Modifiche in campo previdenziale – Legge di Bilancio per il 2021.


346. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze
vigenti prima della data di entrata in vigore
dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, continuano ad applicarsi, nel limite complessivo
di 2.400 unità, ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente
al 31 dicembre 2011 appartenenti alle seguenti categorie:
a) lavoratori di cui all’articolo 1,
comma 194, lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i
requisiti utili a comportare la decorrenza del
trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in
vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro il
centoventesimo mese successivo alla data di
entrata in vigore del medesimo decretolegge n. 201 del 2011;
b) lavoratori di cui all’articolo 1,
comma 194, lettera f), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del
trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in
vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro il
centoventesimo mese successivo alla data di
entrata in vigore del medesimo decretolegge n. 201 del 2011;
c) lavoratori di cui all’articolo 1,
comma 194, lettere b), c) e d), della legge
27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo
la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro
il centoventesimo mese successivo alla data
di entrata in vigore del medesimo decreto legge n. 201 del 2011;
d) lavoratori di cui all’articolo 24,
comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave
ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo
unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e
della paternità, di cui al decreto legislativo
26 marzo 2001, n. 151, i quali perfezionano
i requisiti utili a comportare la decorrenza
del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata
in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011,
entro il centoventesimo mese successivo alla
data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
e) con esclusione del settore agricolo e
dei lavoratori con qualifica di stagionali, i
lavoratori con contratto di lavoro a tempo
determinato e i lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato,
cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il
31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo
indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina
vigente prima della data di entrata in vigore
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, entro il centoventesimo mese successivo alla data di entrata in
vigore del medesimo decreto-legge n. 201
del 2011.
347. Ai fini della presentazione delle
istanze da parte dei lavoratori, da effettuare
— 64 —
30-12-2020 Supplemento ordinario n. 46/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale – n. 322
entro il temine di decadenza di sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in
vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, da ultimo stabilite con decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali
14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014. L’Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS)
provvede al monitoraggio delle domande di
pensionamento inoltrate dai soggetti appartenenti alle categorie di cui al comma 346 del
presente articolo, che costituiscono un contingente unico, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro che, per i
soggetti di cui alla lettera d) del predetto
comma 346 in attività di lavoro, è da intendersi quella di entrata in vigore della presente legge. L’INPS provvede a pubblicare
nel proprio sito internet istituzionale, in
forma aggregata al fine di rispettare le vigenti disposizioni in materia di tutela dei
dati personali, i dati raccolti a seguito dell’attività di monitoraggio, avendo cura di
evidenziare le domande pervenute, quelle
accolte e quelle respinte. Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento, anche in
via prospettica, dei limiti numerici e di
spesa determinati ai sensi dei commi 346 e
348 del presente articolo, l’INPS non prende
in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate a usufruire dei benefìci
previsti dai medesimi commi.
348. I benefìci di cui al comma 346, che
in ogni caso non possono avere decorrenza
anteriore al 1° gennaio 2021, sono riconosciuti nel limite di 2.400 soggetti e nel limite massimo di spesa di 34,9 milioni di
euro per l’anno 2021, di 33,5 milioni di
euro per l’anno 2022, di 26,8 milioni di
euro per l’anno 2023, di 16,1 milioni di
euro per l’anno 2024, di 3,2 milioni di euro
per l’anno 2025 e di 0,6 milioni di euro per
l’anno 2026.
349. All’articolo 41 del decreto legislativo
14 settembre 2015, n. 148, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « 2019 e
2020 » sono sostituite dalle seguenti: « 2019,
2020 e 2021, salvo quanto previsto al
comma 1-bis »;
b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
« 1-bis. Esclusivamente per il 2021, il limite minimo di unità lavorative in organico
di cui al comma 1 non può essere inferiore
a 500 unità, e, limitatamente agli effetti di
cui al comma 5-bis, a 250 unità, calcolate
complessivamente nelle ipotesi di aggregazione di imprese stabile con un’unica finalità produttiva o di servizi »;
c) dopo il comma 5 è inserito il seguente:
« 5-bis. Per i lavoratori che si trovino a
non più di sessanta mesi dalla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia, che
abbiano maturato il requisito minimo contributivo, o della pensione anticipata di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, nell’ambito di accordi di non opposizione e previo esplicito consenso in forma
scritta dei lavoratori interessati, il datore di
lavoro riconosce per tutto il periodo e fino
al raggiungimento della prima decorrenza
utile del trattamento pensionistico, a fronte
della risoluzione del rapporto di lavoro,
un’indennità mensile, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, come determinato dall’INPS. Qualora la prima decorrenza utile
— 65 —
30-12-2020 Supplemento ordinario n. 46/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale – n. 322
della pensione sia quella prevista per la pensione anticipata, il datore di lavoro versa anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto. Per l’intero periodo di
spettanza teorica della NASpI al lavoratore,
il versamento a carico del datore di lavoro
per l’indennità mensile è ridotto di un importo equivalente alla somma della prestazione di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, e il versamento
a carico del datore di lavoro per i contributi
previdenziali utili al conseguimento del diritto alla pensione anticipata è ridotto di un
importo equivalente alla somma della contribuzione figurativa di cui all’articolo 12 del
medesimo decreto legislativo n. 22 del 2015,
fermi restando in ogni caso i criteri di computo della contribuzione figurativa. Per le
imprese o gruppi di imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che
attuino piani di riorganizzazione o di ristrutturazione di particolare rilevanza strategica,
in linea con i programmi europei, e che, all’atto dell’indicazione del numero dei lavoratori da assumere ai sensi della lettera a)
del comma 2, si impegnino ad effettuare almeno una assunzione per ogni tre lavoratori
che abbiano prestato il consenso ai sensi del
presente comma, la riduzione dei versamenti
a carico del datore di lavoro, di cui al precedente periodo, opera per ulteriori dodici
mesi, per un importo calcolato sulla base
dell’ultima mensilità di spettanza teorica
della prestazione NASpI al lavoratore. Allo
scopo di dare attuazione al contratto di cui
al comma 1, il datore di lavoro interessato
presenta apposita domanda all’INPS, accompagnata dalla presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in
relazione agli obblighi. Il datore di lavoro è
obbligato a versare mensilmente all’INPS la
provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa. In ogni caso, in assenza
del versamento mensile di cui al presente
comma, l’INPS è tenuto a non erogare le
prestazioni. I benefìci di cui al presente
comma sono riconosciuti entro il limite
complessivo di spesa di 117,2 milioni di
euro per l’anno 2021, 132,6 milioni di euro
per l’anno 2022, 40,7 milioni di euro per
l’anno 2023 e 3,7 milioni di euro per l’anno
2024. Se nel corso della procedura di consultazione di cui al comma 1 emerge il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali
non può procedere alla sottoscrizione dell’accordo governativo e conseguentemente
non può prendere in considerazione ulteriori
domande di accesso ai benefìci di cui al
presente comma. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa con
le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente e senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, fornendo i risultati dell’attività di monitoraggio al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze »;
d) al comma 6, le parole: « al comma
5 » sono sostituite dalle seguenti: « ai
commi 5 e 5-bis »;
e) al comma 7, le parole: « dal comma
5 » sono sostituite dalle seguenti: « dai
commi 5 e 5-bis » e le parole: « e di 31,8
milioni di euro per l’anno 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « , di 31,8 milioni di
euro per l’anno 2020, di 101 milioni di euro
per l’anno 2021 e di 102 milioni di euro per
l’anno 2022 ».
350. Il periodo di durata del contratto di
lavoro a tempo parziale che prevede che la
prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero
utile ai fini del raggiungimento dei requisiti
di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto
alla pensione. A tal fine, il numero delle settimane da assumere ai fini pensionistici si
determina rapportando il totale della contribuzione annuale al minimale contributivo
settimanale determinato ai sensi dell’articolo
— 66 —
30-12-2020 Supplemento ordinario n. 46/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale – n. 322
7, comma 1, del decreto-legge 12 settembre
1983, n. 463, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. Con
riferimento ai contratti di lavoro a tempo
parziale esauriti prima della data di entrata
in vigore della presente legge, il riconoscimento dei periodi non interamente lavorati è
subordinato alla presentazione di apposita
domanda dell’interessato corredata da idonea
documentazione. I trattamenti pensionistici
liquidati in applicazione della presente disposizione non possono avere decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della
stessa.
351. Ai fini della prosecuzione, dal 1° al
31 gennaio 2021, del dispositivo di pubblica
sicurezza preordinato al contenimento del
contagio da COVID-19, nonché dello svolgimento dei maggiori compiti comunque
connessi all’emergenza epidemiologica in
corso, è autorizzata, per l’anno 2021, la
spesa di 52.240.592 euro, di cui 40.762.392
euro per il pagamento delle indennità di ordine pubblico del personale delle Forze di
polizia e degli altri oneri connessi all’impiego del personale delle polizie locali e
11.478.200 euro per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale
delle Forze di polizia.
352. Al fine di garantire, per il periodo di
cui al comma 351, la funzionalità del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco in relazione
agli accresciuti impegni connessi all’emergenza epidemiologica in corso, è autorizzata,
per l’anno 2021, la spesa di 2.633.971 euro
per il pagamento delle prestazioni di lavoro
straordinario del personale dei vigili del
fuoco.
353. Al fine di dare piena attuazione alle
misure urgenti volte a garantire, nel più gravoso contesto di gestione dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19, il regolare e
pieno svolgimento delle attività istituzionali
di trattamento e di sicurezza negli istituti penitenziari, è autorizzata, per l’anno 2021, la
spesa complessiva di 1.454.565 euro per il
pagamento, anche in deroga ai limiti vigenti,
delle prestazioni di lavoro straordinario del
personale appartenente al Corpo di polizia
penitenziaria svolte nel periodo dal 1° gennaio al 31 gennaio 2021.
354. All’articolo 1, comma 149, primo
periodo, della legge 30 dicembre 2018,
n. 145, le parole: « 18 milioni di euro » sono
sostituite dalle seguenti: « 28 milioni di
euro ».
355. All’articolo 21-bis, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
febbraio 2020, n. 8, le parole: « 5 milioni di
euro annui » sono sostituite dalle seguenti:
« 10.000.000 di euro annui ». Ai fini di cui
al presente comma è autorizzata la spesa di
5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.
356. A decorrere dal 1° gennaio 2021, l’INAIL, attraverso il Fondo per le vittime dell’amianto, di cui all’articolo 1, comma 241,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, eroga
ai soggetti già titolari di rendita erogata per
una patologia asbesto-correlata riconosciuta
dallo stesso INAIL o dal soppresso Istituto
di previdenza per il settore marittimo, ovvero, in caso di soggetti deceduti, ai superstiti ai sensi dell’articolo 85 del testo unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, una prestazione aggiuntiva nella misura percentuale
del 15 per cento della rendita in godimento.
La prestazione aggiuntiva è erogata unitamente al rateo di rendita corrisposto mensilmente ed è cumulabile con le altre prestazioni spettanti a qualsiasi titolo sulla base
delle norme generali e speciali dell’ordinamento.
357. Per gli eventi accertati a decorrere
dal 1° gennaio 2021, l’INAIL, tramite il
Fondo per le vittime dell’amianto, eroga ai
malati di mesotelioma, che abbiano contratto
la patologia per esposizione familiare a lavoratori impegnati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale,

LEGGE DI BILANCIO 2021(G.U.31-12-2020).


Clicca sul link sopra.

Ciao.

Pietro Lettig.

Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2021


Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Roma, 29/12/2020
Circolare n. 157
Ai Dirigenti centrali e territoriali
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
territoriali delle Aree dei professionisti
Al Coordinatore generale, ai coordinatori
centrali e ai responsabili territoriali
dell’Area medico legale
E, per conoscenza,
Al Presidente
Al Vice Presidente
Ai Consiglieri di Amministrazione
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo
di Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei
Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all’esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
per l’accertamento e la riscossione
dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Allegati n.1
OGGETTO: Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno
2021
SOMMARIO: Dal 1° gennaio 2021 sono stati rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini
della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e
delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per
l’accertamento del carico ai fini del diritto agli assegni stessi.
INDICE

  1. Premessa
  2. Tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o riduzione della
    corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione per l’anno
    2021
  3. Limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni
    familiari per l’anno 2021
  4. Premessa
    Le indicazioni fornite con la presente circolare trovano applicazione nei confronti dei soggetti
    esclusi dalla normativa sull’assegno per il nucleo familiare, ossia nei confronti dei coltivatori
    diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa
    sugli assegni familiari) e dei pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui
    continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).
    Nei confronti dei predetti soggetti (al pari di quelli cui si applica la normativa concernente
    l’assegno per il nucleo familiare), la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di
    famiglia, per effetto delle vigenti disposizioni in materia di reddito familiare, non comporta la
    cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi.
    Ad ogni buon fine, si precisa che gli importi delle prestazioni sono i seguenti:
    8,18 euro mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri per i figli ed
    equiparati;
    10,21 euro mensili spettanti ai pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi
    e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati;
    1,21 euro mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.
  5. Tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o
    riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione
    di pensione per l’anno 2021
    Ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di
    maggiorazione delle pensioni da lavoro autonomo, i limiti di reddito familiare da considerare
    sono rivalutati ogni anno in ragione del tasso d’inflazione programmato con arrotondamento ai
    centesimi di euro.
    Secondo le precisazioni fornite dai competenti Ministeri, la misura del tasso d’inflazione
    programmato per il 2020 è stata pari allo 0,8%.
    Con riferimento a quanto precede sono state aggiornate le tabelle (Allegato n. 1), da applicare
    a decorrere dal 1° gennaio 2021 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa
    all’assegno per il nucleo familiare, elencati in premessa.
    Le procedure di calcolo delle pensioni sono state aggiornate in conformità ai nuovi limiti di
    reddito.
  6. Limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli
    assegni familiari per l’anno 2021
    In applicazione delle vigenti norme per la perequazione automatica delle pensioni, il
    trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti risulta fissato dal 1° gennaio
    2021 e per l’intero anno nell’importo mensile di 515,58 euro.
    In relazione a tale trattamento, i limiti di reddito mensili da considerare ai fini
    dell’accertamento del carico (non autosufficienza economica) e quindi del riconoscimento del
    diritto agli assegni familiari risultano come di seguito fissati per tutto l’anno 2021:
    726,11 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio o equiparato;
    1270,69 euro per due genitori ed equiparati.
    I nuovi limiti di reddito valgono anche, secondo le disposizioni già in vigore e a suo tempo rese
    note, in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti (indice unitario di
    mantenimento).
    Le Strutture territoriali sono invitate a portare a conoscenza delle Associazioni di Categoria dei
    lavoratori interessati, dei Consulenti del lavoro, degli Enti di Patronato e delle Organizzazioni
    sindacali il contenuto della presente circolare.
    Il Direttore Generale
    Gabriella Di Michele

Pensioni 2021,ecco cosa cambia con la Legge di Bilancio.


Rimandata al 2022 la riforma vera e propria, in tema di pensioni nella Legge di Bilancio 2021 trovano posto soltanto due rinnovi già noti (Ape Social e Opzione Donna, entrambi estesi per un anno) e la nona salvaguardia esodati.
Nona salvaguardia Esodati
La nuova salvaguardia tutela 2.400 esodati, accompagnandoli fino alla pensione. Lo stanziamento previsto è di circa 35 milioni di euro per il 2021 e poco meno per il 2022, con ulteriori 27 milioni circa per il 2023 e 20 mln fino al 2026. Le domande dovranno essere inoltrate entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Manovra, quindi entro il primo marzo 2021.

Opzione Donna
Si estendono per un anno i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata con Opzione Donna (che prevede l’assegno calcolato interamente con il sistema contributivo). La proroga 2021 prevede che vi abbiano accesso le lavoratrici che hanno maturato i requisiti – 35 anni di contributi e 58 anni di età se dipendenti oppure 59 anni se autonome – entro il 31 dicembre 2020. Una volta raggiunto il requisito, il diritto si cristallizza, quindi è esercitabile in qualsiasi momento, anche successivamente. In attesa delle istruzioni INPS, per la domanda (che si presenta con le stesse regole previste negli anni scorsi), il documento di riferimento per i requisiti attualmente in corso è il messaggio 243/2020.

APe Social
La Legge di Bilancio proroga di un anno anche l’APe Sociale, così che chi maturerà i requisiti entro il 31 dicembre 2021 potrà accedere alla trattamento a carico dello Stato fino alla maturazione della pensione vera e propria (senza penalizzazioni sul sistema di calcolo dell’assegno). Per fare domanda sarà prima necessario richiedere all’INPS la certificazione del diritto al beneficio. Per i documenti si dovrà attendere la pubblicazione della circolare operativa in attuazione della proroga, che riapre a finestra per la presentazione delle domande (prima e seconda finestra, in base al requisito la prima, in base alle risorse la seconda, sempre che si ripeta il meccanismo finora adottato).