TFR e del TFS finalizzata alla cessione ordinaria o agevolata per i dipendenti pubblici.


Nuova modalità di domanda INPS per la quantificazione del TFR e del TFS finalizzata alla cessione ordinaria o agevolata per i dipendenti pubblici.
L’INPS ha reso disponibile per i dipendenti pubblici un nuovo servizio online per la richiesta di quantificazione del TFR/TFS, tanto per la liquidazione ordinaria quanto per quella agevolata (DL 28 gennaio 2019, n. 4 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26).

Per poter accedere ai servizi serve l’autentificazione tramite credenziali: Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), carta d’identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Le domande si presentano direttamente o tramite l’assistenza degli Istituti di Patronato, con procedura telematica dal sito web INPS (www.inps.it) seguendo i seguenti percorsi:

“Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Gestione Dipendenti Pubblici: servizi online TFR”;
“Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Gestione Dipendenti Pubblici: servizi online TFS”.

Si devono indicare solo le informazioni che non sono già in possesso dell’Istituto. In questo modo, sarà più semplice ottenere riscontro immediato sulla prestazione richiesta e facilitare l’automatizzazione dei controlli.

Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative.


Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

Al Dipartimento Istruzione della
Provincia Autonoma di
TRENTO

Alla Sovrintendenza Scolastica
della Provincia Autonoma di
BOLZANO

All’Intendenza Scolastica perla
Scuola in Lingua Tedesca
BOLZANO

All’Intendenza Scolastica per le
Scuole delle Località Ladine
BOLZANO

Alla Regione Autonoma della
Valle d’Aosta
Ass. Istruzione e Cultura
Direzione Personale Scolastico
AOSTA

OGGETTO: D.M. n. 294 del 1° ottobre 2021. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative.

Con la presente circolare, condivisa con l’Inps, si forniscono le indicazioni operative per l’attuazione del D.M. n. 294 del 1° ottobre 2021 in oggetto, recante disposizioni per le cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2022. I requisiti contributivi ed anagrafici vigenti alla data di pubblicazione della presente circolare e riferiti all’anno 2022 per coloro che si trovano in un sistema “misto” di calcolo della pensione, sono riportati nell’allegata tabella.

Cessazione Dirigenti Scolastici dal 1° settembre 2022

Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato al 28 febbraio 2022 dall’art. 12 del C.C.N.L. per l’Area V della dirigenza sottoscritto il 15 luglio 2010.
Il dirigente scolastico che presenti comunicazione di recesso dal rapporto di lavoro oltre il termine di cui sopra non potrà usufruire delle particolari disposizioni che regolano le cessazioni del personale del comparto scuola.

Cessazioni dal servizio personale docente, educativo ed A.T.A.

Il predetto Decreto Ministeriale fissa, all’articolo 1, il termine finale del 31 ottobre 2021 per la presentazione, da parte di tutto il personale del comparto scuola, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle istanze di permanenza in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e successive modifiche e integrazioni, ovvero per raggiugere il minimo contributivo. Tutte le predette domande valgono, per gli effetti, dal 1° settembre 2022.
Sempre entro la data di cui sopra gli interessati hanno la facoltà di revocare le suddette istanze, ritirando, tramite POLIS, la domanda di cessazione precedentemente inoltrata.
Il termine del 31 ottobre 2021 deve essere osservato anche da coloro che, avendo i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiedono la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, purché ricorrano le condizioni previste dal decreto 29 luglio 1997, n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica.
La richiesta dovrà essere formulata avvalendosi delle istanze Polis che saranno rese allo scopo disponibili. La richiesta potrà essere formulata avvalendosi di due istanze Polis che saranno attive contemporaneamente: la prima conterrà le tipologie con le domande di cessazione ordinarie:

  • Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2020 (art.16 Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 – art. 1 comma 336 Legge 30 dicembre 2020 n. 178) (opzione donna);
  • Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2022 (Art. 24, commi 6, 7 e 10 del D.L. 6 dicembre 2011, n.201, convertito in L. 22 dicembre 2011, n.214 – Art.15, D.L. 28 gennaio 2019, n.4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n.26 – Art.1 commi da 147 a 153 della L. 27 dicembre 2017 n. 205);
  • Domanda di cessazione dal servizio in assenza delle condizioni per la maturazione del diritto a pensione;
  • Domanda di cessazione dal servizio del personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti;

la seconda conterrà, esclusivamente:

  • Domanda di cessazione dal servizio per raggiungimento dei requisiti previsti dall’art. 14, D.L. 28 gennaio 2019, n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n.26 (quota 100).

In presenza di istanze di dimissioni volontarie finalizzate sia alla pensione anticipata che alla pensione quota cento, quest’ultima verrà considerata in subordine alla prima istanza.

Nella richiesta gli interessati devono anche esprimere l’opzione per la cessazione dal servizio, ovvero per la permanenza a tempo pieno, nel caso fossero accertate circostanze ostative alla concessione del part-time (superamento del limite percentuale stabilito o situazioni di esubero nel profilo o classe di concorso di appartenenza).

Presentazione delle Istanze

Le domande di cessazione dal servizio e le revoche delle stesse devono essere presentate con le seguenti modalità:

  • I Dirigenti Scolastici, il personale docente, educativo ed A.T.A. di ruolo, ivi compresi gli insegnanti di religione cattolica utilizzano, esclusivamente, la procedura web POLIS “istanze on line”, relativa alle domande di cessazione, disponibile sul sito internet del Ministero. Al personale in servizio all’estero è consentito presentare l’istanza all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS.
  • Il personale delle province di Trento, Bolzano ed Aosta, presenta le domande direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà ad inoltrarle ai competenti Uffici territoriali.

Le domande di trattenimento in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 modificato dall’art. 1 comma 630 della legge 27.12. 2017 n. 205, ovvero per raggiungere il minimo contributivo dovranno essere presentate all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS, entro il termine del 31 ottobre 2021.

Si chiarisce che la presentazione dell’istanza nei termini e nelle modalità sopra descritte è propedeutica al collocamento a riposo, pertanto non potranno essere disposte cessazioni dal servizio per le domande presentate successivamente al 31 ottobre 2021.

Gestione delle istanze

Si rende necessaria l’emissione di un provvedimento formale nel caso in cui le autorità competenti abbiano comunicato agli interessati, entro 30 giorni dalla scadenza prevista, l’eventuale rifiuto o ritardo nell’accoglimento della domanda di dimissioni per provvedimento disciplinare in corso, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 55 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, introdotto dall’articolo 69 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
L’accertamento del diritto al trattamento pensionistico sarà effettuato da parte delle sedi competenti dell’INPS sulla base dei dati presenti sul conto assicurativo individuale ed esclusivamente con riferimento alla tipologia di pensione indicata nelle istanze di cessazione, dandone periodico riscontro al MI, per la successiva comunicazione al personale, entro il termine ultimo del 20 aprile 2022.
Il rispetto di tale termine presuppone la sistemazione preventiva dei conti assicurativi dei dipendenti, anche con l’intervento del datore di lavoro. Pertanto, gli Ambiti provinciali o le Istituzioni scolastiche provvederanno all’esatta ricognizione delle domande di Ricongiunzione, Riscatti, Computo, nonché dei relativi allegati, prodotte entro il 31 agosto 2000 e non ancora definite, con riferimento a coloro che cesseranno dal servizio con decorrenza dal 01 settembre 2022. Tale attività è necessaria e propedeutica al completamento della posizione assicurativa finalizzata alla certificazione, da parte dell’Inps, del diritto a pensione.
Gli Ambiti territoriali provinciali del MI o le Istituzioni scolastiche dovranno utilizzare, l’applicativo nuova Passweb, che è lo strumento di scambio di dati fra l’Istituto e le pubbliche amministrazioni. Si precisa che le posizioni relative ai pensionandi dovranno essere progressivamente sistemate entro la data ultima del 14 gennaio 2022.

Anche per l’anno scolastico in corso, in ragione della situazione emergenziale in atto, soltanto qualora l’Ambito territoriale/Istituzione scolastica non sia ancora in grado di utilizzare l’applicativo nuova Passweb, al fine di salvaguardare il diritto dei pensionandi ad ottenere, nei termini previsti, la certificazione del diritto a pensione ed evitare ritardi nell’erogazione della prestazione, gli Ambiti territoriali/le Istituzioni scolastiche dovranno aggiornare, con cadenza settimanale, entro il 14 gennaio 2022, i dati sul sistema SIDI in modo da consentire alle sedi INPS di consultare ed utilizzare le informazioni, anche con riferimento ai periodi pre–ruolo ante 1988 con ritenuta in Conto Entrate Tesoro. Tali informazioni, disponibili su SIDI, potranno essere inviate dal MI all’INPS con flussi massivi periodici al fine di renderli disponibili in consultazione agli operatori INPS che valuteranno il loro utilizzo e caricamento in nuova Passweb con le funzioni preposte.

Inoltre, gli Ambiti territoriali provinciali del MI dovranno definire, con la massima sollecitudine, i provvedimenti cd “ante subentro”, inviandoli alle sedi Inps, con cadenza settimanale, entro il termine ultimo del 14 gennaio 2022, per consentire agli operatori Inps l’acquisizione sulla posizione assicurativa dei periodi riconosciuti, nel rispetto della tempistica concordata del 20 aprile 2022 per l’accertamento del diritto al trattamento pensionistico. Considerate le scadenze previste per la definizione delle domande di natura pensionistica giacenti presso gli uffici MI e per l’aggiornamento degli stati matricolari con riferimento al personale scolastico interessato dal pensionamento nel 2022, si invitano i destinatari della presente circolare a porre in essere ogni misura, anche di carattere organizzativo, al fine di garantire il massimo rispetto dei tempi indicati.
In caso di mancato rispetto di tale tempistica, l’Inps non potrà effettuare i propri adempimenti, entro il termine concordato del 20 aprile 2022. Il MI e l’INPS verificheranno l’andamento delle attività delle rispettive strutture territoriali, scambiandosi dati e informazioni, per concertare azioni correttive in itinere e individuare le situazioni di criticità.
Le cessazioni devono essere convalidate al SIDI con l’apposita funzione solo dopo l’accertamento del diritto a pensione da parte dell’INPS.
Potranno operare le segreterie scolastiche o gli Uffici scolastici territoriali, secondo l’organizzazione adottata dai singoli Uffici Scolastici Regionali.
Nella domanda di cessazione gli interessati devono dichiarare espressamente la volontà di cessare comunque o di permanere in servizio una volta che sia stata accertata la eventuale mancanza dei requisiti.
Le domande di pensione devono essere inviate direttamente all’Ente Previdenziale, esclusivamente attraverso le seguenti modalità:
1) presentazione della domanda on-line accedendo al sito dell’Istituto, utilizzando uno dei seguenti sistemi di autenticazione alternativi attualmente accettati dall’INPS:

  • Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID)
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE)
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
    2) presentazione della domanda tramite Contact Center Integrato (n. 803164);
    3) presentazione telematica della domanda attraverso l’assistenza gratuita del Patronato.
    Tali modalità saranno le uniche ritenute valide ai fini dell’accesso alla prestazione pensionistica. Si evidenzia che la domanda presentata in forma diversa da quella telematica non sarà procedibile fino a quando il richiedente non provveda a trasmetterla con le modalità sopra indicate.

Applicazione dell’articolo 72 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Personale dirigente, docente, educativo ed ATA).

Come è noto, il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 ha abolito l’istituto del trattenimento in servizio oltre i limiti di età. Nello specifico, la normativa sopra richiamata ha abrogato l’articolo 16 del decreto legislativo n. 30 dicembre 1992, n. 503 e di conseguenza anche il comma 5 dell’articolo 509 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 che ad esso si richiamava.
L’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 modificato dall’art. 1 comma 630 della legge 27.12. 2017 n. 205 ha tuttavia previsto che, al fine di assicurare continuità alle attività previste negli accordi sottoscritti con scuole o università dei Paesi stranieri, il personale della scuola impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, possa chiedere di essere autorizzato al trattenimento in servizio retribuito per non più di tre anni. Il trattenimento in servizio è autorizzato, con provvedimento motivato, dal dirigente scolastico o dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, nel caso di istanza presentata dai dirigenti scolastici.
Nulla è invece innovato rispetto al comma 3 del citato articolo 509 che disciplina i trattenimenti in servizio per raggiungere il minimo ai fini del trattamento di pensione. Ne consegue che nel 2022 potranno chiedere la permanenza in servizio i soli soggetti che, compiendo 67 anni di età entro il 31 agosto 2022, non sono in possesso di 20 anni di anzianità contributiva entro tale data.
Il comma 5 dell’articolo 1, come modificato in sede di conversione, del decreto legge n. 90/2014, ha generalizzato la disciplina relativa alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro contenuta nell’articolo 72, comma 11, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, prima applicabile solo fino al 31 dicembre 2014.
Tale facoltà può essere esercitata – al compimento, entro il 31 agosto 2022, dell’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini – con preavviso di sei mesi, quindi entro il
28 febbraio 2022 anche nei confronti del personale con qualifica dirigenziale, con decisione motivata, esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi.
Le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai soggetti che abbiano beneficiato dell’articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni. I periodi di riscatto, eventualmente richiesti, contribuiscono al raggiungimento dei sopra ricordati requisiti contributivi nella sola ipotesi che siano già stati accettati i relativi provvedimenti. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 72, comma 11, è necessario valutare l’esistenza di una situazione di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza dell’interessato, sia a livello nazionale che provinciale.
Laddove l’amministrazione non si avvalga della facoltà di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro, dovrà obbligatoriamente collocare a riposo il dipendente, che abbia raggiunto i requisiti per la pensione anticipata (di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini), al compimento del limite ordinamentale per la permanenza in servizio, ossia a 65 anni, come previsto dall’articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 101/2013.
Qualora, invece, il requisito anagrafico dei 65 anni sia maturato tra settembre e dicembre 2022 la cessazione dal servizio può avvenire solo a domanda dell’interessato. Si comunica, inoltre, che ai sensi dell’art. 1, commi da 147 a 153, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), l’accesso, d’ufficio o a domanda, alla pensione di vecchiaia, per il personale che rientra tra le categorie di lavoratori destinatari della suddetta norma, e che abbia i requisiti ivi previsti, è consentito al raggiungimento di 66 anni e 7 mesi di età, purché la prevista anzianità contributiva dei 30 anni sia maturata entro il 31 agosto (Circolare INPS n. 126 del 2018). Per tale fattispecie, non trovano applicazione le disposizioni in materia di cumulo di cui all’art. 1, c. 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e successive modificazioni.

APE sociale, pensione anticipata per i lavoratori precoci

Coloro che sono interessati all’accesso all’APE sociale o alla pensione anticipata per i lavoratori precoci, potranno, una volta ottenuto il riconoscimento dall’INPS, presentare la domanda di cessazione dal servizio in formato analogico o digitale entro il 31 agosto 2022.
Si precisa che per all’accesso alla prestazione di ape sociale non trova applicazione l’art. 59, comma 9, della Legge 449/97.

Trattamenti previdenziali (Trattamento di fine servizio e di fine rapporto). Applicazione dell’articolo 23 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 (anticipo TFS/TFR)

Come è noto, il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla legge 28 marzo 2019, n.26, ha introdotto all’art. 23, comma 2, la possibilità per tutti i dipendenti che risolvono il rapporto di lavoro con diritto a pensione quota 100 o in base ai requisiti di cui all’art. 24 della legge 214/2011, di presentare alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono ad un apposito accordo, una richiesta di finanziamento delle indennità di fine servizio comunque denominate, per un importo non superiore a 45.000 euro.
L’attuazione di tale norma è stata demandata al D.P.C.M del 22 aprile 2020, n. 51 concernente il Regolamento in materia di anticipo del TFS/TFR e all’Accordo quadro approvato con Decreto del Ministro per la Pubblica amministrazione del 19 agosto 2020 che definisce i termini, le modalità di adesione e le condizioni economiche delle banche.
Pertanto, al fine di consentire alle sedi INPS di predisporre le quantificazioni delle prestazioni finalizzate alla richiesta di anticipo del TFS e del TFR, gli Uffici scolastici territoriali dovranno provvedere a fornire alle sedi Inps di competenza, tempestivamente, i dati giuridici ed economici necessari per quantificare l’importo oggetto di finanziamento.
Conseguentemente, è di fondamentale importanza che gli Uffici scolastici preposti, mediante l’utilizzo dei canali Nuova Passweb e Flusso Uniemens, provvedano in tempo utile alla sistemazione delle posizioni assicurative dei propri amministrati in relazione alle prestazioni di fine servizio e di fine rapporto e inoltrino alle sedi competenti dell’Istituto le pratiche di riscatto TFS/TFSR giacenti nei fascicoli degli iscritti al fine di consentire la sollecita quantificazione dell’importo della prestazione oggetto di anticipo.

Adempimenti amministrativi relativi alla trasmissione dei dati utili alla liquidazione dei trattamenti di fine servizio (TFS) e dei trattamenti di fine rapporto (TFR)

Per quanto riguarda il TFS, si richiama l’attenzione degli Uffici scolastici alle indicazioni contenute nel Messaggio Hermes n. 3400 del 20 settembre 2019.
Pertanto, per le cessazioni dal 1° settembre 2022, la modalità ordinaria di comunicazione dei dati utili all’elaborazione del TFS dovrà essere quella telematica. Infatti, in adesione al processo di semplificazione e dematerializzazione della comunicazione tra l’Istituto ed i datori di lavoro pubblici che vede il superamento dell’invio cartaceo (modello PL1) dei dati giuridici ed economici necessari all’elaborazione del trattamento di fine servizio (TFS), è stato rilasciato in esercizio l’applicativo “Comunicazione di cessazione” che sostituisce i vecchi modelli cartacei per la comunicazione dei dati giuridici ed economici necessari alla liquidazione della prestazione.
Con il nuovo sistema i dati giuridici ed economici necessari all’elaborazione del TFS vengono acquisiti dalla posizione assicurativa e da “ultimo miglio TFS”, garantendo l’esigenza della certificazione dei dati di posizione assicurativa ai fini previdenziali.
Per quanto riguarda la prestazione di TFR, l’Inps ha in corso un’attività di telematizzazione dell’intero processo rivolta ad acquisire i dati giuridici ed economici degli iscritti direttamente dalla posizione assicurativa.
Si sensibilizza già da ora gli uffici Scolastici alla compilazione del flusso Uniemens mediante la corretta valorizzazione dei campi relativi al TFR.
Si prega di dare la più ampia e tempestiva diffusione della presente circolare diramata d’intesa con l’INPS.

IL DIRETTORE GENERALE
Filippo Serra
Documento firmato digitalmente

SCUOLA : COME SI VA IN PENSIONE NEL 2022 Il 31 ottobre 2021 scade il termine per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio con effetto dal 1° settembre 2022


COME SI VA IN PENSIONE NEL 2022
Il 31 ottobre 2021 scade il termine per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio
con effetto dal 1° settembre 2022.
Le istanze da presentare perentoriamente entro il suddetto termine, riguardano: le cessazioni dal
servizio per accedere al trattamento pensionistico – il trattenimento in servizio per il
raggiungimento del minimo pensionabile o per la partecipazione a riconosciuti progetti
didattici internazionali – la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo
parziale del personale che non ha raggiunto il limite di età o di servizio – ovvero la revoca delle
predette istanze se presentate precedentemente.

Inoltre, il personale della scuola può fruire della:

Pensione anticipata lavoratori
«precoci»

Tipo di pensione

Vecchiaia

Vecchiaia per attività gravose

Anticipata nel

Requisiti
Età anagrafica Contribuzione

67 anni 20 anni

66 anni e 7 mesi 30 anni entro il 31/8/2022

41 anni e 10 mesi donne

Modalità d’accesso

D’ufficio: se requisiti risultano maturati entro il
31.8.2022
A domanda: se i requisiti risultano maturati dal 1.9.2022 al 31.12.2022

D’ufficio: se requisiti anagrafici risultano maturati
entro il 31.8.2022
A domanda: se i requisiti anagrafici risultano maturati dal 1.9.2022 al 31.12.2022

A domanda
D’ufficio solo se compiuti 65 anni entro il 31.8.2022

Ulteriori condizioni

Per chi vanta contribuzione solo dopo il 1995 l’importo di pensione deve essere almeno pari a
1,5 volte l’Assegno Sociale, altrimenti la pensione può essere conseguita solo all’età di 71 anni
con almeno 5 anni di contribuzione effettiva

Aver svolto negli ultimi 10 anni di attività lavorativa almeno 7 anni di attività «c.d. gravosa»

I lavoratori che abbiano almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di
lavoro effettivo precedenti il compimento del diciannovesimo anno di età e che siano in
possesso della prevista certificazione rilasciata dall’INPS possono accedere alla pensione
anticipata con il requisito di almeno 41 anni di contribuzione entro il 31.12.2022.

APE SOCIALE
È prevista la possibilità di accedere all’APE sociale, con effetto dal 1° settembre 2022, ai
lavoratori che hanno maturato nel 2021 i requisiti richiesti (almeno 63 anni di età
e anzianità contributiva minima di 30/36 anni) già in possesso della prevista
certificazione rilasciata dall’ INPS.

retributivo

Anticipata nel contributivo

Sperimentale donna

Totalizzazione Vecchiaia

Totalizzazione Anzianità

Cumulo Vecchiaia

Cumulo anticipata

Quota 100

===

64 anni

58 anni
(entro il 31.12.2020)

66 anni (entro il 31.12.2021)

====

67 anni

===

62 anni
(entro il 31.12.2021)

42 anni e 10 mesi uomini

20 anni effettivi

35 anni
(entro il 31.12.2020)

20 anni
(entro il 31.12.2021)

41 anni
(entro il 31.12.2021)

20 anni

41 anni e 10 mesi donne
42 anni e 10 mesi uomini

38 anni
(entro il 31.12.2021)

o in caso di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza.

A domanda A domanda A domanda A domanda
A domanda

A domanda

A domanda

l’importo della pensione non deve essere inferiore a 2,8 volte
l’Assegno Sociale

La pensione viene calcolata con il metodo contributivo.

Il personale con contribuzione accreditata in diverse gestioni pensionistiche può
conseguire il diritto a pensione sommando tutte le contribuzioni; in genere il calcolo è
contributivo eccetto la quota a carico delle gestioni in cui risulta perfezionato il diritto
autonomo.

Il personale con contribuzione accreditata in diverse gestioni pensionistiche può
conseguire il diritto a pensione sommando tutte le contribuzioni. L’importo della pensione è dato
dalla somma delle varie quote calcolate dalle singole gestioni. In presenza di Casse
Libero Professionali le quote di pensione verranno erogate solo al raggiungimento dei
requisiti pensionistici di ciascuna gestione

La pensione si può acquisire anche cumulando i periodi accreditati nelle diverse
gestioni ad eccezione di quelli versati nelle casse dei liberi professionisti

Per le lavoratrici madri l’anzianità contributiva minima di 30/36 è ridotta di 12
mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di 2 anni.

Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA)

A decorrere dal 01/05/2017, tutti gli aderenti al Fondo Espero possono richiedere
l’anticipo, sotto forma di rendita da erogarsi fino al conseguimento del diritto a pensione di
vecchiaia, del montante accumulato nella forma pensionistica a condizione che abbiano
cessato l’attività lavorativa e possano vantare le altre condizioni previste dalla legge.

Termini pagamento TFS/TFR – pensione quota 100

Al personale che accede alla “pensione quota 100”, il TFS/TFR viene liquidato nei termini in cui
sarebbe corrisposto in caso di maturazione dei requisiti ordinari previsti per la
pensione di vecchiaia o anticipata..

Termini di pagamento del TFS e del TFR

Rateizzazione del TFS e del TFR

Tipologia di cessazione

Cessazioni d’ufficio per limiti d’età o servizio

Data di perfezionamento requisito
Entro il 2011 Dal 2012 al 2013

15 giorni + 90 giorni 6 mesi + 90 giorni

Dal 2014

12 mesi + 90 giorni

Rate

1^ rata

Data di perfezionamento requisito Entro il 2013 Dal 2014

Fino a 90.000 € lordi Fino a 50.000 € lordi

Termini pagamento TFS/TFR – pensione in cumulo

Al personale che accede alla “pensione in cumulo”, il TFS/TFR viene liquidato nei termini in cui
sarebbe corrisposto in caso di maturazione dei requisiti ordinari previsti per la pensione
di vecchiaia.

Dimissioni volontarie

6 mesi + 90 giorni

24 mesi + 90 giorni

24 mesi + 90 giorni

2^ rata
(dopo 12 mesi dalla 1^ rata)

da 90.001 €
a 150.000 € lordi

da 50.001 €
a 100.000 € lordi

Trattandosi di norme complesse, per una qualificata consulenza personalizzata e la trasmissione
telematica delle relative domande vi invitiamo a rivolgervi al
Patronato INCA-CGIL

Opzione Donna



La possibilità di arrotondamento non è più utilizzabile dopo che nel 2019 è intervenuta la nuova norma sull’Opzione Donna. Il punto è che l’articolo 16 del dl 4/2019 (l’ultima Riforma Pensioni) non si è limita a prorogare l’Opzione ma ha anche riformulato la legge, indicando un requisito contributivo di 35 anni pieni. Questo fa venir meno la precedente possibilità di arrotondamento alla frazione di mese, che si riferiva all’articolo 1, comma 9 della legge 243/2004, quindi sostanzialmente alla precedente formulazione.


 
  CONTRATTO DI ESPANSIONE 

Clicca sul link:

Circolare n° 142 del 27-09-2021-Chiarimenti relativi ai titolari, entro il 1° gennaio 2019, di prestazioni di accompagnamento alla pensione ai sensi dell’articolo 4, commi da 1 a 7-ter, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e di assegni straordinari dei Fondi di solidarietà ai sensi del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. Rideterminazione del periodo di spettanza delle prestazioni di accompagnamento alla pensione e dell’eventuale contribuzione correlata. Disposizioni applicabili per il conseguimento dei trattamenti pensionistici


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https://servizi2.inps.it/Servizi/CircMessStd/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualUrl=/circolari/Circolare%20numero%20142%20del%2027-09-2021.htm

Opzione Donna e Scuola.


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La riforma 2022 potrebbe incidere sulla scadenza per le domande di pensione nella Scuola in caso di proroga e potenziamento di Opzione Donna e APE Sociale.
Per le lavoratrici del comparto Scuola che si ritirano con la formula di pensione anticipata Opzione Donna, ma non soltanto, c’è una scadenza da segnare in calendario per chi lavora: quella per la domanda di cessazione dal servizio per dimissioni volontarie (o in alternativa, l’istanza di permanenza in servizio): in base alla bozza del DM del MIUR, si dovrebbe presentare, entro il 31 ottobre 2021 (e 28 febbraio 2022 per i dirigenti scolastici) ma i sindacati ne hanno chiesto il posticipo, in attesa di capire se ci saranno novità per quanto concerne la riforma pensioni 2022 allo studio del Governo, ed anche una eventuale conferma dell’estensione a nuove categorie della lista di lavori gravosi con diritto ad agevolazioni pensionistiche, nelle quali figurerebbero anche gli insegnanti della scuola primaria e i collaboratori scolastici.

Le proposte del Governo per la riforma pensioni.
Per presentare domanda di pensionamento, ricordiamo, il personale della Scuola può maturare i requisiti entro il 31 dicembre dell’anno scolastico successivo a quello di presentazione della domanda, dal momento che la decorrenza corrisponde con l’avvio dell’anno scolastico, a settembre.

Opzione Donna, Scuola e Riforma Pensioni 2022
Se ci fosse conferma, nuovi lavoratori entrerebbero di diritto (presentando anche gli altri requisiti del caso) tra i beneficiari dell’APE Sociale, andando in pensione quattro anni prima, a 63 anni di età se in possesso di 36 anni di contributi.

Per quanto riguarda la Quota 100, invece, visto che è confermata la sua abolizione, potranno utilizzare questa modalità di pensionamento solo i docenti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2021: 62 anni di età e 38 anni di contributi).

Pensioni Scuola 2022 con Opzione Donna.
Tornando alla prossima scadenza, lo scorso anno le domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio scolastico si dovevano presentare entro il 7 dicembre. Quest’anno la scadenza del 31 ottobre sembra troppo vicina per capire se ci sono spiragli di uscita anticipata per nuove lavoratrici, con Opzione Donna prorogata al 2022 oppure con APE Sociale potenziata. Intanto di conoscere le date ufficiali di fine 2021 (con l’emanazione del Decreto Ministeriale del MIUR e della relativa Circolare applicativa con le scadenze), è bene ricordare che sono diverse le istanze POLIS (applicazione POLIS – Istanze on line) da inoltrare, a seconda dei casi.

Scuola: pensione anticipata e Quota 100

La prima istanza con la domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2020 (Opzione Donna); con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2022 (pensione di vecchiaia con il requisito ordinario oppure pensione anticipata a 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini; cessazione anche senza diritto a pensione; cessazione per il personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti). La seconda istanza con la domanda di cessazione e pensione Quota 100, con requisiti maturati entro il 31 dicembre 2021.
Il personale che sceglie l’APE Sociale e la pensione anticipata Precoci potranno, una volta ottenuta la certificazione INPS del diritto, presentare la domanda di cessazione dal servizio in formato cartaceo entro il 31 agosto 2022.

N.B. Come hanno rilevato i sindacati FLC CGIL, nella attuale bozza di Circolare attuativa e nell’allegata tabella riepilogativa, mancano i riferimenti ai requisiti per chi ha diritto alla pensione contributiva pura.

Riscatto ai fini pensionistici dei periodi di servizio civile


Il riscatto ai fini pensionistici, in tutto o in parte, dei periodi corrispondenti al  servizio civile universale  richiede specifica domanda dell’assicurato. Il riscatto del servizio civile è riservato ai soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, agli iscritti ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti ed alla gestione di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 08 agosto 1995, n.335.

Riscatto servizio civile

I periodi di rapporto di servizio civile universale possono essere riscattati ai fini pensionistici secondo quanto disposto dall’art.17, quarto comma, del decreto legislativo n. 40/2017, con onere a carico dell’assicurato. L’iscrizione a FPLD, gestioni dei lavoratori autonomi, forme sostitutive ed esclusive dell’AGO, o Gestione Separata è  un requisito obbligatorio che risulta verificato in presenza di almeno un contributo obbligatorio nella gestione pensionistica in cui il riscatto viene richiesto (cfr.: Circolare INPS n. 108/2017).

Costo del riscatto

Fino alla fine del 2021, è possibile anche applicare il riscatto agevolato (al costo minimo) di cui alla pace contributiva prevista dal DL 4/2019. L’opzione può essere esercitata da chi possiede i seguenti requisiti: meno di 18 anni versati prima del primo gennaio 1996; almeno 15 anni di contributi; almeno 5 anni di contributi versati dopo il 31 dicembre 1995; almeno un contributo versato prima del 1996. Chi matura questi requisiti entro il 31 dicembre 2011 può anche accedere alla pensione anticipata contributiva e alla pensione di vecchiaia contributiva.

Chi non ha i requisiti per il riscatto agevolato, applica il riscatto ordinario con le consuete regole e costi pieni.

I periodi di servizio civile universale da ammettere a riscatto ordinario sono valutati esclusivamente nella quota di pensione calcolata secondo il sistema contributivo, questo significa che gli oneri relativi a tali periodi saranno determinati con il meccanismo del calcolo “percentuale” (art.2, comma 5, del citato D. Lgs. n.184/1997) applicando l’aliquota contributiva di finanziamento in vigore alla data di presentazione della domanda nella gestione pensionistica in cui viene chiesto il riscatto. Come base di calcolo viene presa la retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto.

Guida alla pensione di vecchiaia



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Requisiti attuali e gli adeguamenti alle speranze di vita stimati dal 2022 in poi, in base agli scenari INPS e ISTAT.

Mentre il Governo lavora alla prossima riforma pensioni ragionando su quali possano essere le formule di uscita anticipata più sostenibili per le Casse dello Stato, vediamo quali sono oggi le regole standard per ritirarsi dal mondo del lavoro con la pensione di vecchiaia, le differenze tra requisiti per uomo e donna e cosa cambia da gennaio 2023 con il prossimo scatto per l’adeguamento alle speranze di vita, sia in base alle stime precedenti sia in base a quelle successive al Covid, che in pratica produrrà effetti sui requisiti anagrafici per la pensione e dunque sull’età pensionabile.

Requisiti e vincoli
La pensione di vecchiaia è il trattamento pensionistico erogato dall’assicurazione generale obbligatoria, dai fondi ad essa sostitutivi, esclusivi o esonerativi e dalla Gestione separata dell’INPS al perfezionamento di una determinata età anagrafica, unitamente alla presenza di un certo numero di anni di contribuzione. Prima della Riforma pensioni Fornero, DL 201/2011, i requisiti anagrafici di accesso alla pensione di vecchiaia erano diversificati per uomini e donne. La Legge li aveva inaspriti fissandoli a 66 anni per gli uomini dipendenti o autonomi e per le lavoratrici del pubblico impiego, mentre alle lavoratrici dipendenti del privato venivano richiesti 62 anni di età e alle autonome e parasubordinate 63 anni e 6 mesi. Poi, per effetto della Riforma Fornero, i requisiti sono stati gradualmente innalzati, parificando il requisito legato all’età pensionabile tra uomini e donne.

Cosa cambia a dicembre 2022

Scatti aspettative di vita: il Covid cambia l’età pensionabile

Oggi alla pensione di vecchiaia si accede con 67 anni di età e 20 di contributi, questo sia per i lavoratori che per le lavoratrici dipendenti del settore privato o del settore pubblico. Requisiti che rimarranno gli stessi fino al 31 dicembre 2022. Dal 2023 è previsto un innalzamento dei requisiti anagrafici, per effetto degli adeguamenti alle aspettative di vita. Il prossimo scatto si calcolerà come media della differenza della speranza di vita a 65 anni nel 2019 rispetto a quella del 2017 e della stessa differenza tra la speranza di vita 2020 su quella 2018.
Scatti pensione dopo il Covid
Attualmente, gli adeguamenti successivi al 2022 stimati in base allo scenario ISTAT 2017 (che potrebbe cambiare per effetto della pandemia, che ha avuto un forte impatto sull’aspettativa di vita, come segnalato nella Relazione annuale INPS) sono:

2023-2024: 67 anni e 3 mesi
2025-2026: 67 anni e 6 mesi
2027-2028: 67 anni e 9 mesi
2029-2030: 68 anni
2031-2032: 68 anni e 1 mesi
2033-2034: 68 anni e 3 mesi
2035 2036: 68 anni e 5 mesi
2037-2038: 68 anni e 7 mesi
2039-2040: 68 anni e 9 mesi
2041-2042: 68 anni e 11 mesi
2043-2044: 69 anni e 1 mese
2045-2046: 69 anni e 3 mesi
2047-2048: 69 anni e 5 mesi

2049-2050: 69 anni e 7 mesi
L’effetto Covid dovrebbe annullarsi intorno al 2033, ma per i prossimi dieci anni potrebbe tradursi in un rallentamento degli scatti, con la conseguenza di riuscire ad agganciare prima al pensione. In pratica, in base allo scenario INPS, per la pensione di vecchiaia non ci saranno nuovi scatti fino al 2024. E dal 2025 lo scatto sarà di due mesi invece di tre. Tuttavia, dal 2027 la proporzione si invertirebbe e addirittura si passerebbe a quattro scatti di tre mesi ogni due anni fino al 2033, quando i due scenari dovrebbero tornare a combaciare.

La contribuzione valida è quella a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato: da lavoro, riscatto, volontaria e figurativa. Alla pensione di vecchiaia, così come alla pensione anticipata, non si applicano le cosiddette finestre mobili, quindi la prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato compie l’età pensionabile e richiede la pensione. Per l’accesso alla pensione di vecchiaia viene richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non è richiesta la cessazione dell’attività da lavoro autonomo.

decesso di un pensionato. Adempimenti.


La legge prevede che la comunicazione all’INPS del decesso di un pensionato sia un adempimento del medico ASL. E’ una regola che vale dal primo gennaio 2015, introdotta dalla Manovra di Bilancio, che ha modificato il Dl 663/1979. In base alla sua formulazione «il medico necroscopo (è il medico della Asl che certifica il decesso, ndr) trasmette all’Istituto nazionale della previdenza sociale, entro 48 ore dall’evento, il certificato di accertamento del decesso per via telematica on line».

Sono previste anche sanzioni per i medici che non rispettano le tempistiche previste, da 100 a 300 euro (articolo 46 del decreto legge 269/2003). Questo obbligo è stato introdotto per risolvere il problema dei ritardi con cui i Comuni comunicavano all’INPS il decesso dei pensionati, e sostituisce anche il precedente obbligo di comunicazione in forma cartacea da parte dei parenti.

Però, questo non le impedisce di contattare l’INPS e inviare comunque il certificato di avvenuto decesso, anche tramite il Patronato INCA. Se deve chiedere una pensione di reversibilità, deve presentare invece specifica domanda all’INPS utilizzando la procedura online, chiamando il contact center o ancora rivolgendosi al Patronato INCA e intermediari. La domanda – che si presenta  per via telematica tramite  sito INPS, Contact Center o patronato INCA – può essere presentata in qualsiasi momento dopo alla morte del lavoratore o pensionato, purché entro dieci anni dal decesso: diversamente, i ratei di pensione non riscossi cadono in prescrizione (articolo 2946 del Codice civile).

“Assegno temporaneo per i figli minori”


Messaggio n° 2371 del 22-06-2021

Oggetto
Attuazione della misura “Assegno temporaneo per i figli minori” introdotta dal decreto-legge n. 79/2021 (G.U. n. 135 dell’8 giugno 2021)
Testo completo del messaggio
Premessa

In attesa dell’adozione dei decreti legislativi attuativi della legge 1° aprile 2021, n. 46, recante “Delega al governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale”, il decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, all’articolo 1, ha introdotto per il periodo dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021 la misura denominata “Assegno temporaneo per i figli minori” (di seguito, Assegno temporaneo), con l’obiettivo di sostenere la genitorialità e favorire la natalità con una misura immediata e temporanea, tenuto conto della fase straordinaria di necessità e urgenza.

  1. Requisiti previsti

L’Assegno temporaneo è erogato dall’Istituto in presenza di figli minori di 18 anni, inclusi i figli minori adottati e in affido preadottivo, ai nuclei familiari che non abbiano diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.

Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente dell’assegno temporaneo deve essere in possesso, cumulativamente, dei seguenti requisiti:

essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;
essere in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità, calcolato ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, secondo la tabella di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 79/2021.

  1. Misura dell’Assegno temporaneo

L’importo mensile dell’Assegno temporaneo spettante al nucleo familiare è determinato sulla base della tabella allegata al decreto-legge n. 79/2021, che individua i livelli di ISEE e gli importi mensili per ciascun figlio minore. In particolare, è prevista:

una soglia minima di ISEE fino a 7.000 euro, fino alla quale gli importi spettano in misura piena, pari a 167,5 euro per ciascun figlio in caso di nuclei con uno o due figli, ovvero a 217,8 euro per figlio in caso di nuclei più numerosi;
una soglia massima di ISEE pari a 50.000 euro, oltre la quale la misura non spetta.
Gli importi spettanti sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore disabile presente nel nucleo.

  1. Presentazione delle domande

La domanda di Assegno temporaneo è presentata, di norma dal genitore richiedente, entro e non oltre il 31 dicembre 2021.

La domanda dovrà essere inoltrata una sola volta per ciascun figlio, attraverso i seguenti canali:

portale web, utilizzando l’apposito servizio raggiungibile direttamente dalla home page del sito http://www.inps.it, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto entro il 1° ottobre 2020, oppure di SPID di livello 2 o superiore o una Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), o una Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
Contact Center Integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
gli Istituti di patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
Dal prossimo 1° luglio 2021 sarà disponibile on line la procedura telematica dedicata, tramite la quale i cittadini potranno presentare la domanda per la nuova misura.

Per le domande presentate entro il 30 settembre 2021, saranno corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021. Successivamente al 30 settembre 2021, la decorrenza della misura corrisponderà al mese di presentazione della domanda.

  1. Compatibilità dell’Assegno temporaneo

L’assegno temporaneo è compatibile con il Reddito di cittadinanza e con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli Enti locali.

Nelle more dell’attuazione della legge n. 46/2021, sono inoltre compatibili con l’Assegno temporaneo le seguenti misure:

assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, di cui all’articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448;
assegno di natalità di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, all’articolo 23-quater, commi 1 e 2, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, e all’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;
premio alla nascita, di cui all’articolo 1, comma 353, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
fondo di sostegno alla natalità previsto dall’articolo 1, commi 348 e 349, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
detrazioni fiscali previste dall’articolo 12, commi 1, lettera c), e 1-bis, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
assegni familiari previsti dal testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797 (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, piccoli coltivatori diretti, pensionati di queste Gestioni ed i pensionati delle Gestioni speciali lavoratori autonomi).
Resta esclusa la compatibilità con l’assegno al nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, per il quale si confermano le disposizioni vigenti.

Per i nuclei familiari che al momento della presentazione della domanda di assegno temporaneo dovessero risultare percettori del Reddito di cittadinanza, l’INPS corrisponde d’ufficio l’Assegno temporaneo congiuntamente a esso e con le modalità di erogazione del Reddito di cittadinanza, fino a concorrenza dell’importo dell’assegno spettante in ciascuna mensilità.

Per gli ulteriori aspetti di dettaglio riguardanti l’Assegno temporaneo, si rinvia ad apposita circolare di prossima pubblicazione.

Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele


Quattordicesima pensione INPS di luglio 2021: quando arriva e a chi spetta

scritto il 21 Giugno 2021

Scadenze
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Calendario pagamenti della quattordicesima pensione 2021, con requisiti di reddito e importi della somma aggiuntiva con il cedolino di luglio.

Sul sito INPS sono disponibili tempi, limiti, importi e modalità di erogazione della quattordicesima mensilità dei pensionati, ossia la somma aggiuntiva per le pensioni istituito dal DL 81/2007 e modificato dalla legge n. 232/2016, con gli importi aggiornati dalla Legge di Bilancio 2020. La quattordicesima spetta ai pensionati di almeno 64 anni che hanno un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD).

Regole e requisiti
Per il diritto alla quattordicesima pensione, viene considerata tutta la contribuzione accreditata. Per le pensioni in totalizzazione e cumulo, però, viene calcolata la sola contribuzione degli enti pubblici (INPS-ENPALS-INPDAP-IPOST-INPGI) e viene esclusa quella preso gli enti privatizzati. Per la pensione ai superstiti, l’anzianità contributiva è rapportata all’aliquota spettante. Coloro che non ricevono la quattordicesima ma pensano di averne diritto, possono, fare domanda di ricostituzione online, ai fini dell’ottenimento del beneficio. La quattordicesima viene riconosciuta in via provvisoria in base ai redditi presunti, e viene verificata successivamente, a consuntivo, sulla base dei redditi effettivi. In caso di prima concessione della quattordicesima, la verifica del diritto viene effettuata sulla base di tutti redditi annui del soggetto richiedente che, in relazione agli anni di contribuzione, deve essere inferiore ai limiti indicati nella seguente tabella (limiti reddituali dell’anno).

Pagamento 2021
La 14esima viene erogata automaticamente dall’Istituto nel mese di luglio, contestualmente al rateo della pensione, ai pensionati aventi diritto. Per il 2021, considerato il calendario dei pagamenti in anticipo causa Covid, chi ritira la pensione alle Poste otterrà l’accredito a partire dal 25 giugno. Il pagamento d’ufficio riguarda i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti. Chi perfeziona i requisiti entro il 31 luglio, riceve prestazione con il cedolino di luglio. Chi perfeziona il requisito anagrafico dal 1° agosto in poi, riceverà la prestazione con la pensione di dicembre.

Importi
Fino a 1,5 volte il trattamento minimo (10.053,81 euro)
Anni di contribuzione Dipendenti Importo quattordicesima
Fino a 15 437 euro
Oltre 15 fino a 25 546 euro
Oltre 25 655 eur0
Anni di contribuzione Autonomi Importo quattordicesima
Fino a 18 437 euro
Oltre 18 fino a 28 546 euro
Oltre 28 655 eur0

Da 1,5 volte a 2 volte trattamento minimo (da 10.053,81 a 13.405,08 euro)
Anni di contribuzione Dipendenti Importo quattordicesima
Fino a 15 336 euro
Oltre 15 fino a 25 420 euro
Oltre 25 504 eur0
Anni di contribuzione Autonomi Importo quattordicesima
Fino a 18 336euro
Oltre 18 fino a 28 420 euro
Oltre 28 504 eur0