PRESCRIZIONE CONTRIBUTI PUBBLICI DIPENDENTI: RINVIO-Circolare numero 117 del 11-12-2018


Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti Roma, 11/12/2018 Circolare n. 117 Ai Dirigenti centrali e territoriali Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e    territoriali delle Aree dei professionisti Al Coordinatore generale, ai coordinatori    centrali e ai responsabili territoriali    dell’Area medico legale E, per conoscenza, Al Presidente Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo    di Vigilanza Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci Al Magistrato della Corte dei Conti delegato    all’esercizio del controllo Ai Presidenti dei Comitati amministratori    di fondi, gestioni e casse Al Presidente della Commissione centrale    per l’accertamento e la riscossione    dei contributi agricoli unificati Ai Presidenti dei Comitati regionali OGGETTO: Differimento al 1° gennaio 2020 del termine di decorrenza delle indicazioni fornite con circolare n. 169 del 15 novembre 2017, intitolata “Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche. Chiarimenti” SOMMARIO:  Con la presente circolare si differisce dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020 il termine di decorrenza delle indicazioni della circolare n. 169/2017 INDICE

Sorgente: Circolare numero 117 del 11-12-2018

Assegno Sociale 2019


Con il Messaggio n. 4570/2018 l’INPS ha comunicato l’innalzamento dei requisiti anagrafici per il diritto all’assegno sociale e per la qualifica di “ultrasessantacinquenne” che comporta novità anche per la pensione di invalidità civile e per l’assegno mensile assistenza invalidi parziali.
Adeguamento speranze di vita
Per l’accesso all’assegno sociale, alla pensione di inabilità (invalidi 100%) e all’assegno di assistenza per gli invalidi civili (invalidità dal 74% al 99%) è infatti necessario tenere conto dell’adeguamento con le speranze di vita che comporta dal 2019 un incremento di 5 mesi per l’età pensionabile.

Dal 2019, ricorda l’INPS, i requisiti per beneficiare dell’assegno sociale, erogato in favore di quelle persone che si trovano in una condizione economica di svantaggio, bisognerà avere un’età minima di 67 anni, contro gli attuali 66 anni e 7 mesi (stesso requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia).

La misure rivolte agli invalidi verranno quindi riconosciute a coloro che si trovano in una situazione economica svantaggiata, con reddito inferiore a 16.664,36 euro per la pensione, 4.853,29 euro per l’assegno, e un’età anagrafica compresa tra i 18 e i 67 anni (contro gli attuali 66 anni e 7 mesi).
L’importo dell’assegno sociale passa da 453 euro a 457,99 euro mensili. Tale importo viene rimodulato in presenza di altri redditi: l’importo pieno spetta a coloro che non possiedono alcun reddito e si annulla al raggiungimento, per il 2018, della soglia di reddito pari a 5.889 euro per il pensionato solo, 11.788 euro se coniugato.

Anche per la pensione di inabilità per invalidi totali e per l’assegno mensile invalidi parziali vi sarà una perequazione che porterà gli importi dagli attuali 282,55 euro a 285,66 euro mensili.