioni vigenti al 31 dicembre 2016, sono esaminate alla luce delle predette disposizioni. In assenza di tali requisiti saranno esaminate alla luce delle norme 2017. Le domande presentate da gennaio 2017 vengono esaminate direttamente alla luce delle nuove disposizioni.

Vediamo le novità sul cumulo per le diverse tipologie di pensione.

Pensione di vecchiaia

Dal gennaio 2017 si può utilizzare il cumulo anche se è stato maturato un diritto autonomo alla pensione in una delle gestioni previdenziali. In questi casi, la pensione non può avere decorrenza anteriore al primo febbraio 2017. Niente cumulo per coloro che sono già titolari di pensione.

Pensione anticipata

Dal gennaio 2017 il cumulo dei contributi può essere utilizzato anche per raggiungere la pensione anticipata, possibilità che prima non era prevista. Il requisito è, per il 2017 e 2018, 42 anni e 10 mesi (2.227 settimane) per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi (2.175 settimane) per le donne. Nel 2019 scatterà il nuovo adeguamento alle aspettative di vita.

L’anzianità contributiva si determina i base alle regole di ciascuna gestione. Il trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di pensione in cumulo e comunque non prima del primo febbraio 2017.

Pensione indiretta ai superstiti

La facoltà di cumulo può essere esercitata dai superstiti per conseguire la pensione indiretta, anche nel caso in cui, al momento della morte, fosse stato maturato diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni. In tali casi, la facoltà di cumulo in parola può essere esercitata dai superstiti per i decessi avvenuti dal 1° gennaio 2017 e la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso. Anche qui, niente cumulo se il deceduto era già titolare di pensione.

Pensione di inabilità

A decorrere dal gennaio 2017, cumulo anche per conseguire i trattamenti di inabilità da parte dei soggetti in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni di appartenenza. La decorrenza dei trattamenti di inabilità è attribuita secondo i criteri della gestione a cui il lavoratore è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.

Contribuzione estera

Per pensioni di vecchiaia, anticipata, inabilità e superstiti, ai fini del raggiungimento della prestazione utilizzando il cumulo, può essere considerata anche la contribuzione estera maturata in Paesi a cui si applicano i Regolamenti comunitari di sicurezza sociale ovvero in Paesi extracomunitari legati all’Italia da Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale che prevedono la totalizzazione internazionale. In tali casi, ovviamente, il cumulo sarà possibile solo se risulti perfezionato in Italia il minimale di contribuzione richiesto per l’accesso alla totalizzazione, previsto dalla normativa comunitaria (52 settimane) o dalla singole Convenzioni bilaterali.

La contribuzione estera deve essere considerata, ai fini del diritto alle prestazioni in cumulo, anche nelle ipotesi in cui abbia già dato luogo alla liquidazione di una pensione estera. La titolarità di un trattamento pensionistico estero non preclude la possibilità di avvalersi del cumulo.

Totalizzazione e ricongiunzione

La legge di Stabilità (commi 197 e 198), prevede la rinuncia a una precedente domanda di totalizzazione, per accedere al trattamento pensionistico in cumulo, a patto che il procedimento amministrativo non si sia ancora concluso. La rinuncia può essere esercitata anche dai superstiti. Si può rinunciare anche a una domanda di ricongiunzione contributi, entro il primo gennaio 2018, a patto che non sia stato già perfezionato il pagamento integrale dell’importo dovuto. In questi casi, c’è diritto al recesso (per passare al cumulo contributi), e al rimborso di quanto eventualmente già versato per la ricongiunzione. Il recesso dalla ricongiunzione si può manifestare in forma esplicita, presentando apposita istanza, oppure attraverso il semplice comportamento omissivo nel pagamento delle rate (interruzione dei pagamenti). La restituzione delle quote di onere di ricongiunzione versate avviene a decorrere dal dodicesimo mese dalla data di richiesta di rimborso, in quattro rate annuali, non maggiorate di interessi.