Guida alla pensione di vecchiaia



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Requisiti attuali e gli adeguamenti alle speranze di vita stimati dal 2022 in poi, in base agli scenari INPS e ISTAT.

Mentre il Governo lavora alla prossima riforma pensioni ragionando su quali possano essere le formule di uscita anticipata più sostenibili per le Casse dello Stato, vediamo quali sono oggi le regole standard per ritirarsi dal mondo del lavoro con la pensione di vecchiaia, le differenze tra requisiti per uomo e donna e cosa cambia da gennaio 2023 con il prossimo scatto per l’adeguamento alle speranze di vita, sia in base alle stime precedenti sia in base a quelle successive al Covid, che in pratica produrrà effetti sui requisiti anagrafici per la pensione e dunque sull’età pensionabile.

Requisiti e vincoli
La pensione di vecchiaia è il trattamento pensionistico erogato dall’assicurazione generale obbligatoria, dai fondi ad essa sostitutivi, esclusivi o esonerativi e dalla Gestione separata dell’INPS al perfezionamento di una determinata età anagrafica, unitamente alla presenza di un certo numero di anni di contribuzione. Prima della Riforma pensioni Fornero, DL 201/2011, i requisiti anagrafici di accesso alla pensione di vecchiaia erano diversificati per uomini e donne. La Legge li aveva inaspriti fissandoli a 66 anni per gli uomini dipendenti o autonomi e per le lavoratrici del pubblico impiego, mentre alle lavoratrici dipendenti del privato venivano richiesti 62 anni di età e alle autonome e parasubordinate 63 anni e 6 mesi. Poi, per effetto della Riforma Fornero, i requisiti sono stati gradualmente innalzati, parificando il requisito legato all’età pensionabile tra uomini e donne.

Cosa cambia a dicembre 2022

Scatti aspettative di vita: il Covid cambia l’età pensionabile

Oggi alla pensione di vecchiaia si accede con 67 anni di età e 20 di contributi, questo sia per i lavoratori che per le lavoratrici dipendenti del settore privato o del settore pubblico. Requisiti che rimarranno gli stessi fino al 31 dicembre 2022. Dal 2023 è previsto un innalzamento dei requisiti anagrafici, per effetto degli adeguamenti alle aspettative di vita. Il prossimo scatto si calcolerà come media della differenza della speranza di vita a 65 anni nel 2019 rispetto a quella del 2017 e della stessa differenza tra la speranza di vita 2020 su quella 2018.
Scatti pensione dopo il Covid
Attualmente, gli adeguamenti successivi al 2022 stimati in base allo scenario ISTAT 2017 (che potrebbe cambiare per effetto della pandemia, che ha avuto un forte impatto sull’aspettativa di vita, come segnalato nella Relazione annuale INPS) sono:

2023-2024: 67 anni e 3 mesi
2025-2026: 67 anni e 6 mesi
2027-2028: 67 anni e 9 mesi
2029-2030: 68 anni
2031-2032: 68 anni e 1 mesi
2033-2034: 68 anni e 3 mesi
2035 2036: 68 anni e 5 mesi
2037-2038: 68 anni e 7 mesi
2039-2040: 68 anni e 9 mesi
2041-2042: 68 anni e 11 mesi
2043-2044: 69 anni e 1 mese
2045-2046: 69 anni e 3 mesi
2047-2048: 69 anni e 5 mesi

2049-2050: 69 anni e 7 mesi
L’effetto Covid dovrebbe annullarsi intorno al 2033, ma per i prossimi dieci anni potrebbe tradursi in un rallentamento degli scatti, con la conseguenza di riuscire ad agganciare prima al pensione. In pratica, in base allo scenario INPS, per la pensione di vecchiaia non ci saranno nuovi scatti fino al 2024. E dal 2025 lo scatto sarà di due mesi invece di tre. Tuttavia, dal 2027 la proporzione si invertirebbe e addirittura si passerebbe a quattro scatti di tre mesi ogni due anni fino al 2033, quando i due scenari dovrebbero tornare a combaciare.

La contribuzione valida è quella a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato: da lavoro, riscatto, volontaria e figurativa. Alla pensione di vecchiaia, così come alla pensione anticipata, non si applicano le cosiddette finestre mobili, quindi la prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato compie l’età pensionabile e richiede la pensione. Per l’accesso alla pensione di vecchiaia viene richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non è richiesta la cessazione dell’attività da lavoro autonomo.

decesso di un pensionato. Adempimenti.


La legge prevede che la comunicazione all’INPS del decesso di un pensionato sia un adempimento del medico ASL. E’ una regola che vale dal primo gennaio 2015, introdotta dalla Manovra di Bilancio, che ha modificato il Dl 663/1979. In base alla sua formulazione «il medico necroscopo (è il medico della Asl che certifica il decesso, ndr) trasmette all’Istituto nazionale della previdenza sociale, entro 48 ore dall’evento, il certificato di accertamento del decesso per via telematica on line».

Sono previste anche sanzioni per i medici che non rispettano le tempistiche previste, da 100 a 300 euro (articolo 46 del decreto legge 269/2003). Questo obbligo è stato introdotto per risolvere il problema dei ritardi con cui i Comuni comunicavano all’INPS il decesso dei pensionati, e sostituisce anche il precedente obbligo di comunicazione in forma cartacea da parte dei parenti.

Però, questo non le impedisce di contattare l’INPS e inviare comunque il certificato di avvenuto decesso, anche tramite il Patronato INCA. Se deve chiedere una pensione di reversibilità, deve presentare invece specifica domanda all’INPS utilizzando la procedura online, chiamando il contact center o ancora rivolgendosi al Patronato INCA e intermediari. La domanda – che si presenta  per via telematica tramite  sito INPS, Contact Center o patronato INCA – può essere presentata in qualsiasi momento dopo alla morte del lavoratore o pensionato, purché entro dieci anni dal decesso: diversamente, i ratei di pensione non riscossi cadono in prescrizione (articolo 2946 del Codice civile).

“Assegno temporaneo per i figli minori”


Messaggio n° 2371 del 22-06-2021

Oggetto
Attuazione della misura “Assegno temporaneo per i figli minori” introdotta dal decreto-legge n. 79/2021 (G.U. n. 135 dell’8 giugno 2021)
Testo completo del messaggio
Premessa

In attesa dell’adozione dei decreti legislativi attuativi della legge 1° aprile 2021, n. 46, recante “Delega al governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale”, il decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, all’articolo 1, ha introdotto per il periodo dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021 la misura denominata “Assegno temporaneo per i figli minori” (di seguito, Assegno temporaneo), con l’obiettivo di sostenere la genitorialità e favorire la natalità con una misura immediata e temporanea, tenuto conto della fase straordinaria di necessità e urgenza.

  1. Requisiti previsti

L’Assegno temporaneo è erogato dall’Istituto in presenza di figli minori di 18 anni, inclusi i figli minori adottati e in affido preadottivo, ai nuclei familiari che non abbiano diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.

Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente dell’assegno temporaneo deve essere in possesso, cumulativamente, dei seguenti requisiti:

essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;
essere in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità, calcolato ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, secondo la tabella di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 79/2021.

  1. Misura dell’Assegno temporaneo

L’importo mensile dell’Assegno temporaneo spettante al nucleo familiare è determinato sulla base della tabella allegata al decreto-legge n. 79/2021, che individua i livelli di ISEE e gli importi mensili per ciascun figlio minore. In particolare, è prevista:

una soglia minima di ISEE fino a 7.000 euro, fino alla quale gli importi spettano in misura piena, pari a 167,5 euro per ciascun figlio in caso di nuclei con uno o due figli, ovvero a 217,8 euro per figlio in caso di nuclei più numerosi;
una soglia massima di ISEE pari a 50.000 euro, oltre la quale la misura non spetta.
Gli importi spettanti sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore disabile presente nel nucleo.

  1. Presentazione delle domande

La domanda di Assegno temporaneo è presentata, di norma dal genitore richiedente, entro e non oltre il 31 dicembre 2021.

La domanda dovrà essere inoltrata una sola volta per ciascun figlio, attraverso i seguenti canali:

portale web, utilizzando l’apposito servizio raggiungibile direttamente dalla home page del sito http://www.inps.it, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto entro il 1° ottobre 2020, oppure di SPID di livello 2 o superiore o una Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), o una Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
Contact Center Integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
gli Istituti di patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
Dal prossimo 1° luglio 2021 sarà disponibile on line la procedura telematica dedicata, tramite la quale i cittadini potranno presentare la domanda per la nuova misura.

Per le domande presentate entro il 30 settembre 2021, saranno corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021. Successivamente al 30 settembre 2021, la decorrenza della misura corrisponderà al mese di presentazione della domanda.

  1. Compatibilità dell’Assegno temporaneo

L’assegno temporaneo è compatibile con il Reddito di cittadinanza e con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli Enti locali.

Nelle more dell’attuazione della legge n. 46/2021, sono inoltre compatibili con l’Assegno temporaneo le seguenti misure:

assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, di cui all’articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448;
assegno di natalità di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, all’articolo 23-quater, commi 1 e 2, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, e all’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;
premio alla nascita, di cui all’articolo 1, comma 353, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
fondo di sostegno alla natalità previsto dall’articolo 1, commi 348 e 349, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
detrazioni fiscali previste dall’articolo 12, commi 1, lettera c), e 1-bis, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
assegni familiari previsti dal testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797 (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, piccoli coltivatori diretti, pensionati di queste Gestioni ed i pensionati delle Gestioni speciali lavoratori autonomi).
Resta esclusa la compatibilità con l’assegno al nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, per il quale si confermano le disposizioni vigenti.

Per i nuclei familiari che al momento della presentazione della domanda di assegno temporaneo dovessero risultare percettori del Reddito di cittadinanza, l’INPS corrisponde d’ufficio l’Assegno temporaneo congiuntamente a esso e con le modalità di erogazione del Reddito di cittadinanza, fino a concorrenza dell’importo dell’assegno spettante in ciascuna mensilità.

Per gli ulteriori aspetti di dettaglio riguardanti l’Assegno temporaneo, si rinvia ad apposita circolare di prossima pubblicazione.

Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele


Quattordicesima pensione INPS di luglio 2021: quando arriva e a chi spetta

scritto il 21 Giugno 2021

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Calendario pagamenti della quattordicesima pensione 2021, con requisiti di reddito e importi della somma aggiuntiva con il cedolino di luglio.

Sul sito INPS sono disponibili tempi, limiti, importi e modalità di erogazione della quattordicesima mensilità dei pensionati, ossia la somma aggiuntiva per le pensioni istituito dal DL 81/2007 e modificato dalla legge n. 232/2016, con gli importi aggiornati dalla Legge di Bilancio 2020. La quattordicesima spetta ai pensionati di almeno 64 anni che hanno un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD).

Regole e requisiti
Per il diritto alla quattordicesima pensione, viene considerata tutta la contribuzione accreditata. Per le pensioni in totalizzazione e cumulo, però, viene calcolata la sola contribuzione degli enti pubblici (INPS-ENPALS-INPDAP-IPOST-INPGI) e viene esclusa quella preso gli enti privatizzati. Per la pensione ai superstiti, l’anzianità contributiva è rapportata all’aliquota spettante. Coloro che non ricevono la quattordicesima ma pensano di averne diritto, possono, fare domanda di ricostituzione online, ai fini dell’ottenimento del beneficio. La quattordicesima viene riconosciuta in via provvisoria in base ai redditi presunti, e viene verificata successivamente, a consuntivo, sulla base dei redditi effettivi. In caso di prima concessione della quattordicesima, la verifica del diritto viene effettuata sulla base di tutti redditi annui del soggetto richiedente che, in relazione agli anni di contribuzione, deve essere inferiore ai limiti indicati nella seguente tabella (limiti reddituali dell’anno).

Pagamento 2021
La 14esima viene erogata automaticamente dall’Istituto nel mese di luglio, contestualmente al rateo della pensione, ai pensionati aventi diritto. Per il 2021, considerato il calendario dei pagamenti in anticipo causa Covid, chi ritira la pensione alle Poste otterrà l’accredito a partire dal 25 giugno. Il pagamento d’ufficio riguarda i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti. Chi perfeziona i requisiti entro il 31 luglio, riceve prestazione con il cedolino di luglio. Chi perfeziona il requisito anagrafico dal 1° agosto in poi, riceverà la prestazione con la pensione di dicembre.

Importi
Fino a 1,5 volte il trattamento minimo (10.053,81 euro)
Anni di contribuzione Dipendenti Importo quattordicesima
Fino a 15 437 euro
Oltre 15 fino a 25 546 euro
Oltre 25 655 eur0
Anni di contribuzione Autonomi Importo quattordicesima
Fino a 18 437 euro
Oltre 18 fino a 28 546 euro
Oltre 28 655 eur0

Da 1,5 volte a 2 volte trattamento minimo (da 10.053,81 a 13.405,08 euro)
Anni di contribuzione Dipendenti Importo quattordicesima
Fino a 15 336 euro
Oltre 15 fino a 25 420 euro
Oltre 25 504 eur0
Anni di contribuzione Autonomi Importo quattordicesima
Fino a 18 336euro
Oltre 18 fino a 28 420 euro
Oltre 28 504 eur0

Part time verticale o ciclico: vale interamente per il diritto alla pensione. Importante novità della circolare INPS. Le domande valgono anche per il passato con domanda da presentarsi dagli interessati.


Clicca sul link qua sotto:

https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=55365&lang=IT

Il Presidente dell’INPS Trittico si lamenta per il deficit causato all’INPS.


Il Presidente dell’INPS Trittico si lamenta per il deficit causato all’INPS dalla cassa integrazione erogata in seguito alla pandemia. Ma Trittico dimentica un paio di cosette:
-1- il fondo per la cassa integrazione viene finanziato dagli stessi datori di lavoro; in sostanza si tratta per l’INPS di una partita di giro e non di deficit.
2- Trittico non prende in considerazione i risparmi derivanti all’INPS dalla cessazione di moltissime pensioni causa morte Covid ( per essere cinici!). Anche laddove vi fossero delle pensioni di Riversibilità ci sarebbe comunque un risparmio per le casse dell’INPS.
3- L’evidente diminuzione della speranza di vita costituirà, comunque, un risparmio per le uscite future dell’INPS. Per non parlare della Cassa Unica Assegni Familiari o altro. Ciò non toglie nulla al plauso per i dipendenti dell’Istituto. La considerazione politica è che non si deve deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dal quadro di insieme per portare l’acqua al proprio mulino. Il vero problema della pandemia per l’INPS è quello del lavoro, con minori entrate per contributi e con il conseguente sbilanciamento ( a breve termine ) del sistema a ripartizione tuttora vigente. Meglio sarebbe, anche per il sindacato, porre maggiore attenzione alla separazione del Bilancio dell’Assistenza da quello della Previdenza.

Legge delega che istituisce l’Assegno Unico Universale per i Figli (AUUF) a carico.


Il Senato ha approvato la legge delega che istituisce l’Assegno Unico Universale per i Figli (AUUF) a carico. La nuova legge prevede che tutte le famiglie (a prescindere dal reddito, che siano dipendenti, autonomi o disoccupati) ricevano ogni mese un contributo (in denaro o come credito d’imposta) da un minimo di 50 euro ad un massimo di 250 euro (a seconda delle fasce ISEE), per ciascun figlio a carico fino al diciottesimo anno di età del figlio. Sono previste maggiorazioni per i figli successivi al secondo, per le madri con meno di 21 anni e per i figli disabili (30-50%).

L’assegno può arrivare fino a 21 anni ma con importo ridotto, e solo se il figlio si iscrive all’università, svolge il Servizio civile o un lavoro a basso reddito, oppure se risulta disoccupato e in cerca di lavoro: in tutti questi casi, l’assegno unico universale viene erogato direttamente al giovane.

In generale, l’unico requisito per l’assegno unico è la residenza (anche fiscale) in Italia e la cittadinanza o il permesso di soggiorno.

Il Governo ha promesso di rendere operativa la nuova misura per famiglie non oltre luglio 2021, ma prima servono i decreti attuativi.

Il nuovo assegno unico sostituirà ì bonus, detrazioni per i figli a carico e assegni familiari. A partire dalle detrazioni IRPEF, ma anche benefici e prestazioni come il bonus bebè (l’assegno di natalità), gli 800 alla nascita (bonus mamma domani), gli ANF (Assegno al Nucleo Familiare) e l’assegno per il terzo figlio.

L’universalità dell’assegno va  a beneficio di coloro che fino ad oggi erano esclusi, mentre gli attuali beneficiari delle misure economiche per la genitorialità, ossia i dipendenti (che oggi hanno ANF e detrzioni in busta paga), perderanno una quota sostanziosa delle attuali agevolazioni. Tutto dipende però da quanto sarà messo sul piatto per finanziare la misura una volta che sarà a regime (e che sarà stata completata la riforma della tax expenditure).

Per non penalizzare gli attuali beneficiari servono altri 800 milioni . Alle risorse stanziate si potrebbero aggiungere interventi contenuti nel Recovery Plan.

INPS RISCATTI


INPS Servizio Riscatti:
è disponibile sul sito dell’Istituto (www.inps.it) attraverso il percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale riscatti – ricongiunzioni”.

Qui è possibile compilare ed inoltrare la richiesta, consultare l’elenco delle domande di riscatto, verificare lo stato di avanzamento della pratica, il protocollo di una domanda e la relativa ricevuta. Attraverso il pulsante di dettaglio è possibile visualizzare per ogni domanda: sede INPS di assegnazione, responsabile del procedimento, stato della pratica, ricevuta di protocollo. Se una domanda non è stata ancora inviata è possibile eliminarla o modificarla.

Contributi INPS: posizione previdenziale ed estratto conto contributivo


Contributi INPS: posizione previdenziale ed estratto conto contributivo
di Alessandra Gualtieri

scritto il 22 Febbraio 2021

Conoscere in tempo reale la propria posizione assicurativa INPS, attraverso il servizio online di Consultazione Estratto conto contributivo/previdenziale.
L‘INPS permette a tutti gli iscritti a una delle sue gestioni di verificare la propria posizione assicurativa o previdenziale, attraverso l’apposito servizio online a cui possono accedere sia lavoratori pubblici sia quelli privati. Per conoscere in tempo reale l’estratto conto contributivo sintetico basta consultare il portale web INPS.it accedendo con le proprie credenziali nell’area riservata, senza doversi recare presso gli sportelli territoriali.

L’Estratto conto contributivo elenca tutti i contributi effettuati all’INPS in favore del lavoratore (versamenti da lavoro, figurativi e da riscatto) suddivisi in base alla gestione alla quale il lavoratore risulta iscritto.
L’Estratto conto previdenziale permette di verificare i dati negli archivi dell’INPS trasmessi dalla pubblica amministrazione presso cui si è svolto servizio.
Il percorso da seguire, dalla home page (www.inps.it) è: Prestazioni e Servizi / Consultazione Estratto conto contributivo/previdenziale.

Accedendo alla sezione Cassetto previdenziale si possono ottenere le informazioni registrate presso gli archivi INPS (alla data della richiesta) che riguardino contributi versati, prestazioni erogate.


Il servizio online “Fascicolo previdenziale” consente per esempio di conoscere tutti i dati sulla propria Posizione Assicurativa, compreso l’estratto conto contributivo, ossia il versamento di tutti i contributi nelle varie gestioni (Regime generale e Gestione separata), che risultino negli archivi INPS alla data della richiesta dell’estratto conto (stampabile). I contributi degli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) sono contenuti nell’Estratto conto previdenziale, quelli degli iscritti alla Gestione Separata sono nell’Estratto conto parasubordinati.

L’estratto conto riassume in una tabella le tipologie di contribuzione (lavoro dipendente, contributi figurativi, disoccupazione, malattia, lavoro agricolo dipendente, lavoro autonomo ecc.) versate al lavorare e le settimane utili per maturare il suo diritto alla pensione. Nello specifico:

periodo di riferimento;
tipologia di contributi (da lavoro dipendente, artigiano, commerciante, servizio militare ecc.);
contributi utili espressi in giorni, settimane o mesi, sia per il calcolo della pensione che per il raggiungimento del diritto;
retribuzione o reddito;
riferimenti del datore di lavoro.
I lavoratori prossimi alla pensione possono anche richiedere alle sedi INPS un Estratto conto certificativo che include l’attestazione analitica della posizione assicurativa, con valore legale.

Contributi volontari per il 2021.


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Circolare n°27 del 16/02/2021

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OggettoContributi volontari anno 2021: lavoratori dipendenti non agricoli, lavoratori autonomi e iscritti alla Gestione separataSommarioTesto completo della circolare

INDICE

1. Versamenti volontari dei lavoratori dipendenti non agricoli

2. Versamenti volontari degli iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD e degli iscritti al Fondo Volo e al Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.A.

3. Versamenti volontari degli iscritti al Fondo speciale Istituto Postelegrafonici (ex IPOST)

4. Coefficienti di ripartizione dei contributi volontari nel FPLD

5. Versamenti volontari nelle gestioni degli artigiani e commercianti

6. Versamenti volontari nella Gestione separata

1. Versamenti volontari dei lavoratori dipendenti non agricoli

L’ISTAT ha comunicato, nella misura del -0,3%, la variazione percentuale nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi tra il periodo gennaio 2019 – dicembre 2019 e il periodo gennaio 2020 – dicembre 2020.

L’articolo 1, comma 287, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dispone che: “Con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente non può risultare inferiore a zero.”

Ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, l’importo minimo settimanale della retribuzione su cui calcolare il contributo volontario non può essere inferiore a quello determinato ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e successive modificazioni.

Pertanto, per l’anno 2021, si confermano i seguenti parametri:

  • la retribuzione minima settimanale è pari a € 206,23;
  • la prima fascia di retribuzione annuale oltre la quale è prevista l’applicazione dell’aliquota aggiuntiva dell’1% (art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito dalla L. n. 438/1992) è pari a € 47.379,00;
  • il massimale di cui all’articolo 2, comma 18, della legge 8 agosto 1995, n. 335, da applicare ai prosecutori volontari titolari di contribuzione non anteriore al 1° gennaio 1996 o che, avendone il requisito, esercitino l’opzione per il sistema contributivo, è pari a € 103.055,00.

Per l’anno 2021, l’aliquota contributiva a carico dei lavoratori dipendenti non agricoli, autorizzati alla prosecuzione volontaria nel FPLD con decorrenza successiva al 31 dicembre 1995, è pari al 33%.

L’aliquota IVS relativa ai lavoratori dipendenti non agricoli, autorizzati alla prosecuzione volontaria con decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1995, è confermata pari al 27,87% (Allegato n. 1).

Nella tabella che segue si riportano – per gli anni dal 2021 al 1997 – i minimali di retribuzione settimanale, gli importi della prima fascia di retribuzione annuale (c.d. tetto pensionabile), i massimali di cui all’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995 e le aliquote contributive IVS relative ai lavoratori dipendenti non agricoli autorizzati dopo il 31 dicembre 1995.

AnnoRetr. minimasettimanalePrima fasciaretribuzione annuaMassimale art. 2co.18, L. 335/95AliquotaIVS
2021€ 206,23€ 47.379,00€ 103.055,0033%
2020€ 206,23€ 47.379,00€ 103.055,0033%
2019€ 205,20€ 47.143,00€ 102.543,0033%
2018€ 202,97€ 46.630,00€ 101.427,0033%
2017€ 200,76€ 46.123,00€100.324,0033%
2016€ 200,76€ 46.123,00€100.324,0032,87%
2015€ 200,76€ 46.123,00€100.324,0032,87%
2014€ 200,35€ 46.031,00€100.123,0032,37%
2013€ 198,17€ 45.530,00€ 99.034,0032,37%
2012€ 192,40€ 44.204,00€ 96.149,0031,87%
2011€ 187,34€ 43.042,00€ 93.622,0031,87%
2010€ 184,39€ 42.364,00€ 92.147,0031,37%
2009€ 183,10€ 42.069,00€ 91.507,0031,37%
2008€ 177,42€40.765,00€ 88.669,0030,87%
2007€ 174,46€40.083,00€ 87.187,0030,87%
2006€ 171,03€39.297,00€ 85.478,0030,07%
2005€ 168,17€38.641,00€ 84.049,0030,07%
2004€ 164,87€37.883,00€ 82.401,0029,57%
2003€ 160,85€36.959,00€ 80.391,0029,57%
2002€ 157,08€36.093,00€ 78.507,0029,07%
2001£ 296.140£ 68.048.000£ 148.014.00029,07%
2000£ 288.640£ 66.324.000£ 144.263.00028,57%
1999£ 284.100£ 65.280.000£ 141.991.00028,57%
1998£ 279.080£ 64.126.000£ 139.480.00028,17%
1997£ 274.420£ 63.054.000£ 137.148.00028,37%

2. Versamenti volontari degli iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD e degli iscritti al Fondo Volo e al Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.A.

Gli iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD (Autoferrotranvieri, Elettrici, Telefonici e dirigenti ex INPDAI) e al Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.A. continuano a versare la stessa aliquota vigente per la contribuzione obbligatoria, pari al 33%.

Per i prosecutori volontari nel Fondo Volo restano invariate le aliquote contributive differenziate in relazione alla data di iscrizione al Fondo, all’anzianità complessivamente maturata, anche in gestioni diverse, al 31 dicembre 1995 e all’adesione ai fondi complementari. Pertanto, ai medesimi si applicano le seguenti aliquote:

  • per i soggetti iscritti al Fondo con più di 18 anni di anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995, o anche con meno di 18 anni di anzianità contributiva che non hanno aderito ai fondi complementari, si conferma l’aliquota del 40,82%;
  • per i soggetti iscritti al Fondo, con meno di 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, che hanno aderito ai fondi complementari, l’aliquota da applicare è pari al 37,70% (a seguito della riduzione prevista dall’art. 1 del D.lgs n. 164/1997);
  • per i soggetti iscritti al Fondo Volo dopo il 31 dicembre 1995 e che risultino privi di anzianità contributiva in qualsivoglia gestione, come disposto con messaggio n. 21166 del 21 dicembre 2012, l’aliquota contributiva da applicare è quella prevista per gli iscritti obbligatori del FPLD (33%), maggiorata del contributo addizionale previsto dall’articolo 1, comma 7, del D.lgs 24 aprile 1997, n. 164 (5%), ed è pari al 38%.

Per individuare l’aliquota dovuta si deve fare riferimento al codice “Tipo lavoratore” indicato nelle denunce annuali e/o mensili:

X3 = aliquota IVS del 40,82%;

Y3 = aliquota IVS del 37,70%;

Z3 = aliquota IVS del 38%.

3. Versamenti volontari degli iscritti al Fondo speciale Istituto Postelegrafonici (ex IPOST)

Per l’anno 2021 non si è verificata alcuna variazione dell’aliquota IVS dovuta dagli iscritti al Fondo speciale Istituto Postelegrafonici, che si conferma, quindi, al 32,65%.

4. Coefficienti di ripartizione dei contributi volontari nel FPLD

Si riportano di seguito le tabelle di ripartizione dei contributi volontari versati nell’anno 2021, relative ai soggetti – distinti per categoria – autorizzati con decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1995 ovvero con decorrenza successiva a tale data.

CONTRIBUTI VOLONTARI (autorizzati entro il 31 dicembre 1995)

Decorrenza 1° gennaio 2021

CATEGORIEALIQUOTE %COEF. RIPARTOBASEQUOTA PENSIONETOTALEIVS
LAVORATORI DIPENDENTInon agricoli (esclusi domestici)AliquotaCoefficienti0,11%0,00394727,76%0,99605327,87%1
AGRICOLI DIPENDENTIAliquotaCoefficienti0,11%0,00372929,39%0,99627129,50%1
PESCATORI soggettialla L. n. 250/1958AliquotaCoefficienti0,11%0,01050610,36%0,98949410,47%1
LAVORATORI occupati incantieri di lavoroAliquotaCoefficienti0,11%0,01005510,83%0,98994510,94%1
DOMESTICIAliquotaCoefficienti0,1375%0,01057912,86%0,98942112,9975%1

CONTRIBUTI VOLONTARI (autorizzati dopo il 31 dicembre 1995)

Decorrenza 1° gennaio 2021

CATEGORIEALIQUOTE %COEF. RIPARTOBASEQUOTA PENSIONETOTALEIVS
LAVORATORI DIPENDENTInon agricoli (esclusi domestici)AliquotaCoefficienti0,11%0,00333332,89%0,99666733%1
AGRICOLI DIPENDENTIAliquotaCoefficienti0,11%0,00372929,39%0,99627129,50%1
PESCATORI soggettialla L. n. 250/1958AliquotaCoefficienti0,11%0,00738314,79%0,99261714,90%1
LAVORATORI occupati incantieri di lavoroAliquotaCoefficienti0,11%0,00755014,46%0,99245014,57%1
DOMESTICIAliquotaCoefficienti0,1375%0,00789017,29%0,99211017,4275%1

5.Versamenti volontari nelle gestioni degli artigiani e commercianti

Il contributo dovuto dai soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria nelle gestioni degli artigiani e degli esercenti attività commerciali viene determinato secondo i criteri in vigore dal 1° luglio 1990, stabiliti dall’articolo 3 della legge 2 agosto 1990, n. 233, e successive modifiche (cfr. la circolare n. 96/2003).

La relativa contribuzione volontaria si determina applicando le aliquote stabilite per il versamento dei contributi obbligatori al reddito medio di ciascuna delle otto classi di reddito previste dalla citata norma. La classe di reddito da attribuire a ciascun lavoratore è quella il cui reddito medio è pari o immediatamente inferiore al valore medio mensile dei redditi prodotti negli ultimi 36 mesi di attività.

L’importo dei contributi volontari degli artigiani e degli esercenti attività commerciali per il corrente anno dovrà essere calcolato con le seguenti aliquote:

ArtigianiCommercianti
Titolari di qualunque età e collaboratori di età superiore ai 21 anni24 %24,09 %
Collaboratori di età non superiore ai 21 anni22,35 %22,44 %

Sulla base delle predette aliquote e dei valori reddituali aggiornati, sono state predisposte le tabelle di contribuzione che seguono, da applicare con effetto dal 1° gennaio 2021. I valori sono stati definiti arrotondando all’unità di euro gli importi dei redditi che delimitano le otto classi di contribuzione e gli importi dei redditi medi imponibili e al centesimo di euro gli importi di contribuzione mensile relativi alle predette classi.

ARTIGIANI

Classi di reddito ai fini della prosecuzione volontaria

(Decorrenza 1° gennaio 2021)

Classi di redditoReddito medio imponibileContribuzione mensile
24 %22,35 %
1Fino a € 15.953€ 15.953€ 319,06€ 297,13
2da € 15.954 a € 21.191€ 18.573€ 371,46€ 345,93
3da € 21.192 a € 26.429€ 23.811€ 476,22€ 443,48
4da € 26.430 a € 31.667€ 29.049€ 580,98€ 541,04
5da € 31.668 a € 36.905€ 34.287€ 685,74€ 638,60
6da € 36.906 a € 42.143€ 39.525€ 790,50€ 736,16
7da € 42.144 a € 47.378€ 44.761€ 895,22€ 833,68
8da € 47.379€ 47.379€ 947,58€ 882,44

COMMERCIANTI

Classi di reddito ai fini della prosecuzione volontaria

(Decorrenza 1° gennaio 2021)

Classi di redditoReddito medio imponibileContribuzione mensile
24,09%22,44%
1Fino a € 15.953€ 15.953€ 320,26€ 298,33
2da € 15.954 a € 21.191€ 18.573€ 372,86€ 347,32
3da € 21.192 a € 26.429€ 23.811€ 478,01€ 445,27
4da € 26.430 a € 31.667€ 29.049€ 583,16€ 543,22
5da € 31.668 a € 36.905€ 34.287€ 688,32€ 641,17
6da € 36.906 a € 42.143€ 39.525€ 793,47€ 739,12
7da € 42.144 a € 47.378€ 44.761€ 898,58€ 837,04
8da € 47.379€ 47.379€ 951,14€ 885,99

Si precisa che la classe di reddito da attribuire è quella il cui reddito medio è pari o immediatamente inferiore alla media dei redditi sui quali sono stati versati i contributi negli ultimi tre anni. Detta media va quindi rapportata ai soli importi indicati con riferimento al “reddito medio imponibile”.

6. Versamenti volontari nella Gestione separata

L’importo del contributo volontario dovuto alla Gestione separata deve essere determinato in base alle disposizioni di cui all’articolo 7 del D.lgs n. 184/1997, ossia applicando all’importo medio dei compensi percepiti nell’anno di contribuzione precedente alla data della domanda l’aliquota IVS di finanziamento della Gestione.

Ai fini della determinazione del contributo volontario deve essere presa in considerazione esclusivamente l’aliquota IVS vigente per i soggetti privi di altra tutela previdenziale e non titolari di pensione pari, per l’anno 2021, al 25% per i professionisti e al 33% per i collaboratori e le figure assimilate.

Poiché nel 2021 il minimale per l’accredito contributivo è fissato in € 15.953,00, per il medesimo anno l’importo minimo dovuto dai prosecutori volontari della Gestione separata non potrà essere inferiore a € 3.988,32 su base annua e € 332,36 su base mensile per quanto concerne i professionisti e a € 5.264,52 su base annua e € 438,71 su base mensile per quanto concerne tutti gli altri iscritti.

Il Direttore generale vicarioVincenzo Caridi
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Guida ai requisiti necessari nel 2021 per andare in pensione


Le pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2021 saranno leggermente più basse in seguito al decreto 1° giugno 2020 di revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo i quali scendono:

dal 4,20% in corrispondenza dei 57 anni al 4,186% (-0,33% circa);
dal 6,513% in corrispondenza dei 71 anni al 6,466% (-0,7216% circa).

Adeguamento alle speranze di vita per il 2021
Non è previsto alcun adeguamento dell’età pensionabile. Per il momento i requisiti richiesti per andare in pensione non subiranno modifiche. Dal 2023 è previsto un innalzamento legato alle rilevazioni ISTAT per le pensioni di Vecchiaia. Per le pensioni Anticipate l’innalzamento è previsto soltanto dal 2026.

Pensione di vecchiaia 2021

Si può ottenere la pensione di vecchiaia con:

67 anni di età e almeno 20 anni di contributi;
66 anni e 7 mesi di età per gli addetti alle mansioni gravose;
5 anni di contributi a patto di aver compiuto i 71 anni di età (solo nel sistema interamente contributivo).

Pensione anticipata 2021
Per la pensione anticipata nel 2021 sono richiesti:

42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
In più devono trascorrere tre mesi di finestra mobile per poter percepire effettivamente la pensione anticipata.

Pensione anticipata contributiva.
Solo nel sistema interamente contributivo la pensione anticipata si ottiene con 64 anni di età e 20 anni di contributi, a condizione di aver maturato un assegno previdenziale di importo pari o superiore a 2,8 volte l’assegno sociale. Rientrano nel sistema interamente contributivo i lavoratori :

che hanno iniziato a lavorare per la prima volta successivamente al 1° gennaio 1996;
con anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, purché abbiano almeno 15 anni di contribuzione versata, dei quali almeno 5 successivi al 1995.

Pensione anticipata precoci 2021
Coloro che prima dei 19 anni di età hanno già maturato almeno un anno di contribuzione possono andare in pensione anticipata con soli 41 anni di contributi. Requisiti validi:

-per uomini e per donne;

-per i disoccupati a causa di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi, la fruizione della NASPI o altra indennità spettante;


-per i caregiver o lavoratori dipendenti ed autonomi che al momento della domanda, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 104;
-per gli invalidi civili almeno al 74% dipendenti o autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa;
-per gli addetti a mansioni usuranti o gravose svolte per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa.
La decorrenza del trattamento scatta trascorsi tre mesi (finestra mobile).

Pensione anticipata usuranti 2021
Per i lavori usuranti elencati nel decreto legislativo n. 67/2011 svolti per almeno la metà della vita lavorativa, o per almeno sette anni negli ultimi dieci, è prevista la possibilità di andare in pensione anticipata con la cosiddetta quota 97,6 che prevede: almeno 61 anni 7 mesi di età; almeno 35 anni di contributi.

Quota 100.
La Quota 100 dovrebbe restare in vigore fino al 31 dicembre 2021. Essa consente di andare in pensione qualora la somma tra età anagrafica e contributi sia pari a 100, a patto però di possedere un’ età anagrafica pari almeno a 62 anni e un’ anzianità contributiva pari almeno a 38 anni di contributi, di cui almeno 35 effettivamente versati). Prevista sempre una finestra mobile di tre mesi.

L’APE Sociale è stata prorogata per il solo 2021.

Si può ottenere se mancano solo 3 anni e 7 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia e
si abbiano almeno 63 anni di età;
si siano maturati almeno 30 (per i l caso della Naspi) oppure 36 anni di contributi (per il caso dei lavori gravosi). Inoltre vi è un bonus di un anno per ciascun figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

Per il 2021 è stata estesa l’Opzione Donna

Questa opzione permette alle lavoratrici di ritirarsi con 58 anni di età (59 se autonome) e 35 di contributi con un assegno previdenziale calcolato con il solo criterio contributivo. I requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2020. La finestra mobile in questo caso è di 12 mesi (18 per le autonome).

Nona Salvagurdia Esodati
La Legge di Bilancio 2021 ha previsto una nona salvaguardia esodati per un numero limitato di soggetti beneficiari. La scadenza è il 2 marzo 2021.

cedolino pensione.


L’INPS ha attivato un nuovo servizio che consente ai pensionati di richiedere che il cedolino pensione e la Certificazione Unica venga spedita per posta elettronica direttamente presso il proprio indirizzo email. Per fare domanda di questa nuova opzione è necessario accedere prima alla propria area riservata su My INPS.

I titolari di pensione INPS vedranno un avviso con le istruzioni per l’attivazione di questa nuova funzionalità.

Esodo a favore dei lavoratori prossimi a pensione. Legge di bilancio 2021.


Messaggio n°227 del 20/01/2021

Mittenti

Oggetto Prestazione di esodo a favore dei lavoratori prossimi a pensione di cui all’articolo 4, commi da 1 a 7-ter, della legge n. 92/2012. Durata massima della prestazione Testo completo del messaggio

La legge 30 dicembre 2020 n. 178, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 322 del 30 dicembre 2020 (Supplemento Ordinario n. 46/L), all’articolo 1, comma 345, ha prorogato fino al 2023 il periodo di permanenza nella prestazione di accompagnamento a pensione di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, che era stato elevato a sette anni dall’articolo 1, comma 160, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, limitatamente al periodo 2018-2020 (cfr. il messaggio n. 201 del 17 gennaio 2018).

Pertanto, per le nuove decorrenze delle prestazioni di accompagnamento a pensione in argomento, fino al 2023 (ultima decorrenza ammessa 1° dicembre 2023 con risoluzione del rapporto di lavoro il 30 novembre 2023), il periodo massimo individuale di fruizione può essere elevato fino a 7 anni.

Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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