Riforma pensioni.


Riforma pensioni.

Terminato l’iter alla Camera della legge di conversione del decreto 4/2019.
Rimangono invariate Quota 100, requisiti pensione anticipata, Opzione Donna, pensione precoci, APe Sociale e si confermano le novità su riscatto laurea agevolato (non più riservato agli under 45) e anticipo TFR per dipendenti pubblici (portato a 45mila euro). Sono dunque da considerarsi definitive le misure contenute nel provvedimento, approvato alla Camera giovedì 21 marzo.

Quota 100
In via sperimentale per il triennio 2019-2021, è possibile andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Chi matura il diritto entro il 31 dicembre 2021, può esercitarlo anche successivamente. La quota 100 è riservata agli iscritti delle gestioni INPS, che possono raggiungerla anche con il cumulo dei contributi.

Dalla maturazione del requisito è prevista una finestra trimestrale per la decorrenza della pensione. I primi assegni (versati in aprile) sono destinati a coloro che avevano maturato il diritto entro dicembre 2018 e hanno presentato domanda. Nella pubblica amministrazione le prime pensioni scattano ad agosto 2019, a chi aveva maturato il diritto entro fine gennaio 2019 (entrata in vigore del decreto), per gli altri finestre semestrali di decorrenza.

Pensione anticipata
Dal primo gennaio 2019, pensione anticipata a 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. Non si applicano i cinque mesi di aspettative di vita che invece fanno salire il requisito per la pensione di vecchiaia. Gli adeguamenti alle aspettative di vita delle pensioni anticipate sono bloccati fino al 2026. Viene introdotta una finestra trimestrale di tre mesi per la decorrenza della pensione. Le prime pensioni, a chi aveva maturato il diritto al primo gennaio 2019, verranno liquidate il primo aprile 2019.

Riscatto contributi
Possibilità di riscattare cinque anni di contributi, per il triennio 2019-2021 che riguarda esclusivamente lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione. Più favorevole la rateazione, possibile fino a 120 rate mensili.

Riscatto di laurea agevolato, che consente di effettuare l’operazione a un costo inferiore (intorno ai 5mila euro annui): l’opzione resta però consentita solo per i periodi valutabili con il sistema contributivo pieno, ossia solo per contributi versati dopo il primo gennaio 1996.

TFR/TFS dipendenti pubblici: anticipo di 45mila euro al momento della pensione.

Opzione Donna: estesa alle lavoratrici che hanno 58 o 59 anni di età (rispettivamente se dipendenti o autonome) al 31 dicembre 2018, in ogni caso con almeno 35 anni di contributi.

Pensione precoci: il requisito resta a 41 anni, non si applicano fino al 2026 gli scatti aspettative di vita.

APE Sociale: prorogato al 31 dicembre 2019.

Scivolo quota 100, prestazione a sostegno del reddito a carico dei fondi di solidarietà bilaterali per coloro che maturano il diritto alla quota 100 entro la fine del 2021.

Svalutazione pensioni dal 2019: il meccanismo


B.Weisz.

Non c’è solo il previsto contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro nella manovra 2019, fra le novità dell’ultima ora viene previsto anche un nuovo meccanismo di indicizzazione parziale per il prossimo triennio. Si tratta delle modifiche apportate alla legge di Bilancio in seguito all’accordo la UE, che evita la procedura d’infrazione portando il defici/PIL al 2,04%, comportando una serie di cambiamenti al testo utili a produrre risparmi di spesa. Fra questi, appunto, la nuova rivalutazione, che salva solo le pensione fino a tre volte il minimo.
Nel dettaglio, si rivalutano al 100% solo i trattamenti fino a 1.521 euro (e qui, non c sono novità rispetto a quanto precedentemente previsto). Le pensioni più alte, invece, per il periodo 2019-2021, vengono indicizzate in base a un meccanismo a scaglioni, così modulato:

97% per gli assegni tra 1.522 e 2.029 euro,
77% fino a 2.537 euro,
52% fino a 3042 euro,
47% fino a 4059 euro,
45% fino a 4566 euro (nove volte il minimo),
40% o per quelli d’importo superiore.
Si tratta di un sistema più penalizzante rispetto alla rivalutazione pensioni precedentemente prevista. Fra l’altro, nel 2019 avrebbero dovuto tornare i coefficienti previsti dalla legge 338/2000, più favorevoli di quelli applicati negli ultimi anni (in seguito al Decreto Poletti del 2013, seguito alla sentenza dell Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittimo il blocco rivalutazioni deciso dalla riforma di fine 2011).

PRESCRIZIONE CONTRIBUTI PUBBLICI DIPENDENTI: RINVIO-Circolare numero 117 del 11-12-2018


Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti Roma, 11/12/2018 Circolare n. 117 Ai Dirigenti centrali e territoriali Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e    territoriali delle Aree dei professionisti Al Coordinatore generale, ai coordinatori    centrali e ai responsabili territoriali    dell’Area medico legale E, per conoscenza, Al Presidente Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo    di Vigilanza Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci Al Magistrato della Corte dei Conti delegato    all’esercizio del controllo Ai Presidenti dei Comitati amministratori    di fondi, gestioni e casse Al Presidente della Commissione centrale    per l’accertamento e la riscossione    dei contributi agricoli unificati Ai Presidenti dei Comitati regionali OGGETTO: Differimento al 1° gennaio 2020 del termine di decorrenza delle indicazioni fornite con circolare n. 169 del 15 novembre 2017, intitolata “Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche. Chiarimenti” SOMMARIO:  Con la presente circolare si differisce dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020 il termine di decorrenza delle indicazioni della circolare n. 169/2017 INDICE

Sorgente: Circolare numero 117 del 11-12-2018

MANOVRA PENSIONI:Prime indiscrezioni da confermare.


Dal 2019, sarà possibile andare in pensione con la quota 100 (somma di età anagrafica e contributi versati) con i paletti a 62 anni di età e 38 anni di contributi. Entrambi questi limiti devono essere rispettati, quindi ad esempio un lavoratore di 64 anni, con 36 anni di contributi versati, non può utilizzare questa forma di pensione anticipata anche se la somma fa 100, ma dovrà aspettare di avere anche i 38 anni di contributi. Previste quattro finestre temporali trimestrali dal 2019.
Non ci sarà invece nessuna penalizzazione sul calcolo (si era parlato di una decurtazione dell’assegno per gli anni di anticipo rispetto all’età per la pensione di vecchiaia, che invece non è prevista).

In manovra anche il taglio alle pensioni d’oro, che riguarda gli assegni superiori ai 4mila 500 euro netti al mese. Non è chiaro se ci sarà anche un meccanismo che prevede un blocco progressivo dell’indicizzazione anche di trattamenti più bassi (sopra i 2mila euro netti al mese).

Prorogata l’Opzione Donna, che prevede gli stessi requisiti della vecchia norma (35 anni di contributi, e 57 o 58 anni di età), da conseguire entro il 31 dicembre 2018 (non più entro il 31 dicembre 2015).

Scuola, domanda di pensione per l’APe Volontaria-Nota 32478 del 17 luglio 2018 – Chiarimenti APE volontaria e cessazioni dal servizio


Scuola, domanda di pensione per l’APe Volontaria

Il personale della Scuola che ha la certificazione del diritto all’APE volontaria può presentare domanda di cessazione dal servizio con decorrenza primo settembre.La nota del ministero: “Gli insegnanti e i dipendenti della Scuola che hanno presentato istanza di APe Volontario e ottenuto la certificazione del diritto, possono presentare domanda di pensione per cessare il servizi il prossimo primo settembre”. La precisazione, che era molto attesa, è contenuta nella nota 32478/2018 del MIUR, Ministero dell’Università e della Ricerca.

Coloro per i quali risultino perfezionati i requisiti previsti prima dell’inizio del nuovo anno scolastico 2018/19, potranno presentare domanda cartacea di cessazione dal servizio con decorrenza 1 settembre 2018 e di conseguenza andare in pensione prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Attenzione: la domanda va presentata in forma cartacea. Va indirizzata all’istituzione scolastica o all’USR (ufficio scolastico regionale) di riferimento, rispettivamente, del personale docente o ATA (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) e Dirigente scolastico.

Importante: in base al provvedimento del MIUR, i docenti e il personale scolastico devono aver già presentato la domanda di certificazione del diritto e aver ottenuto la risposta positiva dell’INPS in merito al possesso dei requisiti, ma non è previsto che sia già stata presentata anche la seconda, e definitiva, domanda di APe.

Sottolineiamo che la scelta di lasciare il lavoro, per coloro che chiedono l’APE, è facoltativa, nel senso che la legge non prevede un obbligo in questo senso, è possibile percepire il beneficio previdenziale e continuare ad esercitare la propria attività.

http://www.flcgil.it/leggi-normative/documenti/note-ministeriali/nota-32478-del-17-luglio-2018-chiarimenti-ape-volontaria-e-cessazioni-dal-servizio.flc.

 

Nota 32478 del 17 luglio 2018 – Chiarimenti APE volontaria e cessazioni dal servizio

Sorgente: Nota 32478 del 17 luglio 2018 – Chiarimenti APE volontaria e cessazioni dal servizio

 

Dal 2019 pensioni più basse


Barbara Weisz.

Fonte: Shutterstock.

 

Pensioni più povere dal 2019, per compensare la maggior durata del trattamento dopo l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita: coefficienti di trasformazione 2019-2021 caso per caso.
Ribasso in vista, dal 2019, dei coefficienti per il calcolo dell’assegno previdenziale: con lo scatto dell’età pensionabile viene adeguato anche il coefficiente di trasformazione sulla parte contributiva della pensione, per incamerare il fatto che, a parità di uscita dal lavoro, si percepirà l’assegno per più tempo. In soldoni l’assegno sarà di importo inferiore.

I nuovi moltiplicatori saranno applicati ai trattamenti previdenziale con decorrenza dal primo gennaio 2019 e sono individuati dal Decreto 15 maggio 2018 del Ministero del Lavoro (“Revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo”) pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che in pratica stabilisce pensioni più basse a parità di età e contributi versati.

=> Requisiti pensione dal 2019

I nuovi coefficienti di trasformazione per il triennio 2019-2021 riguardano coloro che maturano i requisiti per la pensione nei tre anni indicati e non hanno effetto su chi è già pensione.

Il coefficiente di trasformazione del montante contributivo della pensione scenderà di una percentuale fra l’1 e il 2,5%. Il calcolo riguarda solo la parte contributiva della pensione, quindi penalizza maggiormente coloro che hanno l’assegno completamente calcolato con il metodo contributivo. I lavoratori che avevano già 18 anni di contributi alla fine del 1995 hanno la pensione calcolata con il retributivo fino alla fine del 2012, e solo per la parte maturata successivamente al primo gennaio 2012 il calcolo contributivo (sul quale incide quindi il coefficiente di trasformazione).

Il meccanismo prevede che il coefficiente salga con l’allungarsi della permanenza al lavoro, quindi favorisce chi va in pensione più tardi. Di fatto, quindi, per controbilanciare l’impatto della revisione sull’assegno previdenziale, conviene restare per più tempo al lavoro.

Coefficienti 2019-2021
57 anni: divisore 23,812 e coefficiente 4,2%
58 anni: divisore 23,236 e coefficiente 4,304%
59 anni: divisore 22,654 e coefficiente 4,414%
60 anni: divisore 22,067 e coefficiente 4,532%
61 anni: divisore 21,475 e coefficiente 4,657%
62 anni: divisore 20,878 e coefficiente 4,79%
63 anni: divisore 20,276 e coefficiente 4,932%
64 anni: divisore 19,672 e coefficiente 5,083%
65 anni: divisore 19,064 e coefficiente 5,245%
66 anni: divisore 18,455 e coefficiente 5,419%
67 anni: divisore 17,844 e coefficiente 5,604%
68 anni: divisore 17,231 e coefficiente 5,804%
69 anni: divisore 16,609 e coefficiente 6,021%
70 anni: divisore 15,982 e coefficiente 6,257%
71 anni: divisore 15,353 e coefficiente 6,513%
Questo innalzamento dei coefficienti va tenuto presente in particolare da coloro che maturano un diritto a pensione entro il 31 dicembre 2018: nel momento in cui si fermano di più al lavoro, rischiano di avere una pensione più bassa perché il coefficiente per calcolare l’assegno è più basso.

Quattordicesima pensione 2018


Quattordicesima pensionati: quando spetta, il calcolo, gli importi e la data di pagamento.

Nel caso in cui si rientri in determinati requisiti, la quattordicesima spetta anche ai pensionati e scatta in maniera automatica, senza che il beneficiario presenti richiesta all’INPS. Si tratta dell’importo aggiuntivo, rispetto alle consuete mensilità della pensione, che spetta per legge in presenza di determinati requisiti reddituali ed anagrafici, e solitamente viene erogato effettuato d’ufficio dall’Istituto nel mese di luglio, al pari di quanto avviene per alcune categorie di lavoratori sulla base degli specifici CCNL.

Requisiti quattordicesima

Recentemente la quattordicesima è stata oggetto di modifiche normative, che hanno comportato un aumento dell’importo spettante ed un’estensione della platea di beneficiari. Ora, per effetto della Legge di Bilancio 2017, per avere diritto alla quattordicesima, i pensionati devono rispettare i seguenti requisiti reddituali e anagrafici:

  • almeno 64 anni di età;
  • reddito complessivo individuale fino a un massimo di 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ovvero fino a 13.192,92 euro.

In presenza di tali requisiti, la quattordicesima spetta a tutti i pensionati appartenenti ad una delle gestioni dell’AGO o sostitutive, esclusive ed esonerative, ovvero ai percettori di una pensione di anzianità, vecchiaia,invalidità o anticipata, nonché di reversibilità.

Essendo corrisposta nel periodo estivo, entro il 31 luglio, la quattordicesima viene riconosciuta, in presenza dei suddetti requisiti, per poi essere successivamente verificata sulla base dei redditi consuntivi. Per coloro che perfezionano i requisiti dal 1° agosto in poi, la corresponsione è effettuata con una successiva elaborazione sulla rata di dicembre dell’anno di riferimento.

Quattordicesima: calcolo

Per quanto concerne l’importo della quattordicesima, a seguito delle modifiche alle modalità di calcolo dell’assegno, oggi vengono presi in considerazione i seguenti parametri:

  • reddito (se compreso entro 1,5 volte il trattamento minimo oppure tra 1,5 e 2 volte);
  • anni di contributi;
  • tipologia di pensionato (autonomo o dipendente).

Per consultare l’importo della quattordicesima è possibile utilizzare ilservizio online INPS per la consultazione del cedolino pensione.

FINO A 1,5 VOLTE IL TRATTAMENTO MINIMO (PER IL 2016 9.786,86 EURO)
ANNI DI CONTRIBUZIONE PER LAVORATORI DIPENDENTI ANNI DI CONTRIBUZIONE PER LAVORATORI AUTONOMI SOMMA AGGIUNTIVA PER IL 2016 SOMMA AGGIUNTIVA DAL 2017 AUMENTO
Fino a 15 Fino a 18 336 euro 437 euro 101
Oltre 15 fino a 25 Oltre 18 fino a 28 420 euro 546 euro 126
Oltre 25 Oltre 28 504 euro 655 euro 155
DA 1,5 VOLTE A 2 VOLTE IL TRATTAMENTO MINIMO (PER IL 2016 DA 9.786,86 EURO A 13.049,14 EURO)
ANNI DI CONTRIBUZIONE PER LAVORATORI DIPENDENTI ANNI DI CONTRIBUZIONE PER LAVORATORI AUTONOMI SOMMA AGGIUNTIVA DAL 2017
Fino a 15 Fino a 18 336 euro
Oltre 15 fino a 25 Oltre 18 fino a 28 420 euro
Oltre 25 Oltre 28 504 eur

Requisiti pensione 2019-2020: scatti ed esenzioni


Scatto pensione di cinque mesi dal 2019: i nuovi requisiti per il trattamento di
vecchiaia o anticipato, l’assegno sociale, l’APE Volontaria e Social, i Precoci.

Dal 2019 l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni (cfr.:
DM Economia in G.U. 12 dicembre 2017), con uno scatto di
cinque mesi per l’adeguamento alla speranza di vita.
Lo scatto pensione 2019 si applica anche ai
lavoratori precoci che si ritirano prima grazie alle nuove
agevolazioni, mentre sono esclusi gli addetti ai lavori usuranti.
Non solo: nella Legge di Bilancio 2018, in seguito all’accordo con
i Sindacati, è prevista l’esenzione dello scatto anche per 15
categorie di lavoratori, per i quali età pensionabile e requisito contributo per
la pensione anticipata restano quelli attuali.

Età pensionabile dal 2019
Il decreto dell’Economia stabilisce dunque che, dal prossimo gennaio, i requisiti di
accesso alla pensione sono incrementati di cinque mesi. Quindi, dal 2019 l’età per
lapensione di vecchiaia si porta a 67 anni, così come l’età per l’assegno
sociale (da 65 anni e otto mesi), mentre l’anzianità contributiva per la pensione
anticipatapassa a 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le
donne.

Esenzione scatto pensione 2019
L’aumento dell’età pensionabile non si applica alle seguenti 15 categorie di attività:

addetti alla concia di pelli e pellicce;
addetti ai servizi di pulizia;
addetti spostamento merci e/o facchini;
conducenti di camion o mezzi pesanti in genere;
conducenti treni e personale viaggiante in genere;
guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
infermieri o ostetriche che operano su turni;
maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia;
operai edili o manutentori di edifici;
operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti;
chi cura, per professione, persone non autosufficienti;
lavoratori marittimi;
settore siderurgico;
pescatori;
lavortori agricoli.

Casi particolari

Il requisito per andare in pensione anticipata precoci, si alza a 41 anni e cinque
mesi. Restano invece invariati i requisiti per i lavoratori usuranti, che possono
ritirarsi con la quota 97,7.

Niente scatti relativi alle aspettative di vita fino al 2025.

Lo scatto del requisito pensione 2019 ha un impatto anche
sull’APe volontaria, che la Legge di Bilancio proroga al 2019,
quando il requisito anagrafico sarà di 67 anni. Pertanto, non
basteranno più 63 anni per avere diritto all’anticipo pensionistico,
ma verosimilmente serviranno cinque mesi in più, così da
soddisfare il requisito dei tre anni e sette dall’età pensionabile.

Attenzione: coloro che nel 2019 avranno già ottenuto l’APe,
godranno di un prolungamento del trattamento. Nel momento in
cui si presenta la domanda di APe, bisogna anche scegliere se
ottenere o meno il finanziamento supplementare previsto per gli scatti dell’età
pensionabile.
Il problema dell’aumento del
requisito anagrafico si
porrebbe anche per l’APe
sociale, nel caso in cui
venisse anch’esso prorogato
al 2019.

Pensioni più alte per gli psicologi


Pensioni più alte per gli psicologi
Teresa Barone

Fonte: iStock

Assegni pensionistici maggiorati per gli psicologi: l’Enpap annuncia la rivalutazione potenziata.

Rivalutazione pensioni: i tassi 2018
1 dicembre 2017
Gli psicologi potranno contare su assegni pensionistici maggiormente corposi, aumenti dovuti al buon andamento dei conti dell’Ente di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi (Enpap) che ha chiuso il bilancio consuntivo 2017 con una crescita del patrimonio mobiliare e immobiliare. Migliora la gestione finanziaria dell’Ente e migliorano le prestazioni previdenziali future, che potranno beneficiare della rivalutazione maggiorata per l’anno 2015, pari al 2,97% e superiore alla percentuale stabilita per legge:
Dopo un lungo iter di convalida, l’atteso nulla osta dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia ha consentito, a valle della riforma del Regolamento per l’Attuazione delle Attività di Previdenza dell’ENPAP, di accreditare sui risparmi individuali degli Iscritti una rivalutazione maggiorata per l’anno 2015, pari al 2,97% in luogo di quella dello 0,51% stabilita per legge, aumentando sensibilmente l’interesse maturato sui risparmi contributivi.
La relazione sul bilancio sottolinea anche come il 2017 abbia segnato un sensibile aumento degli iscritti attivi, cresciuto del 6,12% per un totale di 57.774 professionisti:

Le nuove iscrizioni nel 2017 sono state 3.687, di cui oltre l’87% da parte di Colleghe, che rappresentano l’83% del totale degli Iscritti attivi. Tenuto conto del numero complessivo delle nuove iscrizioni, considerando anche quelle con effetto retroattivo, nonché delle cessazioni intervenute nell’anno (per decesso, ovvero per cancellazione dall’Ente a vario titolo), il numero degli Iscritti attivi incrementa del 6,12%, per un totale di 57.774 Iscritti attivi; le posizioni complessive hanno superato le 67.800, ricomprendendo in tale ambito anche gli Iscritti cessati a vario titolo.
Per quanto riguarda le prestazioni di maternità ed assistenza, invece, nel 2017 sono state presentate 1.981 domande di indennità di maternità per un totale di 10,56 milioni di euro.

Rinnovo contratto statali, aumentano le pensioni


Rinnovo contratto statali, aumentano le pensioni
di Barbara Weisz

Fonte: iStock

Ricalcolo pensioni, TFR e TFS per i pensionati che hanno cessato il servizio dopo il gennaio 2016: come si calcola l’aumento nel cedolino pensione dopo il rinnovo del contratto per gli statali.

Statali: arretrati e aumenti in arrivo
22 gennaio 2018
I dipendenti pubblici che sono andati in pensione dopo il primo gennaio 2016 avranno l’adeguamento del trattamento previdenziale in base al rinnovo del contratto del pubblico impiego. Le novità hanno impatto anche sugli importi delle pensioni. Gli aumenti contrattuali previsti dovranno essere presi come base per il ricalcolo delle pensioni.
Si tratta, in media, di un aumento di 80-90 euro al mese. L’importo preciso dipende dal settore di provenienza e dalla posizione del lavoratore. Il calcolo viene fatto sulla base della progressione economica stabilita dai singoli contratti collettivi (amministrazioni centrali, enti locali, scuola, sanità e via dicendo).
I pensionati prenderanno la parte di aumento per il periodo lavorato compreso nel triennio 2016-2018 e avranno il ricalcolo della pensione in base alle nuove disposizioni contrattuali. Non cambia nulla, invece, per coloro che erano già in pensione prima del 2016.

TFS e TFR a rate: pagamento e termini
19 giugno 2014
Per quanto riguarda il TFR o TFS, il trattamento di fine rapporto o di fine servizio viene ricalcolato in base alla data di cessazione, anche in questo caso calcolando l’aumento spettante. La modulazione degli aumenti previsti dal rinnovo contrattuale è la seguente: gennaio 2016, gennaio 2017 e marzo 2018. Quindi, ad esempio, chi è andato in pensione nel 2016 avrà calcolato nel TFR solo l’aumento scattato nel gennaio 2016.

In ogni caso, non è necessario presentare alcuna domanda, l’INPS procede autonomamente a tutte le operazioni di conguaglio e al ricalcolo del cedolino pensione.

Medico turnista in pensione anticipata usuranti


Come medico ospedaliero che fa turni notturni (circa 50 all’anno), si può chiedere la pensione anticipata, avendo 35 anni di contributi?Secondo la circolare INPS del 29/3/18 il numero di turni notturni andrebbe moltiplicato per il coefficiente di 1,5, ai fini del raggiungimento del numero di turni annui previsti.

Dipende dall’età anagrafica: per andare in pensione anticipata con il beneficio riservato ai lavori usuranti e a coloro che effettuano turni di notte bisogna raggiungere determinate quote, determinata dalla somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

E’ importante conteggiare con precisione i turni notturni, se il numero è intorno a 50, perché il requisito cambia a seconda che i turni siano più o meno di 78 all’anno. Per intenderci, se il medico effettua 50 turni notturni all’anno, moltiplicando il numero per il coefficiente di 1,5 si ottiene 75. In questo caso, egli può andare in pensione anticipata con la quota 98,6, con almeno 35 anni di contributi (deve quindi avere almeno 63 anni e cinque mesi). Se invece, sempre facendo il calcolo sopra esposto, i turni notturni sono più di 77, la quota per la pensione anticipata è 97,6. Gli anni di contribuzione necessaria sono sempre 35, quindi l’età anagrafica si abbassa a 62 anni e cinque mesi.

I requisiti di età e contribuzione per la pensione anticipata sopra esposti, in base alle novità previste dalla legge di Stabilità 2017, non sono soggetti ai prossimi adeguamenti alle aspettative di vita.

La circolare a 59/2018, che consente il calcolo sopra indicato dei turni notturni, riguarda i lavoratori che hanno i turni in 12 ore (ad esempio infermieri/e-sorveglianza-guardia notturna-ecc.), non la generalità dei lavoratori che fanno turni notturni.

E’ necessario che vi sia un accordo sindacale già stipulato.

APE VOLONTARIA-Procedure al via.


di Barbarea Weisz.
L’INPS attiva la procedura online per la domanda di APE volontaria: per ora una sola banca tra i finanziatori (IntesaSanPaolo) e due assicurazioni (Unipol e Allianz)

Attenzione al termine indicato nella certificazione: presentare la richiesta in data successiva può comportare la perdita del diritto nel caso in cui non sia più rispettato il requisito della durata minima di APE pari a sei mesi (è il caso di chi è molto vicino alla decorrenza della pensione di vecchiaia).

Per coloro che intendono chiedere la retroattività, è fondamentale presentare la domanda in tempi strettissimi, entro il 18 aprile. Tutti gli altri, invece, possono presentare la domanda definitiva fino al 31 dicembre 2019.

 

APE Volontario, domande dal 13 aprile – PMI.it-N.B.:da richiedere entro il 18 del mese! 


Settimana decisiva per lo sblocco dell’APE volontaria: l’ABI annuncia lo sblocco delle procedure informatiche per il 13 aprile, in tempo per consentire la presentazione della domanda a coloro che hanno chiesto la retroattività. Si tratta delle persone che hanno chiesto e ottenuto la certificazione del diritto avendo maturato i requisiti al primo maggio 2017.

Entro mercoledì 18 aprile deve essere presentata la richiesta da parte di coloro che (avendo già maturato i requisiti al primo maggio 2017) non avessero ancora richiesto il riconoscimento per ottenere la retroattività.

APE Volontaria, guida al simulatore online


APE Volontaria, guida al simulatore online

Simulatore INPS online per calcolare l’APE richiedibile in base ai requisiti e conoscere rate di restituzione e costi dell’operazione: ecco come funziona, passo dopo passo.

Barbara Weisz – 13 febbraio 2018

In questo articolo spieghiamo come funziona il simulatore online dell’INPS per l’APE Volontaria, disponibile sul sito dell’istituto di previdenza. Consente, a coloro che hanno i requisiti per chiedere l’anticipo pensionistico (63 anni di età, 20 anni di contributi, al massimo tre anni e sette mesi alla pensione di vecchiaia, un assegno maturato pari ad almeno 1,4 volte il minimo), di stimare l’ammontare del trattamento mensile e di quello del rimborso ventennale. Uno strumento fondamentale per decidere se e quando presentare la domanda, la cui procedura è già online.
=> L’APe Volontaria è partita: domande aperte
Il simulatore INPS
Vediamo esattamente come funziona il simulatore INPS online, accessibile senza bisogno di credenziali. In breve: si inseriscono i dati su pensione maturata, eventuali finanziamenti in corso o assegni di mantenimento, si sceglie la percentuale di anticipo che si desidera e si ottiene il dettaglio del piano di accumulo e di quello di ammortamento.

Nella prima schermata si inseriscono i dati anagrafici fondamentali (data e luogo di nascita), la gestione previdenziale di appartenenza e l’importo della pensione lorda mensile maturata (che si può calcolare utilizzando un altro strumento INPS online, il simulatore di pensione). Cliccando su avanti, il simulatore procede a verificare il possesso dei requisiti fondamentali (data di nascita, pensione minima richiesta).
Ricordiamo che per chiedere l’APe volontaria sono necessari 20 anni di contributi, informazione di cui però non si richiede l’inserimento (sarà verificata dall’INPS in sede di istruttoria).

Il secondo passaggio prevede l’inserimento dei dati relativi alla residenza e alla situazione finanziaria. Bisogna segnalare eventuali assegni di mantenimento del coniuge divorziato, rate relative a debiti erariali, prestiti in corso.
Sullo schermo apparirà anche un riquadro che segnala la data di maturazione della pensione di vecchiaia e la prima decorrenza dell’APE, a partire dal primo maggio 2017.
Prima di procedere, bisogna segnalare l’intenzione di chiedere anche gli arretrati a cui si ha diritto (come previsto dal decreto, è un’opzione, che va esercitata entro il 18 aprile 2018). Si inserisce anche la data in cui si prevede di chiedere l’APE.

Proseguendo, si arriva a una schermata che segnala l’importo di APE minima e massima richiedibile, in base alle informazioni inserite, e lo spazio per inserire la cifra che si intende richiedere. Il riquadro sulla destra riepiloga tutte le informazioni precedentemente inserite.

Si inserisce la cifra: apparirà la schermata finale che riepiloga le condizioni dell’APE a cui si ha diritto: numero di rate, importo della rata di restituzione mensile che verrà applicata sulla pensione, credito d’imposta applicabile, rata netta sulla pensione. Ecco un esempio che riporta una richiesta di APE pari a 1200 euro al mese.

Come si vede, nella parte bassa della pagina ci sono due pulsanti che consentono di consultare il dettagli del piano di finanziamento e del piano di ammortamento relativi all’Ape richiesta. E’ quindi possibile conoscere con precisione tutti i costi dell’operazione (tassi applicati, credito d’imposta, numero e importo dell’anticipo e delle rate di restituzione).
Fonte: Simulatore INPS