Permessi e congedi 104, tutte le regole


di Barbara Weisz

scritto il 

Procedura di domanda e istruzioni INPS: congedo straordinario di 15 giorni per genitori di figli con disabilità grave, 12 giorni in più di permesso fra marzo e aprile con la 104.

Congedo parentale straordinario di 15 giorni indipendentemente dall’età dei figli, con 12 giorni in più di permessi legge 104 da utilizzare fra marzo e aprile: tutte le regole applicative sulle novità previste dal dl 18/2020 con le misure economiche per fronteggiare l’emergenza Coronavirus riferite ai genitori di figli con disabilità grave e ai permessi della legge 104/1992 sono contenuti nella circolare INPS 25/2020, in generale dedicata a congedi e permessi per emergenza Coronavirus

Requisiti e istruzioni specifiche di domanda per le diverse categorie di lavoratori che chiedono il congedo parentale straordinario Covid 19, istruzioni INPS per anche per datori di lavoro.

Il congedo parentale straordinario previsto per l’emergenza Coronavirus – 15 giorni complessivi non frazionabili in ore, di cui si può fruire non consecutivamente e ripartire tra i due genitori (anche adottivi e affidatari) – a partire dal 5 marzo da dipendenti pubblici e del privato, nonché iscritti alla Gestione separata e autonomi iscritti all’INPS.

N.B.  Al momento può essere richiesto solo per periodo fino al 3 aprile come da decreto legge. Per chi lo ha già richiesto la conversione da ordinario a straordinario è automatica.

E’ retribuito al 50% (fino a 12 anni del figlio), aggiuntivo rispetto al congedo parentale, non spetta se nel nucleo familiare c’è un genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, oppure è disoccupato o non lavoratore (infatti serve autocertificazione in questo senso).

Come fare domanda

La modalità di presentazione della domanda cambia a seconda della tipologia di lavoratori:

  • per i dipendenti del privato con figli fino a 12 anni la procedura è la stessa del congedo parentale ordinario, le istruzioni sono contenute nella circolare  INPS 45/2020, con precisazioni e casi particolari rispetto alla norma (articoli 23 e 24 del dl 18/2020);
  • Copia e incolla l’indirizzo qui sotto in un’altra scheda del browser:
  • articoli 23 e 24 del dl 18/2020);
  • INPS 45/2020 articoli 23 e 24 del dl 18/2020)
  • https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%2045%20del%2025-03-2020.htm
  • per i dipendenti pubblici con figli fino a 12 anni si presenta domanda all’amministrazione di appartenenza, che fornisce le istruzioni;
  • dipendenti con figli tra 12 e 16 anni: si fa domanda solo al datore di lavoro, che poi dovrà comunicare all’INPS le giornate fruite nel flusso UniEmens o DMAG, utilizzando i codici evento appositamente introdotti.
  • per iscritti alla gestione separata con figli minori di 3 anni e autonome con figli minori di 1 anno, la domanda INPS è quella consueta del congedo parentale;
  • per iscritti alla gestione separata e autonome oltre i limiti previsti per il congedo parentale, e autonomi iscritti all’INPS, bisogna presentare istanza specifica per congedo COVID-19, per periodi dal 5 marzo, inoltrata con la procedura web del congedo parentale presto modificata a tal fine (m nel frattempo si può fruire del congedo e presentare domanda dopo).

Attenzione: mentre per i dipendenti è prevista la conversione automatica dei periodi di congedo successivi al 5 marzo da ordinario a straordinario, per le altre categorie di lavoratori  le domande presentate prima del 17 marzo (entrata in vigore del dl 18/2020), anche se la richiesta di congedo riguarda un periodo successivo al 5 marzo, non prevede che il congedo sia automaticamente convertito nel COVID-19. Quindi resta indennizzato al 30% e segue tutte le altre regole ordinarie.

Dipendenti del privato

I 15 giorni sono cumulativi fra entrambi i genitori, che decidono se e come dividerseli. Di seguito le regole per la domanda.

Genitori di figli fino a 12 anni: si presenta richiesta INPS online e comunicazione al datore di lavoro (come di consueto); chi era già in congedo non presenta nuova domanda perché scatta la conversione automatica (e i datori di lavoro non dovranno computare tali periodi a titolo di congedo parentale).

Per chi aveva esaurito i congedi ordinari la procedura web è ancora da aggiornare; nel frattempo, i datori di lavoro devono consentire la fruizione del congedo COVID-19 e provvedere al pagamento della relativa indennità, fermo restando l’onere per i genitori, non appena completato l’adeguamento informatico, di presentare apposita istanza.

Per i datori di lavoro: per i giorni di congedo già fruiti dal 5 al 25 marzo (data di pubblicazione della circolare INPS), bisogna compilare i flussi di denuncia utilizzando esclusivamente i codici evento e i codici conguaglio COVID-19 (elencati nella circolare INPS). Devono anche anticipare l’indennità pari al 50% della retribuzione, nei casi in cui sia prevista. Per i casi di pagamento diretto, l’indennità è erogata dall’INPS.

(ctrl+clic)circolare  INPS

 

 

Lavoratori in gestione separata e autonomi iscritti INPS

Anche in questo caso, vengono previste maggiori tutele rispetto al congedo parentale ordinario, che riguardano sia le nuove percentuali per fasce di età (figli fino a 12 anni) sia la tutela oltre i massimali.

  • Per i lavoratori in gestione separata, l’indennità è pari al 50% di 1/365 del reddito, individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità. Il congedo ordinario, invece, è al 30% e limitato ai figli fino a tre anni.
  • Per gli autonomi iscritti all’INPS, l’indennità è pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto. La tutela prevista in caso di fruizione di congedo parentale ordinario è invece al 30% e solo per i figli fino a 1 anno di età.

In pratica, il congedo COVID-19 introduce una tutela per i genitori di figli fino ai 12 anni che non possono fruire del congedo parentale e, nello specifico:

  • per i genitori iscritti alla Gestione separata che abbiano già raggiunto i limiti individuali e di coppia previsti dalla specifica normativa sul congedo parentale, ossia 6 mesi per minori di 3 anni di età;
  • per le lavoratrici autonome iscritte all’INPS che abbiano già raggiunto il limite individuale previsto dalla specifica normativa sul congedo parentale, ossia 3 mesi per minori di 1 anno di età;
  • per i lavoratori autonomi iscritti all’INPS a cui non è riconosciuta la tutela del congedo parentale.

Con riferimento ai soggetti iscritti alla Gestione separata, sono ammessi i parasubordinati con rapporto attivo e i liberi professionisti titolari di partita IVA attiva, o componenti di studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del Dpr 917/1986, non coperti da altre forme di previdenza obbligatoria.

I periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa, per l’autorizzazione non è prevista la sussistenza dei requisiti di un minimo contributivo e della regolarità contributiva.

La circolare INPS contiene istruzioni dettagliate per i datori di lavoro in relazione a codici tributo da utilizzare e procedure Uniemens. Capitoli specifici sono dedicati ai genitori di figli con handicap grave ai sensi della legge 104/1992, per i quali sono previsti congedi specifici.

Innanzitutto, i congedi parentali straordinari per i genitori di figli con disabilità grave: in base al comma 5 dell’articolo 23 del dl 18/2020 possono utilizzare il congedo COVID-19 di 15 giorni indennizzato al 50% indipendentemente dall’età del figlio. La misura vale per lavoratori dipendenti, iscritti alla Gestione separataautonomi iscritti all’INPS, il congedo è sempre coperto da contribuzione figurativa.

  • Copia e incolla l’indirizzo qui sotto in un’altra scheda del browser:

Le regole applicative sono le stesse del congedo parentale straordinario di 15 giorni per COVID-19 previsto per tutti i genitori, in considerazione della chiusura delle scuole. Quindi, in estrema sintesi, i 15 giorni sono cumulativi fra i due genitori, l’indennità spetta a partire dal 5 marzo 2020, si calcola nel seguente modo:

  •  dipendenti: il 50% della retribuzione;
  •  in gestione separata: il 50% di 1/365 del reddito, individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità;
  •  autonomi INPS: il 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.

Requisiti necessari (da auto-certificare al momento della presentazione telematica della domanda):

  • nel nucleo familiare non vi c’è altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, oppure disoccupato o non lavoratore;
  • è accertata la disabilità in situazione di gravità del figlio ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 104/1992;
    il figlio è iscritto a scuole di ogni ordine grado o in centri diurni a carattere assistenziale;
  • nel nucleo familiare non c’è altro genitore che fruisca contemporaneamente di un altro congedo COVID-19;
    non è stato chiesto il bonus alternativo per i servizi di baby-sitting.

Bisogna presentare domanda all’INPS, utilizzando le procedure per le domande di congedo parentale ordinario per le singole categorie di lavoratori, che saranno opportunamente modificate in tempi brevi.Nel frattempo, i datori di lavoro devono consentire la fruizione del congedo COVID-19 (anche nell’attesa dell’adeguamento delle procedure informatiche), provvedendo al pagamento della relativa indennità, fermo restando che il genitore dovrà presentare la domanda all’Istituto, anche se riferita a periodi già fruiti, non appena sarà completato l’adeguamento delle procedure stesse. Le nuove domande possono riguardare anche periodi antecedenti alla data di presentazione, purché dopo il 5 marzo 2020.

dipendenti pubblici presentano domanda direttamente all’INPS.

Per i genitori lavoratori dipendenti che stanno già utilizzando il congedo parentale ordinario, quest’ultimo a partire dallo scorso 5 marzo verrà automaticamente considerato come congedo COVID-19. Quindi, i datori di lavoro non devono computare tali periodi a titolo di congedo parentale, compileranno i flussi di denuncia mediante l’utilizzo esclusivo dei nuovi codici evento e codici conguaglio appositamente istituiti a tal fine (sono contenuti nella circolare INPS), e nei casi in cui è previsto devono anticipare per conto dell’Istituto una indennità pari al 50% della retribuzione. Per i casi di pagamento diretto, l’indennità è invece versata dall’Istituto.

Copia e incolla l’indirizzo qui sotto in un’altra scheda del browser:

https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%2045%20del%2025-03-2020.htm

 

In alternativa rispetto al congedo parentale, è possibile utilizzare il bonus baby sitting di 600 euro previsto sempre dalla legge 18/2020 (istruzioni nella circolare INPS 44/2020).

Copia e incolla l’indirizzo qui sotto in un’altra scheda del browser:
INPS 44/2020

Si possono invece cumulare il congedo parentale per genitori di figli con handicap grave con i 12 giorni in più di permesso retribuito legge 104/1992 utilizzabili fra marzo e aprile in base all’articolo 24 del decreto 18/2020. Si tratta di permessi retribuiti per i caregiver previsti dal comma 3, articolo 33, legge 104/1992: sono tre giorni al mese, ai quali il Cura Italia ne aggiunge 12 utilizzabili fra marzo a aprile. Quindi, i genitori di figli con disabilità grave hanno, 15 giorni in più di congedo parentale per periodi successivi al 5 marzo ai quali possono sommare 12 giorni in più di permesso fra marzo e aprile. Il cumulo è possibile anche con il congedo di due anni previsto dall’rticolo 4, comma 5, dlgs 151/2001. Sono invece incumulabili tutte le altre tipologie di permessi per assistenza ai disabili in situazione di gravità (individuate al paragrafo 2.2 della circolare INPS 155/2010 e al paragrafo 3.2 della circolare 32/2012).

Permessi caregiver

I tre giorni al mese di permesso retribuiti di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge 104/92, come detto sono incrementati di ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. I genitori possono decidere come distribuire fra marzo e aprile questi 12 giorni aggiuntivi. L’INPS chiarisce che possono anche utilizzare i 12 giorni in più consecutivamente nel corso di un solo mese.

Attenzione: questi 12 giorni in più possono essere anche frazionati a ore. Per il calcolo, si applicano gli algoritmi forniti con i messaggi 16866/2007 e 3114/2018, sia in caso di lavoro a tempo pieno sia in caso di lavoro part-time. Nel dettaglio:

  •  lavoro a tempo pieno: orario di lavoro medio settimanale, diviso per il numero medio dei giorni lavorativi settimanali. Il risultato si moltiplica per 12, ottenendo le ore mensili fruibili;
  •  part-time (orizzontale, verticale o misto): orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time, diviso per il numero medio dei giorni -o turni- lavorativi settimanali previsti per il tempo pieno. Il risultato si moltiplica per 12.

I permessi (anche i 12 giorni in più) si intendono per ogni persona disabile che viene assistita: se un lavoratore, quindi, assiste più di un familiare con handicap grave ai sensi della legge 104/1992, utilizza i 12 giorni in più per ciascun assistito. Analogamente il lavoratore disabile che assiste altro soggetto disabile, potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, i permessi a lui complessivamente spettanti (3+3+12) con lo stesso numero di giorni di permesso fruibili per l’assistenza all’altro familiare disabile (3+3+12).

Infine, il modo in cui si calcolano i giorni in più (che sono 12 fra marzo e aprile per chi lavora full time), nel caso di lavoro part-time. Il calcolo è quello previsto dal messaggio

, ovvero:

  • orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time, diviso per l’orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno. Il risultato si moltiplica per 12.

Questo riproporzionamento non va effettuato in caso di part-time orizzontale.

Anche per i permessi vale la regola per cui chi li sta già utilizzando non deve presentare una nuova domanda: i lavoratori già autorizzati ai tre giorni mensili di permesso di marzo e aprile, non deve quindi presentare una nuova domanda per fare i 12 giorni in più. I datori di lavoro dovranno considerare validi i provvedimenti di autorizzazione già emessi. La domanda va invece presentata in assenza di provvedimenti di autorizzazione in corso di validità. Le modalità sono le stesse già previste per i permessi di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge 104/92. Il conseguente provvedimento di autorizzazione dovrà essere considerato valido dal datore di lavoro ai fini della concessione del numero maggiorato di giorni, fermo restando che la fruizione delle suddette giornate aggiuntive, nei mesi di marzo e aprile, potrà avvenire esclusivamente successivamente alla data della domanda.

 

 

Informazioni su plhttps://pietrolettig.wordpress.comConsulenza e tutela gratuita in materia di previdenza, pensioni e sicurezza sociale in collaborazione con la CGIL di Trieste. Calcoli e previsioni sulla decorrenza e l'importo delle prestazioni previdenziali, tramite i materiali e gli strumenti informatici ufficialmente rilasciati dall'INPS, ex INPDAP, CGIIL, SPI e PATRONATO INCA. Approfondimenti ed esercitazioni sui linguaggi di sviluppo software. Esperienza ormai quarantennale acquisita come operatore del Patronato INCA-CGIL. Tel. ufficio: 040 3788 236 con segreteria per appuntamenti, lasciando nome e numero di telefono per essere richiamati appena possibile. Fax: 040 772474. Posta elettronica: pierlebed@gmail.com Orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19. La consulenza è totalmente gratuita ad iscritti e non iscritti al sindacato. Si gradisce comunque l'eventuale affiliazione volontaria alla CGIL. La tutela può essere fornita anche in modo interattivo per coloro che utilizzano strumenti informatici ( computer, tablet, smatphone. ecc.).

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