PIANI DEL GOVERNO PER LE PENSIONI.


Una conferma e una novità nel dibattito sulle pensioni, entrambe anticipazioni del presidente del consiglio, Giuseppe Conte: la Quota 100 non verrà rinnovata oltre la scadenza di fine 2021 e la riforma in preparazione potrà prevedere uscite differenziate, in termini di età pensionabile, in base alla professione. Ed è quest’ultima la novità allo studio dei tecnici del Governo.La novità è relativa all’ipotesi di utilizzare i lavori di queste commissioni per differenziare il requisito anagrafico in base alla tipologia di occupazione.
Le ipotesi allo studio sono diverse: si parla di una nuova possibilità di pensione anticipata a 64 anni, con 37-38 anni di contributi e una penalizzazione sull’assegno che dipende dagli anni di anticipo. E di un’uscita invece con requisiti inferiori sia di età sia di contribuzione per alcune categorie di lavoratori. Dalle parole di Conte, si deduce che l’intenzione dell’esecutivo resta quella di arrivare alla naturale scadenza (niente stop anticipato a fine 2020) senza però ulteriori proroghe.

Consigli per la quota 100 e TFS per i dipendenti pubblici.


La quota 100 è un’opzione che il lavoratore è libero di esercitare o meno. Quindi è su base volontaria. Se si ritiene più conveniente ritirarsi con le regole previste dalla Riforma Fornero, si è liberissimi di attendere il momento in cui si maturerà il requisito.

Penalizzazioni quota 100: fino a pensione di vecchiaia o definitiva?
Bisogna tenere presente una cosa: la quota 100 valorizza tutti i contributi versati e non solo i 38 anni di paletto minimo (o, il numero maggiore eventualmente raggiunto). Mi spiego meglio: se si avesse per ipotesi 63 anni e 40 anni di contributi ci si potrebbe ritirare con la quota 100, perché rispetta tutti e tre i requisiti necessari (la somma pari a 100, almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi). Ma la pensione viene poi calcolata in base a tutti i contributi versati, quindi in questo senso non c’è penalizzazione.

Certamente, però, restare al lavoro fino alla maturazione della pensione secondo le regole Fornero consentirebbe di versare nuovi contributi, maturando quindi un assegno previdenziale più alto.
Per i pubblici dipendenti c’è un problema molto importante!
Il conteggio dei 2 anni e novanta giorni di ritardo previsti per la liquidazione del TFS cominceranno a decorrere soltanto dal momento della maturazione del requisito previsto dalla Riforma Fornero come modificata dal successivo Decreto dell’attuale Governo:per la pensione anticipata(42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne).
Per la liquidazione del TFS nel caso di pensione di Vecchiaia(67 anni di età con almeno 20 anni di anzianità contributiva) bisognerà attendere il compimento dell’età prevista per la vecchiaia.
Ci sarà quindi un notevole ampliamento dei tempi di attesa per ottenere il TFS(anche alcuni anni a seconda delle singole situazioni).
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PENSIONI E PREVIDENZA-SITO DI PIETRO LETTIG-PAGINA BASE DEL 17 GIUGNO 2016


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