APe sociale e pensione precoci, le nuove domande


APe sociale e pensione precoci, le nuove domande

Domande aggiornate e chiarimenti per le nuove categorie di lavoratori ammessi all’APe sociale e alla pensione anticipata precoci dalla Legge di Stabilità: circolari INPS.

Barbara Weisz.

L’INPS aggiorna le procedure per la richiesta di APe sociale e pensione anticipata precoci alle novità previste dalla legge di bilancio relative a nuove categorie di lavoratori addetti a mansioni gravose, platea più ampia di caregiver, e per quanto riguarda l’anticipo pensionistico, i disoccupati per scadenza del contratto a termine e le donne con figli. Con le circolari 33 e 34 del 2018 l’istituto di previdenza chiarisce anche tutti gli aspetti applicativi delle nuove regole inserite nella legge 205/2017, che sono valide per le domande presentate a partire dallo scorso primo gennaio.
=> APe sociale e pensione precoci, domande 2018
APe sociale
Disoccupati
Il comma 162, lettera b, della legge di bilancio ha inserito fra gli aventi diritto all’APe sociale i lavoratori che restano involontariamente disoccupati per scadenza del contratto a termine «a condizione che abbiano avuto, nei trentasei mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi». Questi 18 mesi si calcolano, a ritroso, dalla data di scadenza dell’ultimo rapporto di lavoro a tempo determinato al momento della presentazione della domanda. Resta fermo il requisito dei tre mesi di disoccupazione successivi al termine degli ammortizzatori sociali. Quindi, come negli altri casi di disoccupazione involontaria, per l’accesso all’APe social è necessario che il lavoratore abbia percepito gli ammortizzatori sociali, abbia terminato di prendere il relativo assegno da almeno tre mesi, e sia ancora disoccupato.
Nel momento in cui si presenta la domanda di certificazione basta che sia terminato il sussidio, mentre quando si chiede l’APe (con la seconda domanda) devono anche essere trascorsi i tre mesi di disoccupazione dopo la fine degli ammortizzatori sociali. Se in questi tre mesi vengono svolte attività lavorative che però non fanno perdere lo status di disoccupato, la domanda resta valida. Attenzione: l’eventuale attività lavorativa deve però terminare entro il 31 dicembre 2018, che è la scadenza per la sperimentazione dell’Ape social. Non è necessario allegare alcuna documentazione relativa alla scadenza del contratto a termine, sarà l’INPS a verificare direttamente attraverso le comunicazioni obbligatorie Unilav.

Caregiver
La lettera c dello stesso comma 162 ha allargato la platea dei caregiver a parenti o affini di secondo grado conviventi «qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti». I parenti di secondo grado sono nonni e nipoti, fratelli e sorelle, gli affini di primo grado sono suoceri, generi e nuore, i figli dell’altro coniuge derivanti da un precedente legame, gli affini di secondo grado sono i cognati.
Nella domanda di certificazione del diritto, nel caso in cui il caregiver appartenga a una di queste nuove categorie, dovrà dichiarare che il coniuge, o il partner unito civilmente, e i parenti di primo grado conviventi con la persona con disabilità si trovino in una delle descritte situazioni (compimento dei 70 anni al momento di presentazione della domanda, patologie invalidanti, decesso, assenza). I 70 anni devono essere già compiuti nel momento di presentazione della domanda. Le patologie invalidanti sono quelel previste dall’articolo 2, comma 1, lettera d, numeri 1, 2 e 3 del decreto del ministro per la Solidarietà sociale 278/2000: patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche; patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali; patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario. Alla domanda va allegata la documentazione sanitaria, da inviare in busta chiusa, indirizzata all’Unità Operativa Complessa/Unità Operativa Semplice (UOC/UOS).
Infine, il coniuge o il parente di primo grado si definiscono mancanti in situazione di assenza naturale e giuridica (celibato/nubilato o stato di figlio naturale non riconosciuto), e in ogni altra condizione giuridicamente assimilabile, continuativa e debitamente certificata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità: divorzio, separazione legale o abbandono di minori, dichiarazione di assenza o di morte presunta dello scomparso.
Per il resto, al parente o affine di secondo grado si applicano le stesse regole già previste l’anno scorso per coniuge e parenti di primo grado: al momento di presentazione della domanda di verifica delle condizioni, deve assistere e convivere da almeno sei mesi con il parente con handicap grave, lo status di caregiver deve essere ancora presente nel momento di accesso al beneficio. Attenzione: per convivenza si intende la residenza nello stesso stabile e numero civico, non necessariamente nello stesso appartamento. Vale anche un certificato di dimora temporanea, o una dichiarazione sostitutiva.
=> APe social ai caregiver fino al secondo grado di parentela
Mansioni gravose
Le novità sono previste dalla lettera d dello stesso comma 162. Innanzitutto cambia il requisito temporale: le mansioni gravose devono essere svolte per sette anni negli ultimi dieci oppure sei anni negli ultimi sette. L’anno scorso il periodo doveva essere pari a sei anni con una franchigia di un anno (che a determinate condizioni poteva innalzare il periodo a sette anni). L’attività gravosa non deve necessariamente essere stata svolta continuativamente, devono essere rispettati i paletti sopra riportati sommando gli eventuali diversi periodi, coperti da contribuzione obbligatoria o gravosa.
Sono poi state inserite quattro nuove attività gravose che portano a 15 il numero totale dei lavori che danno diritto all’Ape sociale: operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca, pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative, lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo n. 67 del 2011 (usuranti), marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.
Donne con figli
La lettera e del comma 162 riduce il requisito contributivo previsto per le donne con figli di 12 mesi per ogni figlio fino a un massimo di due anni. Quindi, il limite di 30 anni di contributi previsto per l’APe sociale nei casi di disoccupazione, caregiver e lavoratori con disabilità almeno al 74% può scendere fino 28 anni, quello di 36 anni previsto per le mansioni gravose può arrivare a 34 anni. I figli legittimi sono equiparati a quelli naturali e adottivi.
Termini di presentazione della domanda
Il comma 165 della manovra ha anche prorogato al 15 luglio i termini per la presentazione della domanda di riconoscimento del diritto all’APe sociale. Ecco le scadenze entro cui l’INPS risponderà:
domande presentate entro il 31 marzo: risposta INPS entro il 30 giugno;
domande presentate dal primo aprile al 15 lulgio: risposta INPS entro il 15 ottobre;
domande presentate dopo il 15 luglio ma entro il 30 novembre: vengono lavorate solo se le domande presentate entro il 15 lulgio non esauriscono le risorse disponibili.
Pensione precoci
Le novità per i caregiver e per gli addetti a mansioni gravose sono le stesse previste per l’APe social, e valgono le medesime regole applicative. Non sono invece previste per la pensione anticipata precoci l’estensione ai disoccupati per scadenze di contratto a termine e il beneficio contributivo per le donne con figli. La scadenza per la presentazione delle domande di certificazione del diritto di pensione anticipata precoci resta il primo marzo 2018. L’INPS risponderà entro il 30 giugno. Le domande presentate dopo il primo marzo ma entro il 30 novembre saranno lavorate solo se quelle arrivate entro il primo marzo non esauriscono le risorse. In questo caso, l’INPS risponderà entro il 31 dicembre. Coloro che hanno già tutti i requisiti possono presentare congiuntamente le domande di certificazione del diritto e accesso alla pensione precoci: in questo caso, per le domande presentate entro il primo marzo 2018, il trattamento può avere decorrenza retroattiva. Stesso discorso per l’Ape sociale.
Fonti: circolari INPS 33/2018 e 34/2018

Circolare numero 28 del 13-02-2018-PROCEDURE APE VOLONTARIA


Direzione Centrale Pensioni Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi Direzione Centrale Amministrazione Finanziaria e Servizi Fiscali Coordinamento Generale Legale Roma, 13/02/2018 Circolare n. 28 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore generale Medico legale e Dirigenti Medici e, per conoscenza,

Sorgente: Circolare numero 28 del 13-02-2018

APE Volontaria, guida al simulatore online


APE Volontaria, guida al simulatore online

Simulatore INPS online per calcolare l’APE richiedibile in base ai requisiti e conoscere rate di restituzione e costi dell’operazione: ecco come funziona, passo dopo passo.

Barbara Weisz – 13 febbraio 2018

In questo articolo spieghiamo come funziona il simulatore online dell’INPS per l’APE Volontaria, disponibile sul sito dell’istituto di previdenza. Consente, a coloro che hanno i requisiti per chiedere l’anticipo pensionistico (63 anni di età, 20 anni di contributi, al massimo tre anni e sette mesi alla pensione di vecchiaia, un assegno maturato pari ad almeno 1,4 volte il minimo), di stimare l’ammontare del trattamento mensile e di quello del rimborso ventennale. Uno strumento fondamentale per decidere se e quando presentare la domanda, la cui procedura è già online.
=> L’APe Volontaria è partita: domande aperte
Il simulatore INPS
Vediamo esattamente come funziona il simulatore INPS online, accessibile senza bisogno di credenziali. In breve: si inseriscono i dati su pensione maturata, eventuali finanziamenti in corso o assegni di mantenimento, si sceglie la percentuale di anticipo che si desidera e si ottiene il dettaglio del piano di accumulo e di quello di ammortamento.

Nella prima schermata si inseriscono i dati anagrafici fondamentali (data e luogo di nascita), la gestione previdenziale di appartenenza e l’importo della pensione lorda mensile maturata (che si può calcolare utilizzando un altro strumento INPS online, il simulatore di pensione). Cliccando su avanti, il simulatore procede a verificare il possesso dei requisiti fondamentali (data di nascita, pensione minima richiesta).
Ricordiamo che per chiedere l’APe volontaria sono necessari 20 anni di contributi, informazione di cui però non si richiede l’inserimento (sarà verificata dall’INPS in sede di istruttoria).

Il secondo passaggio prevede l’inserimento dei dati relativi alla residenza e alla situazione finanziaria. Bisogna segnalare eventuali assegni di mantenimento del coniuge divorziato, rate relative a debiti erariali, prestiti in corso.
Sullo schermo apparirà anche un riquadro che segnala la data di maturazione della pensione di vecchiaia e la prima decorrenza dell’APE, a partire dal primo maggio 2017.
Prima di procedere, bisogna segnalare l’intenzione di chiedere anche gli arretrati a cui si ha diritto (come previsto dal decreto, è un’opzione, che va esercitata entro il 18 aprile 2018). Si inserisce anche la data in cui si prevede di chiedere l’APE.

Proseguendo, si arriva a una schermata che segnala l’importo di APE minima e massima richiedibile, in base alle informazioni inserite, e lo spazio per inserire la cifra che si intende richiedere. Il riquadro sulla destra riepiloga tutte le informazioni precedentemente inserite.

Si inserisce la cifra: apparirà la schermata finale che riepiloga le condizioni dell’APE a cui si ha diritto: numero di rate, importo della rata di restituzione mensile che verrà applicata sulla pensione, credito d’imposta applicabile, rata netta sulla pensione. Ecco un esempio che riporta una richiesta di APE pari a 1200 euro al mese.

Come si vede, nella parte bassa della pagina ci sono due pulsanti che consentono di consultare il dettagli del piano di finanziamento e del piano di ammortamento relativi all’Ape richiesta. E’ quindi possibile conoscere con precisione tutti i costi dell’operazione (tassi applicati, credito d’imposta, numero e importo dell’anticipo e delle rate di restituzione).
Fonte: Simulatore INPS

APE VOLONTARIA: VIA ALLE DOMANDE


L’APe Volontaria è partita: domande aperte

APe Volontaria al via dal 13 febbraio: il Governo rende nota la disponibilità sul sito INPS del simulatore online e della procedura di domanda di anticipo finanziario a garanzia pensionistica, indicando costi e requisiti.

Barbara Weisz – 13 febbraio 2018

Parte finalmente l’APe Volontaria (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica): dal 13 febbraio è possibile presentare la domanda, la procedura è disponibile sul sito INPS. Il beneficio è finanziato dal sistema bancario, il lavoratore restituirà poi quanto percepito con rate ventennali sulla pensione. La misura, introdotta in via sperimentale con la Legge di Stabilità 2017, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019 dalla manovra 2018.
=> APe volontaria, il decreto in Gazzetta
Parte così, con più di un anno di ritardo, l’anticipo pensionistico che consente di percepire un trattamento fino al conseguimento del requisito per la pensione di vecchiaia. Il Ministro Gentiloni commenta su Twitter la nota del Governo:
Da oggi parte #APE volontario che consente a molti lavoratori over 63 di chiedere di andare in pensione in anticipo con un prestito a condizioni agevolate. Più libertà di scelta per le persone, sostenibilità per il sistema pensionistico.

Requisiti APe Volontaria
Possono chiedere l’APe Volontaria coloro che hanno almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi, tre anni e sette mesi al massimo all’età pensionabile, un assegno pari ad almeno 1,4 volte il minimo. Non è necessario smettere di lavorare (ma non possono chiedere l’APe volontaria coloro che percepiscono già un diritto a pensione).
Certificazione del diritto
La domanda si presenta in due tempi. Prima si chiede all’INPS la certificazione del diritto, ottenuta la quale si può procedere con la domanda di APe vera e propria, scegliendo la banca finanziatrice e la compagnia assicurativa che copre il rischio di premorienza.
Trattamento
I tassi del prestito fissati per il primo bimestre di applicazione, sono pari al 2,838% in fase di erogazione, e al 2,938% sul periodo di ammortamento.
=> APe volontaria, i tassi del prestito
Il trattamento minimo è pari a 150 euro per sei mesi, mentre i tetti massimi dipendono dalla durata del prestito che viene chiesto:
75% se l’APe richiesto è superiore a tre anni (36 mesi);
80% fra due o tre anni (24 e 36 mesi);
85% se l’APe è fra uno e due anni (12 e 24 mesi); 90% per chi richiede l’APe per un periodo inferiore a 12 mesi.
Simulatore e domanda APe
L’INPS ha pubblicato anche il simulatore che consente di calcolare il trattamento a cui si ha diritto, oltre ad aver aperto la procedura di domanda online per il riconoscimento dell’APE Volontario – Anticipo finanziario a garanzia pensionistica.
Il simulatore online è aperto a tutti: consente di calcolare importo mensile, durata del trattamento e rata del rimborso (decurtata dalla pensione futura). La domanda di certificazione può essere presentata anche tramite intermediari autorizzati attraverso SPID o PIN INPS. Dopo la verifica dei requisiti, si comunica al richiedente l’importo minimo e massimo ottenibile.

APe Volontaria, i tassi del prestito


APe Volontaria, i tassi del prestito
Partenza APe Volontaria entro febbraio: l’ABI comunica i tassi di interesse per il prestito pensionistico nel primo bimestre di applicazione.

Barbara Weisz – 7 febbraio 2018
Entro fine febbraio dovrebbe partire l’APe Volontaria: il condizionale è d’obbligo visti i ritardi accumulati (doveva debuttare a maggio 2017), ma uno degli ultimi scogli è stato superato: l’ABI ha comunicato ai ministeri i tassi del prestito.

Tassi di interesse
Per i primi due mesi:

2,838% in fase di erogazione,
2,938% sul periodo di ammortamento.
Costo del prestito
Per calcolare il costo del prestito bisogna considerare però anche altre variabili:

sconto fiscale (detrazione del 50%),
costo polizza contro rischio premorienza,
commissione Fondo di Garanzia (1,6%),
durata del prestito.
=> APe volontaria in dirittura d’arrivo

Anticipo pensionistico
Ricordiamo che l’APe di mercato è un anticipo pensionistico che si può chiedere in possesso di determinati requisiti (63 anni di età, 20 anni di contributi, al massimo 3 anni e sette mesi dalla pensione, un assegno già maturato pari ad almeno 1,4 volte il minimo). Il trattamento è erogato dall’INPS ma finanziato dal sistema bancario. Il lavoratore lo restituirà quando matura la pensione vera e propria.

Applicazione
La misura era stata introdotta in via sperimentale fino al 2018 ma poi prorogata al 2019 dalla Legge di Stabilità. In ottobre è stato emanato il decreto attuativo, in gennaio sono stati firmati gli accordi quadro fra ABI (banche italiane), ANIA (assicurazioni) e Ministero. Il via libera sarà determinato dalla circolare INPS, che comunque sembra sia pronta.

 

Domande
Ricordiamo che solo in sede di prima applicazione sarà possibile chiedere l’eventuale retroattività dal primo maggio 2017: in base al decreto attuativo, questa opzione potrà essere esercitata fino al 18 aprile. Le regole per la presentazione delle domande sono fissate dal decreto dell’ottobre scorso: come per l’APe sociale e la pensione anticipata precoci, bisogna prima chiedere all’INPS il riconoscimento del diritto e, successivamente alla certificazione, presentare istanza vera e propria.