RIVALUTAZIONE PENSIONI 2022:PREVISIONI DEL GOVERNO.


pensione di 1500 euro lordi al mese: intorno al 3 volte il minimo, quindi si rivaluta dell’1,7%. Sono 25,2 euro in più al mese;
pensione di 2mila euro lordi al mese: ancora nella soglia delle quattro volte il minimo, quindi rivalutazione dell’1,7%. Sono 34 euro in più al mese.
Pensione di 2mila 100 euro al mese: viene superata la soglia delle quattro volte il minimo, quindi la rivalutazione è dell’1,53%. Sono 32,13 euro di aumento al mese.
Pensione di 2500 euro: anche qui, fra quattro e cinque volte il minimo, quindi l’aliquota 2022 è di 1,53%. Aumento di 38,25 euro.

DM Economia del 27 ottobre 2021  (Adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita) pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 268 il 10 novembre.


 

L’età pensionabile resta a 67 anni fino al 2024, non scattano gli aumenti delle aspettative di vita per gli assegni pensionistici

In pratica, per i prossimi tre anni l’età per la pensione di vecchiaia continuerà a essere pari a 67 anni. Secondo le previsioni INPS post-Covid, invece, dal 2025 si attuerà uno nuovo scatto di due mesi

Le pensioni anticipate sono in ogni caso bloccate fino al 31 dicembre 2026

Si prevede un aumento dell’età contributiva necessaria per andare in pensione dal 2027, quando dovrebbero volerci 43 anni e un mese.

Previsto rinnovo APE SOCIAL per il 2022.


La nuova Legge di Bilancio, all’articolo 25, modifica la normativa sull’Ape Social. Per prima cosa istituisce la proroga al 31 dicembre 2022 per questa formula di pensione anticipata, ampliando inoltre la platea dei beneficiari (ai dipendenti che svolgono le professioni gravose indicate all’Allegato 2 del disegno di legge) e rendendo più agevole l’accesso per alcune categorie (i disoccupati non devono più attendere tre mesi dal termine del sussidio NASpI per fare domanda).

Elenco delle nuove mansioni gravose previste per il 2022


Professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate
Tecnici della salute
Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate
Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali
Operatori della cura estetica
Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati
Artigiani, operai specializzati, agricoltori
Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali
Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli
Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati
Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta
Mansioni gravose: è stato allungato l’elenco.
Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica
Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque
Conduttori di mulini e impastatrici
Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali
Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio
Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare
Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento
Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci
Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli
Portantini e professioni assimilate
Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca
Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

Pensioni: previsione delle modifiche in vigore dal 1.1.2022


Quota 102

La Quota 102 consente di ritirarsi a chi ha 64 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022. In sostanza, alza di due anni il requisito anagrafico, lasciando intatto quello contributivo. In parole semplici, è una misura più restrittiva rispetto a una semplice proroga.

Restano fuori i nati nel 1959 che a fine 2021 non avevano i 38 anni di contributi ma li maturano nel 2022, perchè non avranno il requisito di età.

APE Sociale

La proroga consente a chi ha 63 anni di età e rientra in una delle quattro categorie di aventi diritto (disoccupati che hanno terminato di utilizzare gli ammortizzatori sociali, caregiver, lavoratori con handicap pari almeno al 74%, addetti a lavori gravosi) di utilizzare l’APE Sociale. Le prime tre tipologie di lavoratori devono avere 30 anni di contributi, per gli addetti a mansioni gravose sono necessari 36 anni di versamenti. Ebbene, l’allargamento della platea a un più vasto numero di lavori gravosi, con eliminazione del paletto previsto per i disoccupati, che non devono più aspettare tre mesi dal termine degli ammortizzatori sociali

Opzione Donna

In base alle nuove indiscrezioni sulla Manovra economica 2022, tuttavia, il testo del Ddl di Bilancio che alla fine arriverà in Senato (dove inizia l’iter parlamentare) potrebbe essere diverso, prevedendo il medesimo requisito contributivo ma tornando al precedente requisito anagrafico: 58 o 59 anni, rispettivamente per le lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome, sempre al 31 dicembre 2021

Dipendenti delle PMI in crisi con almeno 62 anni di età


Al Titolo IV (Lavoro, Famiglia e Politiche Sociali), Capo II (Pensioni), Articolo 23 del testo del Ddl di Governo, la Legge di Bilancio per il 2022 introduce un Fondo per l’uscita anticipata, su base convenzionale, dei lavoratori delle imprese in crisi. La nuova misura, è rivolta ai dipendenti di piccole e medie imprese (PMI) in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni. Per l’attuazione di questo scivolo pensione è istituito nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo Economico un fondo da 200 milioni l’anno dal 2022 al 2024.
Con decreto congiunto dei tre ministeri interessati (MiSE, MEF e Lavoro), da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio (quindi, entro i primi di marzo 2022), saranno definiti i criteri, le modalità e le procedure di erogazione delle risorse stanziate.

Pensioni 2022: Quota 102, proroga Opzione Donna e nuova APE Social


ò
di Barbara Weisz

Allungato l’elenco delle lavori gravosi, platea più ampia per i disoccupati con diritto all’APE Sociale, proroga di un anno per l’Opzione Donna e new entry Quota 102 ma solo per il 2022: sono le principali misure per la flessibilità in uscita contenute nella Legge di Bilancio 2022 approvata dal Consiglio dei Ministri nel tardo pomeriggio del 28 ottobre. Misure attese, in base alle anticipazioni che erano filtrate negli ultimi giorni, ma che lasciano spazio anche ad alcune novità, soprattutto sul fronte APE Sociale. In generale, si conferma un sostanziale rinvio della Riforma Pensioni vera e propria, su cui non è stato trovato l’accordo, facendo sì che in Manovra siano approdate soltanto misure temporanee, il cui orizzonte temporale si esaurisce a fine 2022.
L’obiettivo futuro è però quello di ritornare al contributivo pieno: nel corso del 2022 si studieranno gli strumenti e le strategie per centrare questo obiettivo, agendo su più fronti, non soltanto quello previdenziale ma anche del mercato del lavoro.

Innanzitutto, la Quota 102. E’ il meccanismo messo a punto per superare la Quota 100, attualmente in vigore, che scade il prossimo 31 dicembre 2021. Dal prossimo primo gennaio, e fino al 31 dicembre 2022, si può andare in pensione con 64 anni di età e 38 anni di contributi. Il diritto, come di consueto in materia di riforma pensioni, si cristallizza: significa che, se viene maturato nel 2022, può essere esercitato anche successivamente.

Proroga Opzione Donna 2022
La proroga dell’Opzione Donna consente di andare in pensione alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2020 compiono 58 o 59 anni di età, rispettivamente se dipendenti o autonome, e 35 anni di contributi. In sostanza, il requisito viene allungato di un anno. Ricordiamo che questa opzione comporta il ricalcolo interamente contributivo della pensione.

La nuova APE Sociale
Infine, la proroga dell’APE Sociale. La misura introdotto dal dl 4/2019 per tre anni in via sperimentale, era in scadenza e ora è prorogata per l’intero 2022. Ci sono sostanzialmente due novità, che allargano la platea degli aventi diritto. In generale, la regola resta analoga a quella fin qui applicata, quindi accedono all’APE Social i lavoratori con almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi a seconda della categorie di appartenenza. Nel dettaglio, 30 anni di contributi per disoccupati che hanno terminato di utilizzare gli ammortizzatori sociali, caregiver, persone con handicap lavorativo almeno al 74%; 36 anni per gli addetti a mansioni gravose.

Le novità per l’APE Sociale
Disoccupati: per accedere all’APE Sociale non devono più aver terminato di utilizzare gli ammortizzatori da almeno tre mesi, dunque è stato eliminato il requisito dei tre mesi. Il diritto sorge dopo che sono finiti gli ammortizzatori.
Mansioni gravose: è stato allungato l’elenco.

Le nuove mansioni gravose:
Professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate
Tecnici della salute
Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate
Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali
Operatori della cura estetica
Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati
Artigiani, operai specializzati, agricoltori
Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali
Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli
Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati
Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta
Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica
Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque
Conduttori di mulini e impastatrici
Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali
Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio
Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare
Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento
Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci
Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli
Portantini e professioni assimilate
Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca
Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

Riforma Pensioni nel Ddl Bilancio: Quota 102 poi ritorno alla Fornero



di Barbara Weisz

Il rinnovo dell’Opzione Donna e la proroga 2022 dell’APE Sociale dovrebbero entrare nella Riforma Pensioni che sarà inserita inserire in Legge di Bilancio, attesa in Consiglio dei Ministri giovedì 28 ottobre, mentre a margine della cabina di regia sulla Manovra, emerge in queste ore la proposta di Governo per una Quota 102 applicabile nel solo 2022 e di un fondo di 500 milioni per accompagnare all’uscita anticipata dal mondo alcune categorie di lavoratori penalizzati dai nuovi requisiti, con le regole di Quota 100. Senza un accordo con i Sindacati né in seno alla maggioranza, dunque, la via segnata dall’Esecutivo – che conferma in saldi indicati nel Dpb – resta piuttosto stretta e severa, rimandando al 2022 il tavolo della riforma vera e propria.

Opzione Donna
Una delle soluzioni più rapide da inserire nel Ddl Bilancio sarebbe la proroga dell’Opzione Donna (che sposterebbe di un anno il momento di maturazione del requisito anagrafico e di quello contributivo per rientrare nella platea di aventi diritto a questa forma di pensione anticipata, destinata alle sole lavoratrici). La norma attuale prevede che possano ritirarsi con questa formula le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2020 abbiano 58 o 59 anni, rispettivamente per le dipendenti e le autonome, e almeno 35 anni di contributi. Con il rinnovo sarebbero ammesse anche le lavoratrici che raggiungono i requisiti entro il 31 dicembre 2021.

APE Sociale
Come Quota 100, anche l’APE Sociale è stata introdotta in via sperimentale per tre anni nel 2019, scadendo quindi a fine 2021. Ed anche in questo caso sembra concreta la possibilità di una proroga annuale. Quindi anche nel 2022 sarebbe possibile andare in pensione a 63 anni rientrando in una delle quattro categorie di aventi diritto: disoccupati che hanno terminato gli ammortizzatori sociali; caregiver familiari; lavoratori con handicap del 74%; addetti a mansioni gravose. Il requisito contributivo è di 30 anni, che salgono a 36 nel caso delle mansioni gravose. Non si esclude che la misura possa essere accompagnata da una revisione delle mansioni gravose, allargando così la platea a nuove fattispecie lavorative.

Quota 41 per i gravosi
Pensione anticipata per categorie protette e lavoro precoce
25 Ottobre 2021
Il capitolo lavori gravosi è più ampio, nel senso che non riguarda solo l’APE Social: l’introduzione di nuove occupazioni ammesse porterebbe a un allargamento anche della platea degli aventi diritto alla Quota 41, unica forma attualmente prevista di pensione con 41 anni di contributi, riservata ai Precoci (con un anno di contributi versati prima dei 19 anni di età). Par di capire che si stia considerando anche di introdurre una nuova Quota 41 per gravosi, indipendentemente dal requisito del lavoro precoce.
Superamento Quota 100
E qui si arriva al vero nodo, ovvero il superamento di Quota 100. L’obiettivo è assicurare forme di flessibilità in uscita anche dopo il 31 dicembre 2021 per coloro che non hanno i requisiti pieni per la pensione di vecchiaia o anticipata. La Quota 100 scade a fine anno e bisogna evitare il cosiddetto scalone, ovvero il repentino aumento dei requisito che, in mancanza di nuove norme, si determina il primo gennaio 2022. La Quota 100 consente fino alla fine del 2021 di ritirarsi con 62 anni di età e 38 di contributi.

Quota 102: innalza il requisito di età dal 2022, richiedendo almeno 64 anni (resterebbe invece a 38 anni quello contributivo), è la strada indicata dal Governo, per poi tornare alla Legge Fornero.
Quota 102-104: era una delle opzioni di Governo, prevedendo Quota 102 (64+38) nel 2022/2023 e Quota 104 (66 anni+38, con possibili modulazioni) nel 2023/2024, ma potrebbe essere accantonata o rimodulata in senso restrittivo.
Opzione contributiva: pensione anticipata rinunciando all’eventuale quota retributiva, con l’intero calcolo tramite sistema contributivo, proposta che non sembra aver trovato particolare seguito.
Anticipo contributivo: pensionamento in due tempi, con un anticipo della quota contributiva già maturata e assegno pieno alla maturazione dei requisiti Fornero, proposta a dire il vero mai davvero considerata dal Governo.
Pensione anticipata con 41 anni di contributi: proposta sostenuta essenzialmente dai Sindacati ma bocciata a più riprese.
Di tutto questo, il Governo ha messo sul piatto soltanto la Quota 102-104, che ora sembra diventare soltanto Quota 102, e a quanto pare per un solo anno, ma con l’uscita graduale da Quota 100 riguarderebbe in particolare alcune categorie di lavoratori, per il quale un fondo speciale da 500 milioni dovrebbe consentire di pensionarsi con le attuali regole.

Le scelte finali si conosceranno con l’approvazione del ddl di Bilancio in Consiglio dei Ministri. Una considerazione però si può proporre. Il fatto che l’Esecutivo stia andando nella direzione di Quota 102 per un solo anno significa che non ci sarà una riforma delle pensioni ma solo una normativa di passaggio, che consenta opzioni di flessibilità in uscita nel brevissimo periodo salvando per intero l’impianto della legge Fornero. Che dal 2023/2024 resterebbe l’unico riferimento per la pensione di vecchiaia con 67 anni, più gli scatti legati alle aspettative di vita (che riprendono dal 2024 e progressivamente porteranno l’età pensionabile a 70 anni), e anticipata con 42 anni e dieci mesi di contributi, uno in meno per le donne.

In definitiva, si va verso il ritorno alla riforma pensioni Fornero, con possibili correttivi temporanei legati a specifiche attività lavorative.

Contributo INPS per figli con disabilità: da 150 euro al mese fino al 2023


Al via il contributo mensile per genitori disoccupati o monoreddito che hanno a carico figli con disabilità non inferiore al 60%: 

Per genitore disoccupato si intende il soggetto «privo di impiego o con un reddito da lavoro dipendente che non supera gli 8.145 euro all’anno o con un reddito da lavoro autonomo inferiore ai 4.800 euro all’anno», mentre per genitore monoreddito colui che guadagna solo tramite attività lavorativa o pensione.

Il sussidio sarà di 150 euro netti al mese, con decorrenza primo gennaio 2021. Se i figli a carico con disabilità non inferiore al 60% sono due l’importo sale a 300 euro, e così via fino ad un tetto massimo di 500 euro mensili (importo massimo).

TFR e del TFS finalizzata alla cessione ordinaria o agevolata per i dipendenti pubblici.


Nuova modalità di domanda INPS per la quantificazione del TFR e del TFS finalizzata alla cessione ordinaria o agevolata per i dipendenti pubblici.
L’INPS ha reso disponibile per i dipendenti pubblici un nuovo servizio online per la richiesta di quantificazione del TFR/TFS, tanto per la liquidazione ordinaria quanto per quella agevolata (DL 28 gennaio 2019, n. 4 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26).

Per poter accedere ai servizi serve l’autentificazione tramite credenziali: Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), carta d’identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Le domande si presentano direttamente o tramite l’assistenza degli Istituti di Patronato, con procedura telematica dal sito web INPS (www.inps.it) seguendo i seguenti percorsi:

“Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Gestione Dipendenti Pubblici: servizi online TFR”;
“Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Gestione Dipendenti Pubblici: servizi online TFS”.

Si devono indicare solo le informazioni che non sono già in possesso dell’Istituto. In questo modo, sarà più semplice ottenere riscontro immediato sulla prestazione richiesta e facilitare l’automatizzazione dei controlli.

Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative.


Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

Al Dipartimento Istruzione della
Provincia Autonoma di
TRENTO

Alla Sovrintendenza Scolastica
della Provincia Autonoma di
BOLZANO

All’Intendenza Scolastica perla
Scuola in Lingua Tedesca
BOLZANO

All’Intendenza Scolastica per le
Scuole delle Località Ladine
BOLZANO

Alla Regione Autonoma della
Valle d’Aosta
Ass. Istruzione e Cultura
Direzione Personale Scolastico
AOSTA

OGGETTO: D.M. n. 294 del 1° ottobre 2021. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative.

Con la presente circolare, condivisa con l’Inps, si forniscono le indicazioni operative per l’attuazione del D.M. n. 294 del 1° ottobre 2021 in oggetto, recante disposizioni per le cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2022. I requisiti contributivi ed anagrafici vigenti alla data di pubblicazione della presente circolare e riferiti all’anno 2022 per coloro che si trovano in un sistema “misto” di calcolo della pensione, sono riportati nell’allegata tabella.

Cessazione Dirigenti Scolastici dal 1° settembre 2022

Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato al 28 febbraio 2022 dall’art. 12 del C.C.N.L. per l’Area V della dirigenza sottoscritto il 15 luglio 2010.
Il dirigente scolastico che presenti comunicazione di recesso dal rapporto di lavoro oltre il termine di cui sopra non potrà usufruire delle particolari disposizioni che regolano le cessazioni del personale del comparto scuola.

Cessazioni dal servizio personale docente, educativo ed A.T.A.

Il predetto Decreto Ministeriale fissa, all’articolo 1, il termine finale del 31 ottobre 2021 per la presentazione, da parte di tutto il personale del comparto scuola, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle istanze di permanenza in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e successive modifiche e integrazioni, ovvero per raggiugere il minimo contributivo. Tutte le predette domande valgono, per gli effetti, dal 1° settembre 2022.
Sempre entro la data di cui sopra gli interessati hanno la facoltà di revocare le suddette istanze, ritirando, tramite POLIS, la domanda di cessazione precedentemente inoltrata.
Il termine del 31 ottobre 2021 deve essere osservato anche da coloro che, avendo i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiedono la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, purché ricorrano le condizioni previste dal decreto 29 luglio 1997, n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica.
La richiesta dovrà essere formulata avvalendosi delle istanze Polis che saranno rese allo scopo disponibili. La richiesta potrà essere formulata avvalendosi di due istanze Polis che saranno attive contemporaneamente: la prima conterrà le tipologie con le domande di cessazione ordinarie:

  • Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2020 (art.16 Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 – art. 1 comma 336 Legge 30 dicembre 2020 n. 178) (opzione donna);
  • Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2022 (Art. 24, commi 6, 7 e 10 del D.L. 6 dicembre 2011, n.201, convertito in L. 22 dicembre 2011, n.214 – Art.15, D.L. 28 gennaio 2019, n.4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n.26 – Art.1 commi da 147 a 153 della L. 27 dicembre 2017 n. 205);
  • Domanda di cessazione dal servizio in assenza delle condizioni per la maturazione del diritto a pensione;
  • Domanda di cessazione dal servizio del personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti;

la seconda conterrà, esclusivamente:

  • Domanda di cessazione dal servizio per raggiungimento dei requisiti previsti dall’art. 14, D.L. 28 gennaio 2019, n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n.26 (quota 100).

In presenza di istanze di dimissioni volontarie finalizzate sia alla pensione anticipata che alla pensione quota cento, quest’ultima verrà considerata in subordine alla prima istanza.

Nella richiesta gli interessati devono anche esprimere l’opzione per la cessazione dal servizio, ovvero per la permanenza a tempo pieno, nel caso fossero accertate circostanze ostative alla concessione del part-time (superamento del limite percentuale stabilito o situazioni di esubero nel profilo o classe di concorso di appartenenza).

Presentazione delle Istanze

Le domande di cessazione dal servizio e le revoche delle stesse devono essere presentate con le seguenti modalità:

  • I Dirigenti Scolastici, il personale docente, educativo ed A.T.A. di ruolo, ivi compresi gli insegnanti di religione cattolica utilizzano, esclusivamente, la procedura web POLIS “istanze on line”, relativa alle domande di cessazione, disponibile sul sito internet del Ministero. Al personale in servizio all’estero è consentito presentare l’istanza all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS.
  • Il personale delle province di Trento, Bolzano ed Aosta, presenta le domande direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà ad inoltrarle ai competenti Uffici territoriali.

Le domande di trattenimento in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 modificato dall’art. 1 comma 630 della legge 27.12. 2017 n. 205, ovvero per raggiungere il minimo contributivo dovranno essere presentate all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS, entro il termine del 31 ottobre 2021.

Si chiarisce che la presentazione dell’istanza nei termini e nelle modalità sopra descritte è propedeutica al collocamento a riposo, pertanto non potranno essere disposte cessazioni dal servizio per le domande presentate successivamente al 31 ottobre 2021.

Gestione delle istanze

Si rende necessaria l’emissione di un provvedimento formale nel caso in cui le autorità competenti abbiano comunicato agli interessati, entro 30 giorni dalla scadenza prevista, l’eventuale rifiuto o ritardo nell’accoglimento della domanda di dimissioni per provvedimento disciplinare in corso, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 55 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, introdotto dall’articolo 69 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
L’accertamento del diritto al trattamento pensionistico sarà effettuato da parte delle sedi competenti dell’INPS sulla base dei dati presenti sul conto assicurativo individuale ed esclusivamente con riferimento alla tipologia di pensione indicata nelle istanze di cessazione, dandone periodico riscontro al MI, per la successiva comunicazione al personale, entro il termine ultimo del 20 aprile 2022.
Il rispetto di tale termine presuppone la sistemazione preventiva dei conti assicurativi dei dipendenti, anche con l’intervento del datore di lavoro. Pertanto, gli Ambiti provinciali o le Istituzioni scolastiche provvederanno all’esatta ricognizione delle domande di Ricongiunzione, Riscatti, Computo, nonché dei relativi allegati, prodotte entro il 31 agosto 2000 e non ancora definite, con riferimento a coloro che cesseranno dal servizio con decorrenza dal 01 settembre 2022. Tale attività è necessaria e propedeutica al completamento della posizione assicurativa finalizzata alla certificazione, da parte dell’Inps, del diritto a pensione.
Gli Ambiti territoriali provinciali del MI o le Istituzioni scolastiche dovranno utilizzare, l’applicativo nuova Passweb, che è lo strumento di scambio di dati fra l’Istituto e le pubbliche amministrazioni. Si precisa che le posizioni relative ai pensionandi dovranno essere progressivamente sistemate entro la data ultima del 14 gennaio 2022.

Anche per l’anno scolastico in corso, in ragione della situazione emergenziale in atto, soltanto qualora l’Ambito territoriale/Istituzione scolastica non sia ancora in grado di utilizzare l’applicativo nuova Passweb, al fine di salvaguardare il diritto dei pensionandi ad ottenere, nei termini previsti, la certificazione del diritto a pensione ed evitare ritardi nell’erogazione della prestazione, gli Ambiti territoriali/le Istituzioni scolastiche dovranno aggiornare, con cadenza settimanale, entro il 14 gennaio 2022, i dati sul sistema SIDI in modo da consentire alle sedi INPS di consultare ed utilizzare le informazioni, anche con riferimento ai periodi pre–ruolo ante 1988 con ritenuta in Conto Entrate Tesoro. Tali informazioni, disponibili su SIDI, potranno essere inviate dal MI all’INPS con flussi massivi periodici al fine di renderli disponibili in consultazione agli operatori INPS che valuteranno il loro utilizzo e caricamento in nuova Passweb con le funzioni preposte.

Inoltre, gli Ambiti territoriali provinciali del MI dovranno definire, con la massima sollecitudine, i provvedimenti cd “ante subentro”, inviandoli alle sedi Inps, con cadenza settimanale, entro il termine ultimo del 14 gennaio 2022, per consentire agli operatori Inps l’acquisizione sulla posizione assicurativa dei periodi riconosciuti, nel rispetto della tempistica concordata del 20 aprile 2022 per l’accertamento del diritto al trattamento pensionistico. Considerate le scadenze previste per la definizione delle domande di natura pensionistica giacenti presso gli uffici MI e per l’aggiornamento degli stati matricolari con riferimento al personale scolastico interessato dal pensionamento nel 2022, si invitano i destinatari della presente circolare a porre in essere ogni misura, anche di carattere organizzativo, al fine di garantire il massimo rispetto dei tempi indicati.
In caso di mancato rispetto di tale tempistica, l’Inps non potrà effettuare i propri adempimenti, entro il termine concordato del 20 aprile 2022. Il MI e l’INPS verificheranno l’andamento delle attività delle rispettive strutture territoriali, scambiandosi dati e informazioni, per concertare azioni correttive in itinere e individuare le situazioni di criticità.
Le cessazioni devono essere convalidate al SIDI con l’apposita funzione solo dopo l’accertamento del diritto a pensione da parte dell’INPS.
Potranno operare le segreterie scolastiche o gli Uffici scolastici territoriali, secondo l’organizzazione adottata dai singoli Uffici Scolastici Regionali.
Nella domanda di cessazione gli interessati devono dichiarare espressamente la volontà di cessare comunque o di permanere in servizio una volta che sia stata accertata la eventuale mancanza dei requisiti.
Le domande di pensione devono essere inviate direttamente all’Ente Previdenziale, esclusivamente attraverso le seguenti modalità:
1) presentazione della domanda on-line accedendo al sito dell’Istituto, utilizzando uno dei seguenti sistemi di autenticazione alternativi attualmente accettati dall’INPS:

  • Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID)
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE)
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
    2) presentazione della domanda tramite Contact Center Integrato (n. 803164);
    3) presentazione telematica della domanda attraverso l’assistenza gratuita del Patronato.
    Tali modalità saranno le uniche ritenute valide ai fini dell’accesso alla prestazione pensionistica. Si evidenzia che la domanda presentata in forma diversa da quella telematica non sarà procedibile fino a quando il richiedente non provveda a trasmetterla con le modalità sopra indicate.

Applicazione dell’articolo 72 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Personale dirigente, docente, educativo ed ATA).

Come è noto, il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 ha abolito l’istituto del trattenimento in servizio oltre i limiti di età. Nello specifico, la normativa sopra richiamata ha abrogato l’articolo 16 del decreto legislativo n. 30 dicembre 1992, n. 503 e di conseguenza anche il comma 5 dell’articolo 509 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 che ad esso si richiamava.
L’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 modificato dall’art. 1 comma 630 della legge 27.12. 2017 n. 205 ha tuttavia previsto che, al fine di assicurare continuità alle attività previste negli accordi sottoscritti con scuole o università dei Paesi stranieri, il personale della scuola impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, possa chiedere di essere autorizzato al trattenimento in servizio retribuito per non più di tre anni. Il trattenimento in servizio è autorizzato, con provvedimento motivato, dal dirigente scolastico o dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, nel caso di istanza presentata dai dirigenti scolastici.
Nulla è invece innovato rispetto al comma 3 del citato articolo 509 che disciplina i trattenimenti in servizio per raggiungere il minimo ai fini del trattamento di pensione. Ne consegue che nel 2022 potranno chiedere la permanenza in servizio i soli soggetti che, compiendo 67 anni di età entro il 31 agosto 2022, non sono in possesso di 20 anni di anzianità contributiva entro tale data.
Il comma 5 dell’articolo 1, come modificato in sede di conversione, del decreto legge n. 90/2014, ha generalizzato la disciplina relativa alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro contenuta nell’articolo 72, comma 11, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, prima applicabile solo fino al 31 dicembre 2014.
Tale facoltà può essere esercitata – al compimento, entro il 31 agosto 2022, dell’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini – con preavviso di sei mesi, quindi entro il
28 febbraio 2022 anche nei confronti del personale con qualifica dirigenziale, con decisione motivata, esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi.
Le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai soggetti che abbiano beneficiato dell’articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni. I periodi di riscatto, eventualmente richiesti, contribuiscono al raggiungimento dei sopra ricordati requisiti contributivi nella sola ipotesi che siano già stati accettati i relativi provvedimenti. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 72, comma 11, è necessario valutare l’esistenza di una situazione di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza dell’interessato, sia a livello nazionale che provinciale.
Laddove l’amministrazione non si avvalga della facoltà di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro, dovrà obbligatoriamente collocare a riposo il dipendente, che abbia raggiunto i requisiti per la pensione anticipata (di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini), al compimento del limite ordinamentale per la permanenza in servizio, ossia a 65 anni, come previsto dall’articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 101/2013.
Qualora, invece, il requisito anagrafico dei 65 anni sia maturato tra settembre e dicembre 2022 la cessazione dal servizio può avvenire solo a domanda dell’interessato. Si comunica, inoltre, che ai sensi dell’art. 1, commi da 147 a 153, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), l’accesso, d’ufficio o a domanda, alla pensione di vecchiaia, per il personale che rientra tra le categorie di lavoratori destinatari della suddetta norma, e che abbia i requisiti ivi previsti, è consentito al raggiungimento di 66 anni e 7 mesi di età, purché la prevista anzianità contributiva dei 30 anni sia maturata entro il 31 agosto (Circolare INPS n. 126 del 2018). Per tale fattispecie, non trovano applicazione le disposizioni in materia di cumulo di cui all’art. 1, c. 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e successive modificazioni.

APE sociale, pensione anticipata per i lavoratori precoci

Coloro che sono interessati all’accesso all’APE sociale o alla pensione anticipata per i lavoratori precoci, potranno, una volta ottenuto il riconoscimento dall’INPS, presentare la domanda di cessazione dal servizio in formato analogico o digitale entro il 31 agosto 2022.
Si precisa che per all’accesso alla prestazione di ape sociale non trova applicazione l’art. 59, comma 9, della Legge 449/97.

Trattamenti previdenziali (Trattamento di fine servizio e di fine rapporto). Applicazione dell’articolo 23 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 (anticipo TFS/TFR)

Come è noto, il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla legge 28 marzo 2019, n.26, ha introdotto all’art. 23, comma 2, la possibilità per tutti i dipendenti che risolvono il rapporto di lavoro con diritto a pensione quota 100 o in base ai requisiti di cui all’art. 24 della legge 214/2011, di presentare alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono ad un apposito accordo, una richiesta di finanziamento delle indennità di fine servizio comunque denominate, per un importo non superiore a 45.000 euro.
L’attuazione di tale norma è stata demandata al D.P.C.M del 22 aprile 2020, n. 51 concernente il Regolamento in materia di anticipo del TFS/TFR e all’Accordo quadro approvato con Decreto del Ministro per la Pubblica amministrazione del 19 agosto 2020 che definisce i termini, le modalità di adesione e le condizioni economiche delle banche.
Pertanto, al fine di consentire alle sedi INPS di predisporre le quantificazioni delle prestazioni finalizzate alla richiesta di anticipo del TFS e del TFR, gli Uffici scolastici territoriali dovranno provvedere a fornire alle sedi Inps di competenza, tempestivamente, i dati giuridici ed economici necessari per quantificare l’importo oggetto di finanziamento.
Conseguentemente, è di fondamentale importanza che gli Uffici scolastici preposti, mediante l’utilizzo dei canali Nuova Passweb e Flusso Uniemens, provvedano in tempo utile alla sistemazione delle posizioni assicurative dei propri amministrati in relazione alle prestazioni di fine servizio e di fine rapporto e inoltrino alle sedi competenti dell’Istituto le pratiche di riscatto TFS/TFSR giacenti nei fascicoli degli iscritti al fine di consentire la sollecita quantificazione dell’importo della prestazione oggetto di anticipo.

Adempimenti amministrativi relativi alla trasmissione dei dati utili alla liquidazione dei trattamenti di fine servizio (TFS) e dei trattamenti di fine rapporto (TFR)

Per quanto riguarda il TFS, si richiama l’attenzione degli Uffici scolastici alle indicazioni contenute nel Messaggio Hermes n. 3400 del 20 settembre 2019.
Pertanto, per le cessazioni dal 1° settembre 2022, la modalità ordinaria di comunicazione dei dati utili all’elaborazione del TFS dovrà essere quella telematica. Infatti, in adesione al processo di semplificazione e dematerializzazione della comunicazione tra l’Istituto ed i datori di lavoro pubblici che vede il superamento dell’invio cartaceo (modello PL1) dei dati giuridici ed economici necessari all’elaborazione del trattamento di fine servizio (TFS), è stato rilasciato in esercizio l’applicativo “Comunicazione di cessazione” che sostituisce i vecchi modelli cartacei per la comunicazione dei dati giuridici ed economici necessari alla liquidazione della prestazione.
Con il nuovo sistema i dati giuridici ed economici necessari all’elaborazione del TFS vengono acquisiti dalla posizione assicurativa e da “ultimo miglio TFS”, garantendo l’esigenza della certificazione dei dati di posizione assicurativa ai fini previdenziali.
Per quanto riguarda la prestazione di TFR, l’Inps ha in corso un’attività di telematizzazione dell’intero processo rivolta ad acquisire i dati giuridici ed economici degli iscritti direttamente dalla posizione assicurativa.
Si sensibilizza già da ora gli uffici Scolastici alla compilazione del flusso Uniemens mediante la corretta valorizzazione dei campi relativi al TFR.
Si prega di dare la più ampia e tempestiva diffusione della presente circolare diramata d’intesa con l’INPS.

IL DIRETTORE GENERALE
Filippo Serra
Documento firmato digitalmente

SCUOLA : COME SI VA IN PENSIONE NEL 2022 Il 31 ottobre 2021 scade il termine per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio con effetto dal 1° settembre 2022


COME SI VA IN PENSIONE NEL 2022
Il 31 ottobre 2021 scade il termine per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio
con effetto dal 1° settembre 2022.
Le istanze da presentare perentoriamente entro il suddetto termine, riguardano: le cessazioni dal
servizio per accedere al trattamento pensionistico – il trattenimento in servizio per il
raggiungimento del minimo pensionabile o per la partecipazione a riconosciuti progetti
didattici internazionali – la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo
parziale del personale che non ha raggiunto il limite di età o di servizio – ovvero la revoca delle
predette istanze se presentate precedentemente.

Inoltre, il personale della scuola può fruire della:

Pensione anticipata lavoratori
«precoci»

Tipo di pensione

Vecchiaia

Vecchiaia per attività gravose

Anticipata nel

Requisiti
Età anagrafica Contribuzione

67 anni 20 anni

66 anni e 7 mesi 30 anni entro il 31/8/2022

41 anni e 10 mesi donne

Modalità d’accesso

D’ufficio: se requisiti risultano maturati entro il
31.8.2022
A domanda: se i requisiti risultano maturati dal 1.9.2022 al 31.12.2022

D’ufficio: se requisiti anagrafici risultano maturati
entro il 31.8.2022
A domanda: se i requisiti anagrafici risultano maturati dal 1.9.2022 al 31.12.2022

A domanda
D’ufficio solo se compiuti 65 anni entro il 31.8.2022

Ulteriori condizioni

Per chi vanta contribuzione solo dopo il 1995 l’importo di pensione deve essere almeno pari a
1,5 volte l’Assegno Sociale, altrimenti la pensione può essere conseguita solo all’età di 71 anni
con almeno 5 anni di contribuzione effettiva

Aver svolto negli ultimi 10 anni di attività lavorativa almeno 7 anni di attività «c.d. gravosa»

I lavoratori che abbiano almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di
lavoro effettivo precedenti il compimento del diciannovesimo anno di età e che siano in
possesso della prevista certificazione rilasciata dall’INPS possono accedere alla pensione
anticipata con il requisito di almeno 41 anni di contribuzione entro il 31.12.2022.

APE SOCIALE
È prevista la possibilità di accedere all’APE sociale, con effetto dal 1° settembre 2022, ai
lavoratori che hanno maturato nel 2021 i requisiti richiesti (almeno 63 anni di età
e anzianità contributiva minima di 30/36 anni) già in possesso della prevista
certificazione rilasciata dall’ INPS.

retributivo

Anticipata nel contributivo

Sperimentale donna

Totalizzazione Vecchiaia

Totalizzazione Anzianità

Cumulo Vecchiaia

Cumulo anticipata

Quota 100

===

64 anni

58 anni
(entro il 31.12.2020)

66 anni (entro il 31.12.2021)

====

67 anni

===

62 anni
(entro il 31.12.2021)

42 anni e 10 mesi uomini

20 anni effettivi

35 anni
(entro il 31.12.2020)

20 anni
(entro il 31.12.2021)

41 anni
(entro il 31.12.2021)

20 anni

41 anni e 10 mesi donne
42 anni e 10 mesi uomini

38 anni
(entro il 31.12.2021)

o in caso di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza.

A domanda A domanda A domanda A domanda
A domanda

A domanda

A domanda

l’importo della pensione non deve essere inferiore a 2,8 volte
l’Assegno Sociale

La pensione viene calcolata con il metodo contributivo.

Il personale con contribuzione accreditata in diverse gestioni pensionistiche può
conseguire il diritto a pensione sommando tutte le contribuzioni; in genere il calcolo è
contributivo eccetto la quota a carico delle gestioni in cui risulta perfezionato il diritto
autonomo.

Il personale con contribuzione accreditata in diverse gestioni pensionistiche può
conseguire il diritto a pensione sommando tutte le contribuzioni. L’importo della pensione è dato
dalla somma delle varie quote calcolate dalle singole gestioni. In presenza di Casse
Libero Professionali le quote di pensione verranno erogate solo al raggiungimento dei
requisiti pensionistici di ciascuna gestione

La pensione si può acquisire anche cumulando i periodi accreditati nelle diverse
gestioni ad eccezione di quelli versati nelle casse dei liberi professionisti

Per le lavoratrici madri l’anzianità contributiva minima di 30/36 è ridotta di 12
mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di 2 anni.

Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA)

A decorrere dal 01/05/2017, tutti gli aderenti al Fondo Espero possono richiedere
l’anticipo, sotto forma di rendita da erogarsi fino al conseguimento del diritto a pensione di
vecchiaia, del montante accumulato nella forma pensionistica a condizione che abbiano
cessato l’attività lavorativa e possano vantare le altre condizioni previste dalla legge.

Termini pagamento TFS/TFR – pensione quota 100

Al personale che accede alla “pensione quota 100”, il TFS/TFR viene liquidato nei termini in cui
sarebbe corrisposto in caso di maturazione dei requisiti ordinari previsti per la
pensione di vecchiaia o anticipata..

Termini di pagamento del TFS e del TFR

Rateizzazione del TFS e del TFR

Tipologia di cessazione

Cessazioni d’ufficio per limiti d’età o servizio

Data di perfezionamento requisito
Entro il 2011 Dal 2012 al 2013

15 giorni + 90 giorni 6 mesi + 90 giorni

Dal 2014

12 mesi + 90 giorni

Rate

1^ rata

Data di perfezionamento requisito Entro il 2013 Dal 2014

Fino a 90.000 € lordi Fino a 50.000 € lordi

Termini pagamento TFS/TFR – pensione in cumulo

Al personale che accede alla “pensione in cumulo”, il TFS/TFR viene liquidato nei termini in cui
sarebbe corrisposto in caso di maturazione dei requisiti ordinari previsti per la pensione
di vecchiaia.

Dimissioni volontarie

6 mesi + 90 giorni

24 mesi + 90 giorni

24 mesi + 90 giorni

2^ rata
(dopo 12 mesi dalla 1^ rata)

da 90.001 €
a 150.000 € lordi

da 50.001 €
a 100.000 € lordi

Trattandosi di norme complesse, per una qualificata consulenza personalizzata e la trasmissione
telematica delle relative domande vi invitiamo a rivolgervi al
Patronato INCA-CGIL

Circolare n° 142 del 27-09-2021-Chiarimenti relativi ai titolari, entro il 1° gennaio 2019, di prestazioni di accompagnamento alla pensione ai sensi dell’articolo 4, commi da 1 a 7-ter, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e di assegni straordinari dei Fondi di solidarietà ai sensi del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. Rideterminazione del periodo di spettanza delle prestazioni di accompagnamento alla pensione e dell’eventuale contribuzione correlata. Disposizioni applicabili per il conseguimento dei trattamenti pensionistici


clicca sul link:

https://servizi2.inps.it/Servizi/CircMessStd/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualUrl=/circolari/Circolare%20numero%20142%20del%2027-09-2021.htm