Cedolino pensione INPS, online e su telefonino


Barbara Weisz

Cedolino pensione INPS, online e su telefonino
Il cedolino della pensione è online per tutti coloro che ricevono il trattamento previdenziale dall’INPS. Il portale dell’istituto di previdenza consente non solo di visualizzare e stampare il cedolino pensione (ad esempio, per ottenere un prestito in banca come nel suo caso) ma anche di accedere ad utili funzionalità.
Ad esempio, si possono confrontare gli importi delle varie mensilità o o stampare la Certificazione Unica.

Come ottenere e rinnovare il PIN INPS

Si tratta di un servizio telematico, fruibile da computer o smartphone. In tutti casi, però, serve l’autenticazione.
E’ possibile accedere con il PIN rilasciato dalla stessa INPS oppure con SPID o CNS. Se lei ha già una di queste credenziali deve solo effettuare l’accesso al servizio, visualizzare e stampare il cedolino.

Se invece non ha il PIN per entrare nei servizi online INPS, deve richiederlo attraverso l’apposita procedura.

I chiarimenti INPS sulla cumulabilità dei redditi percepiti dagli autonomi relativi all’attività lavorativa svolta prima della decorrenza di Quota 100. 


I chiarimenti INPS sulla cumulabilità dei redditi percepiti dagli autonomi relativi all’attività lavorativa svolta prima della decorrenza di Quota 100. 

Con la circolare n. 117/2019 l’INPS ha fornito un’importante precisazione in merito alla norma contenuta nel DL 4/2019 che lasciava dubbi in materia di incumulabilità della pensione ricevuta in seguito all’adesione alla Quota 100 con i redditi da lavoro: l’Istituto ha chiarito che i redditi percepiti dopo la decorrenza della pensione relativi all’attività lavorativa svolta dai lavoratori autonomi prima della decorrenza stessa sono cumulabili.

Nuovo scivolo pensione: platea e utilizzo


Nuovo scivolo pensione: platea e utilizzo
di Barbara Weisz

Credits: Istock

Nell’ambito di contratti di espansione di aziende con oltre mille dipendenti: requisiti per i dipendenti e regole per l’uscita anticipata fino a cinque anni, con assegno fino alla pensione e ricalcolo pieno.

E’ una nuova possibilità di pensione anticipata per i lavoratori con 62 anni anni e sei mesi entro fine 2020, oppure 37 anni e 10 mesi di contributi entro il 30 settembre 2020: si tratta dello scivolo per la pensione previsto nell’ambito dei contratti di espansione, che consentono di attivare piani di esodo nei confronti di lavoratori a cui manchino al massimo 60 mesi (quindi cinque anni) per maturare la pensione di vecchiaia oppure la pensione anticipata.
Il contratto di espansione, lo ricordiamo, è utilizzabile solo dalle aziende con più di mille dipendenti, e solo nell’ambito di piani di digitalizzazione che prevedono anche assunzioni e interventi di formazione e riqualificazione del personale. Fatta questa premessa, continuiamo ad approfondire il nuovo strumento di pensione anticipata.

Sulla platea dei beneficiari c’è subito una prima precisazione: lo scivolo non si può utilizzare per raggiungere formule di pensione agevolata, come la Quota 100 o l’Opzione Donna. E’ esplicitamente previsto, infatti, che si applichi ai lavoratori a cui mancano non oltre cinque anni alla pensione di vecchiaia (avendo il requisito contributivo dei 20 anni) oppure a quella anticipata.

Facendo i calcoli, questo significa che possono accedere coloro che avranno 62 anni e sei mesi di età e almeno 20 anni di contributi al 3 dicembre 2020 (che saranno a 5 anni dai 67 anni e 6 mesi della pensione di vecchiaia 2025), oppure 37 anni e dieci mesi di contributi al 30 settembre 2020 (cinque anni ai 42 anni e dieci mesi per la pensione anticipata, considerando il blocco delle aspettative di vita fino al 2026, e i tre mesi di finestra mobile prevista dal dl 4/2019).

La circolare attuativa 16/2019 dedicata un capitolo all’uscita anticipata, dettagliandone la procedura.

Il lavoratore, ha diritto a un assegno pari alla pensione maturata nel momento in cui si ritira, fino a quando non raggiunge il diritto definitivo alla pensione di vecchiaia piena. Nel caso in cui la pensione più vicina (alla quale mancano meno di cinque anni), sia quella anticipata, il costo per l’azienda è più alto, perché deve pagare anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto, con esclusione del periodo coperto da contribuzione figurativa a seguito della risoluzione del rapporto di lavoro.

E’ necessaria l’adesione scritta del lavoratore all’accordo. C’è una clausola anti-esodati, in base alla quale il diritto a pensione di coloro che aderiscono allo scivolo non può essere modificato da novità in materia di riforme pensionistiche.

Le eventuali e successive norme e riforme pensionistiche non potranno in alcun caso modificare i requisiti per conseguire il diritto all’accesso certificato al momento dell’adesione alla procedura di prepensionamento.

Scivolo pensione: contratto di espansione al via


Scivolo pensione: contratto di espansione al via
di Barbara Weisz

Credits: iStock

Attivazione contratti di espansione per grandi imprese verso la digitalizzazione: orario ridotto, cassa integrazione, formazione, assunzioni, scivolo pensione.

Contratti di espansione al via: il Ministero del Lavoro ha pubblicato le disposizioni applicative della misura introdotta con il Decreto Crescita, che consente alle imprese oltre mille dipendenti con piani di riorganizzazione finalizzati alla digitalizzazione di concordare con i sindacati riduzioni di orario e scivoli per la pensione con l’obiettivo di effettuare nuove assunzioni e riqualificare il personale.
I dettagli operativi sono contenuti nella circolare 16/2019 del ministero, attuative dell‘articolo 26-quater del dl 34/2019, che va a modificare il dlgs 148/2015.

Sono tre gli step che un’azienda deve compiere per stipulare un contratto di espansione.

Attivazione procedura sindacale: deve portare alla firma del contratto di espansione, che contiene il progetto di formazione e riqualificazione del personale, la pianificazione delle sospensioni o riduzioni dell’orario di lavoro, le nuove assunzioni. L’impresa deve a quantificare l’onere finanziario dell’intervento (Naspi e cassa integrazione).
Accordo di pensione anticipata: nell’ambito del contratto è possibile prevedere uno scivolo per la pensione per i lavoratori a cui mancano al massimo cinque anni (60 mesi) alla pensione di vecchiaia o anticipata. Deve esserci il consenso del lavoratore, il quale in base all’accordo che viene stipulato percepisce, fino alla maturazione della pensione, un importo a carico dell’azienda pari all’assegno previdenziale maturato al momento delle dimissioni. Nel caso in cui la pensione più vicina sia quella anticipata, l’azienda versa anche i contributi utili alla maturazione del diritto.
Piano di formazione: riguarda i lavoratori che non utilizzano lo scivolo pensionistico ma non hanno le competenze richieste dal processo di digitalizzazione, e prevede corsi di riqualificazione, con una riduzione oraria in cassa integrazione pari al massimo al 30% che corrisponda alla durata del percorso di formazione.

Il contratto di espansione deve contenere i seguenti elementi:

numero lavoratori da assumere e profili professionali,
programmazione delle assunzioni,
indicazione della durata indeterminata dei contratti, compreso l’apprendistato professionalizzante,
riduzione media orario di lavoro, lavoratori coinvolti, lavoratori che utilizzano l’esodo perla pensione,
progetto di formazione e riqualificazione: deve essere articolato e contenere una serie specifica di elementi. Il percorso deve consentire di restare in azienda almeno al 70% del personale coinvolto. Per coloro che alla fine non vengono reinseriti sono previsti ammortizzatori sociali.

L’intervento è sperimentale per gli anni 2019 e 2020, e dura al massimo 18 mesi. Quindi, nel caso in cui un’impresa avvii i contratto di espansione nel 2020, potrà utilizzarlo fino al 2021.

Per leggere la circolare clicca sul  link seguente:

https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2019/Circolare-n-16-del-6-settembre-2019.pdf