Certificazione Covid: come usare il Green Pass cartaceo o digitale


di Barbara Weisz

Verifica green pass

Per verificare la validità del Green Pass Covid basta il codice, il certificato cartaceo si può comunque stampare: ecco chi può chiedere la certificazione.

Il Green Pass Covid può essere scaricato e utilizzato in formato digitale oppure cartaceo. In entrambi i casi, tanto, l’elemento che conta (da mostrare nei casi di legge previsti) resta il solo QR code. E’ possibile che venga anche richiesto un documento di identità da parte di chi effettua il controllo ma per il resto il sistema garantisce totale privacy e all’operatore basta ottenere una spunta verde nel momento in cui “legge” lo speciale codice grafico contenuto nella Certificazione Verde Covid-19, che si può anche conservare come semplice immagine nella galleria del telefonino così da mostrarla all’occorrenza, senza bisogno del certificato cartaceo (o digitale) con il dettaglio dei dati.

Certificazione Covid con e senza codice AUTHCODE
Certificazioni COVID, guida alla procedura su web e smartphone

I modi per ottenere il Green Pass sono tanti e molti di essi davvero facili e immediati: via web (utilizzando il portale dedicato all’indirizzo http://www.dgc.go.it o dal proprio FSE – Fascicolo Sanitario Elettronico), tramite le app (IO o Immuni), di persona dal proprio medico / pediatra o in farmacia (in quest’ultimo caso, è possibile chiedere che la Certificazione vaccinale o di guarigione o tampone negativo venga rilasciata in formato cartaceo o elettronico). In genere, il rilascio avviene in formato elettronico ed è poi possibile stampare il certificato per disporre del cartaceo. La linea tratteggiata si utilizza per piegarlo correttamente, in modo che non si deteriori, nel seguente modo:

E’ importante sottolineare che ai controlli l’unico elemento che bisogna mostrare è il QR Code. Quindi anche chi è in possesso della certificazione cartacea, può mostrarla piegata nel modo sopra indicato mostrando solo la facciate con il codice a barre.

I dettagli che sono indicati nelle altre pagine non sono rilevanti ai fini del controllo. Anzi, il green pass, così come il software di controllo, sono realizzati nel rispetto della privacy. Ad esempio, chi effettua il controllo di validità non sa quale evento sanitario abbia generato la Certificazione verde, quindi non potrà sapere se si è stati vaccinati o si è guariti dal Covid o si è fatto un tampone: questa informazione non è visibile in sede di controllo. L’operatore che controlla il pass (per esempio, alla frontiera in caso di un viaggio all’estero), utilizza una specifica app, VerificaC19, installata su dispositivo mobile, per controllare l’autenticità del certificato. La app è gratuita e può essere scaricata da AppStore e PlayStore (sul portale dedicato al digital green certificate sono presenti entrambi i link). Se il certificato è valido, all’operatore comparirà un segno grafico che corrisponde a un semaforo verde, con i soli dati anagrafici della persona a cui corrisponde il certificato (per questo è possibile che venga chiesto un documento di identità). Non è necessario fornire alcuna altra informazione. Né la verifica prevede la memorizzazione di informazioni sul dispositivo del verificatore. Ecco nel dettaglio quali operatori possono chiedere la certificazione:

pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni,
personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, che deve essere iscritto in apposito elenco (articolo 3, comma 8, della legge 94/2009),
titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati,
proprietario o legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati,
gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali in qualità di visitatori sia prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati.

Intanto, da lunedì 28 giugno l’Italia è tutta bianca. Non serve quindi la Certificazione per spostarsi tra Regioni (ma serve per i banchetti e gli ingressi nelle RSA). Da lunedì 28 decade anche l’obbligo di mascherina all’aperto, una settimana dopo l’addio al Coprifuoco. Ma la variante Delta fa paura e crea incertezze sugli esiti della campagna vaccinale: una sola dose non basta a tenerla a bada, serve almeno il ciclo completo. La mascherina resta dunque fondamentale nei casi in cui è ancora prevista, come ha ricordato il Ministro Speranza:

al chiuso va sempre indossata e anche all’aperto va sempre portata con sé: serve mantenere cautela perché la battaglia contro il virus non è ancora vinta.

Certificazione Covid: come usare il Green Pass cartaceo o digitale
di Barbara Weisz

Verifica green pass

Per verificare la validità del Green Pass Covid basta il codice, il certificato cartaceo si può comunque stampare: ecco chi può chiedere la certificazione.

Il Green Pass Covid può essere scaricato e utilizzato in formato digitale oppure cartaceo. In entrambi i casi, tanto, l’elemento che conta (da mostrare nei casi di legge previsti) resta il solo QR code. E’ possibile che venga anche richiesto un documento di identità da parte di chi effettua il controllo ma per il resto il sistema garantisce totale privacy e all’operatore basta ottenere una spunta verde nel momento in cui “legge” lo speciale codice grafico contenuto nella Certificazione Verde Covid-19, che si può anche conservare come semplice immagine nella galleria del telefonino così da mostrarla all’occorrenza, senza bisogno del certificato cartaceo (o digitale) con il dettaglio dei dati.

Certificazione Covid con e senza codice AUTHCODE
Certificazioni COVID, guida alla procedura su web e smartphone

I modi per ottenere il Green Pass sono tanti e molti di essi davvero facili e immediati: via web (utilizzando il portale dedicato all’indirizzo http://www.dgc.go.it o dal proprio FSE – Fascicolo Sanitario Elettronico), tramite le app (IO o Immuni), di persona dal proprio medico / pediatra o in farmacia (in quest’ultimo caso, è possibile chiedere che la Certificazione vaccinale o di guarigione o tampone negativo venga rilasciata in formato cartaceo o elettronico). In genere, il rilascio avviene in formato elettronico ed è poi possibile stampare il certificato per disporre del cartaceo. La linea tratteggiata si utilizza per piegarlo correttamente, in modo che non si deteriori, nel seguente modo:

E’ importante sottolineare che ai controlli l’unico elemento che bisogna mostrare è il QR Code. Quindi anche chi è in possesso della certificazione cartacea, può mostrarla piegata nel modo sopra indicato mostrando solo la facciate con il codice a barre.

I dettagli che sono indicati nelle altre pagine non sono rilevanti ai fini del controllo. Anzi, il green pass, così come il software di controllo, sono realizzati nel rispetto della privacy. Ad esempio, chi effettua il controllo di validità non sa quale evento sanitario abbia generato la Certificazione verde, quindi non potrà sapere se si è stati vaccinati o si è guariti dal Covid o si è fatto un tampone: questa informazione non è visibile in sede di controllo. L’operatore che controlla il pass (per esempio, alla frontiera in caso di un viaggio all’estero), utilizza una specifica app, VerificaC19, installata su dispositivo mobile, per controllare l’autenticità del certificato. La app è gratuita e può essere scaricata da AppStore e PlayStore (sul portale dedicato al digital green certificate sono presenti entrambi i link). Se il certificato è valido, all’operatore comparirà un segno grafico che corrisponde a un semaforo verde, con i soli dati anagrafici della persona a cui corrisponde il certificato (per questo è possibile che venga chiesto un documento di identità). Non è necessario fornire alcuna altra informazione. Né la verifica prevede la memorizzazione di informazioni sul dispositivo del verificatore. Ecco nel dettaglio quali operatori possono chiedere la certificazione:

pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni,
personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, che deve essere iscritto in apposito elenco (articolo 3, comma 8, della legge 94/2009),
titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati,
proprietario o legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati,
gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali in qualità di visitatori sia prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati.

Intanto, da lunedì 28 giugno l’Italia è tutta bianca. Non serve quindi la Certificazione per spostarsi tra Regioni (ma serve per i banchetti e gli ingressi nelle RSA). Da lunedì 28 decade anche l’obbligo di mascherina all’aperto, una settimana dopo l’addio al Coprifuoco. Ma la variante Delta fa paura e crea incertezze sugli esiti della campagna vaccinale: una sola dose non basta a tenerla a bada, serve almeno il ciclo completo. La mascherina resta dunque fondamentale nei casi in cui è ancora prevista, come ha ricordato il Ministro Speranza:

al chiuso va sempre indossata e anche all’aperto va sempre portata con sé: serve mantenere cautela perché la battaglia contro il virus non è ancora vinta.

Informazioni su plhttps://pietrolettig.wordpress.comConsulenza e tutela gratuita in materia di previdenza, pensioni e sicurezza sociale in collaborazione con la CGIL di Trieste. Calcoli e previsioni sulla decorrenza e l'importo delle prestazioni previdenziali, tramite i materiali e gli strumenti informatici ufficialmente rilasciati dall'INPS, ex INPDAP, CGIIL, SPI e PATRONATO INCA. Approfondimenti ed esercitazioni sui linguaggi di sviluppo software. Esperienza ormai quarantennale acquisita come operatore del Patronato INCA-CGIL. Tel. ufficio: 040 3788 236 con segreteria per appuntamenti, lasciando nome e numero di telefono per essere richiamati appena possibile. Fax: 040 772474. Posta elettronica: pierlebed@gmail.com Orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19. La consulenza è totalmente gratuita ad iscritti e non iscritti al sindacato. Si gradisce comunque l'eventuale affiliazione volontaria alla CGIL. La tutela può essere fornita anche in modo interattivo per coloro che utilizzano strumenti informatici ( computer, tablet, smatphone. ecc.).

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