LEGGE 27 dicembre 2017 , n. 205 . Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018. Sintesi delle norme sulla previdenza.


29-12-2017 Supplemento ordinario n. 62/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale – n. 302
LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI
LEGGE 27 dicembre 2017 , n. 205 .
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario
2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica
hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente legge:

——–omissis—–

146. Al  comma  13  dell’articolo  24  del  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , salvo quanto previsto dal
presente comma »;
b) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Con riferimento agli adeguamenti biennali di cui
al primo pe- riodo del presente comma la variazione della speranza di vita relativa al biennio di
riferimento è computata in misura pari alla differenza tra la media dei valori registrati nei
singoli anni del biennio medesimo e la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio
precedente, con esclusione  dell’adeguamento  decorrente  dal  1º  gennaio 2021, in riferimento
al quale la variazione della speranza di vita relativa al biennio 2017-2018
è computata, ai fini dell’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento, in misura pari
alla differenza tra la media dei valori registrati negli anni 2017 e 2018 e il valore registrato
nell’anno 2016. Gli adeguamenti biennali di cui al primo periodo del presente comma non possono in
ogni caso superare i tre mesi, salvo recupero in sede di adeguamento o di adeguamenti successivi
nel caso di incremento della speranza di vita superiore a tre mesi; gli stessi adeguamenti non
sono effettuati nel caso di diminuzione della speranza di vita relativa al biennio di riferimento,
computata ai sensi del terzo periodo del presente comma, salvo recupero in sede di adeguamento o di
adeguamenti successivi ».
147. Per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed
esclusive della medesima e alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8
agosto 1995, n. 335, che si trovano in una delle condizioni di cui al comma 148, non trova
applicazione, ai fini del requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia e del
requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata, di cui all’articolo 24, commi 6 e
10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, l’adeguamento  alla  speranza  di  vita  stabilito  per  l’anno 2019, ai
sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
148. La disposizione del comma 147 si applica:
a) ai lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sette  anni  nei  dieci  precedenti  il 
pensionamento  le  professioni di cui all’allegato B e sono in possesso di un’anzianità
contributiva pari ad almeno 30 anni;
b) ai lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, di cui all’articolo 1,
comma 1, lettere a), b), c) e d), del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, che soddisfano le
condizioni di cui ai commi 2 e 3 del medesimo articolo 1 del decreto legislativo n. 67 del 2011 e 
sono  in  possesso  di  un’anzianità  contributiva  pari  ad almeno 30 anni.
149. Al  requisito  contributivo  ridotto  riconosciuto  ai lavoratori  di  cui  all’articolo  1, 
comma  199,  della  legge 11  dicembre  2016,  n.  232,  continuano  ad  applicarsi  gli
adeguamenti previsti ai sensi del comma 200 del medesimo articolo.
150. La disposizione di cui al comma 147 non si applica ai soggetti che, al momento del
pensionamento, godono dell’indennità di cui all’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre
2016, n. 232.
151.  Per  i  lavoratori  di  cui  agli  articoli  1,  comma  2, e  70,  comma  4,  del  decreto 
legislativo  30  marzo  2001,n. 165, nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca,
che soddisfano i requisiti di cui ai commi 147 e 148, le indennità di fine servizio comunque
denominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997,n.  140,  sono  corrisposte  al  momento  in  cui 
il  soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione delle stesse  secondo  le 
disposizioni  dell’articolo  24  del  decreto- legge 6
dicembre 2011, n. 201,convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e sulla
base della disciplina vigente in materia di
corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.
152. Fermo restando quanto previsto dal comma 151, ai  lavoratori  di  cui  ai  commi  147  e  148 
non  si  applica la disposizione di cui all’articolo 24, comma 9, secondo periodo, del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011,n. 214, e successive modificazioni.
153. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono disciplinate le modalità attuative dei commi 147 e 148, con partico-
lare riguardo all’ulteriore specificazione delle professioni di cui all’allegato B e alle
procedure di presentazione della domanda di accesso al beneficio e di verifica della sussistenza
dei requisiti da parte dell’ente previdenziale, tenendo  conto  di  quanto  previsto  dal  testo 
unico  di  cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
154. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici vigenti prima
della data di entrata in vigore del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 ottobre 2013, n. 157, continuano ad applicarsi, ancorché maturino i requisiti per
l’accesso al pensionamento successivamente alla predetta data, ai dipendenti di imprese del settore
editoriale e stampatrici di periodici che hanno cessato l’attività, anche in costanza di
fallimento, per le quali è stata accertata la causale di crisi aziendale ai sensi dell’articolo 35,
terzo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, collocati in cassa integrazione guadagni
straordinaria, in forza di accordi di procedura sottoscritti tra il 1° gennaio 2014 e il 31 mag-
gio 2015, ancorché, dopo il periodo di godimento del trattamento straordinario di integrazione
salariale, siano stati collocati in mobilità dalla stessa impresa. Il beneficio di cui al presente
comma non spetta a coloro che hanno ripreso attività lavorativa dipendente a tempo indetermina-
to. Il trattamento pensionistico è riconosciuto, su domanda degli interessati da presentare
all’INPS entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dopo la
trasmissione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali al medesimo Istituto degli
elenchi delle imprese di cui al presente comma, per le quali siano state accertate le condizioni di
cui all’articolo 35, terzo comma, della legge n. 416 del 1981. I trattamenti pensionistici di cui
al presente comma sono erogati nell’ambito del limite di spesa di 3 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2018 al 2022. L’INPS provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento
presentate dai soggetti  di  cui  al  presente  comma  secondo  l’ordine  di  sottoscrizione
del relativo accordo di procedura presso l’ente competente. Qualora dall’esame delle domande
presenta- te risulti il raggiungimento, anche in termini prospettici, dei  limiti  di  spesa 
previsti  per  l’attuazione  del  presente comma, l’INPS non prende in esame ulteriori domande di
pensionamento.  Il  trattamento  pensionistico  decorre  dal primo giorno del mese successivo a
quello di presenta- zione della domanda, previa risoluzione del rapporto di lavoro
dipendente.
155. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il
Ministro della salute, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presen- te  legge,  è  istituita  una  Commissione  tecnica  incaricata di studiare la gravosità
delle occupazioni, anche in relazione all’età anagrafica e alle condizioni soggettive dei
lavoratori  e  delle  lavoratrici,  anche  derivanti  dall’esposizione ambientale o diretta ad
agenti patogeni. La Commissione ha il compito di acquisire elementi conoscitivi e metodologie
scientifiche a supporto della valutazione delle politiche statali in materia previdenziale e
assistenziale. La Commissione è presieduta dal presidente dell’Istituto nazionale di statistica
(ISTAT) ed è composta da rappre- sentanti del Ministero dell’economia e delle finanze, del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministe- ro della salute, del Dipartimento
della funzione pubblica della  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri,  dell’ISTAT, dell’INPS,
dell’INAIL, del Consiglio superiore degli attuari, nonché da esperti in materie economiche,
statistiche e attuariali designati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano
nazionale dei datori di lavoro e dei lavoratori, secondo le modalità previste dal decreto di cui al
primo periodo. Con il medesimo decreto sono altre- sì disciplinate le modalità di funzionamento
della Com- missione, nonché la possibilità di richiesta di contributi e proposte a esperti e ad
accademici appartenenti a istituzioni nazionali, europee e internazionali competenti nelle
materie  oggetto  di  studio.  La  Commissione  conclude  i lavori entro il 30 settembre 2018 ed
entro i dieci giorni successivi il Governo presenta alle Camere una relazione sugli  esiti  dei 
lavori  della  Commissione. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma si provvede
con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente, senza nuovi o
maggiori oneri a cari- co della finanza pubblica. Ai componenti della Commissione  non  spetta 
alcun  compenso,  indennità,  gettone  di presenza, rimborso spese o altro emolumento comunque
denominato.
156.  A  decorrere  dal  1º  gennaio  2018,  ai  dipenden- ti  delle  amministrazioni  pubbliche 
di  cui  all’articolo  1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si applicano le
disposizioni concernenti la deducibilità dei premi e contributi versati e il regime di tassazione
delle prestazioni di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005,n. 252.
Per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di  cui  all’articolo  1,  comma  2,  del 
decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che, alla data di entrata in vigore della presente
legge, risultano iscritti a forme pensionistiche complementari, le disposizioni concernenti la
de- ducibilità dei contributi versati e il regime di tassazione delle prestazioni di cui al decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, sono applicabili a decorrere dal 1º gennaio 2018. Per i
medesimi soggetti, relativamente ai montanti delle prestazioni accumulate fino a tale data,
continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.
157. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2 del decreto  del  Presidente del  Consiglio 
dei  ministri  20  dicembre  1999,  recante  «Trattamento  di  fine  rapporto  e istituzione dei
fondi pensione dei pubblici dipendenti », pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  111  del  15 
maggio  2000,  come  modificato  dal  decreto  del  Presiden- te  del  Consiglio  dei  ministri  2 
marzo  2001,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2001, nei confronti  del 
personale  di  cui  al  comma  2  del  predetto articolo 2 assunto successivamente alla data del 1º
gennaio  2019  è  demandata  alle  parti  istitutive  dei  fondi  di previdenza complementare la
regolamentazione inerente alle modalità di espressione della volontà di adesione agli stessi, anche
mediante forme di silenzio-assenso, e la relativa disciplina di recesso del lavoratore. Tali
modalità devono garantire la piena e diffusa informazione dei lavo- ratori nonché la libera
espressione di volontà dei lavora- tori medesimi, sulla base di direttive della Commissione di
vigilanza sui fondi pensione (COVIP).
158. Con decreto del Presidente del Consiglio dei mi- nistri, su proposta del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita una
Commissio- ne tecnica di studio sulla classificazione e comparazione, a  livello  europeo  e 
internazionale,  della  spesa  pubblica nazionale  per  finalità  previdenziali  e  assistenziali. 
La Commissione è presieduta dal presidente dell’ISTAT ed è composta da rappresentanti del Ministero
dell’economia e delle finanze, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero
della salute, dell’ISTAT, dell’INPS e dell’INAIL, nonché da esperti in materie economiche,
statistiche e attuariali designati dalle organizzazioni mag- giormente rappresentative sul piano
nazionale dei datori di lavoro e dei lavoratori, secondo le modalità previste dal decreto di cui al
primo periodo del presente comma. Con il medesimo decreto sono altresì disciplinate le modalità di 
funzionamento  della  Commissione,  nonché  la  possibilità di richiesta di contributi e proposte
a esperti e ad accademici appartenenti a istituzioni nazionali, europee e internazionali competenti
nelle materie oggetto di studio. La Commissione conclude i lavori entro il 30 settembre 2018 ed
entro i dieci giorni successivi il Governo presen- ta  alle  Camere  una  relazione  sugli  esiti 
dei  lavori  della Commissione. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma si
provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente, senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ai componenti della Commissione non spetta
alcun com- penso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o altro emolumento comunque
denominato.
159. Al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 29, comma 4, le parole: « quattro volte»
 sono sostituite dalle seguenti: « dieci volte »;
b) all’articolo 44, il comma 5 è abrogato.
160. Al fine di fornire misure rafforzate per affrontare gli  impatti  occupazionali  derivanti 
dalla  transizione  dal vecchio al nuovo assetto del tessuto produttivo senza che ciò comporti
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e aggravi sull’attuale sistema previdenziale,
limitatamente al periodo 2018-2020 il periodo di quattro anni di cui all’articolo 4, comma 2,
della legge 28 giugno 2012,n. 92, può essere elevato a sette anni.
161.  All’articolo  1,  comma  184-bis,  lettera  c),  della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo
le parole: « dallostesso stabilite » sono aggiunte le seguenti: « . Ai fini di quanto stabilito dall’articolo 68,
comma 6, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il costo o il valore di acquisto è pari al valore delle azioni
ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in par- te, delle somme di cui al
medesimo comma 182 ».
162.  All’articolo  1  della  legge  11  dicembre  2016,
n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 166, le parole: « fino al 31 dicembre 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « fino al
31 dicembre 2019 »;
b) al comma 179, lettera a), dopo le parole: « procedura  di  cui  all’articolo  7  della  legge 
15  luglio  1966,n. 604>>,
sono inserite le seguenti: « ovvero per scadenza del termine del rapporto di lavoro a
tempo determinato a condizione che abbiano avuto, nei trentasei mesi precedenti la cessazione del
rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi »;
c) al comma 179, lettera b), dopo le parole: « legge 5 febbraio 1992, n. 104 >> sono inserite le
seguenti: « , ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il
coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età
oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti »;
d) al comma 179, lettera d), le parole: « sei anni in via continuativa » sono sostituite dalle
seguenti: « sette anni negli ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette »;
e) dopo il comma 179 è inserito il seguente:
«179-bis. Ai fini del riconoscimento dell’indennità di cui al comma 179, i requisiti contributivi
richiesti alle lettere da a) a d) del medesimo comma sono ridotti, per le donne, di dodici mesi
per ogni figlio, nel limite massimo di due anni »;
f) al comma 199, lettera b), dopo le parole: « legge 5  febbraio  1992,  n.  104  »  sono  aggiunte
 le  seguenti: 
«,  ovvero  un  parente  o  un  affine  di  secondo  grado  con- vivente qualora i genitori o il
coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di
età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti »;
g) al comma 199, lettera d), le parole: « sei anni in via continuativa » sono sostituite dalle
seguenti: « sette anni negli ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette »;
h) per effetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi 163 e 165 nonché di quanto emerso
dall’at- tività di monitoraggio delle domande presentate con ri- ferimento all’anno 2017, al comma
186, le parole: « 609 milioni di euro per l’anno 2018, di 647 milioni di euro per l’anno 2019, di
462 milioni di euro per l’anno 2020, di 280 milioni di euro per l’anno 2021, di 83 milioni di euro
per l’anno 2022 e di 8 milioni di euro per l’anno 2023 » sono sostituite dalle seguenti: « 630
milioni di euro per l’anno 2018, di 666,5 milioni di euro per l’anno 2019, di 530,7 milioni di euro
per l’anno 2020, di 323,4 milioni di euro per l’anno 2021, di 101,2 milioni di euro per l’anno 2022
e di 6,5 milioni di euro per l’anno 2023 »;i) per effetto di quanto previsto dal presente comma e
dai commi 163 e 166 nonché di quanto emerso
dall’attività di monitoraggio delle domande presentate con riferimento all’anno 2017, al comma
203, le parole: « 550 milioni di euro per l’anno 2018, di 570 milioni di euro per l’anno 2019 e di
590 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « 564,4
milioni di euro per l’anno 2018, di 631,7 milioni di euro per l’anno 2019, di 594,3 milioni di euro
per l’anno 2020, di 592,7 milioni di euro per l’anno 2021, di 589,1 milioni di euro per l’anno 2022
e di 587,6 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023 ».
163. Con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018, agli allegati C ed E della legge 11 dicembre
2016, n. 232, sono aggiunte le nuove professioni incluse nell’allegato B della presente legge
come specificate con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di cui al
comma 153 del presente articolo.
164.  Per  le  finalità  di  cui  all’articolo  1,  commi  179, lettera d), e 199, lettera d),
della legge 11 dicembre 2016,
n.  232,  e  di  cui  al  comma  148,  lettera  a),  del  presente articolo,  con  riferimento  ai 
lavoratori  dipendenti  operai dell’agricoltura e della zootecnia, è assunto a riferimento per il
computo integrale dell’anno di lavoro il numero minimo di giornate di cui all’articolo 9-ter, comma
4, secondo periodo, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 novembre 1996, n. 608.
165. Per i soggetti che a decorrere dal 1° gennaio 2018 si  trovano  o  verranno  a  trovarsi 
nelle  condizioni  di  cui all’articolo 1, commi 179 e 179-bis, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, come modificati dalla presente legge, non si applica il limite relativo al livello di tariffa
INAIL di cui all’allegato A del regolamento di cui al decreto del Presidente  del  Consiglio  dei 
ministri  23  maggio  2017,n.  88. 
I  soggetti  che  verranno  a  trovarsi  nelle  predette condizioni nel corso dell’anno
2018 presentano domanda per il loro riconoscimento entro il 31 marzo 2018 ovvero, in deroga a
quanto previsto dal citato regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei 
ministri n. 88 del 2017, entro il 15 luglio 2018.
Resta fermo che le domande presentate oltre il 15 luglio 2018 e , comunque,
non oltre il 30 novembre 2018 sono prese in considerazione esclusivamente se
all’esito del monitoraggio di cui all’articolo 11 del citato regolamento di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri n. 88 del 2017 residuano le necessarie risorse finanziarie.
166.  Per  i  soggetti  che  a  decorrere  dal  1°  gennaio 2018 si trovano o verranno a trovarsi
nelle condizioni di cui  all’articolo  1,  comma  199,  della  legge  11  dicembre 2016, n. 232,
come modificato dalla presente legge, non si applica il limite relativo al livello di tariffa INAIL
di cui  all’allegato A del  regolamento  di  cui  al  decreto  del Presidente  del  Consiglio  dei 
ministri  23  maggio  2017,
n. 87. Con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018 sono abrogati i commi 1 e 2 dell’articolo 53 del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n.
96.
167. Ai fini del concorso al finanziamento dell’eventuale estensione del beneficio di cui
all’articolo 1, com- ma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, a nuovi accessi con decorrenza
successiva al 31 dicembre 2018 da disciplinare con specifico e successivo
intervento legislativo, è istituito, nell’ambito dello stato di previsione del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, il « Fondo APE Sociale » con una dotazione di 12,2 milioni di
euro per l’anno 2019, di 7,5 milioni di euro per l’anno 2020, di 10,5 milioni di euro per l’anno
2021, di 3,6 milioni di euro per l’anno 2022, di 5,3 milioni di euro per l’anno 2023 e di 2,4
milioni di euro annui a decorrere dall’an- no  2024.  Nel  predetto  Fondo  confluiscono  le 
eventuali risorse  che  emergano,  a  seguito  dell’attività  di  monitoraggio degli oneri
conseguenti al beneficio di cui al citato articolo 1, comma 179, della legge n. 232 del 2016, con
riferimento  all’autorizzazione  di  spesa  di  cui  all’artico- lo 1, comma 186, della medesima
legge, come integrata ai sensi della presente legge, in termini di economie certificate e
prospettiche aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri programmati a legislazione vigente a
decorre- re dall’anno 2019. Ai fini del presente comma l’accerta- mento delle eventuali economie di
cui al secondo periodo è  effettuato  entro  il  15  novembre  2018  con  il  procedimento  di 
cui  all’articolo  14  della  legge  7  agosto  1990,
n.  241.  Con  decreto  del  Ministro  dell’economia  e  delle finanze è disposta la conseguente
integrazione del Fondo di cui al primo periodo operando le occorrenti variazioni di bilancio. Nel
Fondo di cui al primo periodo confluisce anche la somma di 44,3 milioni di euro per l’anno 2018 per
far fronte ad eventuali esigenze non previste a seguito di quanto programmato ai sensi delle
disposizioni di cui al  comma  162,  lettere  h)  e  i),  anche  per  effetto  di  una eventuale
diversa distribuzione temporale dell’accesso ai benefìci rispetto a quanto previsto.
168. Al  decreto  legislativo  5  dicembre  2005,  n.  252, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 11, il comma 4 è sostituito dai seguenti:
«4. Ai lavoratori che cessino l’attività lavorativa e maturino l’età anagrafica per la pensione
di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi, e che
abbiano maturato alla data di presentazione della domanda di accesso alla rendita integrativa di
cui al presente comma un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi
obbligatori di appartenenza, le prestazioni delle forme pensionistiche complementari, con
esclusione di quelle in regime di prestazione definita, possono  essere  erogate,  in  tutto  o  in
 parte,  su  richiesta dell’aderente, in forma di rendita temporanea, denomina- ta  “Rendita 
integrativa  temporanea  anticipata”  (RITA), decorrente dal momento dell’accettazione della
richiesta fino al conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia e
consistente nell’erogazione fra- zionata di un capitale, per il periodo considerato, pari al
montante accumulato richiesto. Ai fini della richiesta in rendita  e  in  capitale  del  montante 
residuo  non  rileva  la parte di prestazione richiesta a titolo di rendita integrativa temporanea
anticipata.
4-bis. La rendita anticipata di cui al comma 4 è rico- nosciuta altresì ai lavoratori che risultino
inoccupati per un periodo di tempo superiore a ventiquattro mesi e che maturino l’età anagrafica
per la pensione di vecchiaia nel regime  obbligatorio  di  appartenenza  entro  i  dieci  anni
successivi.
4-ter. La parte imponibile della rendita anticipata di cui al comma 4, determinata secondo le
disposizioni vigenti nei periodi di maturazione della prestazione pensionistica complementare, è
assoggettata alla ritenuta a titolo d’im- posta con l’aliquota del 15 per cento ridotta di una
quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo  anno  di 
partecipazione  a  forme  pensioni- stiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6
punti percentuali. A tal fine, se la data di iscrizione alla forma di previdenza complementare è
anteriore al 1º gennaio 2007, gli anni di iscrizione prima del 2007 sono computati  fino  a  un 
massimo  di  quindici.  Il  percettore della rendita anticipata ha facoltà di non avvalersi della
tassazione sostitutiva di cui al presente comma facendolo constare espressamente nella
dichiarazione dei redditi; in tal caso la rendita anticipata è assoggettata a tassazione ordinaria.
4-quater. Le somme erogate a titolo di RITA sono im- putate, ai fini della determinazione del
relativo imponibi- le, prioritariamente agli importi della prestazione mede- sima  maturati  fino 
al  31  dicembre  2000  e,  per  la  parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1º gennaio 2001
al 31 dicembre 2006 e successivamente a quelli maturati dal 1º gennaio 2007.
4-quinquies.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  da  4  a 4-quater  si  applicano  anche  ai 
dipendenti  pubblici  che aderiscono alle forme pensionistiche complementari loro destinate»;
b) all’articolo 14, comma 2, lettera c), l’ultimo pe- riodo è soppresso.
169.  All’articolo  1  della  legge  11  dicembre  2016,
n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi da 188 a 191 sono abrogati;
b)  al  comma  192,  dopo  le  parole:  «  che  accedono a  RITA »  sono  inserite  le  seguenti: 
«  di  cui  all’artico- lo 11, comma 4, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252».
170. Tenuto conto della particolare gravosità del lavoro organizzato in turni di dodici ore, ai
fini del conseguimen- to dei requisiti di cui all’articolo 1, commi 6 e 6-bis, del decreto
legislativo 21 aprile 2011, n. 67, i giorni lavorativi effettivamente svolti sono moltiplicati per
il coefficiente di 1,5 per i lavoratori impiegati in cicli produttivi organizzati su turni di
dodici ore, sulla base di accordi colletti- vi già sottoscritti alla data del 31 dicembre 2016. Ai
fini dell’attuazione  del  presente  comma,  l’autorizzazione  di spesa di cui all’articolo 1,
comma 3, lettera f), della legge 24 dicembre 2007, n. 247, è incrementata di euro 300.000 per 
l’anno  2018,  di  euro  600.000  per  l’anno  2019  e  di euro un milione annui a decorrere
dall’anno 2020.
171.  Salva  diversa  volontà  del  lavoratore,  quando  la contrattazione collettiva o specifiche
disposizioni norma- tive disciplinano il versamento a fondi pensione negoziali di categoria
operanti su base nazionale di contributi aggiuntivi  alle  ordinarie  modalità  di  finanziamento
 di  cui all’articolo  8  del  decreto  legislativo  5  dicembre  2005,
n. 252, tale versamento è effettuato nei confronti dei fondi pensione negoziali territoriali di
riferimento ove esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, anche in caso di
lavoratori che non abbiano destinato il propriotrattamento di fine rapporto (TFR) alla previdenza
complementare. Qualora il lavoratore sia
invitato, per effetto di una disposizione normativa o contrattuale, ad esprime- re una scelta circa
la destinazione del contributo aggiun- tivo e non manifesti alcuna volontà, per l’individuazione
del  fondo  si  applicano  i  criteri  previsti  dall’articolo  8, comma  7,  lettera  b),  del 
decreto  legislativo  5  dicembre 2005,  n.  252,  salvo  che  il  lavoratore  sia  già  iscritto 
ad un fondo pensione negoziale, sia esso nazionale o terri- toriale,  nel  qual  caso  il 
contributo  aggiuntivo  affluisce automaticamente alla posizione già in essere.
172. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i fondi pensione
negoziali territoriali de- vono adeguare il proprio ordinamento per dare attuazione alle 
disposizioni  previste  dal  comma  171.  Decorso  tale termine, i versamenti aggiuntivi sono
comunque effettua- ti secondo quanto stabilito dal comma 171. Prima della scadenza del predetto
termine, i fondi pensione negoziali nazionali  assicurano  comunque  la  portabilità  automati- ca 
dei  flussi  contributivi  aggiuntivi  accantonati  con  ri- ferimento  alle  posizioni  di 
lavoratori  che  già  destinano a fondi pensione negoziali territoriali il TFR o contributi
ordinari a carico del lavoratore o del datore di lavoro.
173.  La  forma  pensionistica  complementare  residuale istituita presso l’INPS, di cui
all’articolo 9 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, è soppressa, con decorrenza dalla
data determinata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze, emanato ai sensi dell’articolo  17,  comma  3,  della 
legge  23  agosto  1988, n. 400.
174.  Con  il  medesimo  decreto  di  cui  al  comma  173, sentite le organizzazioni dei datori di
lavoro e dei lavo- ratori  comparativamente  più  rappresentative  sul  piano nazionale  dei 
diversi  comparti  del  settore  privato,  è  in- dividuata la forma pensionistica alla quale far
affluire le quote di TFR maturando nell’ipotesi prevista dall’articolo 8, comma 7, lettera b),
numero 3), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Tale forma pensionistica è indi-
viduata tra le forme pensionistiche negoziali di maggiori dimensioni sul piano patrimoniale e
dotata di un assetto organizzativo conforme alle disposizioni dell’articolo 8, comma 9, del citato
decreto legislativo n. 252 del 2005.
175.  Alla  forma  pensionistica  di  cui  al  comma  174 sono  altresì  trasferite  le  posizioni 
individuali  costituite presso  la  forma  pensionistica  complementare  di  cui  al comma 173,
esistenti alla data di soppressione della stes- sa, secondo modalità stabilite con il medesimo
decreto di cui al comma 173, sentita la COVIP.
176. Con efficacia dalla data di decorrenza determinata con il decreto di cui al comma 173:
a) all’articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto  legislativo  5  dicembre  2005,  n.
 252,  le  parole:
« alla forma pensionistica complementare istituita pres- so l’INPS » sono sostituite dalle
seguenti: « alla forma pensionistica complementare individuata con decreto del Ministro del lavoro
e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le
organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori com- parativamente più rappresentative sul
piano nazionale dei diversi comparti del settore privato »;b) sono abrogati:
1) l’articolo 9 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252;
2) il capo II del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 gennaio 2007,
recante « Attua- zione dell’articolo 1, comma 765, della legge 27 dicem- bre 2006, n. 296.
Procedure di espressione della volontà del  lavoratore  circa  la  destinazione  del TFR  maturando
e disciplina della forma pensionistica complementare re- siduale presso l’INPS (FONDINPS) »,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2007.
177. Qualora i contratti e gli accordi collettivi di livel- lo nazionale prevedano l’adesione dei
lavoratori e delle lavoratrici ad uno specifico fondo integrativo nazionale del Servizio sanitario
nazionale, nelle province autonome di Trento e di Bolzano può essere prevista, con accordi
territoriali o aziendali, la possibilità per i lavoratori e le lavoratrici di aderire ad altro
fondo integrativo individua- to  dagli  accordi  medesimi,  purché  con  prestazioni  non inferiori
a quelle originariamente previste.
178. Le anticipazioni di bilancio concesse all’INPS, ai sensi del comma 3 dell’articolo 35 della
legge 23 dicem- bre 1998, n. 448, negli esercizi  antecedenti  alla  data di entrata in vigore
della presente legge ed iscritte quali de- biti verso lo Stato nel rendiconto 2015 dell’Istituto
stesso, per un totale di 88.878 milioni di euro, sono compensate con i crediti verso lo Stato,
risultanti dal medesimo rendi- conto, fino a concorrenza dell’importo di 29.423 milioni di euro, e
per l’eccedenza si intendono effettuate a titolo definitivo.
179. Con la procedura di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sono definiti i
capitoli del bilancio dell’INPS per i quali viene effettuata la compensazione nonché i criteri e le
gestioni previdenziali a cui attribuire i trasferimenti definitivi.
180. All’articolo 1, comma 312, della legge 28 dicem- bre 2015, n. 208, le parole: « In via
sperimentale, per gli anni 2016 e 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « In via sperimentale, per
gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 ».
181. All’articolo 1, comma 87, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole: « per l’anno 2017 »
sono sostituite dalle seguenti: « per gli anni 2017, 2018 e 2019 ».
182. All’articolo  2  del  decreto  legislativo  30  giugno 1994, n. 509, dopo il comma 1 è
inserito il seguente:
«1-bis. Le associazioni e le fondazioni, comprese quelle di cui al decreto legislativo 10
febbraio 1996, n. 103, sono  titolari  dei  valori  e  delle  disponibilità  conferiti  in
gestione, restando peraltro in facoltà delle stesse di con- cludere, in tema di titolarità, diversi
accordi con i gestori a ciò abilitati nel caso di gestione accompagnata dalla garanzia di
restituzione del capitale. I valori e le disponibili- tà affidati ai gestori secondo le modalità e
i criteri stabiliti nelle convenzioni costituiscono in ogni caso patrimonio separato  e  autonomo 
e  non  possono  essere  distratti  dal fine al quale sono stati destinati, né formare oggetto di
esecuzione  sia  da  parte  dei  creditori  dei  soggetti  gestori,  sia  da  parte  di 
rappresentanti  dei  creditori  stessi,  né possono essere coinvolti nelle procedure concorsuali
che riguardano  il  gestore.  Le  associazioni  e  le  fondazioni sono legittimate a proporre la
domanda di rivendicazionedi cui all’articolo 103 del regio decreto 16 marzo 1942,
n. 267. Possono essere rivendicati tutti i valori conferiti in gestione, anche se non
individualmente determinati o individuati e anche se depositati presso terzi, diversi dal soggetto 
gestore.  Per  l’accertamento  dei  valori  oggetto della domanda è ammessa ogni prova documentale,
com- presi i rendiconti redatti dal gestore o dai terzi depositari. Sulle somme di denaro e sugli
strumenti finanziari delle associazioni o delle fondazioni depositati a qualsiasi titolo presso
un depositario non sono ammesse azioni dei creditori del depositario, del sub-depositario o
nell’interesse degli stessi ».
183. Agli enti di diritto privato di cui al decreto legi- slativo  30  giugno  1994,  n.  509,  e 
al  decreto  legislativo 10  febbraio  1996,  n.  103,  a  decorrere  dall’anno  2020 non  si 
applicano  le  norme  di  contenimento  delle  spese previste  a  carico  degli  altri  soggetti 
inclusi  nell’elenco delle  amministrazioni  pubbliche  inserite  nel  conto  eco- nomico
consolidato, individuate dall’Istituto nazionale di statistica  ai  sensi  dell’articolo  1,  comma
 2,  della  legge 31 dicembre 2009, n. 196, ferme restando, in ogni caso, le  disposizioni  vigenti
 che  recano  vincoli  in  materia  di personale. Alla compensazione degli effetti finanziari del
presente comma in termini di fabbisogno e indebitamento netto, pari a 12 milioni di euro annui a
decorrere dall’an- no 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del  Fondo  per  la 
compensazione  degli  effetti  finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti
all’attua- lizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge
7 ottobre 2008, n. 154, con- vertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.
184.  Il  comma  302  dell’articolo  1  della  legge  23  di- cembre 2014, n. 190, è sostituito dal
seguente:
«302. A decorrere  dal  mese  di  gennaio  2018,  al  fine di razionalizzare e uniformare le
procedure e i tempi di pagamento   delle   prestazioni   previdenziali   corrisposte dall’INPS, i
trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogati
agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’INAIL sono posti in pagamento il primo
giorno di ciascun mese o il giorno  successivo  se  il  primo  è  festivo  o  non  bancabile, con
un unico mandato di pagamento ove non esistano cause ostative, fatta eccezione per il mese di
gennaio in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile ».
185. La disposizione di cui all’articolo 69, comma 15, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, si
applica a tutte le gestioni amministrate dall’INPS.
186. La prestazione una tantum a favore dei malati di mesotelioma  prevista  dall’articolo  1, 
comma  116,  della legge  23  dicembre  2014,  n.  190,  come  disciplinata  dal decreto  del 
Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali 4  settembre  2015,  è  erogata  anche  con 
riferimento  agli anni 2018, 2019 e 2020, avvalendosi delle disponibilità residue di cui al
predetto decreto. La prestazione è eroga- ta anche in favore degli eredi, ripartita tra gli stessi.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottare su proposta dell’INAIL entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, sono definite la misura, non superiore a quella indicata
dal de-
creto di cui al primo periodo, e le modalità di erogazione della prestazione di cui al presente
comma per garantirne la tempestività.
187.  Il  Fondo  per  la  compensazione  degli  effetti  fi- nanziari non previsti a legislazione
vigente conseguenti all’attualizzazione  di  contributi  pluriennali,  di  cui  al- l’articolo 6,
comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008,n.  154, 
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  4  dicembre 2008, n. 189, è ridotto di
5,5 milioni di euro per gli anni 2018, 2019 e 2020.
188. All’articolo  1,  comma  278,  terzo  periodo,  della legge  28  dicembre  2015,  n.  208, 
dopo  le  parole:  «  con sentenza esecutiva » sono aggiunte le seguenti: « o con verbale di
conciliazione giudiziale ».
189. Il Fondo per le vittime dell’amianto, di cui all’articolo  1,  comma  241,  della  legge  24
 dicembre  2007,n. 244,
è incrementato della somma di 27 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni  2018,  2019  e
 2020,  con  corrispondente riduzione delle risorse strutturali programmate dall’INAIL per il
finanziamento dei progetti di investimento  e  formazione  in  materia  di  salute  e  sicurezza
sul lavoro ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Di
tale riduzione è fornita apposita evidenza contabile in sede di predisposizione del progetto di
bilancio per gli anni interessati. Per il perio- do predetto, a carico delle imprese non si applica
l’addi- zionale sui premi assicurativi relativi ai settori delle atti- vità lavorative comportanti
esposizione all’amianto.
190. All’articolo  3,  comma  2,  lettera  d),  del  decreto legislativo  15  settembre  2017,  n. 
147,  le  parole:  «  per licenziamento,  anche  collettivo,  dimissioni  per  giusta causa o
risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge
15 luglio 1966,  n.  604,  ed  abbia  cessato,  da  almeno  tre  mesi,  di beneficiare dell’intera
prestazione per la disoccupazione, ovvero,  nel  caso  in  cui  non  abbia  diritto  di  conseguire
alcuna  prestazione  di  disoccupazione  per  mancanza  dei necessari requisiti, si trovi in stato
di disoccupazione da almeno tre mesi » sono soppresse.
191. Per gli effetti di cui al comma 190, all’articolo 8 del  decreto  legislativo  15  settembre 
2017,  n.  147,  sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera c), le parole: « , a partire da quelli con persone di età pari o superiore a
55 anni, prive dei requisiti di cui al medesimo articolo 3, comma 2, eventualmente  mediante 
l’utilizzo  di  una  scala  di  valutazione del bisogno, di cui al comma 2» sono soppresse;
b) al comma 3, il periodo: «L’estensione della platea è  individuata  prioritariamente  tra  i 
nuclei  familiari  con persone di età pari o superiore a 55 anni non già inclusi all’articolo 3,
comma 2» è soppresso.
192. A decorrere dal 1º luglio 2018, l’articolo 3, com- ma 2, del decreto legislativo 15 settembre
2017, n. 147, come modificato dal comma 190, è abrogato. A decorrere dalla stessa data, sono
abrogati il comma 1, lettera c), e il comma 2 dell’articolo 8 del medesimo decreto legislativo.
193. All’articolo 4, comma 1, secondo periodo, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole <<, incrementato del 10 per
cento ».

 

 

29-12-2017                                   Supplemento ordinario n. 62/L alla GAZZETTA UFFICIALE 
                  Serie generale – n. 302

 

 

Allegato B
(articolo 1, comma 148, lettera a))

 

A.   Operai  dell’industria  estrattiva,  dell’edilizia  e  della  manuten- zione degli edifici

B.   Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

C.   Conciatori di pelli e di pellicce

D.   Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

E.   Conduttori di mezzi pesanti e camion

F.   Personale  delle  professioni  sanitarie  infermieristiche  ed  ostetriche ospedaliere con
     lavoro organizzato in turni

G.   Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

H.   Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido

I.   Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati

L.   Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia

M.   Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

N.   Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca

O.   Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di
     cooperative

P.   Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a
     lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo n.  67 del
     2011

Q.   Marittimi  imbarcati  a  bordo  e  personale  viaggiante  dei  trasporti marini e in acque
     interne.

 

 

Informazioni su plhttps://pietrolettig.wordpress.comConsulenza e tutela gratuita in materia di previdenza, pensioni e sicurezza sociale in collaborazione con la CGIL di Trieste. Calcoli e previsioni sulla decorrenza e l'importo delle prestazioni previdenziali, tramite i materiali e gli strumenti informatici ufficialmente rilasciati dall'INPS, ex INPDAP, CGIIL, SPI e PATRONATO INCA. Approfondimenti ed esercitazioni sui linguaggi di sviluppo software. Esperienza ormai quarantennale acquisita come operatore del Patronato INCA-CGIL. Tel. ufficio: 040 3788 236 con segreteria per appuntamenti, lasciando nome e numero di telefono per essere richiamati appena possibile. Fax: 040 772474. Posta elettronica: pierlebed@gmail.com Orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19. La consulenza è totalmente gratuita ad iscritti e non iscritti al sindacato. Si gradisce comunque l'eventuale affiliazione volontaria alla CGIL. La tutela può essere fornita anche in modo interattivo per coloro che utilizzano strumenti informatici ( computer, tablet, smatphone. ecc.).

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