Pensione anticipata per gli esodati bancari


Pensione anticipata per gli esodati bancari

In Gazzetta Ufficiale il decreto che estende al biennio 2018-2019 la pensione anticipata di sette anni per i bancari: i Fondi di categoria finanziano anche riscatti e ricongiunzioni.

Proroga al 2019 della pensione anticipata dei dipendenti bancari e del credito cooperativo sette anni prima della maturazione della pensione di vecchiaia: il decreto del 3 aprile scorso del ministero del Lavoro è in Gazzetta Ufficiale. Si tratta del provvedimento attuativo dei commi da 234 a 237 della Legge di Stabilità 2017, che di fatto consente di utilizzare il Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del  personale del credito per finanziare la pensione anticipata dei dipendenti di aziende bancarie in crisi.

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Questa possibilità è stata prevista dal decreto ministeriale del 23 settembre 2016 per due anni (fino alla fine del 2017), e ora il periodo viene allungato al 2019. Il pensionamento con sette anni di anticipo sulla maturazione del diritto a pensione di vecchiaia o anticipata può avvenire nell’ambito di processi di incentivo all’esodo. Lo stesso diritto è riconosciuto ai dipendenti del credito cooperativo, tramite il fondo di categoria. La banca deve essere interessata da processi di ristrutturazione o fusione.

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Il decreto prevede poi un’ulteriore agevolazione: il Fondo di Solidarietà, previo versamento della provvista da parte del datore di lavoro, finanzia anche eventuali periodi di contribuzione riscattabili o ricongiungibili, utili al conseguimento del diritto a pensione di vecchiaia o a pensione anticipata. In pratica, se il lavoratore ha dei periodi che possono essere riscattati (ad esempio, la laurea), oppure ha versato contributi in altre gestione previdenziali ai quali si può applicare la ricongiunzione onerosa (che consente poi di andare in pensione con le regole dell’ultimo ente previdenziale), il Fondo di solidarietà di categoria versa i relativi contributi. In realtà, come detto, è il datore di lavoro a finanziare questa possibilità, versando al Fondo le risorse necessarie per il versamento di questi contributi ulteriori.

In pratica, quindi, i dipendenti del settore bancario e del credito cooperativo, fino al 31 dicembre 2019 possono andare in pensione con sette anni di anticipo (due in più rispetto ai cinque anni previsti dalle normali regole di categoria). E, limitatamente al triennio 2017-2019, possono anche riscattare eventuali periodi precedenti o effettuare una ricongiunzione onerosa sempre attraverso le risorse del Fondo. Attenzione: questa novità relativa al riscatto e alla ricongiunzione, come detto, è prevista (articolo 2 del decreto ministeriale), anche per il 2017, quindi può essere utilizzata da coloro che ricadono nel precedente decreto (2016-2017), e si ritirano quest’anno.

L’opzione è rilevante, perché il prepensionamento con sette anni di anticipo consente di agganciare sia la pensione di vecchiaia sia quella anticipata. Quindi, aggiungere anni di contribuzione (da riscatto, o da ricongiunzione), può consentire di maturare prima il diritto. Esempio: a un lavoratore che ha 32 anni di contributi versati mancano più di dieci anni al requisito per la pensione anticipata (42 anni e dieci mesi per gli uomini). Se riscatta quattro anni di laurea, invece, gliene mancano meno di sette, e quindi può andare in pensione anticipata.

Fonte: decreto in Gazzetta Ufficiale

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