Riforma Pensioni


Riforma Pensioni, gli emendamenti approvati

Riforma Pensioni: niente scatto aspettative di vita 2019 per gravosi e non solo, incentivo esodo Fornero per sette anni se c’è eccedenza di personale, respinti gli altri emendamenti.

Stop adeguamenti alle aspettative di vita per 15 categorie di lavoratori ai fini della pensione di vecchiaia e anticipata ed estensione incentivo esodo Fornero  con pensione anticipata di sette anni nei casi di ristrutturazione per eccedenza di personale: ecco le due principali novità degli emendamenti alla Legge di Stabilità 2018 approvati  in commissione Bilancio e riguardanti la Riforma delle Pensioni.

Esodo Fornero

Viene applicato a tutti i lavoratori dipendenti di aziende sopra i 15 dipendenti la misura già prevista per i bancari, in base alla quale l’incentivo può essere riconosciuto quando mancano al massimo sette anni alla pensione (non più quattro) ma solo nei casi di ristrutturazione aziendale per eccedenza di personale e previo accordo sindacale. Ricordiamo in estrema sintesi che l’esodo Fornero è una forma di prepensionamento pagato dall’azienda, che continua a pagare un assegno pari alla pensione fino alla maturazione della stessa.

Aspettative di vita

Via libera, dunque, all’emendamento del Governo, in base al quale non si applica l’adeguamento alla speranza di vita previsto nel 2019, ma limitatamente ai lavori previsti dal dlgs 67/2011) e ad altre quattro categorie di lavoratori:

  1. addetti alla concia di pelli e pellicce;
  2. addetti ai servizi di pulizia;
  3. addetti spostamento merci e/o facchini;
  4. conducenti di camion o mezzi pesanti in genere;
  5. conducenti treni e personale viaggiante in genere;
  6. guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  7. infermieri o ostetriche che operano su turni;
  8. maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia;
  9. operai edili o manutentori di edifici;
  10. operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti;
  11. chi cura, per professione, persone non autosufficienti;
  12. operai e braccianti agricoli;
  13. siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro;
  14. lavoratori marittimi;
  15. addetti alla pesca.

Lo stop si applica solo nel caso in cui il lavoratore abbia svolto queste mansioni per almeno sette anni nei dieci precedenti e abbia 30 anni di contributi.
(restano invece esclusi coloro che utilizzano la pensione anticipata per lavoratori precoci con 41 anni di contributi). In base alle stime del Governo, la misura riguarda in tutto 14.600 soggetti nel 2018, che crescono a oltre 20mila unità negli anni successivi.

Scatti biennali

Per quanto riguarda gli scatti biennali successivi al 2019 (2021 e così via), cambia invece il meccanismo di calcolo (per tutti), ed è previsto che lo scatto non possa mai superare i tre mesi (evitando quindi situazione come quella che si verificherà nel 2019, con uno scatto di cinque mesi); nel caso in cui i dati ISTAT (sulla base dei quali si misurano gli adeguamenti), prevedessero scatti superiori, si opererà l’adeguamento nel biennio successivo (sempre rimanendo all’interno del tetto di tre mesi).

Altre misure approvate

  • Detassazione previdenza complementare per i dipendenti pubblici,
  • Formazione di due commissioni tecniche, una sulla gravosità delle occupazione e l’altra sul rapporto assistenza-previdenza (in entrambi i casi, fine lavori il 30 settembre 2018).

Misure respinte

Sono stati invece respinti tutti gli emendamenti presentati dalle forze politiche in commissione. Quindi, niente proroga al 2018 per l’Opzione Donna e niente slittamento al 2019 dell’APe Social: in questo caso, però, non si escludono modifiche alla Camera. L’accordo con i sindacati prevede che l’eventuale slittamento dipenda dalle risorse non utilizzate 2017, che devono ancora essere quantificate.

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