Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative.


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Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
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Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Dipartimento Istruzione
della Provincia Autonoma di
TRENTO
Alla Sovrintendenza Scolastica
della Provincia Autonoma di
BOLZANO
All’Intendenza Scolastica
perla Scuola in Lingua Tedesca
BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per
le Scuole delle Località Ladine
BOLZANO
Alla Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Ass. Istruzione e Cultura
Direzione Personale Scolastico
AOSTA
Oggetto: D.M. n. 1124 del 06/12/2019 e successivo decreto in corso di emanazione.
Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020. Trattamento di quiescenza e
di previdenza. Indicazioni operative.
Con la presente circolare, condivisa con l’Inps, si forniscono le indicazioni operative per
l’attuazione del D.M. n. 1124 del 06/12/2019, in oggetto e successivo decreto in corso di
emanazione recante disposizioni per le cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2020.
I requisiti contributivi ed anagrafici vigenti alla data di pubblicazione della presente
circolare e riferiti all’anno 2020 per coloro che si trovano in un sistema “misto” di calcolo della
pensione, sono riportati nell’allegata tabella.
Cessazione Dirigenti Scolastici dal 1° settembre 2020
Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti
scolastici è fissato al 28 febbraio dall’art. 12 del C.C.N.L. per l’Area V della dirigenza sottoscritto il
15 luglio 2010.
Il dirigente scolastico che presenti comunicazione di recesso dal rapporto di lavoro oltre il
termine di cui sopra non potrà usufruire delle particolari disposizioni che regolano le cessazioni del
personale del comparto scuola.
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Cessazioni dal servizio personale docente, educativo ed A.T.A.
Il predetto Decreto Ministeriale fissa, all’articolo 1, il termine finale del 30 dicembre 2019
per la presentazione, da parte di tutto il personale del comparto scuola, delle domande di cessazione
per dimissioni volontarie dal servizio o delle istanze di permanenza in servizio ai sensi dell’articolo
1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e successive modifiche e integrazioni, ovvero
per raggiugere il minimo contributivo. Tutte le predette domande valgono, per gli effetti, dal 1°
settembre 2020.
Sempre entro la data di cui sopra gli interessati hanno la facoltà di revocare le suddette
istanze, ritirando, tramite POLIS, la domanda di cessazione precedentemente inoltrata.
Il termine del 30 dicembre 2019 deve essere osservato anche da coloro che, avendo i
requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli
uomini) e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiedono la trasformazione del rapporto
di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, purché
ricorrano le condizioni previste dal decreto 29 luglio 1997, n. 331 del Ministro per la Funzione
Pubblica.
La richiesta potrà essere formulata avvalendosi di due istanze Polis che saranno attive
contemporaneamente. La prima conterrà le tipologie con le domande di cessazione consuete1, la
seconda conterrà, esclusivamente, le istanze formulate ai sensi dell’art. 14 del D.L. 28 gennaio 2019
n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 per la maturazione del requisito alla
pensione “quota cento”. In presenza di entrambe le istanze, la domanda di cessazione formulata per
la pensione cd. quota cento verrà considerata in subordine alla prima istanza.
Nella richiesta gli interessati devono anche esprimere l’opzione per la cessazione dal
servizio, ovvero per la permanenza a tempo pieno, nel caso fossero accertate circostanze ostative
alla concessione del part-time (superamento del limite percentuale stabilito o situazioni di esubero
nel profilo o classe di concorso di appartenenza).
Presentazione delle istanze
Le domande di cessazione dal servizio e le revoche delle stesse devono essere presentate con
le seguenti modalità:
– 1 Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro 31 dicembre 2020 (Art. 24, commi 6,
7 e 10 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 convertito in Legge n.214/2011 – Art. 15 Decreto-Legge 28
gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26 – Art.. 1 comma 147 e
seguenti della Legge 27 dicembre 2017 n.205
– Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2018 (opzione per il
trattamento contributivo ex art. 1, comma 9 della legge 243/2004 e Art.16 Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n.
4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 – opzione donna)
– Domanda di cessazione dal servizio in assenza delle condizioni per la maturazione del diritto a pensione
– Domanda di cessazione dal servizio del personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti
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 I Dirigenti Scolastici, il personale docente, educativo ed A.T.A. di ruolo, ivi
compresi gli insegnanti di religione utilizza, esclusivamente, la procedura web POLIS
“istanze on line”, relativa alle domande di cessazione, disponibile sul sito internet del
Ministero (www.istruzione.it). Al personale in servizio all’estero è consentito presentare
l’istanza anche con modalità cartacea.
 il personale delle province di Trento, Bolzano ed Aosta, presenta le domande in
formato cartaceo direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà ad
inoltrarle ai competenti Uffici territoriali.
Le domande di trattenimento in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28
dicembre 2015, n. 208 modificato dall’art. 1 comma 630 della legge 27.12. 2017 n. 205, ovvero per
raggiungere il minimo contributivo continuano ad essere presentate in forma cartacea entro il
termine del 30 dicembre 2019.
Si chiarisce che la presentazione dell’istanza nei termini e nelle modalità sopra descritte è
propedeutica al collocamento a riposo, pertanto non potranno essere disposte cessazioni dal servizio
per le domande presentate successivamente al 30 dicembre 2019.
Gestione delle istanze
Si rende necessaria l’emissione di un provvedimento formale nel caso in cui le autorità
competenti abbiano comunicato agli interessati, entro 30 giorni dalla scadenza prevista, l’eventuale
rifiuto o ritardo nell’accoglimento della domanda di dimissioni per provvedimento disciplinare in
corso, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 55 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
introdotto ex novo dall’articolo 69 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
L’accertamento del diritto al trattamento pensionistico sarà effettuato da parte delle sedi
competenti dell’INPS sulla base dei dati presenti sul conto assicurativo individuale e della tipologia
di pensione indicata nelle istanze di cessazione, dandone periodico riscontro al MIUR, per la
successiva comunicazione al personale, entro il termine ultimo del 29 maggio 2020. Qualora
vengano presentate dagli interessati entrambe le istanze, Inps valuterà il diritto a pensione per tutte
le fattispecie richieste.
Il rispetto di tale termine presuppone la sistemazione preventiva dei conti assicurativi dei
dipendenti, anche con l’intervento del datore di lavoro.
Pertanto, gli Ambiti provinciali o le Istituzioni scolastiche provvederanno all’esatta
ricognizione delle domande di Ricongiunzione, Riscatti, Computo, nonché dei relativi allegati,
prodotte entro il 31 agosto 2000 e non ancora definite, con riferimento a coloro che cesseranno dal
servizio con decorrenza dal 1 settembre 2020. Tale attività è necessaria e propedeutica al
completamento della posizione assicurativa finalizzata alla certificazione, da parte dell’Inps, del
diritto a pensione.
Gli Ambiti territoriali provinciali del MIUR o le Istituzioni scolastiche dovranno utilizzare,
l’applicativo nuova Passweb, che è lo strumento di scambio di dati fra l’Istituto e le pubbliche
amministrazioni.
Si precisa che le posizioni relative ai pensionandi dovranno essere progressivamente
sistemate entro la data ultima del 14 febbraio 2020.
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Soltanto qualora l’Ambito territoriale/Istituzione scolastica non sia ancora in grado di
utilizzare l’applicativo nuova Passweb, al fine di salvaguardare il diritto dei pensionandi ad
ottenere, nei termini previsti, la certificazione del diritto a pensione ed evitare ritardi
nell’erogazione della prestazione, gli Ambiti territoriali/le Istituzioni scolastiche dovranno
aggiornare, con cadenza settimanale, entro il 14 febbraio 2020, i dati sul sistema SIDI in modo da
consentire alle sedi INPS di consultare ed utilizzare le informazioni, anche con riferimento ai
periodi pre–ruolo ante 1988 con ritenuta in Conto Entrate Tesoro. Tali informazioni, disponibili su
SIDI, potranno essere inviate dal MIUR all’INPS con flussi massivi periodici al fine di renderli
disponibili in consultazione agli operatori INPS che valuteranno il loro utilizzo e caricamento in
nuova Passweb con le funzioni preposte.
Inoltre, gli Ambiti territoriali provinciali del MIUR dovranno definire, con la massima
sollecitudine, i provvedimenti cd “ante subentro”, inviandoli alle sedi Inps, in formato cartaceo o
PEC, con cadenza settimanale, entro il termine ultimo del 14 febbraio 2020, per consentire agli
operatori Inps l’acquisizione sulla posizione assicurativa dei periodi riconosciuti, nel rispetto della
tempistica concordata del 29 maggio 2020 per l’accertamento del diritto al trattamento
pensionistico.
Considerate le scadenze previste per la definizione delle domande di natura pensionistica
giacenti presso gli uffici MIUR e per l’aggiornamento degli stati matricolari con riferimento al
personale scolastico interessato dal pensionamento nel 2020, si invitano i destinatari della presente
circolare a porre in essere ogni misura, anche di carattere organizzativo, al fine di garantire il
massimo rispetto dei tempi indicati.
In caso di mancato rispetto di tale tempistica, l’Inps non potrà effettuare i propri
adempimenti, entro il termine concordato del 29 maggio 2020.
Il MIUR e l’INPS verificheranno l’andamento delle attività delle rispettive strutture
territoriali, scambiandosi dati e informazioni, per concertare azioni correttive in itinere e individuare
le situazioni di criticità.
Le cessazioni devono essere convalidate al SIDI con l’apposita funzione solo dopo
l’accertamento del diritto a pensione da parte dell’INPS.
Potranno operare le segreterie scolastiche o gli Uffici scolastici territoriali, secondo
l’organizzazione adottata dai singoli Uffici Scolastici Regionali.
Nella domanda di cessazione gli interessati devono dichiarare espressamente la volontà di
cessare comunque o di permanere in servizio una volta che sia stata accertata la eventuale mancanza
dei requisiti.
Le domande di pensione devono essere inviate direttamente all’Ente Previdenziale,
esclusivamente attraverso le seguenti modalità:
1) presentazione della domanda on-line accedendo al sito dell’Istituto, previa
registrazione;
2) presentazione della domanda tramite Contact Center Integrato (n. 803164);
3) presentazione telematica della domanda attraverso l’assistenza gratuita del Patronato.
Tali modalità saranno le uniche ritenute valide ai fini dell’accesso alla prestazione
pensionistica. Si evidenzia che la domanda presentata in forma diversa da quella telematica non sarà
procedibile fino a quando il richiedente non provveda a trasmetterla con le modalità sopra indicate.
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Applicazione dell’articolo 72 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Personale dirigente, docente, educativo ed
ATA).
Come è noto, il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla
legge 11 agosto 2014, n. 114 ha abolito l’istituto del trattenimento in servizio oltre i limiti di età.
Nello specifico, la normativa sopra richiamata ha abrogato l’articolo 16 del decreto
legislativo n. 30 dicembre 1992, n. 503 e di conseguenza anche il comma 5 dell’articolo 509 del
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 che ad esso si richiamava.
L’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 modificato dall’art. 1
comma 630 della legge 27.12. 2017 n. 205 ha tuttavia previsto che, al fine di assicurare continuità
alle attività previste negli accordi sottoscritti con scuole o università dei Paesi stranieri, il
personale della scuola impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali
svolti in lingua straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, possa chiedere di
essere autorizzato al trattenimento in servizio retribuito per non più di tre anni. Il
trattenimento in servizio è autorizzato, con provvedimento motivato, dal dirigente scolastico o dal
direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, nel caso di istanza presentata dai dirigenti
scolastici.
Nulla è invece innovato rispetto al comma 3 del citato articolo 509 che disciplina i
trattenimenti in servizio per raggiungere il minimo ai fini del trattamento di pensione. Ne consegue
che nel 2020 potranno chiedere la permanenza in servizio i soli soggetti che, compiendo 67 anni di
età entro il 31 agosto 2020, non sono in possesso di 20 anni di anzianità contributiva entro tale data.
Il comma 5 dell’articolo 1, come modificato in sede di conversione, del decreto legge n.
90/2014, ha generalizzato la disciplina relativa alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro
contenuta nell’articolo 72, comma 11, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, prima applicabile
solo fino al 31 dicembre 2014.
Tale facoltà può essere esercitata – al compimento, entro il 31 agosto 2020, dell’anzianità
contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini – con preavviso di
sei mesi, quindi entro il 28 febbraio 2020 anche nei confronti del personale con qualifica
dirigenziale, con decisione motivata, esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la
funzionale erogazione dei servizi.
Le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai soggetti che abbiano beneficiato
dell’articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni.
I periodi di riscatto, eventualmente richiesti, contribuiscono al raggiungimento dei sopra
ricordati requisiti contributivi nella sola ipotesi che siano già stati accettati i relativi provvedimenti.
Ai fini dell’applicazione dell’articolo 72, comma 11, è necessario valutare l’esistenza di una
situazione di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza dell’interessato, sia a
livello nazionale che provinciale.
Laddove l’amministrazione non si avvalga della facoltà di risolvere unilateralmente il
rapporto di lavoro, dovrà obbligatoriamente collocare a riposo il dipendente, che abbia raggiunto i
requisiti per la pensione anticipata (di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli
uomini), al compimento del limite ordinamentale per la permanenza in servizio, ossia a 65 anni,
come previsto dall’articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 101/2013.
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Qualora, invece, il requisito anagrafico dei 65 anni sia maturato tra settembre e dicembre
2020 la cessazione dal servizio può avvenire solo a domanda dell’interessato.
Si comunica, inoltre, che ai sensi dell’art. 1, commi da 147 a 153, della legge 27 dicembre
2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), l’accesso, d’ufficio o a domanda, alla pensione di vecchiaia,
per il personale che rientra tra le categorie di lavoratori destinatari della suddetta norma, e che abbia
i requisiti ivi previsti, è consentito al raggiungimento di 66 anni e 7 mesi di età, purché la prevista
anzianità contributiva dei 30 anni sia maturata entro il 31 agosto (Circolare INPS n. 126 del 2019).
Per tale fattispecie, non trovano applicazione le disposizioni in materia di cumulo di cui alla
legge 24 dicembre 2012, n. 228 e successive modificazioni.
APE sociale, pensione anticipata per i lavori gravosi e per i lavoratori precoci.
Coloro che sono interessati all’accesso all’APE sociale o alla pensione anticipata per i
lavoratori precoci, potranno, una volta ottenuto il riconoscimento dall’INPS, presentare la domanda
di cessazione dal servizio con modalità cartacea sempre con effetto dal 1 settembre 2020.
Trattamenti previdenziali (Trattamento di fine servizio e di fine rapporto). Applicazione
dell’articolo 23 del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla legge 28 marzo 2019,
n. 26 (anticipo TFS/TFR)
Come è noto, il decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4 convertito dalla legge 28 marzo 2019,
n.26, ha introdotto all’art. 23, comma 2, la possibilità per tutti i dipendenti che risolvono il rapporto
di lavoro con diritto a pensione, di presentare alle banche o agli intermediari finanziari che
aderiscono ad un apposito accordo, una richiesta di finanziamento delle indennità di fine servizio
comunque denominate, per un importo non superiore a 45.000 euro.
L’attuazione di tale norma è stata demandata ad un D.P.C.M, in corso di perfezionamento,
che ha come obiettivo quello di procedere alla regolamentazione delle modalità di erogazione
anticipata delle prestazioni di fine servizio, e ad un Accordo quadro che dovrà definire i termini e le
modalità di adesione e le condizioni economiche delle Banche.
Pertanto, al fine di consentire alle sedi INPS di predisporre le quantificazioni delle
prestazioni finalizzate alla richiesta di anticipo del TFS e del TFR, una volta che il D.P.C.M. sarà
emanato, gli Uffici scolastici territoriali dovranno provvedere a fornire alle sedi Inps di competenza,
tempestivamente, i dati giuridici ed economici necessari per quantificare l’importo oggetto di
finanziamento.
Conseguentemente, è di fondamentale importanza che gli Uffici scolastici preposti, mediante
l’utilizzo dei canali Nuova Passweb e Flusso Uniemens, provvedano in tempo utile alla
sistemazione delle posizioni assicurative dei propri amministrati in relazione alle prestazioni di fine
servizio e di fine rapporto e inoltrino alle sedi competenti dell’Istituto le pratiche di riscatto
TFS/TFS giacenti nei fascicoli degli iscritti al fine di consentire la sollecita quantificazione
dell’importo della prestazione oggetto di anticipo.
Adempimenti amministrativi relativi alla trasmissione dei dati utili alla liquidazione dei
trattamenti di fine servizio (TFS) e dei trattamenti di fine rapporto(TFR)
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Per quanto riguarda il TFS, si richiama l’attenzione degli Uffici scolastici alle indicazioni
contenute nel Messaggio Hermes n. 3400 del 20 settembre 2019.
Pertanto, a partire dalle cessazioni 2020, la modalità ordinaria di comunicazione dei dati
utili all’elaborazione del TFS dovrà essere quella telematica. Infatti, in adesione al processo di
semplificazione e dematerializzazione della comunicazione tra l’Istituto ed i datori di lavoro
pubblici che vede il superamento dell’invio cartaceo (modello PL1) dei dati giuridici ed economici
necessari all’elaborazione del trattamento di fine servizio (TFS), è stato rilasciato in esercizio un
applicativo “Comunicazione di cessazione” che sostituisce i vecchi modelli cartacei per la
comunicazione dei dati giuridici ed economici necessari alla liquidazione dei trattamenti di fine
servizio.
Con il nuovo sistema i dati giuridici ed economici necessari all’elaborazione del TFS
vengono acquisiti dalla posizione assicurativa e da ultimo miglio TFS, garantendo l’esigenza della
certificazione dei dati di posizione assicurativa ai fini previdenziali.
Per quanto riguarda la prestazione di TFR, l’Inps ha in corso un’attività di telematizzazione
dell’intero processo rivolta ad acquisire i dati giuridici ed economici degli iscritti direttamente dalla
posizione assicurativa.
Si sensibilizza già da ora gli uffici Scolastici alla compilazione del flusso Uniemens
mediante la corretta valorizzazione dei campi relativi al TFR.
Si prega di dare la più ampia e tempestiva diffusione della presente circolare diramata
d’intesa con l’INPS.
Si ringrazia per la collaborazione.
IL CAPO DIPARTIMENTO
Carmela Palumbo

La pensione anticipata 2019 e 2020


Blocco scatti aspettative di vita per la pensione anticipata fino al 2026: requisiti anagrafici, contribuzione utile, regole per il comparto Scuola e i professionisti.

Insieme alla quota 100 è stata la misura di riforma pensioni più rilevante del 2019: la pensione anticipata si è infatti avvicinata rispetto alle vecchie regole, perché non ha più subito la prevista applicazione degli adeguamenti alle aspettative di vita. Questo vale anche per chi aspira a ritirarsi nel 2020 perché , fino al 2026 , continuano a non applicarsi più gli scatti  per aspettative di vita . Rimane anche la finestra mobile di tre mesi fra maturazione del diritto e decorrenza della pensione (durante la quale si può continuare a lavorare).

Requisiti pensione anticipata 2020

I requisiti per la pensione anticipata nel 2020 restano quelli del 2019 (e del 2018): gli uomini possono ritirarsi con 42 anni e dieci mesi di contributi, le donne con un anno in meno, ossia 41 anni e dieci mesi. Non rileva in alcun modo l’età anagrafica, contano solo i contributi.

Si possono contare tutti i contributi versati o accreditati (compresi quelli da riscatto, i contributi figurativi, i contributi volontari e via dicendo). E’ però necessario avere almeno 35 anni effettivamente versati (senza contare, quindi, i contributi figurativi accreditati per malattia, infortunio o disoccupazione/NASPI ).

Il blocco degli scatti è stabilito fino al 2026. Salvo cambiamenti legislativi, i requisiti sopra esposti restano immutati fino al 31 dicembre di tale anno.

Per le pensioni di vecchiaia, alle quali invece si applicano gli adeguamenti,  continueranno ad aggiungersi gli scatti.

Decorrenza pensione anticipata

Per andare in pensione anticipata, anche nel 2020 bisognerà aspettare tre mesi da quando si matura il requisito.

Il personale della Scuola continua ad applicare l’articolo 59, comma 9, della legge 449/1997, per cui la cessazione dal servizio ha effetto dall’inizio dell’anno scolastico o dell’anno accademico e presentare le dimissioni entro la data che verrà stabilita dal MIUR.

Le nuove regola riguardano esclusivamente gli iscritti alle diverse gestioni INPS o EX-INPDAP. Coloro che invece pagano i contributi alle casse previdenziali dei professionisti continuano ad applicare le regole previste dall’istituto di appartenenza.

Resta la possibilità di andare in pensione di anzianità a 63 anni (comma 11 dello stesso articolo 24 dl 201/2011) e 20 anni di contributi (effettivi) per coloro che sono interamente nel contributivo (primo accredito successivo al primo gennaio 1996). Ma in questo caso continuano ad applicarsi gli scatti alle aspettative di vita: dal 2019 il requisito è pari a 64 anni.

 

 

Tutti i modi andare in pensione nel 2019 e 2020


Tutti i modi andare in pensione nel 2019 e 2020

Nel 2021 è prevista una nuova riforma previdenziale che introdurrà nuove formule di pensione anticipata in sostituzione di formule come la Quota 100, che rimane confermata come sperimentale per il triennio 2019-2021. Per il 2020 il Governo ha intanto previsto anche il rinnovo di Opzione Donna e APE Sociale

Dunque, da qui al prossimo anno il quadro resta sostanzialmente invariato rispetto a quanto introdotto dalla Legge di Stabilità 2019 e dal decreto Quota 100 in tema di Riforma delle Pensioni, con l’obiettivo di garantire nel medio periodo che i lavoratori fruiscano delle formule introdotte per un’uscita agevolata dal mercato del lavoro.

Vediamo, anche a fronte delle ultime novità, quali sono tutti i modi per andare in pensione nel 2019 e nel 2020: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, Quota 100, Precoci, lavori usuranti e gravosi, APe e cumulo contributivo.

Pensione di vecchiaia

Chi raggiunge nel corso del 2019 o 2020 il requisito dei 67 anni di età (innalzato rispetto ai precedenti 66 anni e 7 mesi) ed abbia versato almeno 20 anni di contributi maturerà il diritto alla pensione di vecchia. Un diritto che scatta dal primo giorno del mese successivo a quello in cui l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, o di quello in cui viene raggiunto anche il requisito di anzianità assicurativa e contributiva, nel caso in cui alla data del compleanno non risultassero già soddisfatti.

Lo scatto di cinque mesi non si applica ai lavoratori addetti alle mansioni gravose con almeno 30 anni di contribuzione che, pertanto, potranno andare in pensione con 66 anni e 7 mesi.

I lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata, se aventi diritto, potranno dunque andare in pensione, previa domanda da presentare all’Ente previdenziale.

Per ricevere la pensione di vecchiaia è necessario cessare il rapporto di lavoro dipendente, ma non l’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Pensione anticipata

Il Governo ha bloccato retroattivamente l’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per la pensione anticipata scattato il 1° gennaio 2019 in base a quanto previsto dalla Legge Fornero (la Riforma delle Pensioni 2011). Pertanto anche nel 2019 e 2020 si potrà andare in pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica, con:

  • 42 anni e 10 mesi  di contributi gli uomini (contro i 43 anni e tre mesi previsti dalla Legge Fornero);
  • 41 anni e 10 mesi le donne (contro 42 anni e tre mesi).

Con la Legge di Bilancio 2019 è tuttavia previsto il ritorno del sistema delle finestre: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti pensionistici con la prima decorrenza – per chi ha maturato i requisiti entro l’entrata in vigore del DL su Quota 100 – al 1° Aprile 2019.

Pensione per usuranti

Per gli impiegati in lavori usuranti la legge prevede la possibilità di andare in pensione in maniera anticipata rispetto agli altri lavoratori. Ogni anno sono circa 6 mila i potenziali beneficiari della pensione anticipata per lavoro usurante. Le mansioniusuranti sono quelle previste dal decreto legislativo n. 67 del 2011.

Per accedervi, per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2018, viene richiesto di aver svolto una o più delle attività usuranti per almeno la metà della vita lavorativa, o per almeno sette anni negli ultimi dieci.

Ai lavoratori usuranti dal 2019 al 2026 viene inoltre richiesto di rientrare nella quota 97,6 con almeno 61 anni 7 mesi di età e 35 anni di contributi.

Pensione per i precoci

Agevolazioni in tema di accesso alla pensione anticipata vengono riservate anche ailavoratori precoci che possono lasciare il lavoro maturando 41 anni di contributi, quota 41, a prescindere dalla età anagrafica. L’assegno viene calcolato con il sistema misto.

Per lavoratori precoci si intendono coloro che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi effettivi, anche non continuativi.

Per andare in pensione, i lavoratori precoci che maturano i requisiti nel 2019 e 2020 devono produrre una doppia domanda all’INPS, una per la verifica dei requisiti (entro il 1° marzo di ciascun anno), l’altra per l’accesso alla prestazione vera e propria.

La decorrenza del trattamento scatta trascorsi tre mesi (finestra mobile).

Pensione lavori gravosi

Per i lavoratori impiegati in mansioni gravose le agevolazioni previste in tema di accesso alla pensione prevedono il possesso di questi requisiti: 66 anni e 7 mesi di età, oppure 41 anni e dieci mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini (per questa categoria non scatta dal 2019 l’adeguamento alla speranza di vita). Per mansioni gravose si intendono quelle riportate nell’allegato B del decreto ministeriale di cui all’articolo 1, comma 153, legge 205/2017.

Per accedere alla pensione anticipata per lavori gravosi è necessario allegare alladomanda INPS:

  • la dichiarazione del datore di lavoro attestante i periodi di svolgimento delle mansioni gravose rese alle proprie dipendenze, il contratto collettivo applicato;
  • il livello di inquadramento attribuito;
  • le mansioni svolte;
  • il relativo codice professionale ISTAT, ove previsto.
  • Quota 100 privati

    Una delle grandi novità del 2019 è la possibilità per i dipendenti privati di accedere alla pensione anticipata con quota 100. Tale requisito si perfeziona al raggiungimento di 62 anni di età e 38 anni di contributi. Anche qui è previsto il sistema delle finestre per l’accesso alla pensione:

    • chi matura i requisiti può accedere alla pensione dopo tre mesi.
    •  Quota 100 statali

      Anche i dipendenti pubblici potranno anticipare la pensione con la quota 100. I requisiti richiesti sono gli stessi dei dipendenti privati ma sono state previste solo due finestre semestrali:

      • chi è risulta in possesso dei requisiti entro l’entrata in vigore del DL Quota 100 si è ritirato ad agosto 2019;
      • dopo tale data, si devono attendere sei mesi dalla maturazione dei requisiti.

      Per il settore scolastico e Afam resta ferma anche per il 2020 la decorrenza della pensione al 1° settembre (1° novembre Afam) dell’anno in cui vengono raggiunti i requisiti pensionistici. A tal fine chi matura i requisiti per la quota entro il 31 dicembre 2019 ha potuto presentare domanda di dimissioni entro il 28 febbraio scorso, per andare in quiescenza dal 1° settembre/novembre 2019. Stessa cosa per il prossimo anno.

    • Opzione Donna

      L’Opzione Donna permette alle lavoratrici di ritirarsi con 58 anni di età (59 se autonome) e 35 di contributi. L’assegno previdenziale in questo caso viene ricalcolato con il solo criterio contributivo.Vengono incluse anche le nate nel 1960 e anche in questo caso, non si applicano gli scatti delle aspettative di vita. La decorrenza della pensione viene posticipata di 12 mesi (18 per le autonome).

      La misura sarà rinnovata nel 2020, allargando quindi “di un anno” la platea delle beneficiarie.

    • APe aziendale

      Nel 2019 è ancora possibile ritirarsi con l’APe aziendale, l’anticipo della pensione finanziato dal datore di lavoro privato che garantisce al lavoratore un assegno ponte fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Il prestito deve essere restituito con rate ventennali trattenute sulla futura pensione. L’APe aziendale, a differenza di quella volontaria, richiede necessariamente l’interruzione del rapporto di lavoro.

      I requisiti per l’accesso all’APe aziendale sono: aver compiuto 63 anni, avere almeno 20 anni di contributi versati e non avere più di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

    • APe Sociale

      Prorogata di un anno anche l’APe sociale, che dunque resterà in vigore fino al 31 dicembre 2020. Si tratta di un trattamento finanziato dallo Stato che consente di accedere alla pensione anticipata a costo zero ma solo a specifiche categorie di lavoratori caratterizzati da condizioni di disagio, a patto che manchino solo 3 anni e 7 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Questo significa che hanno diritto all’indennità sostitutiva coloro che maturano il requisito entro il 31 dicembre.

      La prestazione dura fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. Requisiti: almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni o 36 anni a seconda dei casi, con un bonus di un anno per ciascun figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

    • APe Volontario

      Nel 2020 terminerà la sperimentazione dell’APe volontario, l’anticipo pensionistico pagato con finanziamento bancario  da restituire con rate ventennali trattenute sulla futura pensione destinato ai soggetti che hanno 63 anni, 20 anni di contributi e si trovano a non più di tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia.

    • Cumulo contributivo

      Per raggiungere i requisiti richiesti per l’accesso alla pensione è inoltre possibile fruire del cumulo gratuito di contributi previdenziali versati in più gestioni per ottenere un assegno unitario. Una possibilità alla quale possono accedere potenzialmente circa 50mila lavoratori l’anno. Nel cumulo possono confluire anche i contributi versati alle casse dei professionisti ad eccezione del caso in cui si debba raggiungere il requisito contributivo di 38 anni per la quota 100).

PRESCRIZIONE CONTRIBUTI PUBBLICI DIPENDENTI: RINVIO-Circolare numero 117 del 11-12-2018


Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti Roma, 11/12/2018 Circolare n. 117 Ai Dirigenti centrali e territoriali Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e    territoriali delle Aree dei professionisti Al Coordinatore generale, ai coordinatori    centrali e ai responsabili territoriali    dell’Area medico legale E, per conoscenza, Al Presidente Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo    di Vigilanza Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci Al Magistrato della Corte dei Conti delegato    all’esercizio del controllo Ai Presidenti dei Comitati amministratori    di fondi, gestioni e casse Al Presidente della Commissione centrale    per l’accertamento e la riscossione    dei contributi agricoli unificati Ai Presidenti dei Comitati regionali OGGETTO: Differimento al 1° gennaio 2020 del termine di decorrenza delle indicazioni fornite con circolare n. 169 del 15 novembre 2017, intitolata “Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche. Chiarimenti” SOMMARIO:  Con la presente circolare si differisce dal 1° gennaio 2019 al 1° gennaio 2020 il termine di decorrenza delle indicazioni della circolare n. 169/2017 INDICE

Sorgente: Circolare numero 117 del 11-12-2018

-PENSIONI 2018 E NOVITA’ DELLA LEGGE DI BILANCIO PER IL 2018-SCHEMI RIASSUNTIVI.


inizio

INDICE:

1-APE SOCIAL->”dettagli APE SOCIAL

2-PENSIONE ANTICIPATA E PRECOCI->”dettagli ANTICIPATA E PRECOCI”

3-PREPENSIONAMENTI AZIENDALI ->”dettagli ISO PENSIONE PREPENSIONAMENTI AZIENDALI
3bis-PREPENSIONAMENTI AZIENDALI->”dettagli PREPENSIONAMENTI AZIENDALI

4-PENSIONE DI VECCHIAIA->”dettagli PENSIONE DI VECCHIAIA

5-CONTRIBUTI ESTERI->”dettagli CONTRIBUTI ESTERI
5bis-CONTRIBUTI ESTERI->”dettagli TOTALIZZAZIONE CONTRIBUTI ESTERI

Anche i lavoratori che hanno versato i contributi all’estero potranno totalizzarli per raggiungere i 30/36 anni chiesti per l’accesso all’APE sociale.

L’Inps apre alla valorizzazione della contribuzione estera ai fini di maturare il requisito contributivo chiesto per l’Ape sociale. Lo fa con il messaggio 4170/2017 pubblicato oggi nel quale l’Istituto si adegua al parere del Ministero del Lavoro pervenuto nei giorni scorsi in esito alle scarse domande accolte nella prima fase di sperimentazione della misura.Con circolare n. 100 del 2017 in materia di valutazione del requisito contributivo minimo per l’accesso all’ape sociale (30 anni, 36 anni nei lavori gravosi) era stato specificato che non poteva essere perfezionato totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia. Una limitazione apparsa subito controversa che ha penalizzato soprattutto i lavoratori transfrontalieri.

Posto che all’esito della prima fase di applicazione dell’APe sociale, correlata all’invio delle domande di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio u.s., è emerso che la platea dei destinatari sarà presumibilmente inferiore rispetto a quella prevista e, conseguentemente, ai fondi stanziati il Ministero del Lavoro e l’Inps annunciano il cambio di rotta con riferimento alle domande presentate nella cd. seconda fase di monitoraggio, vale a dire tra il 16 luglio ed il 30 novembre 2017. La novità consentirà l’ingresso di potenziali beneficiari che perfezionano il suddetto requisito contributivo minimo (30 o 36 anni) per l’accesso all’Ape sociale totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia e che sono stati inizialmente esclusi per difetto del requisito contributivo.

L’Inps specifica, pertanto, che le domande di certificazione delle condizioni di accesso al beneficio dell’ape sociale presentate in data successiva al 15 luglio 2017 dovranno essere istruite, o se già istruite, riesaminate, alla luce del criterio esposto. L’Istituto non specifica se anche le domande presentate entro il 15 luglio e respinte per carenza del requisito saranno o meno riesaminate d’ufficio alla luce del nuovo criterio o, in tal caso, il lavoratore dovrà produrre una nuova istanza di accesso.

6-APE VOLONTARIO->”dettagli APE VOLONTARIA
6bis-APE VOLONTARIO bis->”dettagli ACCESSO APE VOLONTARIA

7-OPZIONE DONNA->”dettagli OPZIONE DONNA

Non viene prorogata!

8-SCONTI ALLE DONNE
e) dopo il comma 179 è inserito il seguente:
«179-bis. Ai fini del riconoscimento dell’indennità di cui al comma 179, i requisiti contributivi
richiesti alle lettere da a)(DISOCCUPATE) a d)(ADDETTE A MANSIONI GRAVOSE ALLEGATO “B”) del medesimo comma sono ridotti, per le donne, di dodici mesi
per ogni figlio, nel limite massimo di due anni »;
N.B.SOLO PER APE SOCIAL!

9-CUMULO E RICONGIUNZIONE/RIUNIONE DEI CONTRIBUTI->”dettagli CUMULO E RICONGIUNZIONE/RIUNIONE DEI CONTRIBUTI

10-TABELLA DEI LAVORI GRAVOSI->”dettagli TABELLA

29-12-2017 Supplemento ordinario n. 62/L alla GAZZETTA UFFICIALE
Serie generale – n. 302

Allegato B
(articolo 1, comma 148, lettera a))

A. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici

B. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

C. Conciatori di pelli e di pellicce

D. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

E. Conduttori di mezzi pesanti e camion

F. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con
lavoro organizzato in turni

G. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

H. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido

I. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati

L. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia

M. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

N. Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca

O. Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di
cooperative

P. Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a
lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo n. 67 del
2011

Q. Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque
interne.

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APE SOCIAL

APE SOCIAL


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ANTICIPATA E PRECOCI

PENSIONE ANTICIPATA E PRECOCI

N.B.

I lavoratori invalidi possono conteggiare le maggiorazioni di cui all’articolo 80, co. 3 della legge 388/2000 sono utilizzabili al fine di acquisire la pensione anticipata con il requisito ridotto di 41 anni di contributi. L’articolo 1, co. 205 della legge 232/2016 ha stabilito, infatti, che la riduzione del requisito contributivo necessario per il pensionamento anticipato dei lavoratori precoci non è cumulabile con altre maggiorazioni previste per le attività di lavoro ad eccezione di quanto previsto all’articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Ai fini del raggiungimento dei 41 anni necessari per conseguire la pensione anticipata continua, quindi, a trovare applicazione il riconoscimento, in favore dei lavoratori sordomuti e degli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74%, ovvero ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensione di guerra, del beneficio di due mesi di contribuzione, fino al limite massimo di cinque anni, per ogni anno di servizio effettivamente svolto presso pubbliche amministrazioni o aziende private o cooperative.

</

N.B.

Ape Sociale/Precoci, Ok anche a chi si è rioccupato per non più di sei mesi

L’inps avvierà d’ufficio il riesame delle istanze in un primo tempo bocciate. Salvi anche coloro che hanno utilizzato i voucher dopo la fine dell’ammortizzatore sociale.

L’eventuale rioccupazione in contratti di lavoro subordinato non superiore a sei mesi dopo la scadenza dell’ammortizzatore sociale non comporterà la decadenza del diritto alla fruizione dell’Ape sociale e del beneficio della pensione anticipata per i lavoratori precoci. Lo mette nero su bianco il messaggio inps 4195/2017 pubblicato dall’Istituto di previdenza dopo un confronto con il ministero del Lavoro.La decisione era nell’aria e fa seguito alla valanga di domande bocciate negli ultimi giorni dall’Inps a cui si è dovuti correre ai ripari. In un primo tempo era stato, infatti, negato il conseguimento dell’ape sociale e del beneficio precoci a coloro che, dopo il termine dell’ammortizzatore sociale (es. Naspi o mobilità), si fossero rioccupati in qualsiasi attività lavorativa (anche per un solo giorno), una interpretazione contrastante con l’articolo 19, co. 3 del Dlgs 150/2015 che sanciva, invece, la semplice sospensione dello stato di disoccupazione per rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi. Come dire che se il lavoratore si fosse rioccupato avrebbe perso il diritto all’Ape sociale ma non lo stato di disoccupazione.

Fortunatamente è arrivato il cambio di rotta ed una interpretazione maggiormente conforme al dettato normativo. Il messaggio inps chiarisce, pertanto, che eventuali rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi, svolti dal richiedente nel periodo successivo alla conclusione della prestazioni di disoccupazione, non determinano il venir meno dello stato di disoccupazione. E dunque non pregiudicano il diritto all’Ape sociale o al beneficio per i lavoratori precoci.

Con riguardo poi alle prestazioni di lavoro occasionale, retribuita eventualmente anche con i voucher, il Dicastero ha altresì espresso l’avviso in nota che “possa essere ricompresa nell’ambito applicativo della citata disposizione (articolo 19, comma 3 del d.lgs. n. 150 del 2015) la prestazione di lavoro occasionale, anche retribuita con voucher, sia in considerazione delle concrete modalità di svolgimento (in cui il prestatore si trova sottoposto al potere di direzione del datore di lavoro, cui spetta di determinare le modalità di esplicazione dell’attività lavorativa), sia in considerazione del disposto dell’articolo 54-bis, comma 4, del decreto legge n. 50 del 2017 il quale in tema di prestazione occasionale prevede che “i compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale” e “ non incidono sul suo stato di disoccupato”.

Restano invece da chiarire gli effetti di una rioccupazione successiva al termine degli ammortizzatori sociali in un’attività di lavoro autonomo o parasubordinato. In passato tali attività non incidevano sullo stato di disoccupazione a meno che non avessero prodotto un reddito superiore a 4.800 euro annui. Ma con la Riforma del Jobs Act si è perso questo riferimento, da qui la necessità per il Ministero di condurre ulteriori approfondimenti e correttivi amministrativi.

Il riesame delle istanze bocciate avverrà d’ufficio

Alla luce del nuovo indirizzo interpretativo fornito dal Ministero l’Inps comunica, pertanto, che dovranno essere accolte le istanze di Ape Sociale/precoci anche se nel periodo successivo alla conclusione della prestazione di disoccupazione siano riscontrate prestazioni di lavoro occasionali (voucher) o periodi di contribuzione correlati a rapporti di lavoro subordinato che singolarmente considerati non superino i 6 mesi.

Le Sedi dell’Istituto attueranno il nuovo indirizzo procedendo al riesame d’ufficio delle domande di certificazione presentate con particolare riferimento a quelle domande che sono state rigettate per rioccupazioni di durata inferiore ai 6 mesi nel periodo successivo alla fruizione completa della prestazione di disoccupazione. Il nuovo esito sarà comunicato ai soggetti interessati secondo le consuete modalità. I riesami non incideranno sulla decorrenza del trattamento richiesto, che per il 2017 rimarrà agganciata alla data di maturazione dei requisiti e delle condizioni di legge.
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PREPENSIONAMENTI AZIENDALI

PENSIONE DI VECCHIAIA

CONTRIBUTI ESTERI

Anche i lavoratori che hanno versato i contributi all’estero potranno totalizzarli per raggiungere i 30/36 anni chiesti per l’accesso all’APE sociale.

L’Inps apre alla valorizzazione della contribuzione estera ai fini di maturare il requisito contributivo chiesto per l’Ape sociale. Lo fa con il messaggio 4170/2017 pubblicato oggi nel quale l’Istituto si adegua al parere del Ministero del Lavoro pervenuto nei giorni scorsi in esito alle scarse domande accolte nella prima fase di sperimentazione della misura.Con circolare n. 100 del 2017 in materia di valutazione del requisito contributivo minimo per l’accesso all’ape sociale (30 anni, 36 anni nei lavori gravosi) era stato specificato che non poteva essere perfezionato totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia. Una limitazione apparsa subito controversa che ha penalizzato soprattutto i lavoratori transfrontalieri.

Posto che all’esito della prima fase di applicazione dell’APe sociale, correlata all’invio delle domande di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio u.s., è emerso che la platea dei destinatari sarà presumibilmente inferiore rispetto a quella prevista e, conseguentemente, ai fondi stanziati il Ministero del Lavoro e l’Inps annunciano il cambio di rotta con riferimento alle domande presentate nella cd. seconda fase di monitoraggio, vale a dire tra il 16 luglio ed il 30 novembre 2017. La novità consentirà l’ingresso di potenziali beneficiari che perfezionano il suddetto requisito contributivo minimo (30 o 36 anni) per l’accesso all’Ape sociale totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia e che sono stati inizialmente esclusi per difetto del requisito contributivo.

L’Inps specifica, pertanto, che le domande di certificazione delle condizioni di accesso al beneficio dell’ape sociale presentate in data successiva al 15 luglio 2017 dovranno essere istruite, o se già istruite, riesaminate, alla luce del criterio esposto. L’Istituto non specifica se anche le domande presentate entro il 15 luglio e respinte per carenza del requisito saranno o meno riesaminate d’ufficio alla luce del nuovo criterio o, in tal caso, il lavoratore dovrà produrre una nuova istanza di accesso.

APE VOLONTARIO

La novità interessa tutti i lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria, le forme ad essa sostitutive od esclusive (dunque sia i lavoratori dipendenti del settore privato, sia gli autonomi, gli iscritti alla gestione separata nonchè i lavoratori del pubblico impiego) in possesso di 63 anni di età, 20 anni di contributi e a non più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio. Per l’accesso alla misura la pensione al momento della richiesta dovrà risultare non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo inps (cioè circa 702,65 euro al mese) al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta; inoltre l’interessato non deve essere titolare di una pensione diretta o dell’assegno ordinario di invalidità. La misura ha carattere sperimentale: durerà sino al 31 dicembre 2019 (per effetto della proroga di un anno contenuta nella legge di bilancio per il 2018) e poi potrà essere rinnovato sulla base dei risultati della sperimentazione.

Pensioni, Ape volontario cumulabile con l’Ape sociale

Anche i lavoratori che avranno diritto all’Ape nella forma agevolata potranno chiedere il prestito pensionistico e farsi erogare una ulteriore quota di reddito in attesa della pensione. Il DPCM firmato dal Governo lo scorso 4 Settembre (ed in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) consente questa operazione a condizione che l’importo minimo mensile finanziato risulti non inferiore a 150 euro al mese.

Ma l’operazione interesserà esclusivamente i soggetti che hanno maturato un assegno pensionistico elevato, superiore almeno a 2mila euro lordi mensili.

OPZIONE DONNA

Non viene prorogata!

CUMULO CONTRIBUTI

Come utilizzare la contribuzione Mista nel 2017
La tavola riassume i principali istituti a disposizione dei lavoratori che hanno più periodi di contribuzione nei fondi di previdenza obbligatoria per valorizzarli ai fini di una prestazione pensionistica. In verde le prestazioni previdenziali conseguibili e le gestioni interessate per ciascun istituto.
Ricongiunzione (legge 29/1979) Prestazioni Conseguibili
Attraverso la ricongiunzione è possibile accentrare in una sola gestione, onerosamente, i contributi versati in una delle gestioni sotto indicate ed ottenere dalla gestione accentrante il pagamento di una prestazione pensionistica Pensione di Vecchiaia
Pensione Anticipata    
  Assegno Ordinario di Invalidità 1    
  Pensione di Inabilità
1) Solo se riconosciute secondo l’ordinamento della gestione accentrante Pensione Indiretta          
  Pensione Supplementare 1
Sistema di Calcolo Retributivo, Misto o contributivo in base alle regole della gestione accentrante          
  Condizioni I periodi di contribuzione oggetto di ricongiunzione non devono aver dato luogo alla liquidazione di una pensione diretta
Gestioni Interessate
AGO (FPLD – Gestioni Speciali Autonomi) Fondi Sostitutivi dell’AGO (es. ex Elettrici, Ex telefonici, Ex Enpals Fondo Volo, Inpgi, eccetera) Fondi Esclusivi dell’AGO (Cassa Stato, Cps, Cpi, Cpug, Cpdel, FS, Poste) Gestione Separata

NO

Fondo Clero

NO

Casse Libero Professionali (regolata da legge 45/1990)
PensioniOggi.it
Totalizzazione Nazionale (Dlgs 42/2006) Prestazioni Conseguibili
I Lavoratori con contribuzione presente nelle gestioni sotto indicate possono cumularli gratuitamente al fine di ottenere una prestazione pensionistica indicata a lato (in verde) Pensione di Vecchiaia 1        
  Pensione Anticipata 2
Assegno Ordinario di Invalidità  NO
1) a 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi. Finestra mobile di 18 mesi; 2) a 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Finestra mobile di 21 mesi; 3) A meno sia stato raggiunto un diritto autonomo in una delle gestioni interessate Pensione di Inabilità          
  Pensione Indiretta
Pensione Supplementare  NO
Sistema di Calcolo Contributivo 3          
  Condizioni E’ necessario che gli interessati non siano già titolari di un trattamento pensionistico erogato da una delle gestioni nell’ambito delle quali si chiede la totalizzazione
Gestioni Interessate
AGO (FPLD – Gestioni Speciali Autonomi) Fondi Sostitutivi dell’AGO (es. ex Elettrici, Ex telefonici, Ex Enpals Fondo Volo, Inpgi, eccetera) Fondi Esclusivi dell’AGO (Cassa Stato, Cps, Cpi, Cpug, Cpdel, FS, Poste) Gestione Separata Inps Fondo Clero Casse Libero Professionali (Dlgs 509/1994; Dlgs 103/1996)
PensioniOggi.it
Cumulo Dei periodi Assicurativi (legge 228/2012) Prestazioni Conseguibili
I Lavoratori con contribuzione presente nelle gestioni in verde possono cumularli gratuitamente al fine di ottenere una prestazione pensionistica indicata a lato (in verde) Pensione di Vecchiaia 1          
  Pensione Anticipata 2
Assegno Ordinario di Invalidità  NO
1) La prestazione si consegue al perfezionamento del requisito anagrafico più elevato tra quelli previsti dai rispettivi ordinamenti che disciplinano le gestioni interessate all’esercizio della facoltà; 2) La prestazione si consegue solo ed esclusivamente al perfezionamento di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) o dei 41 anni di contributi per i cd. lavoratori precoci Pensione di Inabilità          
  Pensione Indiretta
Pensione Supplementare  NO
Sistema di Calcolo Ciascuna Gestione per la parte di propria competenza, determina il trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.          
  Condizioni Nessuna pensione diretta liquidata a carico delle gestioni interessate nel cumulo.
Gestioni Interessate
AGO (FPLD – Gestioni Speciali dei lavoratori Autonomi) Fondi Sostitutivi dell’AGO (es. ex Elettrici, Ex telefonici, Ex Enpals Fondo Volo, Inpgi, eccetera) Fondi Esclusivi dell’AGO (Cassa Stato, Cps, Cpi, Cpug, Cpdel, FS, Poste) Gestione Separata Inps Fondo Clero

NO

Casse Libero Professionali (Dlgs 509/1994; Dlgs 103/1996)
PensioniOggi.it
Cumulo nella Gestione Autonoma (art. 20, legge 613/1966) Prestazioni Conseguibili
Pensione di Vecchiaia 1
I Lavoratori con contribuzione presente nel Fondo Pensioni dei Lavoratori Dipendenti e/o in più Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi possono ottenere il cumulo della contribuzione presente in tali gestioni al fine di conseguire la liquidazione di una delle prestazioni previdenziali indicate a lato nell’ambito della gestione autonoma. Pensione Anticipata
Assegno Ordinario di Invalidità          
  Pensione di Inabilità
Pensione Indiretta          
  Pensione Supplementare
1) La prestazione si consegue al perfezionamento del requisito anagrafico previsto nella Gestione Speciale
Sistema di Calcolo Retributivo, Misto o contributivo in base alle regole di ciascuna gestione (articolo 16, legge 233/1990)          
  Condizioni Il Cumulo opera d’ufficio quando non è stato raggiunto un diritto a pensione nella gestione lavoratori dipendenti. Se è stato raggiunto un diritto autonomo sia nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti con la sola contribuzione versata in tale gestione, sia in una gestione dei lavoratori autonomi il Cumulo opera su domanda dell’interessato.
Gestioni Interessate
AGO (FPLD – Gestioni Speciali Autonomi) Fondi Sostitutivi dell’AGO (es. ex Elettrici, Ex telefonici, Ex Enpals Fondo Volo, Inpgi, eccetera)

NO

Fondi Esclusivi dell’AGO (Cassa Stato, Cps, Cpi, Cpug, Cpdel, FS, Poste)

NO

Gestione Separata Inps

NO

Fondo Clero

NO

Casse Libero Professionali (Dlgs 509/1994; Dlgs 103/1996)

NO

PensioniOggi.it
Computo nella Gestione Separata (Dm 282/1996) Prestazioni Conseguibili
I Lavoratori con contribuzione presente nelle gestioni sotto indicate possono computarli gratuitamente nella gestione separata al fine di ottenere una prestazione pensionistica indicata a lato (in verde) a carico della predetta gestione Pensione di Vecchiaia 1          
  Pensione Anticipata 1        
  Assegno Ordinario di Invalidità        
  Pensione di Inabilità
1) Ai requisiti anagrafici e contributivi previsti per i contributivi puri Pensione Indiretta          
  Pensione Supplementare
Sistema di Calcolo Sistema contributivo          
  Condizioni 15 anni di anzianità contributiva di cui almeno 5 anni nel sistema contributivo ed almeno un contributo versato nella gestione separata. Presenza di contribuzione al 31.12.1995 purchè inferiore a 18 anni alla predetta data.
Gestioni Interessate
AGO (FPLD – Gestioni Speciali Autonomi) Fondi Sostitutivi dell’AGO (es. ex Elettrici, Ex telefonici, Ex Enpals Fondo Volo, Inpgi, eccetera) Fondi Esclusivi dell’AGO (Cassa Stato, Cps, Cpi, Cpug, Cpdel, FS, Poste) Gestione Separata Inps Fondo Clero

NO

Casse Libero Professionali (Dlgs 509/1994; Dlgs 103/1996)

NO

PensioniOggi.it
Cumulo Gratuito di cui al Dlgs 184/97 Prestazioni Conseguibili
I Lavoratori con contribuzione presente nelle gestioni sotto indicate possono cumularli gratuitamente al fine di ottenere una prestazione pensionistica indicata a lato (in verde) Pensione di Vecchiaia 1
Pensione Anticipata 1
Assegno Ordinario di Invalidità  NO
1) Al perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti per i lavoratori non in possesso di anzianità contributiva al 31.12.1995; 2) A condizione che la Cassa abbia adottato il sistema contributivo. I periodi sono validi solo ai fini del diritto (non per la misura) Pensione di Inabilità
Pensione Indiretta
Pensione Supplementare  NO
Sistema di Calcolo Sistema Contributivo          
  Condizioni Il Cumulo è esercitabile solo dai lavoratori non in possesso di anzianità contributiva al 31.12.1995 o che abbiano optato per il calcolo contributivo ai sensi della legge 335/1995. E’ inoltre necessario che gli interessati non siano già titolari di un trattamento pensionistico erogato da una delle gestioni nell’ambito delle quali si chiede il cumulo.
Gestioni Interessate
AGO (FPLD – Gestioni Speciali Autonomi) Fondi Sostitutivi dell’AGO (es. ex Elettrici, Ex telefonici, Ex Enpals Fondo Volo, Inpgi, eccetera) Fondi Esclusivi dell’AGO (Cassa Stato, Cps, Cpi, Cpug, Cpdel, FS, Poste) Gestione Separata Inps Fondo Clero

NO

Casse Libero Professionali 2
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Pensioni Scuola, domande entro il 20 dicembre


Pensioni Scuola, domande entro il 20 dicembre

Domande entro il 20 dicembre 2017 per la pensione nel 2018: regole e casi particolari (part-time, pensione anticipata, Opzione Donna, cessazione d’ufficio) per il comparto Scuola.

Per fare domanda di cessazione dal servizio e pensione bisogna avere i seguenti requisiti:

  • pensione di vecchiaia: 66 anni e 7 mesi e 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018;
  • pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne, anche in questo caso entro il 31 dicembre 2018;
  • Opzione Donna: 57 anni di età e 34 anni, 11 mesi e 16 giorni di contributi entro il 31 dicembre 2015. In questo caso, l’intera pensione è calcolata con metodo contributivo.

Attenzione: per la maturazione del requisito contributivo è anche possibile cumulare i contributi versati presso altre gestioni previdenziali, ad esempio le casse private dei professionisti. Nel caso specifico dell’esercizio del cumulo contributi, ogni gestione calcolerà pro quota la sua parte di pensione.

Domanda pensione Scuola

La domanda si presenta con unica istanza utilizzando la procedura web POLIS “istanze on line” sul sito del Ministero dell’Istruzione. Solo il personale in servizio all’estero può presentare la domanda, eventualmente, in modalità cartacea. Procedura differente per il personale delle province di Trento, Bolzano, e Aosta, che presenta la  domanda in formato cartaceo direttamente alla propria scuola, che provvederà ad inoltrarle ai competenti Uffici territoriali.

Coloro che chiedono la pensione contributiva e il part-time (non avendo ancora 65 anni) devono anche indicare se, in caso di risposta negativa, preferiscano la cessazione dal servizio o la prosecuzione del rapporto full time.

Il 20 dicembre è anche il termine per presentare la domanda di trattenimento in serviziodel personale della Scuola impegnato in progetti didattici internazionali in lingua straniera innovativi, previsti dalla legge 208/2015, comma 257. Si tratta della possibilità di chiederedue anni in più di permanenza in servizio, che deve essere autorizzata e motivata dal dirigente scolastico e dal direttore generale dell’ufficio regionale.

Il personale della Scuola che ha già presentato domanda di pensione 2018, ha tempo sempre fino al 20 dicembre per presentare eventuale revoca, sempre utilizzando la procedura web POLIS.

Ecco, infine, quali sono le situazioni in cui scatta il pensionamento d’ufficio:

  • 65 anni di età compiuti entro il 31 agosto 2018 e possesso di un qualsiasi diritto a pensione (ad esempio, pensione anticipata);
  • 66 anni e sette mesi di età e 20 anni di contributi entro il 31 agosto 2018.

Coloro che hanno 66 anni e sette mesi ma non hanno ancora maturato i 20 anni di contributi possono restare in servizio fino a 70 anni e sette mesi.

Circolare numero 195 del 10-11-2016


Corresponsione della 13^ mensilità e dell’Indennità Integrativa Speciale su pensioni percepite in costanza di attività lavorativa erogate a carico delle Gestioni esclusive dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.

Sorgente: Circolare numero 195 del 10-11-2016

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