PROCEDURE SPID


Credits: Istok

Il Garante Privacy approva la richiesta di AgID di nuova procedura di identificazione da remoto senza operatore per ottenere l’identità digitale SPID.

22 Settembre 2020Nuova modalità di identificazione per ottenere l’identità digitale SPID basata su collegamento da remoto ma senza la contestuale presenza del richiedente e dell’operatore: lo ha approvato il Garante della Privacy (parere 163/2020), accogliendo una proposta dell’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Si tratta di una decisione rilevante in tempi di Covid, anche in considerazione della migrazione in atto verso SPID come unico sistema di accreditamento digitale per tutti i servizi delle pubbliche amministrazioni.

In pratica, in aggiunta agli attuali sistemi già previsti dai diversi identity provider, sarà possibile ottenere le credenziali SPID senza collegamento in diretta. La nuova procedura prevede una registrazione online, una sessione audio-video (senza operatore in diretta) e l’esecuzione di un bonifico da conto corrente con IBAN italiano intestato o cointestato al richiedente.

Rilascio SPID da remoto

  • Registrazione online: il richiedente sceglie le proprie credenziali di livello 1, fornisce il consenso al trattamento dei dati personali previsto dalla normativa, il proprio indirizzo email, il numero di cellulare, prende visione delle condizioni d’uso, della guida utente e dell’informativa.
  • Sessione audio-video: viene chiesta conferma di alcuni dati, tra i quali la data e l’ora, il nome e il cognome; bisogna mostrare il documento di riconoscimento e il tesserino del codice fiscale o della tessera sanitaria e confermare la volontà di attivare SPID. Durante questa sessione, deve essere fornito al richiedente, via SMS o tramite App, un codice numerico randomico che lo stesso richiedente dovrà leggere durante la sessione. Affinché questa garanzia sia pienamente efficace, in caso di invio del codice attraverso App, quest’ultima deve essere installabile unicamente sul dispositivo collegato all’utenza telefonica fornita dal richiedente ai fini dell’identificazione. Ciò, al fine di garantire che l’utilizzo dell’App stessa sia nel completo controllo del richiedente e che questa sia ad esso riconducibile con certezza.
  • Bonifico: il richiedente esegue un bonifico da un conto corrente con IBAN italiano a lui intestato o cointestato, indicando nella causale uno specifico codice, che gli è stato precedentemente fornito, che consente di correlare la richiesta dell’identità al bonifico stesso.

Successivamente, un operatore visiona l’audio-video ed effettua tutte le verifiche di back-office necessarie. In pratica, non è più necessario il passaggio di identificazione da remoto che richiede la presenza contestuale del richiedente l’identità SPID e dell’operatore, coinvolto solo in un secondo momento, al fine di visionare (e ascoltare) la registrazione effettuata.

Come ulteriore elemento di garanzia finalizzato ad effettuare delle verifiche immediate, il Garante prevede che il gestore dell’identità digitale sospenda almeno il 2% delle richieste giornaliere ricevute, al fine di fare effettuare un’ulteriore verifica dell’audio-video anche da parte di un secondo operatore. È prevista, poi, la trasmissione dell’esito delle verifiche ad AgID e al Garante, dopo sei mesi, per valutare l’efficacia di questo controllo di secondo livello dopo un periodo sperimentale di applicazione.

CONGUAGLI PENSIONI INPS SU CEDOLINO DI OTTOBRE 2020


Conguagli 730/2020 nel cedolino pensione
Nel cedolino pensione di ottobre 2020 è possibile trovare ancora i conguagli conseguenti alle dichiarazione dei redditi presentate con modello 730, nel caso in cui siano pervenuti all’Agenzia delle Entrate dopo il 3 luglio. Si tratta di circa 2.150.000 posizioni, per i quali sul rateo di pensione di ottobre si procederà:

al rimborso dell’importo a credito del contribuente;
alla trattenuta, in caso di conguaglio a debito (con rateazione obbligatoriamente da concludersi entro novembre).
Cedolino pensione:
I contribuenti che hanno l’INPS come sostituto d’imposta per i conguagli del modello 730/2020, possono verificare con le proprie credenziali le risultanze contabili della dichiarazione attraverso il servizio online “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, dal portale istituzionale e anche dall’app “INPS mobile”.
Il servizio permette di consultare i conguagli d’imposta derivanti dal proprio 730 che l’INPS riceve dall’Agenzia delle Entrate ma anche di effettuare online la variazione o annullamento della seconda rata di acconto IRPEF e/o Cedolare Secca.

A gennaio e febbraio sono state effettuate le verifiche sulla quattordicesima erogata nel 2017 e nel 2018. In presenza di indebiti, sono state inviate comunicazioni informando i pensionati che il recupero sarebbe stato effettuato da aprile, ma a causa della sospensione Covid, tale recupero è stato posticipato al rateo di ottobre. Dove possibile, è stata già effettuata una compensazione sulle quattordicesime erogate a luglio e settembre. Laddove risultassero ulteriori indebiti da restituire, si procede con il conguaglio da ottobre, con trattenuta su pensione in 24 rate mensili.

PIANI DEL GOVERNO PER LE PENSIONI.


Una conferma e una novità nel dibattito sulle pensioni, entrambe anticipazioni del presidente del consiglio, Giuseppe Conte: la Quota 100 non verrà rinnovata oltre la scadenza di fine 2021 e la riforma in preparazione potrà prevedere uscite differenziate, in termini di età pensionabile, in base alla professione. Ed è quest’ultima la novità allo studio dei tecnici del Governo.La novità è relativa all’ipotesi di utilizzare i lavori di queste commissioni per differenziare il requisito anagrafico in base alla tipologia di occupazione.
Le ipotesi allo studio sono diverse: si parla di una nuova possibilità di pensione anticipata a 64 anni, con 37-38 anni di contributi e una penalizzazione sull’assegno che dipende dagli anni di anticipo. E di un’uscita invece con requisiti inferiori sia di età sia di contribuzione per alcune categorie di lavoratori. Dalle parole di Conte, si deduce che l’intenzione dell’esecutivo resta quella di arrivare alla naturale scadenza (niente stop anticipato a fine 2020) senza però ulteriori proroghe.

PAGAMENTO PENSIONI OTTOBRE 2020


 In pagamento le pensioni di ottobre!
1 messaggio

Pensionati.it <newsletter@pensionati.it>25 settembre 2020 09:42
Rispondi a: “Pensionati.it” <newsletter@pensionati.it>A: pierlebed@gmail.com
Se non riesci a visualizzare correttamente questa mail clicca quiLa newsletter delSindacato Pensionati CGILIn pagamento le pensioni
di ottobre!
_________________Anche per il mese di ottobre è anticipato e scaglionato il pagamento delle pensioni per chi le riscuote in contanti presso le Poste Italiane. A partire da oggi bisogna recarsi agli sportelli secondo la seguente turnazione alfabetica:

25 settembre → cognomi dalla A alla B
26 settembre mattina → cognomi dalla C alla D
28 settembre → cognomi dalla E alla K
29 settembre → cognomi dalla L alla O
30 settembre → cognomi dalla P alla R
1 ottobre → cognomi dalla S alla Z

Importante!
Sarà possibile riscuotere la pensione in qualsiasi sportello postale in Italia.

Per chi non ritira la pensione in contanti, l’accredito sui conti correnti postali verrà effettuato oggi (25 settembre).

I pensionati che ritirano la pensione in contanti alle Poste e hanno un’età pari o superiore ai 75 anni possono chiedere all’Arma dei Carabinieri la consegna gratuita a domicilio della pensione.
→ Per informazioni sul servizio c’è il numero verde 800 55 66 70

Nota bene: queste misure sono valide unicamente per i pensionati che riscuotono la pensione negli uffici postali.

Non sono invece interessati tutti quei pensionati che hanno l’accredito della pensione in banca, che la riceveranno direttamente sul proprio conto l’1 ottobre.Importante: per accedere ai servizi dell’Inps non servirà più
il Pin ma bisognerà dotarsi dello Spid.
Tranquilli! C’è un anno di tempo per farlo.
CLICCA QUIE scopri cosa è cambiato
 Questo conenuto è stato realizzato dal
Sindacato Pensionati CGIL
appositamente per tenerti informato durante l’emergenza Coronavirus

Pensioni, ancora un anticipo di pagamento per la mensilità di settembre presso gli uffici postali : al fine di evitare situazioni di assembramento presso gli uffici postali. Anche per il prossimo mese si è deciso di proseguire con le modalità straordinarie .


al fine di consentire a tutti i beneficiari dei pagamenti di recarsi presso gli uffici postali in è stata estesa anche al mese di settembre l’anticipazione del pagamento delle pensioni.

Ecco il calendario dei pagamenti suddiviso in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione, per il ritiro allo sportello presso gli uffici postali:

  • A-B mercoledì 26 agosto;
  • C-D giovedì 27 agosto;
  • E-K venerdì 28 agosto;
  • L-O sabato 29 agosto;
  • P-R lunedì 31 agosto;
  • S-Z martedì 1° settembre.

ANTICIPO TFS DIPENDENTI PUBBLICI CON PRESTITO BANCARIO AGEVOLATO.


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Via libera all’anticipo fino a 45mila euro sulla liquidazione ai dipendenti pubblici in pensione: decreto in Gazzetta, regole e procedura.
Anticipo TFS statali: decreto approvato
4 Giugno 2020
Diventa operativo l’anticipo del Trattamento di fine servizio (TFS) o del Trattamento di fine rapporto (TFR) per i dipendenti pubblici che vanno in pensione, in attuazione del decreto legge sulla Quota 100 (articolo 23, comma 7, dl n. 4/2019): il Dpcm n.51 del 22 aprile è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 15 giugno, in vigore dal prossimo 30 giugno.
Il tanto atteso decreto autorizza l’anticipo fino a 45mila euro della buonuscita, pensato per la pensione con Quota 100 e non solo: consente infatti a chi lascia il lavoro nella PA a fine servizio di non dover attendere la scadenza dei termini fissati dalla legge, vale a dire 24 mesi in caso di pensione anticipata e 12 mesi per quella di vecchiaia o per anzianità di servizio.

I soggetti interessati all’anticipo del trattamento di fine rapporto o servizio potranno richiedere ad una delle banche aderenti (l’elenco sarà pubblicato sul sito dell’ABI) un prestito garantito dalla propria liquidazione in attesa che il trattamento venga erogato.

Beneficiari
Il richiedente può essere un soggetto cessato dal servizio alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché il personale degli enti pubblici di ricerca, cui è liquidata la pensione in quota 100 o ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

In pratica, si tratta di coloro che sono andati in pensione con la Quota 100 (62 anni e 38 di contributi), a 67 anni di età, con 42 e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne) o, ancora, prima del 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del DL 4/2019).

Sono esclusi i soggetti registrati nella centrale rischi della Banca d’Italia, oppure coloro per i quali il TFS/TFR sia destinato al coniuge separato o divorziato.

Domanda e anticipo TFR/TFS
La domanda di certificazione del diritto all’anticipo dovrà essere presentata dal richiedente all’ente erogatore (in genere l’INPS ma comunque l’elenco sarà pubblicato sul sito della Funzione Pubblica) secondo le modalità indicate dalla propria cassa.

Le amministrazioni che erogano direttamente il TFS/TFR comunicheranno ai propri dipendenti la procedura di presentazione della domanda di certificazione del diritto. Nel caso dell’INPS si dovranno seguire le istruzioni che saranno pubblicate online in apposita sezione.

L’ente erogatore, entro 90 giorni dalla domanda, comunicherà al richiedente l’autorizzazione o il rigetto della domanda. Una volta ottenuta la certificazione si potrà andare in banca e chiedere l’anticipo. La banca notifica all’ente erogatore la stipula del contratto entro 30 giorni, infine nei successivi 15 giorni l’anticipo della liquidazione sarà accreditato sul conto del richiedente.

Gli interessi pagati saranno detraibili al 50% dalla dichiarazione dei redditi. Sarà l’ABI, in seguito alla firma dell’accordo quadro, a definire tutti i dettagli tecnici per l’erogazione dell’anticipo, tra cui i tassi di interesse.


Un Fondo di garanzia statale interverrà nel caso in cui l’ente erogatore sia impossibilitato a rimborsare alla banca l’importo dell’anticipo.

QUATTORDICESIMA PENSIONI 2020.


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Le istruzioni INPS su tempi, importi e modalità di erogazione della quattordicesima in arrivo nel mese di luglio ai pensionati aventi diritto.

Sul sito INPS sono disponibili tempi, limiti, importi e modalità di erogazione della quattordicesima mensilità dei pensionati, ossia la somma aggiuntiva per le pensioni prevista dall’articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto-legge n. 81/2007, convertito, con modificazioni, dalla legge 127/2007, come modificato dall’articolo 1, comma 187, della legge n. 232/2016.

La 14esima viene erogata automaticamente dall’Istituto nel mese di luglio, contestualmente al rateo della pensione, ai pensionati aventi diritto (indicati nel messaggio INPS n. 2549/2017).  Il pagamento d’ufficio riguarda i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti.

Chi perfeziona i requisiti entro il 31 luglio, riceve prestazione con il cedolino di luglio. Chi perfeziona il requisito anagrafico dal 1° agosto in poi, riceverà la prestazione con la pensione di dicembre.

Requisiti di reddito 2020

La quattordicesima viene riconosciuta in via provvisoria in base ai redditi presunti, e viene verificata successivamente, a consuntivo, sulla base dei redditi effettivi. In caso di prima concessione della quattordicesima, la verifica del diritto viene effettuata sulla base di tutti redditi annui del soggetto richiedente che, in relazione agli anni di contribuzione, deve essere inferiore ai limiti indicati nella seguente tabella (limiti reddituali 2020).

Beneficiari

Il diritto alla quattordicesima scatta per i pensionati con reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo (per il 2020 10.043,87 euro).

ANNI DI CONTRIBUZIONE
DIPENDENTI
ANNI DI CONTRIBUZIONE
AUTONOMI
SOMMA
AGGIUNTIVA
Fino a 15Fino a 18437 euro
Oltre 15 fino a 25Oltre 18 fino a 28546 euro
Oltre 25Oltre 28655 euro
ANNI DI CONTRIBUZIONE
DIPENDENTI
ANNI DI CONTRIBUZIONE
AUTONOMI
SOMMA
AGGIUNTIVA
Fino a 15Fino a 18336 euro
Oltre 15 fino a 25Oltre 18 fino a 28420 euro
Oltre 25Oltre 28504 euro

Decreto Rilancio in Gazzetta: il testo.


Decreto Rilancio in Gazzetta:

Decreto Rilancio in Gazzetta: il testo

Credits: Getty

Pubblicato e in vigore in Decreto Rilancio: il testo integrale e la sintesi delle misure per famiglie, imprese e lavoratori, tra sussidi, bonus, contributi a fondo perduto, sospensioni e agevolazioni.

In Gazzetta Ufficiale n. 128 è pubblicato il Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34: Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Entra dunque in vigore il tanto atteso provvedimento, che si appresta ad intraprendere il suo iter parlamentare ma che nel frattempo sblocca una serie di misure di sostegno al reddito e di tutela del lavoro che erano rimaste in stand by.

Il decreto 34/20 (DL Rilancio), dopo il Cura Italia e Liquidità Imprese, prevede un pacchetto di interventi da 55 miliardi di euro. Una vera e propria manovra economica bis che, al pari di una legge di bilancio pluriennale, in oltre 260 articoli affronta ad ampio spettro l’emergenza Coronavirus in questa delicata fase 2 con un ingente rifinanziamento delle prime misure adottate per sostenere famiglie e imprese, introducendo allo stesso tempo elementi di rilancio in ottica di contenimento di quella che a tutti gli effetti si configura come la prossima crisi economica che il Paese si appresta ad affrontare da qui ai prossimi mesi se non anni.Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha garantito tempestività nell’attuazione delle misure più attese, a partire dal rinnovo delle indennità INPS da 600 euro, che in 2-3 giorni dovrebbero essere accreditate ai 4 milioni di attuali beneficiari. Per altre misure che prevedono richiesta diretta, come i bonus baby sitter (salito  1.200 euro), le procedure di richiesta dovrebbero essere rese operative in poche ore. Per nuove misure, come i contributi a fondo perduto riservati alle aziende ci sarà da attendere giugno, così come per la terza mensilità dell’indennizzo Covid-19 erogato dall’INPS (che in alcuni casi arriva a mille euro), per il quale si potrà fare domanda dal prossimo mese.

Questioni delicate come ad esempio le responsabilità in caso di contagio) saranno discusse in Parlamento. Intanto, il decreto Rilancio chiude però definitivamente il capitolo clausole di salvaguardia con connesso spettro di aumento aliquote IVA e introduce una nuova sospensione sulla notifica di atti e cartelle fino al primo settembre.

Dl Rilancio: sussidi e bonus

  • Reddito di emergenza(REm) da 400 a 800 euro erogati in due quote, per nuclei familiari senza altri sussidi, previa domanda INPS entro giugno. requisiti: residenza in Italia; reddito familiare di aprile 2020 inferiore all’importo Rem spettante; patrimonio mobiliare 2019 inferiore a 10mila euro, più 5mila euro per ogni componente successivo al primo fino a un massimo di 20mila euro; ISEE inferiore a 15mila euro.
  • Bonus vacanze:fino a 500 euro per famiglie (tre o più persone), 300 euro per le coppie a 150 per i single da spendere in strutture ricettive dal primo luglio al 31 dicembre 2020, purchè l’ISEE non sfori i 40mila euro.
  • Bonus edilizia al 110% per interventi di riqualificazione energetica (ecobonus) e antisismica (sismabonus) su prime e seconde case,  installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, con spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. In alternativa alla detrazione si può scegliere lo sconto in fattura da parte del fornitore, che lo potrà recuperare come credito di imposta o cederlo ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.
  • Bonus biciclette al 60%  per acquisto di bici (ma anche e-bike, monopattini elettrici, segway, hoverboard, monowheel) o abbonamento a servizi di sharing (non di autovetture) per tutti i residenti maggiorenni delle Città metropolitane e dei Comuni con più di 50mila abitanti (fino a esaurimento dei fondi,) e sconti su abbonamenti al trasporto pubblico locale.

Dl Rilancio: misure per lavoratori

  • Smart working per genitori dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di 14 anni fino al termine dello stato di emergenza, purché nel nucleo familiare non ci sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito oppure inoccupato.
  • Congedo straordinario fino a 30 giorni retribuiti al 50%  per dipendenti del privato con figli fino a 12 anni o in alternativa Bonus baby sitter da 1.200 euro (complessivi rispetto al Cura Italia) per pagare anche centri estivi e servizi all’infanzia.
  • Cassa Integrazione per altre 9 settimane, le prime 5 anche subito (dopo aver esaurito le precedenti del Cura Italia) e le ultime 4 dal primo settembre al 31 ottobre (per i settori turismo, fiere, congressi e spettacolo le 4 settimane si possono utilizzare anche prima). Per la Cig in deroga si potrà bypassare la Regione rivolgendosi all’INPS, che entro 15 giorni anticiperà il 40% del trattamento.
  • licenziamenti Stop ai  economici individuali e collettivi per altri tre mesi e sospensione delle procedure per motivi oggettivi in corso.
  • Bonus 600 euro per aprile a professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori dello spettacolo e agricoli. A maggio mille euro sono riconosciuti ai liberi professionisti titolari di partita Iva che hanno perso almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 e ai Co.Co.Co che hanno cessato il rapporto di lavoro.
  • colf e badanti Bonus  da 500 euro per aprile e maggio, con uno o più contratti di lavoro (per complessive 10 ore settimanali) alla data del 23 febbraio 2020, purché non conviventi con l’assistito né beneficiari di altre indennità del Cura Italia.
  • Lavoro agricolo concesso ai titolari di Reddito di cittadinanza, fino a 30 giorni rinnovabili per altri 30, con retribuzione massima di 2mila euro.

Dl Rilancio: misure per imprese

  •  Contributi a fondo perduto per piccole imprese (inclusi autonomi titolari di partita IVA o di reddito agrario), previa domanda online all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dall’avvio della procedura telematica, per imprese fino a 5 milioni di fatturato 2019 ed una perdita mese su mese ad aprile di almeno un terzo, a cui corrisponde l’indennizzo maggiorato del  10-15-20% in base alla soglia dei ricavi annui.
  • IRAP: cancellazione saldo e acconto (rata di giugno) fino a 250 milioni di fatturato o corrispondente volume di compensi, senza vincoli di perdita di fatturato.
  • Scadenze: rinvio versamenti di marzo, aprile e maggio al 16 settembre (ritenute, Iva e contributi già sospesi); fino al 31 agosto niente pignoramenti su stipendi e pensioni; sospensione pagamenti per avvisi bonari e  di accertamento fino al 16 settembre.
  • Pagamenti PA alle imprese con crediti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2019
  • Aiuti di Stato per le imprese, attraverso Cassa depositi e prestiti o ricapitalizzazioni (con stop a dividendi e riserve).
  • Taglio bollette PMI per tre mesi, con uno sconto sulle componenti fisse per tutti i clienti non domestici in bassa tensione.
  • Contratti a termine con rinnovo o proroga senza causale fino al 30 agosto (anche in somministrazione), ma solo per quelli in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento (19 maggio).
  • IMU e Tosap: abolizione acconto IMU 2020 per alberghi e stabilimenti balneari (stesso proprietario e gestore) e sospensione tassa occupazione suolo pubblico fino al 31 ottobre per esercenti di pubblico servizio in ottica di distanziamento sociale.
  • Fondo turismo: 50 milioni di euro in contributi in favore delle imprese turistico-ricettive,  aziende termali e stabilimenti balneari, per le spese di sanificazione e adeguamento anit-COVID-19.

Per emergenza Coronavirus domande APe social, pensione usuranti e precoci con scadenza prorogata al primo giugno: istruzioni INPS.


C’è tempo fino al primo giugno per presentare la domanda di APE socialepensione precoci e pensione usuranti 2020: slittano quindi le scadenze originarie, fissate rispettivamente al 31 marzo, primo marzo e primo maggio. Resta disponibile la seconda finestra, che per l’APe social termina il 15 luglio e per la pensione precoci il 30 novembre.

Si tratta, nel dettaglio, dell’applicazione dell’articolo 34 del dl 18/2020, in base al quale:

in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL è sospeso di diritto.

Clicca qui sotto:

https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%2050%20del%2004-04-2020.htm

DDL.Legge di bilancio 2019-2020


Pensioni: APe Social
Trova una nuova conferma l’APe sociale, potranno accedere all’anticipo pensionistico a carico dello Stato introdotto dalla Legge di bilancio 2017 i lavoratori che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre 2020.

Pensioni: Opzione Donna
Prorogata anche l’Opzione Donna che consente alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2019 maturano 35 anni di contributi e un’età pari o superiore a 58/59 anni (dipendenti/autonome) di andare in pensione anticipata.

Pensioni: rivalutazioni
Viene introdotta una mini rivalutazione delle pensioni. Per il 2020-2021:

100% per pensioni fino a 4 volte il minimo INPS;
77% per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS;
52% per i trattamenti tra 5 e 6 volte il minimo;
47% per i trattamenti pensionistici tra sei e otto volte il trattamento minimo INPS;
45% per i trattamenti tra otto volte e nove volte il trattamento minimo;
40% per i trattamenti superiori a nove volte il minimo;
A decorrere dal l° gennaio 2022 verranno riviste le fasce di rivalutazione parziale.

Costo del lavoro
Previsto un finanziamento della spesa definito in 3 miliardi per il 2020 e 5 miliardi per il 2021, per garantire detrazioni di imposta a tutti i lavoro dipendenti con redditi fino a 35mila euro, compreso il Bonus Renzi di 80 euro in busta paga. Previsto in merito un provvedimento separato.

Tutti i modi andare in pensione nel 2019 e 2020


Tutti i modi andare in pensione nel 2019 e 2020

Nel 2021 è prevista una nuova riforma previdenziale che introdurrà nuove formule di pensione anticipata in sostituzione di formule come la Quota 100, che rimane confermata come sperimentale per il triennio 2019-2021. Per il 2020 il Governo ha intanto previsto anche il rinnovo di Opzione Donna e APE Sociale

Dunque, da qui al prossimo anno il quadro resta sostanzialmente invariato rispetto a quanto introdotto dalla Legge di Stabilità 2019 e dal decreto Quota 100 in tema di Riforma delle Pensioni, con l’obiettivo di garantire nel medio periodo che i lavoratori fruiscano delle formule introdotte per un’uscita agevolata dal mercato del lavoro.

Vediamo, anche a fronte delle ultime novità, quali sono tutti i modi per andare in pensione nel 2019 e nel 2020: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, Quota 100, Precoci, lavori usuranti e gravosi, APe e cumulo contributivo.

Pensione di vecchiaia

Chi raggiunge nel corso del 2019 o 2020 il requisito dei 67 anni di età (innalzato rispetto ai precedenti 66 anni e 7 mesi) ed abbia versato almeno 20 anni di contributi maturerà il diritto alla pensione di vecchia. Un diritto che scatta dal primo giorno del mese successivo a quello in cui l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, o di quello in cui viene raggiunto anche il requisito di anzianità assicurativa e contributiva, nel caso in cui alla data del compleanno non risultassero già soddisfatti.

Lo scatto di cinque mesi non si applica ai lavoratori addetti alle mansioni gravose con almeno 30 anni di contribuzione che, pertanto, potranno andare in pensione con 66 anni e 7 mesi.

I lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata, se aventi diritto, potranno dunque andare in pensione, previa domanda da presentare all’Ente previdenziale.

Per ricevere la pensione di vecchiaia è necessario cessare il rapporto di lavoro dipendente, ma non l’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Pensione anticipata

Il Governo ha bloccato retroattivamente l’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per la pensione anticipata scattato il 1° gennaio 2019 in base a quanto previsto dalla Legge Fornero (la Riforma delle Pensioni 2011). Pertanto anche nel 2019 e 2020 si potrà andare in pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica, con:

  • 42 anni e 10 mesi  di contributi gli uomini (contro i 43 anni e tre mesi previsti dalla Legge Fornero);
  • 41 anni e 10 mesi le donne (contro 42 anni e tre mesi).

Con la Legge di Bilancio 2019 è tuttavia previsto il ritorno del sistema delle finestre: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti pensionistici con la prima decorrenza – per chi ha maturato i requisiti entro l’entrata in vigore del DL su Quota 100 – al 1° Aprile 2019.

Pensione per usuranti

Per gli impiegati in lavori usuranti la legge prevede la possibilità di andare in pensione in maniera anticipata rispetto agli altri lavoratori. Ogni anno sono circa 6 mila i potenziali beneficiari della pensione anticipata per lavoro usurante. Le mansioniusuranti sono quelle previste dal decreto legislativo n. 67 del 2011.

Per accedervi, per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2018, viene richiesto di aver svolto una o più delle attività usuranti per almeno la metà della vita lavorativa, o per almeno sette anni negli ultimi dieci.

Ai lavoratori usuranti dal 2019 al 2026 viene inoltre richiesto di rientrare nella quota 97,6 con almeno 61 anni 7 mesi di età e 35 anni di contributi.

Pensione per i precoci

Agevolazioni in tema di accesso alla pensione anticipata vengono riservate anche ailavoratori precoci che possono lasciare il lavoro maturando 41 anni di contributi, quota 41, a prescindere dalla età anagrafica. L’assegno viene calcolato con il sistema misto.

Per lavoratori precoci si intendono coloro che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi effettivi, anche non continuativi.

Per andare in pensione, i lavoratori precoci che maturano i requisiti nel 2019 e 2020 devono produrre una doppia domanda all’INPS, una per la verifica dei requisiti (entro il 1° marzo di ciascun anno), l’altra per l’accesso alla prestazione vera e propria.

La decorrenza del trattamento scatta trascorsi tre mesi (finestra mobile).

Pensione lavori gravosi

Per i lavoratori impiegati in mansioni gravose le agevolazioni previste in tema di accesso alla pensione prevedono il possesso di questi requisiti: 66 anni e 7 mesi di età, oppure 41 anni e dieci mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini (per questa categoria non scatta dal 2019 l’adeguamento alla speranza di vita). Per mansioni gravose si intendono quelle riportate nell’allegato B del decreto ministeriale di cui all’articolo 1, comma 153, legge 205/2017.

Per accedere alla pensione anticipata per lavori gravosi è necessario allegare alladomanda INPS:

  • la dichiarazione del datore di lavoro attestante i periodi di svolgimento delle mansioni gravose rese alle proprie dipendenze, il contratto collettivo applicato;
  • il livello di inquadramento attribuito;
  • le mansioni svolte;
  • il relativo codice professionale ISTAT, ove previsto.
  • Quota 100 privati

    Una delle grandi novità del 2019 è la possibilità per i dipendenti privati di accedere alla pensione anticipata con quota 100. Tale requisito si perfeziona al raggiungimento di 62 anni di età e 38 anni di contributi. Anche qui è previsto il sistema delle finestre per l’accesso alla pensione:

    • chi matura i requisiti può accedere alla pensione dopo tre mesi.
    •  Quota 100 statali

      Anche i dipendenti pubblici potranno anticipare la pensione con la quota 100. I requisiti richiesti sono gli stessi dei dipendenti privati ma sono state previste solo due finestre semestrali:

      • chi è risulta in possesso dei requisiti entro l’entrata in vigore del DL Quota 100 si è ritirato ad agosto 2019;
      • dopo tale data, si devono attendere sei mesi dalla maturazione dei requisiti.

      Per il settore scolastico e Afam resta ferma anche per il 2020 la decorrenza della pensione al 1° settembre (1° novembre Afam) dell’anno in cui vengono raggiunti i requisiti pensionistici. A tal fine chi matura i requisiti per la quota entro il 31 dicembre 2019 ha potuto presentare domanda di dimissioni entro il 28 febbraio scorso, per andare in quiescenza dal 1° settembre/novembre 2019. Stessa cosa per il prossimo anno.

    • Opzione Donna

      L’Opzione Donna permette alle lavoratrici di ritirarsi con 58 anni di età (59 se autonome) e 35 di contributi. L’assegno previdenziale in questo caso viene ricalcolato con il solo criterio contributivo.Vengono incluse anche le nate nel 1960 e anche in questo caso, non si applicano gli scatti delle aspettative di vita. La decorrenza della pensione viene posticipata di 12 mesi (18 per le autonome).

      La misura sarà rinnovata nel 2020, allargando quindi “di un anno” la platea delle beneficiarie.

    • APe aziendale

      Nel 2019 è ancora possibile ritirarsi con l’APe aziendale, l’anticipo della pensione finanziato dal datore di lavoro privato che garantisce al lavoratore un assegno ponte fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Il prestito deve essere restituito con rate ventennali trattenute sulla futura pensione. L’APe aziendale, a differenza di quella volontaria, richiede necessariamente l’interruzione del rapporto di lavoro.

      I requisiti per l’accesso all’APe aziendale sono: aver compiuto 63 anni, avere almeno 20 anni di contributi versati e non avere più di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

    • APe Sociale

      Prorogata di un anno anche l’APe sociale, che dunque resterà in vigore fino al 31 dicembre 2020. Si tratta di un trattamento finanziato dallo Stato che consente di accedere alla pensione anticipata a costo zero ma solo a specifiche categorie di lavoratori caratterizzati da condizioni di disagio, a patto che manchino solo 3 anni e 7 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Questo significa che hanno diritto all’indennità sostitutiva coloro che maturano il requisito entro il 31 dicembre.

      La prestazione dura fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. Requisiti: almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni o 36 anni a seconda dei casi, con un bonus di un anno per ciascun figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

    • APe Volontario

      Nel 2020 terminerà la sperimentazione dell’APe volontario, l’anticipo pensionistico pagato con finanziamento bancario  da restituire con rate ventennali trattenute sulla futura pensione destinato ai soggetti che hanno 63 anni, 20 anni di contributi e si trovano a non più di tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia.

    • Cumulo contributivo

      Per raggiungere i requisiti richiesti per l’accesso alla pensione è inoltre possibile fruire del cumulo gratuito di contributi previdenziali versati in più gestioni per ottenere un assegno unitario. Una possibilità alla quale possono accedere potenzialmente circa 50mila lavoratori l’anno. Nel cumulo possono confluire anche i contributi versati alle casse dei professionisti ad eccezione del caso in cui si debba raggiungere il requisito contributivo di 38 anni per la quota 100).

TFR-TFS: accesso alla procedura INPS


Lavoratori e imprese hanno a disposizione una nuova procedura digitale INPS per chiedere il riscatto del TFR: il servizio INPS online è utilizzabile dal 29 luglio e consente di effettuare tutte le operazioni per la domandadi riscatto o per la rinuncia a una richiesta precedentemente accolta, relative a TFR e TFS, quindi trattamento di fine rapporto per i dipendenti del privato e di fine servizio per chi lavora nel settore pubblico.Le indicazioni sono contenute nel messaggio INPS 2939/2019.

TFR-TFS: accesso alla procedura INPS

Ai nuovi servizi si accede tramite il portale dell’istituto di previdenza, selezionando la voce “Prestazioni e Servizi”, e attivando la Scheda prestazione “Riscatti TFS e TFR”. Sono necessario le credenziali (INPS, SPID, CNS). Nel campo “Testo Libero” si inserisce la parola “Riscatti TFS e TFR” e infine va selezionato il tasto “Filtra”.

Ci sono funzionalità per il lavoratore e altre per il datore di lavoro.

Il dipendente può presentare:

  • domanda di riscatto ai fini TFS/TFR (solo per i dipendenti di enti locali e sanità);
  • richiesta di anticipata estinzione delle rate residue di riscatto ai fini TFS/TFR;
  • richiesta di esonero dal pagamento delle rate residue di riscatto ai fini TFS/TFR;
  • rinuncia al riscatto ai fini TFS/TFR;
  • simulazione del calcolo dell’onere di riscatto.

Per il datore di lavoro sono invece online le seguenti funzionalità:

  • domanda di riscatto ai fini TFS/TFR (solo per le amministrazioni statali);
  • richiesta di anticipata estinzione delle rate residue di riscatto ai fini TFS/TFR;
  • richiesta di esonero dal pagamento delle rate residue di riscatto ai fini TFS/TFR;
  • nuova domanda di riscatto ai fini TFS/TFR a rettifica della precedente già inoltrata (solo per le amministrazioni statali).

E’ disponibile un Menu “Consultazione domande inoltrate”. Le operazioni possono essere effettuate anche tramite patronati.