Esodo a favore dei lavoratori prossimi a pensione. Legge di bilancio 2021.


Messaggio n°227 del 20/01/2021

Mittenti

Oggetto Prestazione di esodo a favore dei lavoratori prossimi a pensione di cui all’articolo 4, commi da 1 a 7-ter, della legge n. 92/2012. Durata massima della prestazione Testo completo del messaggio

La legge 30 dicembre 2020 n. 178, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 322 del 30 dicembre 2020 (Supplemento Ordinario n. 46/L), all’articolo 1, comma 345, ha prorogato fino al 2023 il periodo di permanenza nella prestazione di accompagnamento a pensione di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, che era stato elevato a sette anni dall’articolo 1, comma 160, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, limitatamente al periodo 2018-2020 (cfr. il messaggio n. 201 del 17 gennaio 2018).

Pertanto, per le nuove decorrenze delle prestazioni di accompagnamento a pensione in argomento, fino al 2023 (ultima decorrenza ammessa 1° dicembre 2023 con risoluzione del rapporto di lavoro il 30 novembre 2023), il periodo massimo individuale di fruizione può essere elevato fino a 7 anni.

Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
.

Contributi previdenziali durante la cassa integrazione Covid.


Barbara Weisz

I periodi di cassa integrazione sono coperti da contribuzione figurativa. Quindi, il lavoratore continua a maturare la pensione. I contributi figurativi in line di massima sono validi sia per il diritto (quindi per raggiungere l’anzianità contributiva necessaria per il diritto a pensione), sia per la misura (ovvero per far crescere l’assegno previdenziale).
Ci sono in realtà specifiche eccezioni, di volta in volta chiarite di singoli strumenti che vengono attivati.

Per la cig in deroga prevista per il Coronavirus (attivabile dalle imprese che non hanno diritto alla cig ordinaria) è prevista la contribuzione figurativa (lo prevede esplicitamente l’articolo 22 del dl 18/2020).

Quindi, per quanto riguarda le diverse forme di ammortizzatore sociale per rispondere all’emergenza Coronavirus, il lavoratore è sempre coperto da contribuzione valida sia ai fini del diritto a pensione sia per la misura.

Contratti di espansione e incentivi all’esodo. Novità Legge di bilancio 2021.


di Barbara Weisz.

Credits: Shutterstok

Contratto di espansione e incentivo all’esodo a confronto: novità 2021, regole e vantaggi dei due strumenti per raggiungere prima la pensione.

Due rinnovate possibilità di scivolo pensione nella Legge di Bilancio 2021: il potenziamento dei contratti di espansione (uscita anticipata per lavoratori a cui mancano massimo 5 anni dalla pensione vera e propria) e la proroga dell’isopensione per coloro che sono a 7 anni dal medesimo traguardo. In entrambi i casi, la ratio è quella di favorire il ricambio generazionale nelle aziende senza penalizzare i lavoratori anziani sul fronte previdenziale.

Vediamo come funzionano le due misure e in quali casi si possono usare.

Contratti di espansione con scivolo a pensione

Introdotto in via sperimentale per gli anni 2019 e 2020 (dlgs 148/2015, articolo 41), finora ha consentito di effettuare piani di riorganizzazione aziendale all’interno dei quali favorire il prepensionamento dei lavoratori dipendenti ai quali mancano al massimo 60 mesi, ovvero cinque anni, al raggiungimento della pensione di vecchiaia o anticipata, con un trattamento che copre gli anni mancanti a carico dell’azienda, pari alla pensione spettante.

La Manovra proroga questa possibilità e potenzia lo strumento, prima utilizzabile solo da imprese con almeno mille dipendenti. Limitatamente al 2021, il contratto di espansione è applicabile anche da imprese con almeno 250 dipendenti, con una sorta di doppio binario: dai 250 ai 500 dipendenti c’è una formula più favorevole, che prevede un onere inferiore per l’impresa, sopra i 500 dipendenti le regole restano sostanzialmente quelle degli anni scorsi.

In tutti i casi, restano le seguenti regole di fondo. E’ necessaria una procedura di consultazione sindacale per un piano di ristrutturazione aziendale finalizzato allo sviluppo delle attività e all’esigenza di formare nuove competenze e di effettuare nuove assunzioni. Questi progetti di riorganizzazione aziendale confluiscono in un contratto di espansione, controfirmato da sindacati e Ministero del Lavoro, nell’ambito del quale è previsto anche lo scivolo pensionistico, per i dipendenti a cui mancano al massimo 60 mesi al conseguimento della pensione di vecchiaia o anticipata. Qui si inserisce la nuova differenziazione in base alle dimensioni aziendali.

  • Imprese con almeno 500 dipendenti: applicano le regole che negli anni scorsi erano riservate solo alle aziende con almeno mille dipendenti, contenute nel comma 5 del sopra citato articolo 41 del dlgs 148/2015. Quindi, il datore di lavoro, a fronte della risoluzione del rapporto di lavoro, riconosce un’indennità mensile commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, eventualmente comprensivo di NASpI (nei casi in cui è prevista). Se il primo diritto a pensione è quello previsto per la pensione anticipata, il datore di lavoro versa anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto, con esclusione del periodo già coperto da contribuzione figurativa a seguito della risoluzione del rapporto di lavoro.
  • Imprese fra 250 e 500 dipendenti: il datore di lavoro riconosce un’indennità mensile, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, anche in questo caso comprensivo di eventuali contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto alla pensione anticipata. La differenza rispetto a quanto previsto nelle aziende con più di 500 dipendenti, è che per l’intero periodo di spettanza teorica della NASpI, il versamento a carico del datore di lavoro è ridotto di un importo equivalente alla somma della prestazione. E il versamento a carico del datore di lavoro per i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto alla pensione anticipata è ridotto di un importo equivalente alla somma della contribuzione figurativa di cui all’articolo 12 del medesimo decreto legislativo 22/2015. Attenzione: per il lavoratore non cambia nulla, nel senso che la NASpI (par di capire) viene comunque riconosciuta, ma è pagata dall’INPS.

In tutti i casi, è necessario il consenso scritto del lavoratore.

C’è infine una terza novità, che riguarda solo le imprese oltre i mille dipendenti. Nel caso in cui attuino piano di riorganizzazione di particolare rilevanza strategica, e si impegnino ad effettuare almeno un’assunzione per ogni tre lavoratori a cui viene applicato lo scivolo pensionistico, hanno diritto alla nuova riduzione dei versamenti (corrispondente alla NASpI) prorogata per ulteriori 12 mesi rispetto alla normale durata dell’ammortizzatore sociale.

Isopensione

Come detto, la Manovra proroga per il 2020 anche il potenziamento della cosiddetta isopensione che era stata introdotta dalla Riforma del lavoro Fornero, a sua volta una forma di scivolo previdenziale. In pratica, fino al 2023, si può applicare questo incentivo all’esodo pensione ai lavoratori dipendenti a cui mancano al massimo 7 anni al raggiungimento della pensione (la norma ordinaria prevedeva solo 4 anni, il periodo è stato elevato a 7 anni dalla legge 205/2017 in via sperimentale per i tre anni dal 2018 al 2020; ora il comma 345 della manovra proroga questo innalzamento a 7 anni fino al 2023). L’isopensione, lo ricordiamo, prevede un’indennità a carico dell’azienda, pari alla pensione spettante, comprensiva di contributi. E’ uno strumento attivabile solo dalle aziende con almeno 15 dipendenti.

Scivolo e isopensione a confronto

La prima differenza è il campo di applicazione dello strumento, legato alle dimensioni aziendali:

  • l’isopensione è applicabile in aziende sopra 15 dipendenti,
  • per i contratti di espansione ci vogliono almeno 250 dipendenti.

In secondo luogo, l’anzianità dei lavoratori:

  • l’isopensione è applicabile quando mancano 7 anni alla pensione,
  • il contratto di espansione a 5 anni dalla pensione.

Infine, il trattamento:

  • l’isopensione è meno favorevole per l’azienda, che deve pagare la contribuzione piena al lavoratore (indipendentemente dalla tipologia di pensione che raggiungerà), e non scala la NASpI;
  • per il lavoratore, invece, è più favorevole l’isopensione, perché matura una pensione più alta.

Modifiche in campo previdenziale – Legge di Bilancio per il 2021.


346. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze
vigenti prima della data di entrata in vigore
dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, continuano ad applicarsi, nel limite complessivo
di 2.400 unità, ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente
al 31 dicembre 2011 appartenenti alle seguenti categorie:
a) lavoratori di cui all’articolo 1,
comma 194, lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i
requisiti utili a comportare la decorrenza del
trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in
vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro il
centoventesimo mese successivo alla data di
entrata in vigore del medesimo decretolegge n. 201 del 2011;
b) lavoratori di cui all’articolo 1,
comma 194, lettera f), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del
trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in
vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro il
centoventesimo mese successivo alla data di
entrata in vigore del medesimo decretolegge n. 201 del 2011;
c) lavoratori di cui all’articolo 1,
comma 194, lettere b), c) e d), della legge
27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo
la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro
il centoventesimo mese successivo alla data
di entrata in vigore del medesimo decreto legge n. 201 del 2011;
d) lavoratori di cui all’articolo 24,
comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave
ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo
unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e
della paternità, di cui al decreto legislativo
26 marzo 2001, n. 151, i quali perfezionano
i requisiti utili a comportare la decorrenza
del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata
in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011,
entro il centoventesimo mese successivo alla
data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
e) con esclusione del settore agricolo e
dei lavoratori con qualifica di stagionali, i
lavoratori con contratto di lavoro a tempo
determinato e i lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato,
cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il
31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo
indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina
vigente prima della data di entrata in vigore
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, entro il centoventesimo mese successivo alla data di entrata in
vigore del medesimo decreto-legge n. 201
del 2011.
347. Ai fini della presentazione delle
istanze da parte dei lavoratori, da effettuare
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30-12-2020 Supplemento ordinario n. 46/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale – n. 322
entro il temine di decadenza di sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in
vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, da ultimo stabilite con decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali
14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014. L’Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS)
provvede al monitoraggio delle domande di
pensionamento inoltrate dai soggetti appartenenti alle categorie di cui al comma 346 del
presente articolo, che costituiscono un contingente unico, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro che, per i
soggetti di cui alla lettera d) del predetto
comma 346 in attività di lavoro, è da intendersi quella di entrata in vigore della presente legge. L’INPS provvede a pubblicare
nel proprio sito internet istituzionale, in
forma aggregata al fine di rispettare le vigenti disposizioni in materia di tutela dei
dati personali, i dati raccolti a seguito dell’attività di monitoraggio, avendo cura di
evidenziare le domande pervenute, quelle
accolte e quelle respinte. Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento, anche in
via prospettica, dei limiti numerici e di
spesa determinati ai sensi dei commi 346 e
348 del presente articolo, l’INPS non prende
in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate a usufruire dei benefìci
previsti dai medesimi commi.
348. I benefìci di cui al comma 346, che
in ogni caso non possono avere decorrenza
anteriore al 1° gennaio 2021, sono riconosciuti nel limite di 2.400 soggetti e nel limite massimo di spesa di 34,9 milioni di
euro per l’anno 2021, di 33,5 milioni di
euro per l’anno 2022, di 26,8 milioni di
euro per l’anno 2023, di 16,1 milioni di
euro per l’anno 2024, di 3,2 milioni di euro
per l’anno 2025 e di 0,6 milioni di euro per
l’anno 2026.
349. All’articolo 41 del decreto legislativo
14 settembre 2015, n. 148, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « 2019 e
2020 » sono sostituite dalle seguenti: « 2019,
2020 e 2021, salvo quanto previsto al
comma 1-bis »;
b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
« 1-bis. Esclusivamente per il 2021, il limite minimo di unità lavorative in organico
di cui al comma 1 non può essere inferiore
a 500 unità, e, limitatamente agli effetti di
cui al comma 5-bis, a 250 unità, calcolate
complessivamente nelle ipotesi di aggregazione di imprese stabile con un’unica finalità produttiva o di servizi »;
c) dopo il comma 5 è inserito il seguente:
« 5-bis. Per i lavoratori che si trovino a
non più di sessanta mesi dalla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia, che
abbiano maturato il requisito minimo contributivo, o della pensione anticipata di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, nell’ambito di accordi di non opposizione e previo esplicito consenso in forma
scritta dei lavoratori interessati, il datore di
lavoro riconosce per tutto il periodo e fino
al raggiungimento della prima decorrenza
utile del trattamento pensionistico, a fronte
della risoluzione del rapporto di lavoro,
un’indennità mensile, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, come determinato dall’INPS. Qualora la prima decorrenza utile
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della pensione sia quella prevista per la pensione anticipata, il datore di lavoro versa anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto. Per l’intero periodo di
spettanza teorica della NASpI al lavoratore,
il versamento a carico del datore di lavoro
per l’indennità mensile è ridotto di un importo equivalente alla somma della prestazione di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, e il versamento
a carico del datore di lavoro per i contributi
previdenziali utili al conseguimento del diritto alla pensione anticipata è ridotto di un
importo equivalente alla somma della contribuzione figurativa di cui all’articolo 12 del
medesimo decreto legislativo n. 22 del 2015,
fermi restando in ogni caso i criteri di computo della contribuzione figurativa. Per le
imprese o gruppi di imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che
attuino piani di riorganizzazione o di ristrutturazione di particolare rilevanza strategica,
in linea con i programmi europei, e che, all’atto dell’indicazione del numero dei lavoratori da assumere ai sensi della lettera a)
del comma 2, si impegnino ad effettuare almeno una assunzione per ogni tre lavoratori
che abbiano prestato il consenso ai sensi del
presente comma, la riduzione dei versamenti
a carico del datore di lavoro, di cui al precedente periodo, opera per ulteriori dodici
mesi, per un importo calcolato sulla base
dell’ultima mensilità di spettanza teorica
della prestazione NASpI al lavoratore. Allo
scopo di dare attuazione al contratto di cui
al comma 1, il datore di lavoro interessato
presenta apposita domanda all’INPS, accompagnata dalla presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in
relazione agli obblighi. Il datore di lavoro è
obbligato a versare mensilmente all’INPS la
provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa. In ogni caso, in assenza
del versamento mensile di cui al presente
comma, l’INPS è tenuto a non erogare le
prestazioni. I benefìci di cui al presente
comma sono riconosciuti entro il limite
complessivo di spesa di 117,2 milioni di
euro per l’anno 2021, 132,6 milioni di euro
per l’anno 2022, 40,7 milioni di euro per
l’anno 2023 e 3,7 milioni di euro per l’anno
2024. Se nel corso della procedura di consultazione di cui al comma 1 emerge il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali
non può procedere alla sottoscrizione dell’accordo governativo e conseguentemente
non può prendere in considerazione ulteriori
domande di accesso ai benefìci di cui al
presente comma. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa con
le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente e senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, fornendo i risultati dell’attività di monitoraggio al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze »;
d) al comma 6, le parole: « al comma
5 » sono sostituite dalle seguenti: « ai
commi 5 e 5-bis »;
e) al comma 7, le parole: « dal comma
5 » sono sostituite dalle seguenti: « dai
commi 5 e 5-bis » e le parole: « e di 31,8
milioni di euro per l’anno 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « , di 31,8 milioni di
euro per l’anno 2020, di 101 milioni di euro
per l’anno 2021 e di 102 milioni di euro per
l’anno 2022 ».
350. Il periodo di durata del contratto di
lavoro a tempo parziale che prevede che la
prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero
utile ai fini del raggiungimento dei requisiti
di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto
alla pensione. A tal fine, il numero delle settimane da assumere ai fini pensionistici si
determina rapportando il totale della contribuzione annuale al minimale contributivo
settimanale determinato ai sensi dell’articolo
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30-12-2020 Supplemento ordinario n. 46/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale – n. 322
7, comma 1, del decreto-legge 12 settembre
1983, n. 463, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. Con
riferimento ai contratti di lavoro a tempo
parziale esauriti prima della data di entrata
in vigore della presente legge, il riconoscimento dei periodi non interamente lavorati è
subordinato alla presentazione di apposita
domanda dell’interessato corredata da idonea
documentazione. I trattamenti pensionistici
liquidati in applicazione della presente disposizione non possono avere decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della
stessa.
351. Ai fini della prosecuzione, dal 1° al
31 gennaio 2021, del dispositivo di pubblica
sicurezza preordinato al contenimento del
contagio da COVID-19, nonché dello svolgimento dei maggiori compiti comunque
connessi all’emergenza epidemiologica in
corso, è autorizzata, per l’anno 2021, la
spesa di 52.240.592 euro, di cui 40.762.392
euro per il pagamento delle indennità di ordine pubblico del personale delle Forze di
polizia e degli altri oneri connessi all’impiego del personale delle polizie locali e
11.478.200 euro per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale
delle Forze di polizia.
352. Al fine di garantire, per il periodo di
cui al comma 351, la funzionalità del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco in relazione
agli accresciuti impegni connessi all’emergenza epidemiologica in corso, è autorizzata,
per l’anno 2021, la spesa di 2.633.971 euro
per il pagamento delle prestazioni di lavoro
straordinario del personale dei vigili del
fuoco.
353. Al fine di dare piena attuazione alle
misure urgenti volte a garantire, nel più gravoso contesto di gestione dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19, il regolare e
pieno svolgimento delle attività istituzionali
di trattamento e di sicurezza negli istituti penitenziari, è autorizzata, per l’anno 2021, la
spesa complessiva di 1.454.565 euro per il
pagamento, anche in deroga ai limiti vigenti,
delle prestazioni di lavoro straordinario del
personale appartenente al Corpo di polizia
penitenziaria svolte nel periodo dal 1° gennaio al 31 gennaio 2021.
354. All’articolo 1, comma 149, primo
periodo, della legge 30 dicembre 2018,
n. 145, le parole: « 18 milioni di euro » sono
sostituite dalle seguenti: « 28 milioni di
euro ».
355. All’articolo 21-bis, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
febbraio 2020, n. 8, le parole: « 5 milioni di
euro annui » sono sostituite dalle seguenti:
« 10.000.000 di euro annui ». Ai fini di cui
al presente comma è autorizzata la spesa di
5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.
356. A decorrere dal 1° gennaio 2021, l’INAIL, attraverso il Fondo per le vittime dell’amianto, di cui all’articolo 1, comma 241,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, eroga
ai soggetti già titolari di rendita erogata per
una patologia asbesto-correlata riconosciuta
dallo stesso INAIL o dal soppresso Istituto
di previdenza per il settore marittimo, ovvero, in caso di soggetti deceduti, ai superstiti ai sensi dell’articolo 85 del testo unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, una prestazione aggiuntiva nella misura percentuale
del 15 per cento della rendita in godimento.
La prestazione aggiuntiva è erogata unitamente al rateo di rendita corrisposto mensilmente ed è cumulabile con le altre prestazioni spettanti a qualsiasi titolo sulla base
delle norme generali e speciali dell’ordinamento.
357. Per gli eventi accertati a decorrere
dal 1° gennaio 2021, l’INAIL, tramite il
Fondo per le vittime dell’amianto, eroga ai
malati di mesotelioma, che abbiano contratto
la patologia per esposizione familiare a lavoratori impegnati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale,

LEGGE DI BILANCIO 2021(G.U.31-12-2020).


Clicca sul link sopra.

Ciao.

Pietro Lettig.

Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2021


Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Roma, 29/12/2020
Circolare n. 157
Ai Dirigenti centrali e territoriali
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
territoriali delle Aree dei professionisti
Al Coordinatore generale, ai coordinatori
centrali e ai responsabili territoriali
dell’Area medico legale
E, per conoscenza,
Al Presidente
Al Vice Presidente
Ai Consiglieri di Amministrazione
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo
di Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei
Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all’esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
per l’accertamento e la riscossione
dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Allegati n.1
OGGETTO: Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno
2021
SOMMARIO: Dal 1° gennaio 2021 sono stati rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini
della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e
delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per
l’accertamento del carico ai fini del diritto agli assegni stessi.
INDICE

  1. Premessa
  2. Tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o riduzione della
    corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione per l’anno
    2021
  3. Limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni
    familiari per l’anno 2021
  4. Premessa
    Le indicazioni fornite con la presente circolare trovano applicazione nei confronti dei soggetti
    esclusi dalla normativa sull’assegno per il nucleo familiare, ossia nei confronti dei coltivatori
    diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa
    sugli assegni familiari) e dei pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui
    continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).
    Nei confronti dei predetti soggetti (al pari di quelli cui si applica la normativa concernente
    l’assegno per il nucleo familiare), la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di
    famiglia, per effetto delle vigenti disposizioni in materia di reddito familiare, non comporta la
    cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi.
    Ad ogni buon fine, si precisa che gli importi delle prestazioni sono i seguenti:
    8,18 euro mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri per i figli ed
    equiparati;
    10,21 euro mensili spettanti ai pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi
    e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati;
    1,21 euro mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.
  5. Tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o
    riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione
    di pensione per l’anno 2021
    Ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di
    maggiorazione delle pensioni da lavoro autonomo, i limiti di reddito familiare da considerare
    sono rivalutati ogni anno in ragione del tasso d’inflazione programmato con arrotondamento ai
    centesimi di euro.
    Secondo le precisazioni fornite dai competenti Ministeri, la misura del tasso d’inflazione
    programmato per il 2020 è stata pari allo 0,8%.
    Con riferimento a quanto precede sono state aggiornate le tabelle (Allegato n. 1), da applicare
    a decorrere dal 1° gennaio 2021 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa
    all’assegno per il nucleo familiare, elencati in premessa.
    Le procedure di calcolo delle pensioni sono state aggiornate in conformità ai nuovi limiti di
    reddito.
  6. Limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli
    assegni familiari per l’anno 2021
    In applicazione delle vigenti norme per la perequazione automatica delle pensioni, il
    trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti risulta fissato dal 1° gennaio
    2021 e per l’intero anno nell’importo mensile di 515,58 euro.
    In relazione a tale trattamento, i limiti di reddito mensili da considerare ai fini
    dell’accertamento del carico (non autosufficienza economica) e quindi del riconoscimento del
    diritto agli assegni familiari risultano come di seguito fissati per tutto l’anno 2021:
    726,11 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio o equiparato;
    1270,69 euro per due genitori ed equiparati.
    I nuovi limiti di reddito valgono anche, secondo le disposizioni già in vigore e a suo tempo rese
    note, in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti (indice unitario di
    mantenimento).
    Le Strutture territoriali sono invitate a portare a conoscenza delle Associazioni di Categoria dei
    lavoratori interessati, dei Consulenti del lavoro, degli Enti di Patronato e delle Organizzazioni
    sindacali il contenuto della presente circolare.
    Il Direttore Generale
    Gabriella Di Michele

Pensioni 2021,ecco cosa cambia con la Legge di Bilancio.


Rimandata al 2022 la riforma vera e propria, in tema di pensioni nella Legge di Bilancio 2021 trovano posto soltanto due rinnovi già noti (Ape Social e Opzione Donna, entrambi estesi per un anno) e la nona salvaguardia esodati.
Nona salvaguardia Esodati
La nuova salvaguardia tutela 2.400 esodati, accompagnandoli fino alla pensione. Lo stanziamento previsto è di circa 35 milioni di euro per il 2021 e poco meno per il 2022, con ulteriori 27 milioni circa per il 2023 e 20 mln fino al 2026. Le domande dovranno essere inoltrate entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Manovra, quindi entro il primo marzo 2021.

Opzione Donna
Si estendono per un anno i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata con Opzione Donna (che prevede l’assegno calcolato interamente con il sistema contributivo). La proroga 2021 prevede che vi abbiano accesso le lavoratrici che hanno maturato i requisiti – 35 anni di contributi e 58 anni di età se dipendenti oppure 59 anni se autonome – entro il 31 dicembre 2020. Una volta raggiunto il requisito, il diritto si cristallizza, quindi è esercitabile in qualsiasi momento, anche successivamente. In attesa delle istruzioni INPS, per la domanda (che si presenta con le stesse regole previste negli anni scorsi), il documento di riferimento per i requisiti attualmente in corso è il messaggio 243/2020.

APe Social
La Legge di Bilancio proroga di un anno anche l’APe Sociale, così che chi maturerà i requisiti entro il 31 dicembre 2021 potrà accedere alla trattamento a carico dello Stato fino alla maturazione della pensione vera e propria (senza penalizzazioni sul sistema di calcolo dell’assegno). Per fare domanda sarà prima necessario richiedere all’INPS la certificazione del diritto al beneficio. Per i documenti si dovrà attendere la pubblicazione della circolare operativa in attuazione della proroga, che riapre a finestra per la presentazione delle domande (prima e seconda finestra, in base al requisito la prima, in base alle risorse la seconda, sempre che si ripeta il meccanismo finora adottato).

PROCEDURE SPID


Credits: Istok

Il Garante Privacy approva la richiesta di AgID di nuova procedura di identificazione da remoto senza operatore per ottenere l’identità digitale SPID.

22 Settembre 2020Nuova modalità di identificazione per ottenere l’identità digitale SPID basata su collegamento da remoto ma senza la contestuale presenza del richiedente e dell’operatore: lo ha approvato il Garante della Privacy (parere 163/2020), accogliendo una proposta dell’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Si tratta di una decisione rilevante in tempi di Covid, anche in considerazione della migrazione in atto verso SPID come unico sistema di accreditamento digitale per tutti i servizi delle pubbliche amministrazioni.

In pratica, in aggiunta agli attuali sistemi già previsti dai diversi identity provider, sarà possibile ottenere le credenziali SPID senza collegamento in diretta. La nuova procedura prevede una registrazione online, una sessione audio-video (senza operatore in diretta) e l’esecuzione di un bonifico da conto corrente con IBAN italiano intestato o cointestato al richiedente.

Rilascio SPID da remoto

  • Registrazione online: il richiedente sceglie le proprie credenziali di livello 1, fornisce il consenso al trattamento dei dati personali previsto dalla normativa, il proprio indirizzo email, il numero di cellulare, prende visione delle condizioni d’uso, della guida utente e dell’informativa.
  • Sessione audio-video: viene chiesta conferma di alcuni dati, tra i quali la data e l’ora, il nome e il cognome; bisogna mostrare il documento di riconoscimento e il tesserino del codice fiscale o della tessera sanitaria e confermare la volontà di attivare SPID. Durante questa sessione, deve essere fornito al richiedente, via SMS o tramite App, un codice numerico randomico che lo stesso richiedente dovrà leggere durante la sessione. Affinché questa garanzia sia pienamente efficace, in caso di invio del codice attraverso App, quest’ultima deve essere installabile unicamente sul dispositivo collegato all’utenza telefonica fornita dal richiedente ai fini dell’identificazione. Ciò, al fine di garantire che l’utilizzo dell’App stessa sia nel completo controllo del richiedente e che questa sia ad esso riconducibile con certezza.
  • Bonifico: il richiedente esegue un bonifico da un conto corrente con IBAN italiano a lui intestato o cointestato, indicando nella causale uno specifico codice, che gli è stato precedentemente fornito, che consente di correlare la richiesta dell’identità al bonifico stesso.

Successivamente, un operatore visiona l’audio-video ed effettua tutte le verifiche di back-office necessarie. In pratica, non è più necessario il passaggio di identificazione da remoto che richiede la presenza contestuale del richiedente l’identità SPID e dell’operatore, coinvolto solo in un secondo momento, al fine di visionare (e ascoltare) la registrazione effettuata.

Come ulteriore elemento di garanzia finalizzato ad effettuare delle verifiche immediate, il Garante prevede che il gestore dell’identità digitale sospenda almeno il 2% delle richieste giornaliere ricevute, al fine di fare effettuare un’ulteriore verifica dell’audio-video anche da parte di un secondo operatore. È prevista, poi, la trasmissione dell’esito delle verifiche ad AgID e al Garante, dopo sei mesi, per valutare l’efficacia di questo controllo di secondo livello dopo un periodo sperimentale di applicazione.

CONGUAGLI PENSIONI INPS SU CEDOLINO DI OTTOBRE 2020


Conguagli 730/2020 nel cedolino pensione
Nel cedolino pensione di ottobre 2020 è possibile trovare ancora i conguagli conseguenti alle dichiarazione dei redditi presentate con modello 730, nel caso in cui siano pervenuti all’Agenzia delle Entrate dopo il 3 luglio. Si tratta di circa 2.150.000 posizioni, per i quali sul rateo di pensione di ottobre si procederà:

al rimborso dell’importo a credito del contribuente;
alla trattenuta, in caso di conguaglio a debito (con rateazione obbligatoriamente da concludersi entro novembre).
Cedolino pensione:
I contribuenti che hanno l’INPS come sostituto d’imposta per i conguagli del modello 730/2020, possono verificare con le proprie credenziali le risultanze contabili della dichiarazione attraverso il servizio online “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, dal portale istituzionale e anche dall’app “INPS mobile”.
Il servizio permette di consultare i conguagli d’imposta derivanti dal proprio 730 che l’INPS riceve dall’Agenzia delle Entrate ma anche di effettuare online la variazione o annullamento della seconda rata di acconto IRPEF e/o Cedolare Secca.

A gennaio e febbraio sono state effettuate le verifiche sulla quattordicesima erogata nel 2017 e nel 2018. In presenza di indebiti, sono state inviate comunicazioni informando i pensionati che il recupero sarebbe stato effettuato da aprile, ma a causa della sospensione Covid, tale recupero è stato posticipato al rateo di ottobre. Dove possibile, è stata già effettuata una compensazione sulle quattordicesime erogate a luglio e settembre. Laddove risultassero ulteriori indebiti da restituire, si procede con il conguaglio da ottobre, con trattenuta su pensione in 24 rate mensili.

PIANI DEL GOVERNO PER LE PENSIONI.


Una conferma e una novità nel dibattito sulle pensioni, entrambe anticipazioni del presidente del consiglio, Giuseppe Conte: la Quota 100 non verrà rinnovata oltre la scadenza di fine 2021 e la riforma in preparazione potrà prevedere uscite differenziate, in termini di età pensionabile, in base alla professione. Ed è quest’ultima la novità allo studio dei tecnici del Governo.La novità è relativa all’ipotesi di utilizzare i lavori di queste commissioni per differenziare il requisito anagrafico in base alla tipologia di occupazione.
Le ipotesi allo studio sono diverse: si parla di una nuova possibilità di pensione anticipata a 64 anni, con 37-38 anni di contributi e una penalizzazione sull’assegno che dipende dagli anni di anticipo. E di un’uscita invece con requisiti inferiori sia di età sia di contribuzione per alcune categorie di lavoratori. Dalle parole di Conte, si deduce che l’intenzione dell’esecutivo resta quella di arrivare alla naturale scadenza (niente stop anticipato a fine 2020) senza però ulteriori proroghe.

Pensioni, ancora un anticipo di pagamento per la mensilità di settembre presso gli uffici postali : al fine di evitare situazioni di assembramento presso gli uffici postali. Anche per il prossimo mese si è deciso di proseguire con le modalità straordinarie .


al fine di consentire a tutti i beneficiari dei pagamenti di recarsi presso gli uffici postali in è stata estesa anche al mese di settembre l’anticipazione del pagamento delle pensioni.

Ecco il calendario dei pagamenti suddiviso in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione, per il ritiro allo sportello presso gli uffici postali:

  • A-B mercoledì 26 agosto;
  • C-D giovedì 27 agosto;
  • E-K venerdì 28 agosto;
  • L-O sabato 29 agosto;
  • P-R lunedì 31 agosto;
  • S-Z martedì 1° settembre.

ANTICIPO TFS DIPENDENTI PUBBLICI CON PRESTITO BANCARIO AGEVOLATO.


Credits: iStock

Via libera all’anticipo fino a 45mila euro sulla liquidazione ai dipendenti pubblici in pensione: decreto in Gazzetta, regole e procedura.
Anticipo TFS statali: decreto approvato
4 Giugno 2020
Diventa operativo l’anticipo del Trattamento di fine servizio (TFS) o del Trattamento di fine rapporto (TFR) per i dipendenti pubblici che vanno in pensione, in attuazione del decreto legge sulla Quota 100 (articolo 23, comma 7, dl n. 4/2019): il Dpcm n.51 del 22 aprile è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 15 giugno, in vigore dal prossimo 30 giugno.
Il tanto atteso decreto autorizza l’anticipo fino a 45mila euro della buonuscita, pensato per la pensione con Quota 100 e non solo: consente infatti a chi lascia il lavoro nella PA a fine servizio di non dover attendere la scadenza dei termini fissati dalla legge, vale a dire 24 mesi in caso di pensione anticipata e 12 mesi per quella di vecchiaia o per anzianità di servizio.

I soggetti interessati all’anticipo del trattamento di fine rapporto o servizio potranno richiedere ad una delle banche aderenti (l’elenco sarà pubblicato sul sito dell’ABI) un prestito garantito dalla propria liquidazione in attesa che il trattamento venga erogato.

Beneficiari
Il richiedente può essere un soggetto cessato dal servizio alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché il personale degli enti pubblici di ricerca, cui è liquidata la pensione in quota 100 o ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

In pratica, si tratta di coloro che sono andati in pensione con la Quota 100 (62 anni e 38 di contributi), a 67 anni di età, con 42 e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne) o, ancora, prima del 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del DL 4/2019).

Sono esclusi i soggetti registrati nella centrale rischi della Banca d’Italia, oppure coloro per i quali il TFS/TFR sia destinato al coniuge separato o divorziato.

Domanda e anticipo TFR/TFS
La domanda di certificazione del diritto all’anticipo dovrà essere presentata dal richiedente all’ente erogatore (in genere l’INPS ma comunque l’elenco sarà pubblicato sul sito della Funzione Pubblica) secondo le modalità indicate dalla propria cassa.

Le amministrazioni che erogano direttamente il TFS/TFR comunicheranno ai propri dipendenti la procedura di presentazione della domanda di certificazione del diritto. Nel caso dell’INPS si dovranno seguire le istruzioni che saranno pubblicate online in apposita sezione.

L’ente erogatore, entro 90 giorni dalla domanda, comunicherà al richiedente l’autorizzazione o il rigetto della domanda. Una volta ottenuta la certificazione si potrà andare in banca e chiedere l’anticipo. La banca notifica all’ente erogatore la stipula del contratto entro 30 giorni, infine nei successivi 15 giorni l’anticipo della liquidazione sarà accreditato sul conto del richiedente.

Gli interessi pagati saranno detraibili al 50% dalla dichiarazione dei redditi. Sarà l’ABI, in seguito alla firma dell’accordo quadro, a definire tutti i dettagli tecnici per l’erogazione dell’anticipo, tra cui i tassi di interesse.


Un Fondo di garanzia statale interverrà nel caso in cui l’ente erogatore sia impossibilitato a rimborsare alla banca l’importo dell’anticipo.

QUATTORDICESIMA PENSIONI 2020.


Credits:Shutterstock

Le istruzioni INPS su tempi, importi e modalità di erogazione della quattordicesima in arrivo nel mese di luglio ai pensionati aventi diritto.

Sul sito INPS sono disponibili tempi, limiti, importi e modalità di erogazione della quattordicesima mensilità dei pensionati, ossia la somma aggiuntiva per le pensioni prevista dall’articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto-legge n. 81/2007, convertito, con modificazioni, dalla legge 127/2007, come modificato dall’articolo 1, comma 187, della legge n. 232/2016.

La 14esima viene erogata automaticamente dall’Istituto nel mese di luglio, contestualmente al rateo della pensione, ai pensionati aventi diritto (indicati nel messaggio INPS n. 2549/2017).  Il pagamento d’ufficio riguarda i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti.

Chi perfeziona i requisiti entro il 31 luglio, riceve prestazione con il cedolino di luglio. Chi perfeziona il requisito anagrafico dal 1° agosto in poi, riceverà la prestazione con la pensione di dicembre.

Requisiti di reddito 2020

La quattordicesima viene riconosciuta in via provvisoria in base ai redditi presunti, e viene verificata successivamente, a consuntivo, sulla base dei redditi effettivi. In caso di prima concessione della quattordicesima, la verifica del diritto viene effettuata sulla base di tutti redditi annui del soggetto richiedente che, in relazione agli anni di contribuzione, deve essere inferiore ai limiti indicati nella seguente tabella (limiti reddituali 2020).

Beneficiari

Il diritto alla quattordicesima scatta per i pensionati con reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo (per il 2020 10.043,87 euro).

ANNI DI CONTRIBUZIONE
DIPENDENTI
ANNI DI CONTRIBUZIONE
AUTONOMI
SOMMA
AGGIUNTIVA
Fino a 15Fino a 18437 euro
Oltre 15 fino a 25Oltre 18 fino a 28546 euro
Oltre 25Oltre 28655 euro
ANNI DI CONTRIBUZIONE
DIPENDENTI
ANNI DI CONTRIBUZIONE
AUTONOMI
SOMMA
AGGIUNTIVA
Fino a 15Fino a 18336 euro
Oltre 15 fino a 25Oltre 18 fino a 28420 euro
Oltre 25Oltre 28504 euro