APE Social nel 2020


La misura è stata comunque prorogata al 2020 dalla Legge di Stabilità per cui dal prossimo mese di gennaio si riapriranno i termini per presentare le domande da parte di coloro che matureranno i requisiti nel prossimo anno.

 

Opzione Donna: requisiti 2020


Opzione Donna: la proroga consente di andare in pensione con l’Opzione Donna alle lavoratrici dipendenti nate nel 1961 e alle autonome nate nel 1960. In entrambi i casi, bisogna avere maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2019. Se si rientra in questa casistica, si potrà presentare la domanda a partire dal 2020: il diritto si cristallizza, di conseguenza una volta maturato è esercitabile in qualsiasi momento.
L’Opzione Donna comporta il calcolo interamente contributivo della pensione.

Fra la maturazione del diritto e la decorrenza della pensione, c’è una finestra di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome. Quindi, se si fa domanda nel 2020, avendo maturato il requisito entro il 31 dicembre 2019, si andrà in pensione nel gennaio 2021 se si è una lavoratrice dipendente o nel luglio 2021 se si è una lavoratrice autonoma.

 

Pensione Quota 100: scadenze 2021.


Pensione Quota 100: scadenze 2021.

La domanda per la pensione Quota 100 può essere presentata in qualsiasi momento, una volta maturato il diritto. Quindi, se si maturano i requisti previsti quando ancora è in vigore, si può presentare la domanda anche successivamente. Tecnicamente, si dice che il diritto viene cristallizzato.
Quindi ipotizzando che la Quota 100 resti in vigore per tutto il periodo attualmente previsto (ipotesi molto probabile) – quindi fino alla fine del 2021 – se si matura il diritto entro questa stessa data si può presentare domanda in qualsiasi momento, anche successivamente al 31 dicembre 2021.

La legge che istituisce la quota 100, ovvero il dl 4/2019, prevede (articolo 14, comma 1) che il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 possa «essere esercitato anche successivamente alla predetta data, ferme restando le disposizioni del presente articolo».

L’importante è che il diritto sia maturato entro questo termine.

 

Personale viaggiante delle ferrovie:età pensionabile dal 2019


Lavori gravosi: età pensionabile dal 2019

L’età per la pensione di vecchiaia del personale viaggiante delle ferrovie, in virtù dei cinque anni di anticipo, è pari a 62 anni.
Il riferimento legislativo è il Dpr 157/2013, articolo 4, in base al quale il diritto a pensione di questa categoria di lavoratori è ridotto di cinque anni rispetto a quello previsto dal regime generale obbligatoria.

Il diritto a pensione in questo caso direi che matura con cinque anni di anticipo rispetto al requisito generale previsto, che è pari a 67 anni. Quindi, il personale viaggiante delle ferrovie può ritirarsi con 62 anni di età e 20 anni di contributi.

 

Rivalutazione pensioni 2020 allo 0,4%


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Rivalutazione pensioni 2020 allo 0,4%, l’impatto su trattamento minimo e assegno sociale ed il meccanismo per gli altri assegni.

Qualche euro in più all’anno per le pensioni minime e un assegno sociale con adeguamento ISTAT: è quanto prevede l’annuale provvedimento ministeriale che contiene la rivalutazione 2020, che è pari allo 0,4%.

Il decreto del Ministero delle Finanze è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 novembre.

Si conferma la perequazione all’1,1% stimata lo scorso anno per il 2019, quindi di fatto gli assegni dei pensionati si rivaluteranno dello 0,4% a partire dal prossimo primo gennaio.

Di conseguenza, la pensione minima nel 2020 sale a 515,07 euro dai precedenti 513,01 euro, mentre l’assegno sociale si porta a 457,99 euro dai precedenti 459,83 euro al mese.

Per quanto riguarda le altre pensioni, ricordiamo che in base all’attuale testo della Legge di Bilancio (che è ancora in Parlamento, quindi può ancora subire modifiche) vengono rivalutati pienamente (quindi, applicando il sopra citato 0,4%), i trattamenti fono a quattro volte il minimo, mentre per le pensioni più alte si applicano le seguenti percentuali di perequazione:

77% fra quattro e cinque volte il minimo: adeguamento allo 0,308%
52% fra cinque e sei volte il minimo: adeguamento allo 0,208%
47% fra sei e sette volte il minimo: adeguamento allo 0,1
45% fino a 4566 euro (nove volte il minimo)
40% per trattamenti d’importo superiore.

 

 

Pensioni Precoci


Pensioni Precoci: domande entro il primo marzo di ogni anno, blocco scatti aspettative di vita fino al 2026, finestra trimestrale per la decorrenza della pensione.

Pensione Precoci: requisiti 2020 per Quota 41

Fra le tante novità di Riforma Pensioni contenute nel dl 4/2019, hanno trovato posto anche i lavoratori detti Precoci, che possono continuare a ritirarsi con 41 anni di contributi senza applicare i cinque mesi in più di aspettative di vita.
Il blocco degli scatti per questa platea di lavoratori prosegue infatti fino al 2026. Quindi, il requisito resta a 41 anni di contributi fino al 31 dicembre di quell’anno e salirà poi in base agli adeguamenti alle aspettative di vita dal 2027. Il riferimento normativo è l’articolo 17 del dl 4/2014.

Come previsto anche per la pensione anticipata piena, è stata però prevista una nuova finestra di decorrenza pari a tre mesi anche per la pensione precoci. Quindi, dal 2019, fra maturazione del diritto e decorrenza pensione devono passare almeno tre mesi.

La finestra si applica solo a partire dal primo gennaio 2019. Significa che i lavoratori che avevano maturato il diritto alla pensione anticipata precoci in data precedente, non applicano la finestra trimestrale.

Ricordiamo che è possibile raggiungere il requisito contributivo per la pensione precoci anche esercitando il cumulo dei contributi (esclusi quelli versati alle casse private; in generale, i professionisti iscritti alle casse non hanno accesso alla pensione precoci).

La domanda si presenta entro il 1° marzo di ogni anno, per cui nel 2020 è questa la scadenza da segnare in agenda per chi matura i requisiti entro l’anno prossimo.

Sono lavoratori precoci in base a quanto previsto dal comma 199 della legge 232/2016, gli assicurati che possiedono almeno un anno di contributi entro il compimento del 19esimo anno di età e appartengono a una delle seguenti categorie:

-Disoccupati involontari che hanno terminato di percepire gli ammortizzatori sociali dal almeno tre mesi. Il rapporto di lavoro deve essere terminato per licenziamento, risoluzione consensuale nell’ambito delle procedure di conciliazione, oppure dimissioni per giusta causa.
-Caregiver: assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parenti di primo grado conviventi con handicap grave. Se il coniuge o i parenti di primo grado hanno più di 70 anni oppure siano a loro volta affetti da patologia grave, sono compresi anche parenti e affini fino al secondo grado conviventi.
-Lavoratori con ridotta capacità lavorativa (almeno al 74%).
-Addetti a mansioni gravose da almeno sei anni negli ultimi sette o da almeno sette anni negli ultimi dieci. Le 15 mansioni gravose sono: addetti alla concia di pelli e pellicce, addetti ai servizi di pulizia, addetti spostamento merci e/o facchini, conducenti di camion o mezzi pesanti in genere, conducenti treni e personale viaggiante in genere, guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni, infermieri o ostetriche che operano su turni, maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia, operai edili o manutentori di edifici, operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti, chi cura, per professione, persone non autosufficienti, lavoratori marittimi, pescatori, operai agricoli, siderurgici.