La pensione anticipata 2019 e 2020


Blocco scatti aspettative di vita per la pensione anticipata fino al 2026: requisiti anagrafici, contribuzione utile, regole per il comparto Scuola e i professionisti.

Insieme alla quota 100 è stata la misura di riforma pensioni più rilevante del 2019: la pensione anticipata si è infatti avvicinata rispetto alle vecchie regole, perché non ha più subito la prevista applicazione degli adeguamenti alle aspettative di vita. Questo vale anche per chi aspira a ritirarsi nel 2020 perché , fino al 2026 , continuano a non applicarsi più gli scatti  per aspettative di vita . Rimane anche la finestra mobile di tre mesi fra maturazione del diritto e decorrenza della pensione (durante la quale si può continuare a lavorare).

Requisiti pensione anticipata 2020

I requisiti per la pensione anticipata nel 2020 restano quelli del 2019 (e del 2018): gli uomini possono ritirarsi con 42 anni e dieci mesi di contributi, le donne con un anno in meno, ossia 41 anni e dieci mesi. Non rileva in alcun modo l’età anagrafica, contano solo i contributi.

Si possono contare tutti i contributi versati o accreditati (compresi quelli da riscatto, i contributi figurativi, i contributi volontari e via dicendo). E’ però necessario avere almeno 35 anni effettivamente versati (senza contare, quindi, i contributi figurativi accreditati per malattia, infortunio o disoccupazione/NASPI ).

Il blocco degli scatti è stabilito fino al 2026. Salvo cambiamenti legislativi, i requisiti sopra esposti restano immutati fino al 31 dicembre di tale anno.

Per le pensioni di vecchiaia, alle quali invece si applicano gli adeguamenti,  continueranno ad aggiungersi gli scatti.

Decorrenza pensione anticipata

Per andare in pensione anticipata, anche nel 2020 bisognerà aspettare tre mesi da quando si matura il requisito.

Il personale della Scuola continua ad applicare l’articolo 59, comma 9, della legge 449/1997, per cui la cessazione dal servizio ha effetto dall’inizio dell’anno scolastico o dell’anno accademico e presentare le dimissioni entro la data che verrà stabilita dal MIUR.

Le nuove regola riguardano esclusivamente gli iscritti alle diverse gestioni INPS o EX-INPDAP. Coloro che invece pagano i contributi alle casse previdenziali dei professionisti continuano ad applicare le regole previste dall’istituto di appartenenza.

Resta la possibilità di andare in pensione di anzianità a 63 anni (comma 11 dello stesso articolo 24 dl 201/2011) e 20 anni di contributi (effettivi) per coloro che sono interamente nel contributivo (primo accredito successivo al primo gennaio 1996). Ma in questo caso continuano ad applicarsi gli scatti alle aspettative di vita: dal 2019 il requisito è pari a 64 anni.