Messaggio Direzione su rinnovo pensioni:errore dell’INPS.


Comunicazione numero: Segnatura mittente:

INPS.8880.3 l/12/2019.0014459 del 31/12/2019 15.02.03
INPS.0013.31/12/2019.0218736

in A: 0040/Direzione; 0064/Direzione; 0380/Direzione; 0480/Direzione; 0980/Direzione; 1380/Direzione; 1780/Direzione; 1980/Direzione; 2280/Direzione; 3080/Dlrezione; 3480/Direzione; 3880/Direzione;
4980/Direzione; 5180/Direzione; 5580/Direzione; 5880/Direzione; 6480/Direzione; 7080/Direzione; 8180/Direzione; 8380/Direzione; 8580/Direzione; 8880/Direzione; 4981/Direzione; 5181/Direzione; 7081/Direzione

Direzione INPS
Oggetto:
Corpo del messaggio:

Debiti da rinnovo pensioni gennaio 2020

Si comunica che durante le operazioni di rinnovo per alcune pensioni, che a suo tempo erano state oggetto dell’attribuzione della rivalutazione ai sensi della sentenza 70/2015, si sono verificate delle anomalie.
In particolare, per l’anno 2019 la quota di pensione relativa all’incremento derivante dall’applicazione della sentenza 70/2015 non è stata ricompresa nell’importo lordo della pensione stessa, dando luogo a una diminuzione dell’importo mensile di dicembre 2019, e di conseguenza di gennaio 2020, e a un debito per l’anno 2019.
Le scriventi Direzioni stanno provvedendo a riesaminare tali pensioni al fine di ricostituirle con una lavorazione centrale dedicata per ripristinare il pagamento di quando dovuto agli interessati sia con riferimento alla rata corrente che alla restituzione delle somme relative al 2019 .
Ove le sedi lo ritengano, possono comunque procedere autonomamente alla ricostituzione d’ufficio delle pensioni segnalate dagli interessati.
Per eventuali informazioni si prega di scrivere alla casella !:2r:l.! r:o.trr;i-1,)·,”hni&inos.it.

Gabriele Uselli Vincenzo Caridi

 

 

La Isopensione


I lavoratori di imprese con almeno 15 dipendenti possono chiedere la isopensione per ritirarsi in anticipo, a sette anni dalla pensione, dal 2021 a quattro.

La possibilità per i lavoratori vicini alla pensione di ritirarsi in anticipo tramite un accordo aziendale – la cosiddetta isopensione – è attivabile da coloro a cui mancano sette anni all’età per la pensione di vecchiaia fino al 2020: dal prossimo anno tornerà in vigore la precedente formulazione (quattro anni di possibile anticipo).
I dettagli normativi sono contenuti nel comma 160 della manovra economica 2018 (legge 205/2017).

Isopensione 2020
La misura è utilizzabile nelle aziende con almeno 15 dipendenti, previo accordo fra datore di lavoro e organizzazione sindacali. Si tratta di una sorta di incentivo all’esodo per i lavoratori più anziani, che nella formulazione applicabile nel triennio 2018-2020 sono quelli a cui mancano al massimo sette anni alla pensione di vecchiaia. Quindi:nel 2020 il requisito per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni. Quindi, ci vogliono 61 anni per accedere all’isopensione.

Il meccanismo è il seguente: il dipendente smette di lavorare, ma il datore di lavoro continua a pagargli una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti, versando i relativi contributi all’INPS. IN questo modo, il dipendente maturerà la pensione piena, pur smettendo di lavorare in anticipo.

Ci vuole specifica procedura di accordo sindacale, in seguito alla quale il datore di lavoro invia la domanda all’INPS, unitamente a una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità per gli anni di incentivo. E’ l’INPS a erogare poi la prestazione al lavoratore, pur essendo questa finanziata dal datore di lavoro.

Attenzione: la isopensione è misura diversa dall’APe aziendale (prorogata solo fino al 2019 e dunque non più applicabile), che prevedeva il pagamento, da parte dell’impresa, di un importo pari ai contributi che mancano al raggiungimento della pensione, in modo tale che alla fine l’assegno maturato dal lavoratore sarà pieno.

L’anticipo pensionistico, lo ricordiamo, prevede che il lavoratore percepisce una somma per il periodo che manca alla pensione di vecchiaia (da un massimo di sei mesi a un massimo di tre ani e sette mesi), che poi restituirà quando maturerà la pensione in rate ventennali. L’APe è versato dall’INPS ma è finanziato dal sistema bancario.

 

APe Volontaria


l’APe Volontaria non è stata rinnovata per il 2020 dalla Legge di Bilancio.
Pur trattandosi di una prestazione non di natura assistenziale, finanziata da istituti di credito privati e sostanzialmente a carico del contribuente, si è evidentemente ritenuta non soddisfacente la sperimentazione della misura.

L’APe Volontaria, lo ricordiamo, fino al 2019 ha consentito l’uscita anticipata dal mondo del lavoro con il requisito anagrafico di 63 anni e contributivo di 20, fruendo di un finanziamento agevolato garantito dalla futura pensione. Stesso destino per l’APe aziendale, andata parimenti in soffitta dopo la sperimentazione 2017-2019.

Per il 2020 sono in vigore l’APe Social (destinata a concludersi a fine 2021) e l’Opzione Donna, che è stata rinnovata di un anno rispetto ai precedenti requisiti.

 

Conguaglio pensione da rinnovo: errore INPS sul cedolino di gennaio


Conguaglio pensione da rinnovo: errore INPS sul cedolino di gennaio
Barbara Weisz

Nel cedolino di gennaio si sono riscontrate delle decurtazioni di  con la causale: conguaglio pensione da rinnovo.  Pensioni INPS in aumento da gennaio 2020. A quanto pare, sarebbe frutto di un errore tecnico dell’INPS.
In base a quanto emerso, il conguaglio da rinnovo errato corrisponde ad una trattenuta che oscilla tra i 40 e gli 80 euro, riguardando in molti casi anche il rateo di febbraio 2020.Per segnalare dunque il problema e avere delucidazioni sul rimborso è dunque il caso di contattare il Contact Center multicanale (803 164 oppure 06 164 164 da cellulare).

Una volta riconosciuto l’errato prelievo, in realtà, il rimborso dovrebbe essere erogato direttamente con il cedolino pensione di marzo.

Si attendono in questo senso chiarimenti ufficiali da parte dell’INPS.