Pensioni 2019, la rivalutazione con conguaglio


B.Weisz.

 

Assegni pensione 2019 rimodulati con le nuove norme in Legge di Bilancio, conguaglio nel cedolino di marzo: perequazione, regole ed esempi di calcolo.
I pensionati che in questi giorni ricevono il cedolino di gennaio avranno l’assegno ricalcolato in modo più favorevole rispetto a quanto previsto dalla Legge di Bilancio, quindi nei prossimi mesi subiranno un conguaglio. Stiamo parlando di differenze di poche decine o unità di euro, ma comunque è bene tenerne conto in considerazione del fatto che, prevedibilmente da marzo in poi, potrà esserci un’operazione di conguaglio delle pensioni 2019, con un assegno più basso.

=> Svalutazione pensioni dal 2019: il meccanismo

La circolare INPS 122/2018 illustra con precisione le modalità utilizzate fino ad oggi per il calcolo degli assegni 2019 e sottolinea che, con l’entrata in vigore della legge di bilancio il primo gennaio, gli incrementi potranno subire variazioni: le modifiche verranno illustrate con successiva circolare, tenendo conto «dei tempi necessari alla realizzazione delle implementazioni dei sistemi gestionali e della loro messa in esercizio».

Tradotto: dal primo gennaio gli assegni vengono calcolati con il sistema previsto dalla vecchia legge, che però è stata modificata dalla manovra 2019. I nuovi coefficienti più rigidi determineranno pertanto una maggior perdita di potere d’acquisto per i pensionati. Quindi, gli assegni di gennaio saranno più alti, non incamerando le modifiche in manovra, e l’INPS procederà poi nei mesi successivi a ricalcolo e recupero.

E vediamo con precisione in che cosa consiste la differenza.

Le vecchie regole (previste dalla legge 388/2000) prevedevano tre scaglioni: fino a tre volte il minimo, con rivalutazione al 100%, fra tre e cinque volte il minimo, con rivalutazione al 90%, e sopra cinque volte il minimo, con indice al 75%. Con le modifiche previste dalla manovra 2019, invece, gli indici di rivalutazione diventano meno favorevoli, con il salire della pensione (non cambia nulla fino a tre volte il minimo, nel qual caso si mantiene la rivalutazione piena). I nuovi scaglioni:

97% fra tre e quattro volte il minimo, da 1.522 e 2.029 euro,
77% da quattro a cinque volte il minimo, fino a 2.537 euro,
52% fra cinque e sei volte il minimo, fino a 3042 euro,
47% fra sei e otto volte il minimo, fino a 4059 euro,
45% fino a 4566 euro (nove volte il minimo),
40% per gli importi superiori.
L’indice di rivalutazione 2019 è dell’1,1%, e non ci sono conguagli da fare rispetto al provvisorio. Quindi, fino a tre volte il minimo la perequazione è e resta all’1,1%. Per le pensioni più alte, il nuovo indice di rivalutazione introdotto dalla manovra fa scendere leggermente gli importi, con l’eccezione dei trattamenti fra tre e quattro volte il minimo, quindi fra 1.522 e 2.029 euro. che si rivaluteranno al 97% (invece che al 90%). Quindi, in questo caso l’indice applicato nel 2019 sarà dell’1,067%, a per gli importi superiori scatta l’aliquota del 77%, con rivalutazione quindi pari allo 0,847%.

Ecco in tabella come cambia la perequazione:

Pensione rivalutazione 2019
pre manovra indice rivalutazione 2019
definitiva indice differenza
fino a 3 volte il minimo 100% 1,1% 100% 1,1% 0
fra 3 e 4 volte il minimo 90% 0,99% 97% 1,067% +0,077%
fra 4 e 5 volte il minimo 90% 0,99% 77% 0,847% -0,143
fra 5 e 6 volte il minimo 75% 0,825 52% 0,572 -0,253
fra 6 e 8 volte il minimo 75% 0,825 47% 0,517 -0,308
fra 8 e 9 volte il minimo 75% 0,825 45% 0,495 – 0,33
Sopra 9 volte il minimo 75% 0,825 40% 0,44 -0,385
Proviamo a fare un paio di esempi di calcolo. Un trattamento di 2mila euro lordi, quindi fra tre e quattro volte il minimo, ci guadagna. Con il sistema pre manovra la valutazione sarebbe stata del 90% (quindi, con indice pari a 0,99%), mentre in base alla Legge di Bilancio sale al 97% , con indice all’1,067%.

Applicando le percentuali all’intera cifra, il pensionato incasserà in sede di conguaglio circa 1,5 euro in più al mese. Se invece la pensione è pari a 2200 euro, il discorso cambia: si applica il 77%, quindi un indice di rivalutazione di 0,847%. Significa una rivalutazione di 18,6 euro al mese. Senza modifiche, sarebbe stato pari a 21,7 euro. In questo caso, c’è uno scarto di 3 euro, a sfavore del pensionato.

Informazioni su plhttps://pietrolettig.wordpress.comConsulenza e tutela gratuita in materia di previdenza, pensioni e sicurezza sociale in collaborazione con la CGIL di Trieste. Calcoli e previsioni sulla decorrenza e l'importo delle prestazioni previdenziali, tramite i materiali e gli strumenti informatici ufficialmente rilasciati dall'INPS, ex INPDAP, CGIIL, SPI e PATRONATO INCA. Approfondimenti ed esercitazioni sui linguaggi di sviluppo software. Esperienza ormai quarantennale acquisita come operatore del Patronato INCA-CGIL. Tel. ufficio: 040 3788 236 con segreteria per appuntamenti, lasciando nome e numero di telefono per essere richiamati appena possibile. Fax: 040 772474. Posta elettronica: pierlebed@gmail.com Orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19. La consulenza è totalmente gratuita ad iscritti e non iscritti al sindacato. Si gradisce comunque l'eventuale affiliazione volontaria alla CGIL. La tutela può essere fornita anche in modo interattivo per coloro che utilizzano strumenti informatici ( computer, tablet, smatphone. ecc.).

OK!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.