Legge di Bilancio: quota 100


Prende forma la quota 100, misura fondamentale di Riforma Pensioni che il Governo intende inserire in Legge di bilancio 2019: ci sarà il paletto dei 64 anni di età minima ma anche sconti anagrafici per donne con figli e lavoratori precoci. Non verrà prorogato l’APE sociale, l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, sostituito da una prestazione a carico dei Fondi bilaterali.Le anticipazioni sono di Alberto Brambilla esperto previdenziale e consulente della Lega, che sta preparando la norma da inserire in manovra.

Dunque, per andare in pensione con la quota 100 saranno necessari 64 anni di età e 36 di contributi. Se la proposta sarà così formulata, richiedendo entrambi i requisiti, un lavoratore con 65 anni di età e 35 anni di contributi, pur raggiungendo la quota 100 (somma di età anagrafica e contributi versati) non potrà ritirarsi, mancandogli il requisito contributivo. Stesso discorso nel caso in cui un lavoratore abbia, viceversa, 37 anni di contributi e 63 anni di età. Dovrà attendere di compiere 64 anni per poter avere tutti i requisiti previsti.

Sembra che ci saranno però condizioni particolari per i lavoratori precoci, che hanno almeno un anno di contributi versati entro i 19 anni di età, e per ledonne con figli. Queste categorie di lavoratori potranno con ogni probabilità andare in pensione con un requisito di età inferiore.

Per quanto riguarda coloro che attualmente prendono l’APE Social, è allo studio un meccanismo che tuteli la platea degli aventi diritto: il trattamento sarebbe a carico dei fondi esuberi. In pratica, le prestazioni non sarebbero pagate dall’INPS ma dai fondi, che sono finanziati dalle imprese e dai lavoratori.

Restano aperte una serie di questioni: non potrebbero accedere i lavoratori autonomi e tutti coloro che lavorano nelle piccole aziende (sotto i cinque dipendenti) che non hanno i fondi di solidarietà.